Brickpatici https://www.brickpatici.it ASSOCIAZIONE CULTURALE DEDICATA AI PIU' FAMOSI MATTONCINI DEL MONDO Fri, 28 May 2021 12:42:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.6.19 https://www.brickpatici.it/brickpatici/wp-content/uploads/2019/09/cropped-brickpatici-32x32.png Brickpatici https://www.brickpatici.it 32 32 The Dragon Slayer (alternative instruction) https://www.brickpatici.it/the-dragon-slayer/ Thu, 20 May 2021 22:44:17 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=7068 A disposizione per tutti le istruzioni alternative del sesto set della linea brickpatici ideas limited edition, raffigurante un epico scontro tra un eroico cavaliere pronto a tutto per difendere il suo castello e un drago […]

The post The Dragon Slayer (alternative instruction) first appeared on Brickpatici.

]]>
A disposizione per tutti le istruzioni alternative del sesto set della linea brickpatici ideas limited edition, raffigurante un epico scontro tra un eroico cavaliere pronto a tutto per difendere il suo castello e un drago sputa fuoco

Brickpatici ideas #06 MODEL B

The post The Dragon Slayer (alternative instruction) first appeared on Brickpatici.

]]>
SOGNO DI MEZZANOTTE https://www.brickpatici.it/sogno-di-mezzanotte/ Tue, 21 Apr 2020 08:36:41 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=7027 di David Lambertucci e Giuliano Malatesta Ogni set LEGO ® racchiude in sé una storia per il suo proprietario: spesso tra gli AFOL sono storie di infanzia, di eventi o di ritrovamenti improbabili come lo […]

The post SOGNO DI MEZZANOTTE first appeared on Brickpatici.

]]>
di David Lambertucci e Giuliano Malatesta

Ogni set LEGO ® racchiude in sé una storia per il suo proprietario: spesso tra gli AFOL sono storie di infanzia, di eventi o di ritrovamenti improbabili come lo scovare  una monorotaia  MISB nel cesto dei panni sporchi… Ma questa storia è diversa, questa storia inizia a mezzanotte… e non è quella di Natale.

Il 1 Aprile 2020 alle 00.00 per una singolare congiunzione astrale tra gioie e sfighe, centinaia di migliaia di italiani erano con gli occhi incollati ai monitor dei propri PC  e il dito sul mouse come nemmeno il miglior Clint Eastwood avrebbe potuto fare con il suo revolver il qualche storico western.
Nella moltitudine di coloro i quali erano intenti a litigare con il sistema DOS del sito dell’INPS, alcuni valorosi noncuranti erano intenti in pratiche prettamente legose.

L’apertura dello Skaerbaek fan week end… e l’uscita del nuovo set Ideas: Pirates of Barracuda Bay!

Eh sì… il BARRACUDA, un nome che abbiamo imparato ad amare da adulti, ma che identifica forse il più iconico dei set che un tempo conoscevamo come LO SQUALO NERO!
Un paio di settimane (o qualcosa di più per i meglio informati) non sono bastate comunque a digerire l’emozione di vedere di nuovo dopo 31 anni scatola con bordi gialli e vele a strisce rosse battere bandiera pirata nel salone di casa.
Le solite polemiche sullo stravolgimento della creazione caricata su IDEAS® sono state abbattute come l’astronave di Indipendence Day, ma più in fretta.
L’idea di avere per le mani un set di gargantuesche dimensioni che possa essere convertito da isola a nave e viceversa fa tornare tutti bambini… e da anni sui social non si sentivano decantare le lodi della LEGO® – se non da parte di quei noiosi fan di Star Wars che hanno ottenuto un nuovo set ogni 4 giorni…

Eseguito l’ordine e sborsata la non esigua somma per ottenere il nuovo oggetto del desiderio, comincia un’altra avventura, quella della consegna. Incertezze, dubbi e paure al tempo del Covid-19 prendono ancora più forma nella testa di qualunque AFOL, che comincia a guardare all’orizzonte come se fosse sulla coffa del galeone nella speranza di avvistare il corriere.

A chi prima e a chi dopo… Finalmente il pacco arriva.
Bello, enorme, pesante e con quella banda gialla trasversale che ti riporta nel 1989 più velocemente di una DeLorean!

La goduria comincia ben prima dell’apertura della scatola: le foto trovate in rete prendono vita e l’immagine già vista cento volte dallo smartphone è ora fisicamente tra le mani, pronta a prendere vita!
Per chi nei giorni precedenti l’arrivo ha avuto modo di prendere in mano la scatola del vecchio Barracuda, l’analisi del box è ancora più profonda. Sulla vecchia scatola infatti, come era solito all’epoca, sono raffigurate immagini che rappresentano costruzioni alternative che era possibile eseguire con il set e per tutte loro c’è un comune denominatore: trasformare la nave in un approdo sperduto tra i sette mari.
Chi mai avrebbe fatto una cosa del genere all’epoca? Come era possibile rinunciare ad una nave così bella per costruire un rifugio sperduto in mezzo all’oceano? Non si sa… ma quello che una volta era improponibile, ora è pronto per essere montato… ed è bellissimo.

Si sgombera un tavolo, ma non un tavolo in un angolo di casa… IL TAVOLO, quello delle cene con gli amici e delle occasioni! Aprendo la scatola per ordinare le buste numerate, un altro ricordo attraversa questi tre decenni come un lampo: quei colori, quel nero e quel giallo così… GIALLO, di nuovo insieme, e quelle vele a righe rosse imbustate così religiosamente su un cartoncino completano l’impiattamento al punto che anche Cannavacciuolo si commuoverebbe.

Con avidità si procede alla costruzione di quella che sembra la parte più noiosa, ma che poi si rivela essere la chiave, semplice e geniale, che permette a questa creazione di rendersi così speciale.
Non lo si capisce però  e si va avanti ingordamente per mettere finalmente le mani sui brick che compongono lo scafo… e lì, lì comincia davvero l’esperienza che farà restare questo set nel cuore di grandi e piccoli per almeno altri 30 anni.

Colori, geometrie e tecniche si fondono per ricomporre in chiave moderna quello stile così unico che ci ha fatto solcare i 7 mari senza muoverci dal tappeto del salone.

CONSIDERAZIONI TECNICHE SUL MONTAGGIO

Il Barracuda dell’89 rappresentò una vera e propria rivoluzione nel mondo Lego, sia per la novità del tema scelto, sia per alcune tecniche che fino ad allora non si erano mai viste in un set ufficiale: su tutte il pavimento inclinato del ponte di casseretto e la struttura delle balconate di poppa, anch’essa inclinata, per rendere al meglio le linee di un vero galeone. Non è un caso che dopo oltre 30 anni questo set sia ancora indicato come uno dei migliori di sempre.

Vero è anche che nelle tre decadi trascorse numerosissimi AFOL si sono sbizzarriti nello sfoggio delle più bizzarre trovate costruttive, alcune decisamente “illegali” e improponibili in un eventuale prodotto ufficiale, altre sempre geniali e ardite ma che in qualche modo, anno dopo anno, hanno trovato il modo di entrare a far parte della “normalità”. In questo la piattaforma Ideas (tanto giustamente bistrattata in alcuni famigerati casi) è stato il grimaldello che ha permesso a parecchie novità costruttive di venire a galla – e mai come ora tale locuzione fu più appropriata!

Senza ripercorrere mattoncino dopo mattoncino tutte le fasi costruttive (opera già effettuata ottimamente da diversi recensori), vorrei focalizzare l’attenzione su alcuni passaggi che a mio parere sono particolarmente significativi.

Già costruendo le due basi su cui saranno edificati il porticciolo e successivamente il relitto si capisce che stavolta a Billund hanno fatto sul serio di brutto. I plate medium azure e i round corner tan sapientemente assortiti danno veramente l’idea di essere approdati su un fazzoletto di sabbia in mezzo ai Caraibi: scoglio che sembra essere stato visitato da qualcun altro molto tempo addietro, come testimoniano i resti dell’idolo che altri non è che un meraviglioso omaggio all’Isola Incantata (set 6278 del 1994).

Altro incredibile cameo è rappresentato dall’insegna della “Taverna di José”, che arriva nientepopodimeno che da un altro set storico, la locanda medievale (Guarded Inn, 6067 del 1986). Un crossover di generi che lascia a bocca aperta, come anche la soluzione scelta, assolutamente controintuitiva, per sostenere il vessillo… ma questa è una sorpresa che non voglio spoilerare a chi costruirà – come quella di scoprire un piccolo errore in un passaggio nelle istruzioni…

Ho impiegato ben tre serate per costruire tutta la Baia del Barracuda perché mi sono voluto gustare ogni step, e vi garantisco che ne è valsa la pena, anche perché secondo me è il modo migliore per assimilare nuovi modi di costruire. Per esempio, quanti avrebbero pensato di fare il rullo d’avvolgimento della ”catena” dell’ancora così come vedete? Già dall’inizio fissare sulla griglia del ponte di castello il plate round 4×4 forato al contrario è per me una trovata geniale, che fa risparmiare altri passaggi e pezzi. E poi le maniglie fatte così… sembra proprio vero!

Proprio in quella zona l’aggancio dell’albero di bompresso è strutturato in maniera che nulla si possa staccare accidentalmente (come invece accadeva col vecchio Barracuda): questa è una caratteristica comune a diversi passaggi in questo set. L’introduzione dei “Mixel joint” – i pezzi con i codici Bricklink 22890-14417 e 14418-14704 – è stata un punto di svolta imprescindibile, e andando avanti nella costruzione se ne vedranno utilizzi sempre più arditi: uno su tutti l’aggancio dell’intera prua all’isola, con un’angolazione impensabile che caratterizza in modo inequivocabile questo set.

Ecco: se devo sottolineare cosa cattura maggiormente la mia curiosità, questo è senza dubbio il modo di rendere le sezioni inclinate mantenendo una grande stabilità. Emblematiche sono le murate della zona santa barbara/stiva, costruite “a testa in giù”, appoggiate ai vari slope della poppa ed ancorate saldamente al locale interno.

Passando al piano superiore, cosa dire della cabina del comandante? Un gioiellino sotto ogni punto di vista: geometrie, disposizione degli arredi, inventiva. La sola poltrona è di una semplicità e a un tempo bellezza disarmanti. A ben vedere ci sono solo sei suppellettili ma non serve altro – d’altronde, in trent’anni di permanenza su una minuscola isola sperduta cosa volete abbia potuto collezionare capitan Barbarossa?…

Come se ce ne fosse bisogno (ma per un AFOL c’è SEMPRE bisogno), l’ennesima chicca per deliziare i palati fini: una finestra semi-diroccata, ad accentuare il carattere “sgarrupato” della sistemazione dei naufraghi. Anche qui una trovata a ben vedere non molto complessa, ma quando ci sono “fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione” l’effetto è assicurato!

In definitiva, cosa dire? Certo, il progetto originario proposto era splendido e merita di essere visto dal vivo; le vele non hanno affatto lo stesso appeal di quelle dell’89; ci saranno pure altri particolari che un esperto mastro costruttore avrebbe reso meglio… Ma il mio giudizio, al netto di ogni possibile critica, è che stavolta TLG ha centrato appieno l’obiettivo, con un prodotto che conquisterà i cuori tanto dei quarantenni nostalgici quanto dei bambini e dei neofiti. Promosso a pieni voti e con lode!

E poi anche Pac-Man approva!

The post SOGNO DI MEZZANOTTE first appeared on Brickpatici.

]]>
RED BARON https://www.brickpatici.it/6052-2/ Tue, 17 Sep 2019 15:08:49 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=6052 Buonasera amici di Vintage Bricks. Questa sera vi parlerò di un bellissimo set, che ( secondo me)non ha ricevuto la giusta gloria. E’ un set vecchio di 16 anni, e fa parte di quella serie […]

The post RED BARON first appeared on Brickpatici.

]]>
Buonasera amici di Vintage Bricks.

Questa sera vi parlerò di un bellissimo set, che ( secondo me)non ha ricevuto la giusta gloria. E’ un set vecchio di 16 anni, e fa parte di quella serie di set commemorativi che rappresentano veicoli realmente esistiti: Sua Maestà il FOKKER DR.i, meglio conosciuto nel mondo Lego come RED BARON (10024-1)

Ora, premetto che, a mio avviso, Lego abbia fatto una colossale gaffe, nel chiamare il set di un aereo, col nome del pilota.
E’ pure vero che il Barone Rosso, è considerato l’Asso degli Assi.
E’ pure vero che è considerato così, da entrambi gli schieramenti
E’ pure vero che, dopo la sua uccisione per mano della artiglieria australiana, è stato seppellito con gli onori dai nemici
Sono vere tutte queste cose, ma resta il fatto che non capisco la decisione. Se pensate, il Sopwith Camel (per intenderci, questo era uno dei caccia della RAF , durante il primo grande conflitto) era il nome dell’aereo.
Perchè non fare la stessa cosa???

Poco male. Andiamo oltre.
Ho avuto la fortuna di montare questo bellissimo set. All’inizio può lasciare perplessi, ma dopo pochissimo ci si rende conto della sua notevole dimensione
Da montare è stato uno spasso, e la parte più bella, è il motore con le due mitragliatrici, e l’elica a doppia pala

Il set è composto da 670 parti, prevalentemente di color rosso (chissà perchè..)
e con le “Tatzenkreuz” adesive, poste sulle ali, sulla coda e sul timone dell’aereo.
Col nome “Tatzenkreuz” intendiamo la famosa croce mantovana, tipica della Luftstreitkräfte (che è appunto, la componente aerea dell’esercito dell’impero tedesco, durante la prima guerra mondiale)

Sostengo che non abbia avuto la giusta gloria, ma forse è solo una mia impressione. O meglio, è un set spettacolare, che avrebbe meritato più considerazione
Questo lo ha reso raro. E poco economico.
Sfogliando la lista dei componenti, non troviamo nulla di esageratamente fuori dal comune. Fatta eccezione per i 6 red tile 6×16 ( Red Tile, Modified 6 x 16 with Studs on Edges cod. 6205),
e per i particolari brick round neri (Black Brick, Round 1 x 1 x 2/3 with Flower Edge (4 knobs on base) cod. 33286)
il resto è più o meno burocrazia.
é pur vero però che per quei 6 pezzi rossi bisogna cacciare una 60ina di eurini, mentre con una decina di euro, si prendono quei due particolari brick neri.
Che non è poco. Quindi forse sono stato riduttivo, nel definirlo comune.
Anche perchè, e qui tocchiamo note dolenti, il set di adesivi originale si fatica a trovarlo. Nuovo, un pò di tempo fa stava sui 70 euro. Ora conviene informarsi bene dal venditore, sullo stato dell’usato.
Perchè altrimenti si corre il rischio di avere un bellissimo set, ma incompleto
Poi come sempre è questione di percentuali. Tanti si accontentano magari del set, anche con adesivi stampati da terzi…
De gustibus

Resta comunque da affrontare una spesa di divese centinaia di euro.
Ma sono ben spesi. Io, personalmente lo consiglio. E non solo per quello che rappresenta, ma per il piacere che offre durante il montaggio. Da spettacolo anche come soprammobile. Più di un galeone pirata. E se lo dico io che sono di parte……

SET NUMERO: 10024-1
ANNO: 2002
CATEGORIA: SCULPTURES
PEZZI: 670

LISTA PEZZI: https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=10024-1
FONTE BRICKLINK

Se volete più informazioni sull’aereo: https://it.wikipedia.org/wiki/Fokker_Dr.I
Se volete più informazioni sul pilota: https://it.wikipedia.org/wiki/Manfred_von_Richthofen

The post RED BARON first appeared on Brickpatici.

]]>
Microscala e minimalismo https://www.brickpatici.it/microscala-e-minimalismo/ Tue, 02 Apr 2019 17:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=6002 Volendo trovare punti di contatto tra la tecnica del microscala ed una corrente artistica non possiamo non accostarci al minimalismo. Il micro-builder è a tutti gli effetti un costruttore minimalista. In proposito vi riporto tre […]

The post Microscala e minimalismo first appeared on Brickpatici.

]]>
Volendo trovare punti di contatto tra la tecnica del microscala ed una corrente artistica non possiamo non accostarci al minimalismo. Il micro-builder è a tutti gli effetti un costruttore minimalista.
In proposito vi riporto tre interessanti definizioni pescate nel web:

  • Minimalismo complessivo: l’idea di ridurre al massimo il numero di prodotti e materiali impiegati nella costruzione, ovvero nel componimento di un corpo architettonico;
  • Minimalismo locale: l’idea di ridurre al massimo lo spazio urbano o semplicemente fisico che occuperebbe un corpo architettonico;
  • Minimalismo detrattivo: l’idea di ridurre al massimo le caratteristiche estetiche aggiuntive che possederebbe un corpo architettonico.

Personalmente trovo che l’essenza del microscala stia perfettamente nella summa di queste definizioni:

  • ridurre il numero elementi, ovvero ricorrere al minor numero di “pezzi”;
  • ridurre lo spazio, ovvero riprodurre in piccolo ciò che nella realtà occupa un volume maggiore;
  • ridurre le caratteristiche estetiche, ovvero “limitarsi” a richiamare quelle essenzialmente distintive.

Di seguito alcune “opere” di Justin MacMillan, ed un piccolo estratto di un suo articolo pubblicato sul numero 36 di settembre 2015 del Brick Journal.

“My LEGO work is mostly small-scale architecture, and it is inspired by the places I’ve lived. Over the years I’ve called three coasts home. In my time moving from one side of the United States to the other, I have seen a lot of buildings and infrastructure. As a kid, my parents’ professions also exposed me to several building styles, while their approach to life allowed me to experience different cultures and a diverse set of experiences that would shape my vision and understanding of how different people live together on this little blue ball we collectively call home.”

Il mio costruire con i LEGO è perlopiù architettura su piccola scala, ispirato ai luoghi in cui ho vissuto. Nel corso degli anni ho chiamato casa tre coste. Passando da una parte all’altra degli Stati Uniti, ho visto molti edifici e infrastrutture. Da bambino, le professioni dei miei genitori mi hanno offerto la possibilità di osservare diversi stili di costruzione, mentre il loro approccio alla vita mi ha permesso di sperimentare diverse culture e una serie diversificata di esperienze che avrebbero modellato la mia visione e comprensione di come persone diverse vivono insieme su questa piccola palla blu che chiamiamo casa.

The post Microscala e minimalismo first appeared on Brickpatici.

]]>
Ciao Mario https://www.brickpatici.it/ciao-mario/ Sat, 23 Mar 2019 06:35:40 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5996 Il Direttivo, i Soci e le Socie tutte dell’Ass. Culturale “Brickpatici” si stringono nel dolore al Presidente e alla sua famiglia per la perdita del caro padre Mario. Da noi tutti, le più sentite condoglianze. […]

The post Ciao Mario first appeared on Brickpatici.

]]>
Il Direttivo, i Soci e le Socie tutte dell’Ass. Culturale “Brickpatici” si stringono nel dolore al Presidente e alla sua famiglia per la perdita del caro padre Mario. Da noi tutti, le più sentite condoglianze.
I funerali avranno luogo oggi alle ore 09.30 presso la chiesa di San Pietro sita in via Biferno 1 in Termoli (CB).
Come da espressa volontà della famiglia, è stata istituita una raccolta fondi da donare a nome della fam. Marino alla Onlus “Sorridere Sempre” di Termoli (CB).
Ogni donazione volontaria e di qualsiasi importo potrà essere inoltrata sul conto PayPal del Socio Roberto Ricci, all’indirizzo ricci.geom.roberto@gmail.com, inserendo come causale “DONAZIONE”.
Il termine ultimo fissato per le donazioni è fissato per mercoledì 27 mar.2019.
Cogliamo altresì occasione per ringraziare tutti coloro che hanno espresso solidarietà e vicinanza al Presidente in questo difficile momento.

The post Ciao Mario first appeared on Brickpatici.

]]>
Lego 10230 (Dove c’è tanto da imparare) https://www.brickpatici.it/lego-10230-dove-ce-tanto-da-imparare/ Mon, 18 Mar 2019 18:00:47 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5983 Questo mini-modulare, rilasciato nel 2012, è un autentico manuale in tre dimensioni della Microscale Tecnique (…). Come già detto costruire in microscala significa mantenersi al di sotto della scala 1:48 (Minifigurescale); rispettata tale condizione si […]

The post Lego 10230 (Dove c’è tanto da imparare) first appeared on Brickpatici.

]]>
Questo mini-modulare, rilasciato nel 2012, è un autentico manuale in tre dimensioni della Microscale Tecnique (…).
Come già detto costruire in microscala significa mantenersi al di sotto della scala 1:48 (Minifigurescale); rispettata tale condizione si apre un ventaglio di opzioni in termini di dimensioni.
A mio parere il set rappresenta, per tecnica e dimensioni, il Microscala per antonomasia.

L’idea
Il set racchiude cinque modulari molto noti: Grand Emporium, Fire Brigade, Green Grocer, Market Street e Coffee Shop. I cinque moduli vengono poi assemblati attraverso brick modificati e pin conservando la propria autonomia anche in fase di costruzione.

La riproposizione è di sicuro effetto richiamando, con essenziale esaustività, il set di riferimento.
Di seguito i due modelli a confronto.

Grand Emporium – 10211

Molto bella l’idea dell’ascensorino per il lavavetri, gradevolissimo il richiamo della pavimentazione esterna e dell’insegna.

Fire Brigade 10197

 

Interessante la soluzione adottata per la campana e la bandiera … Non era complicato aggiungere un alberello.

Green Grocer – 10185

Quasi inappuntabile … buona l’idea dell’utilizzo della finestrella per riprodurre la vetrina.

Market Street 10190

Molto ben fatto … difficile riprodurre la scaletta d’ingresso con l’effetto chiocciola.

Lego Cafe Corner 10182

The post Lego 10230 (Dove c’è tanto da imparare) first appeared on Brickpatici.

]]>
L’auto più veloce https://www.brickpatici.it/lauto-piu-veloce/ Fri, 01 Mar 2019 18:00:11 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5969 Ciao amici di Vintage Bricks Lo sapete qual’è l’auto che sta andando più fortw in assoluto nel mondo LEGO©? Se non lo sapete, ve lo dico io: è la Porsche 911 GT3 RS 4.0. Si […]

The post L'auto più veloce first appeared on Brickpatici.

]]>
Ciao amici di Vintage Bricks

Lo sapete qual’è l’auto che sta andando più fortw in assoluto nel mondo LEGO©?
Se non lo sapete, ve lo dico io: è la Porsche 911 GT3 RS 4.0. Si amici miei, non la Bugatti (come tutti credevate), ma la nostra amata pel di carota.
Infatti, il tachimetro segna 325 KM A 8500 giri.


Per intenderci, la casa di Stoccarda ha dichiarato:

“Il motore della GT3 RS 4.0 è un propulsore in grado di erogare 500 CV a 8100 giri che riesce a spingerla a oltre 310 km/h, con un’accelerazione 0-100 in 3.9 secondi. Il cambio è un manuale a sei rapporti.”

Domanda: La GT3 RS 4.0 fa parte della serie 911, ma è la versione più sportiva della 997 GT3. Sembrerebbe quindi, che in LEGO©, abbiano commesso un errore, chiamandola 911.
Da poco. Ma pur sempre un errore…
Altro errore, il cambio. Se osservate lo sticker, la Porsche monterebbe un cambio automatico. Questo però può essere dovuto al fatto che un cambio manuale, avrebbe rappresentato un problema non da poco, in fase di costruzione.
Boh… Però potevano essere più precisi su velocità e giri…
Della Corvette ZR1 e della Porsche 911 RSR non abbiamo nulla da segnalare, mentre (sempre stando a quanto dice quel bugiardo del contachilometri ) la Bugatti ha il motore spento. Che cafoni, vero??
Comunque, una altra macchina molto veloce è la 8880. Ed è proprio qui, che volevo parare. Sapete quanto mi piacciano i Technic Old School, e questa non poteva mancare nella mia collezione.
Insomma, non saranno i sei cilindri contrapposti da 4.0 litri della GT3, ma parliamo pur sempre di un v8 vecchio stampo. Mica poco!
Qui, il tachimetro dichiara 147 KH a 3200 giri. Con ampio margine di salita…

Della Corvette ZR1 e della Porsche 911 RSr non abbiamo nulla da segnalare
Ora io non intendo entrare in merito a cosa sia più bello o no, i gusti sono gusti, e io non li discuto. Ma qui parliamo di un pezzo da 90. i giudizi, sono sempre stati più che positivi..
Anche perchè, è nutile negarlo, Fa. Fa un sacco.
Le quattro ruote sterzanti, i fanali a scomparsa e quel telaio in nero, sono il suo marchio di fabbrica. La tendenza recente vuole carrozzerie il più complete possibile. anche a costo di sfornare pezzi su misura.
Troppi adesivi, troppe curve, troppo di troppo… Volete mettere avere tutto in vista??? Sospensioni, trasmissione, sterzo…
Sarò di parte, ma con l’8880 Daytona VX4 SS, i progettisti LEGO©, hanno fatto centro. ALLA GRANDE!

The post L'auto più veloce first appeared on Brickpatici.

]]>
Gordian Robot https://www.brickpatici.it/gordian-robot/ Tue, 26 Feb 2019 18:00:30 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5949 Nome del progetto: Gordian RobotBuilder: Marchingegno78 (Marco Pellegrino)Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/8008919a-a050-4c97-a538-96bed197a7e6 Ordunque, rieccoci di nuovo, nonostante il mio “sciopero di protesta” nei confronti della piattaforma.Spiacente ma non ci sono riuscito, non stavolta! Il buon Marco […]

The post Gordian Robot first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: Gordian Robot
Builder: Marchingegno78 (Marco Pellegrino)
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/8008919a-a050-4c97-a538-96bed197a7e6

Ordunque, rieccoci di nuovo, nonostante il mio “sciopero di protesta” nei confronti della piattaforma.
Spiacente ma non ci sono riuscito, non stavolta! Il buon Marco Pellegrino è riuscito a farmi rientrare nelle fila per recensire uno dei miei robottoni preferiti degli anni ’80!
Sto parlando del mitico Gordian! Si si, lo so, ne abbiamo visti un pò in giro, ma come questo mai! Magari vi sarà anche sfuggito nella miriade di post che girano nel gruppo, ma credetemi, questo merita davvero!
Iniziamo dalle misure:
Protesser: 13cm ca;
Dellinger: 22 cm ca;
Garbin: 48 cm ca.

48 cm ragazzi! Mezzo metro di icona degli anni ’80! Se non conoscete la storia vi consiglio di andare a rivedervi tutti gli episodi!
La caratteristica di questo triplice robot era che ognuno entrava nell’altro. Daigo, il protagonista entrava in Protesser, il quale entrava in Dellinger che entrava in Garbin per formare il Gordian. Solo Daigo riusciva a pilotare questa triplice macchina – un tentativo fu fatto dalla sorella Saori, rimanendo gravemente ustionata.
Bene, questa “tipicità” del Gordian è stata magistralmente riprodotta da Marco che è riuscito a far entrare, partendo dalla minifig di Daigo (Anch’essa magistralmente riprodotta), ogni robot nell’altro! Incredibile, sono fomentatissimo e gasatissimo!
Rivedere questa icona dei robottoni riprodotta in LEGO mi ha fatto fare un passo indietro bello grande alla mia infanzia! E vi prego! Guardate le armi originali e queste riprodotte dal builder! Ci sono davvero tutte!
C’è uno sforzo sovrumano per ricreare questa “trasformazione” e bisogna dargliene merito al nostro Marco, uno sforzo che merita un

VOTO GLOBALE: 9/10 (Ovvero Prof. Otaki)

Piccolo rimprovero, scherzoso s’intende… E anche no: Ma abbiamo notizie di Clint?

The post Gordian Robot first appeared on Brickpatici.

]]>
Microscala: Scelta ed opportunità https://www.brickpatici.it/microscala-scelta-ed-opportunita/ Mon, 25 Feb 2019 18:00:14 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5941 Costruire in scala micro è una scelta che ci consente di riprodurre modelli molto piccoli di ciò che nella realtà è naturalmente gigantesco. Come detto e’ una scelta ma anche una grossa opportunità. Pensando ad […]

The post Microscala: Scelta ed opportunità first appeared on Brickpatici.

]]>
Costruire in scala micro è una scelta che ci consente di riprodurre modelli molto piccoli di ciò che nella realtà è naturalmente gigantesco. Come detto e’ una scelta ma anche una grossa opportunità.
Pensando ad un modello in microscala, come più volte ricordato, la mente ci propone subito l’immagine di uno skyline, un architecture, una microcity, un micro-veicolo ecc. … trascurandone però le potenzialità e le possibili implicazioni legate alla organizzazione degli spazi “interni”.
Nonostante le ridottissime dimensioni, un edificio in microscala può infatti celare interni molto interessanti.
I classici set in scala minifigure sono naturalmente provvisti di elementi definitivi ovvero destinati a rappresentare ciò che sono nella realtà.
Nel microscala viceversa non esistono, salvo rarissime eccezioni, elementi definitivi … eccoci quindi a dover impiegare al massimo tutta la nostra creatività e la nostra immaginazione.
A condizione di tenere sempre a mente i due cardini della tecnica (scala e colpo d’occhio), qui viene il difficile o, se volte, inizia il divertimento.
In basso alcuni render di un loft che mi sono divertito a riprodurre con Stud.io.

L’esterno volutamente minimal presenta alcuni headlight utilizzati per le finestre ed un brick 1×1 poggiato su un jumper (così da creare una piccola rientranza) come portoncino d’ingresso.

Nel suo piccolo questo appartamento offre le sue comodità:

  • letto (plate, tile, slope)
  • divano (plate, tile)
  • tavolo con 3 sedute (plate, jumper, plate round)
  • tv led (tile)
  • lampade (brick round, tile round)
  • clima (tile grille)
  • quadri e piante (tile decorated)

The post Microscala: Scelta ed opportunità first appeared on Brickpatici.

]]>
Monypoli e il primo Boardgame LEGO® https://www.brickpatici.it/monypoli-e-il-primo-boardgame-lego/ Wed, 20 Feb 2019 18:00:25 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5936 Eccomi ritrovato dopo veramente tanto tempo, tempo trascorso in ricerche per scovare sempre più curiosità per voi lettori. Sinceramente temevo di non trovare nuove curiosità vere e proprie ma poi per una ricerca personale mi […]

The post Monypoli e il primo Boardgame LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
Eccomi ritrovato dopo veramente tanto tempo, tempo trascorso in ricerche per scovare sempre più curiosità per voi lettori.
Sinceramente temevo di non trovare nuove curiosità vere e proprie ma poi per una ricerca personale mi sono imbattuto in quello che mi ha aperto a nuovi articoli che sono qui tutte per voi.
Rientrando nel mio lavoro (altrimenti il boss mi licenzia!! Ahaha) vorrei porvi una semplice domanda: siete sicuri che i boardgame LEGO degli ultimi anni siano i primi mai prodotti da LEGO?
Non vi fate prendere dal panico né tantomeno fare voli pindarici, non potrete mai immaginare cosa ho scoperto.
Premetto che mi sono imbattuto più volte nell’immagine di ciò che andrò a descrivervi ma non mi ci ero soffermato troppo sopra.
Ebbene dopo mesi mi sono tolto questo ennesimo dubbio!!
Dal titolo potete immaginare insomma di cosa stia parlando; no, non del Monopoli ma del Monypoli LEGO cioè il primo gioco da tavola (vah, parlo italiano che è meglio!!!) che le LEGO abbia mai prodotto.
Nel 1947 sappiamo che LEGO è una importante azienda manifatturiera di giocattoli in legno.
Ma il grande amore per Godtfred Kirk e suo padre Ole verso il traffico stradale li portarono in quell’anno verso la produzione di un gioco da tavola basato sulle regole stradali, con macchine in metallo, pedine di legno, carte da gioco e tutti gli elementi caratterizzanti quali cartelli stradali e perfino un poliziotto. Non che sia stata all’epoca una novità introdurre un poliziotto (perché molte altre imprese danesi, come la Tekno, producevano oggetti similari) ma questo gioco da tavola fu da ispiratore a ciò che poi si ritroverà e determinerà il “System i Leg” (il sistema di gioco).
Tant’è che le future macchinine in scala H0 dei LEGO Mursen e del “System i Leg” sono direttamente ispirate a questo gioco.

Fonte ricerca:
Mirko Crucchiola, socio Itlug, Romabrick, AFDL.it, Brickpatici. Collezionista, appassionato di storia della LEGO e builder.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://brickfetish.com/timeline/1940.html
http://www.miniland.nl/Historie/Houtpaginas/monypoli_van_lego%20eng.htm

Fonte foto:
http://www.miniland.nl/Historie/Houtpaginas/monypoli_van_lego%20eng.htm

The post Monypoli e il primo Boardgame LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
Riflessioni “Vintage” https://www.brickpatici.it/riflessioni-vintage/ Fri, 15 Feb 2019 18:00:13 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5927 Ciao amici di “Vintage Bricks”, qualche giorno fa, leggevo su una delle solite pagine Facebook, un post di una ragazza. Raccontava di quanto si fosse prodigata per riuscire a comprare un set che le stava […]

The post Riflessioni "Vintage" first appeared on Brickpatici.

]]>
Ciao amici di “Vintage Bricks”,
qualche giorno fa, leggevo su una delle solite pagine Facebook, un post di una ragazza.
Raccontava di quanto si fosse prodigata per riuscire a comprare un set che le stava particolarmente a cuore (O forse doveva ancora comprarlo, ma il succo non è questo), e mi ha fatto venire un idea, su cosa scrivere su questa settimana.
Ognuno di noi ha il suo obbiettivo da raggiungere, da ottenere, da comprare e montare. Parlo ovviamente di set LEGO®, non di filosofia di vita.
Ognuno, dietro a quel set, ci può costruire un percorso, più o meno lungo, più o meno irto.
Cosa lo renda tale, ovviamente , sono i soliti dettagli. Prezzo, disponibilità, provenienza, etc..
Ora, non mi interessa trattare la parte inerente alla vendita; quella è la parte meno nobile del concetto che voglio esprimere. Voglio parlare di quel filo invisibile che ci lega ad un set, piuttosto che ad un altro.
Il colpo di fulmine esiste nel mondo LEGO®? Io penso proprio di si.
Quante volte vi siete detti: “QUEL SET LO VOGLIO. QUEL SET SARA’ MIO!”, ma poi avete fatto i conti col dio denaro.
E allora avete edificato un progetto.
Ci avete passato ore su ore, avete contattato, sentito, chiamato, chiesto, telefonato, fatto telefonare… Tutto per avere notizie.
In quel momento eravate già sposati, mancava solo la proposta di matrimonio e l’anello. Avete aggiornato le pagine di Bricklink, con la frequenza di un adolescente che aspetta i messaggi dalla morosa.
Avete rotto i maroni persino al gatto dei vicini, pur di ottenere una trattativa privata e esclusiva! Avete mosso mari e monti, risparmiato, pianificato, venduto, acquistato e poi rivenduto, per avvicinarvi a quel mucchio di mattoncini.
E questo amici, non sarà fantastico?
Ok, le cose fantastiche saranno altre… I figli, i loro progressi, la famiglia. ma anche i LEGO® possono dare soddisfazioni che non siano solo economiche.
Ognuno si sceglie il traguardo. Va a gusti.
Io personalmente sbavavo per questo Technic Old School

Tra l’altro neanche impossibile. Eppure ci ho pensato a lungo, prima di far partire l’ordine. Posso dire che sia stato il più bello tra tutti i percorsi???
Non lo so, ma sicuramente uno dei più ricercati.
L’ho trovato in Germania (O Olanda, non ricordo) ad una cifra modesta, tutto sommato. E ora è li, dietro di me, in attesa che gli dedichi più attenzioni.
Un altro percorso che ricordo, mi ha portato a questo:

Un buon ragazzo, mi ha permesso di fare con calma. Stabilire un buon rapporto col venditore è fondamentale. Ecco perchè ritengo che a volte sia meglio spendere qualcosa in più, pur di combinare con quel venditore… Come si dice: fidelizzazione.
Sembra una parolaccia (E a volte è proprio una bestemmia) ma non è sempre così.
Insomma, ognuno si fa i suoi percorsi.
Penso anche a chi costruisce. quanta fatica, per potersi permettere tutti quei pezzi necessari… Quanti ordini su BL. quante ore a cercare il più vantaggioso tra quello in Germania, in Texas, o nel Laos!
Tutto per permettersi quella cosa.
Tutta questa manfrina però per arrivare da qualche parte. Cosa credevate, che stessi qui a pettinare le bambole e basta??? Eh no, devo pure arrivare da qualche parte…
Voglio arrivare qui, ad una domanda; e non voglio una risposta. Non mi serve, io ho le mie.
Eispondete a voi:

E UNA VOLTA CHE RAGGIUNGO QUEL TRAGUARDO???

Beh, LEGO® mica chiude i battenti domani!
Certo, con i BrickHeadz fa cadere i maroni, ma non importa, potrebbe fare di peggio.
Potrebbe fare un brickheadz di un omino Playmobil!

The post Riflessioni "Vintage" first appeared on Brickpatici.

]]>
Space Pirate Ship https://www.brickpatici.it/space-pirate-ship/ Tue, 12 Feb 2019 18:00:36 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5915 Nome del progetto: Space Pirate Ship! Builder: Modeltrainman (Nick Battaglia) Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/f8b37d14-140b-4d3c-a43c-04b246421ffc Diciamo che questo progetto vince a prescindere il “Premio Simpatia 2019”, almeno per ora. E diciamo anche che è va supportato […]

The post Space Pirate Ship first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: Space Pirate Ship!
Builder: Modeltrainman (Nick Battaglia)
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/f8b37d14-140b-4d3c-a43c-04b246421ffc

Diciamo che questo progetto vince a prescindere il “Premio Simpatia 2019”, almeno per ora. E diciamo anche che è va supportato per l’idea stessa, anzichè per la sua fattiva realizzazione!
E’ un pò come quando, anni fa, Anthrax e Public Enemy composero la famosa “Bring the Noise”, facendo letteralmente collidere due mondi.
Ecco, diciamo che Nick Battaglia ha fatto questo; ha fatto collidere il Classic Space con il mondo Pirati, e ha fatto nascere questa Space Pirate Ship.
Idea graziosa e anche ben fatta, anche se purtroppo si tratta solo di un render. Vero, non sarà l’Arcadia o la Yamato, però è un’idea simpatica e sinceramente non me la sono sentita di lasciarla li tutta sola!
Ho stimato circa 250 pz, quindi volendo potrebbe risultare anche economica in fase di costruzione.
Insomma, idea simpatica che mette d’accordo tutti.
Non mi senti di dargli un giudizio, però, ripeto, può dare un pò di spunti per le vostre MOC.

The post Space Pirate Ship first appeared on Brickpatici.

]]>
Costruire un microscala https://www.brickpatici.it/costruire-un-microscala/ Mon, 11 Feb 2019 18:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5920 (Piccola nota autobiografica) In generale prima, durante, e dopo la “costruzione” mi assicuro di aver rispettato quelli che considero due cardini: Scala inferiore a quella minifigure; Colpo d’occhio. Volendo, l’essenza del microscala è tutta qui. […]

The post Costruire un microscala first appeared on Brickpatici.

]]>
(Piccola nota autobiografica)
In generale prima, durante, e dopo la “costruzione” mi assicuro di aver rispettato quelli che considero due cardini:

  • Scala inferiore a quella minifigure;
  • Colpo d’occhio.

Volendo, l’essenza del microscala è tutta qui.
Oggi, riguardando i miei primi esperimenti, mi accorgo di aver sempre avuto riguardo, seppur inconsapevolmente, più per la seconda che per la prima regola.
Costruire con i Lego è un qualcosa di dinamico. Confrontate i primi LEGO® con quelli attuali… Personalmente apprezzo tantissimo i primi perché vintage, ma è innegabile che quelli attuali siano meglio definiti o per così dire “più “evoluti”.
Come accade un pò per tutte le MOC anche per il microscala non esiste però un manuale. Di contro esistono molte tecniche, quelle sì ampiamente descritte, per rappresentare una finestra, una porta, un edificio, un albero, una vettura, ecc.

Nell’immagine in alto il posizionamento di alcuni slope “a scalare” e l’utilizzo di un Technic brick con foro assiale ci danno la facciata frontale di una chiesa.

The post Costruire un microscala first appeared on Brickpatici.

]]>
1, 2, 3… PIZZA! https://www.brickpatici.it/1-2-3-pizza/ Fri, 08 Feb 2019 18:00:19 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5896 I nostri amici gialli nel 1994 ebbero finalmente la possibilità di animare uno dei classici set città di quell’epoca e ancora molto adattabile alle città moderne…il set  6350 Pizza To Go. Un set con un […]

The post 1, 2, 3... PIZZA! first appeared on Brickpatici.

]]>
I nostri amici gialli nel 1994 ebbero finalmente la possibilità di animare uno dei classici set città di quell’epoca e ancora molto adattabile alle città moderne…il set  6350 Pizza To Go. Un set con un design originale ben progettato nei suoi dettagli e uno dei pochi negozi di cibo di quel periodo caratterizzato principalmente da edifici come stazione di servizio, polizia pompieri ecc. Il set composto da poco meno di 150 pezzi  è ben progettato e sfrutta al massimo la baseplate da 16×8 grigia dove viene edificato.
L’edificio come tutti quelli del periodo è aperto sul retro, composto principalmente da pezzi bianchi e tetto e particolari rossi. La parte di somministrazione al pubblico/laboratorio è progettata stando attenti ad ogni singolo dettaglio come il rubinetto, la pala per infornare fatta utilizzando un remo per barche, l’altezza del tetto  che è abbastanza alta da permettere al pizzaiolo di starci con il suo cappello alto da chef.
La piccola torre comprende la parte principale della pizzeria, il forno. Contiene una porta nera con un forno a due ripiani e uno sfiato di raffreddamento.
L’edificio sopra il tetto inclinato ha una bellissima insegna che lo contraddistingue con scritto “PIZZERIA” con un elegante adesivo che però limitava l’uso dei brick per evitare di rovinarlo.
I colori del logo e dell’edificio danno un tocco molto nazionalista a questo set conosciuto in tutto il mondo.
Nel complesso, è un edificio compatto ma ben studiato pronto ad essere edificato in qualsiasi situazione cittadina. Questa pizzeria è stato il primo set dove degustare un buon spicchio del primo “cibo al gusto di abs” per le nostre minifigure con l’introduzione del tile 2×2 giallo con la grafica della pizza, e quest’ultima si poteva far degustare in loco su un piccolo tavolino con un bellissimo ombrellone fatto su dish inverted bianco con la grafica a strisce rosse e verdi che ricordano l’edificio, oppure c’era la possibilità di consegne a domicilio.
Il pony express della situazione è dotato di un piccolo furgone delle consegne, un veicolo senza portiere per permettere la salita e la discesa rapida ad ogni consegna caratterizzato dalle grafiche dell’edificio per essere riconosciuto da tutti gli amici gialli al suo passaggio, dove sul retro utilizzando una classica finestra come sportello ci si poteva infilare un paio di pizze da consegnare.
Le minifigure presenti in questo iconico set erano tre, uno chef/pizzaiolo, l’autista del furgone, un classico omino con salopette blu e cappellino bianco e una bella minifig, con il top rosso senza spalline dal viso seducente.
Un vero successo a tutto brick per questo set classico che tra edificio, pezzi decorativi, il bidone dell’immondizia, il veicolo e pezzi particolari come il rubinetto non ha niente da modificare.
Si adatta anche facilmente ad altre reinterpatazioni in altri colori per dare un pò  di concorrenza nel settore, giusto un po’ di competitività anche se il cibo proposto saprebbe sempre da ABS.

The post 1, 2, 3... PIZZA! first appeared on Brickpatici.

]]>
LEGO® Architecture https://www.brickpatici.it/lego-architecture/ Mon, 04 Feb 2019 18:00:40 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5893 Credo di aver realmente iniziato ad apprezzare il microscala solo dopo aver visto i primi set delle serie LEGO® Architecture. Probabilmente anche agli occhi di un architetto (LEGO® fan di primo pelo) passeranno inosservati i […]

The post LEGO® Architecture first appeared on Brickpatici.

]]>
Credo di aver realmente iniziato ad apprezzare il microscala solo dopo aver visto i primi set delle serie LEGO® Architecture.
Probabilmente anche agli occhi di un architetto (LEGO® fan di primo pelo) passeranno inosservati i tanti dettagli e le tecniche di costruzione che si nascondo dietro questi meravigliosi modelli per concentrarsi su altri aspetti.
Molti di noi conoscono il tema grazie agli skyline delle grandi città. Ebbene non tutti sanno che questa sub-categoria della famiglia Architecture è relativamente giovane (i primi skyline risalgono infatti al 2016).
Un po’ di storia e qualche curiosità…
“Nel 1961, LEGO® introdusse la gamma di prodotti “Modello in scala” per far fronte al crescente interesse delle persone nel progettare le proprie case in quel periodo. Quasi 50 anni dopo, Adam Reed Tucker, un artista con una laurea in architettura della Kansas State University, ha proposto di riportare questa combinazione di architettura e gioco, ma in un modo diverso. I primi modelli di Lego Architecture di Tucker erano per i grattacieli della sua città natale, Chicago, e così è iniziato tutto.
I primi sei set di costruzione della gamma sono stati rilasciati nel 2009, come parte di due serie: la serie Landmark e la serie Architecture. La serie Landmark comprendeva modelli di quattro grattacieli statunitensi: Sears Tower e John Hancock Center a Chicago, Space Needle a Seattle e Empire State Building a New York City, mentre la serie Architecture includeva modelli dei due capolavori di Frank Lloyd Wright : il museo Solomon R. Guggenheim e Fallingwater.
Nel 2011, LEGO® Architecture ha oltrepassato i confini degli Stati Uniti e ha raggiunto il livello mondiale con l’uscita del set Burj Khalifa e, successivamente, della serie della Porta di Brandeburgo di Berlino, come parte della serie Landmark. La serie Architect’s è diventata globale nel 2012 con l’uscita del modello Lego per la famosa Sydney Opera House.”
Una menzione particolare tocca al set LEGO® Architecture (2013) che con i suoi 1210 “brick” bianchi e trasparenti sembra destinato ad un pubblico adulto se non di professionisti.
Osservate questi modelli anche solo guardando le immagini sulla confezione. Concentratevi su un edificio, un monumento osservandoli da vicino. Tornate a casa e provate a riprodurli personalizzandoli.
In alternativa potete provare a scaricare qualche libretto di istruzioni… Io lo faccio spesso.

The post LEGO® Architecture first appeared on Brickpatici.

]]>
Microcity: Meribia di Marco De Bon https://www.brickpatici.it/microcity-meribia-di-marco-de-bon/ Mon, 28 Jan 2019 18:00:47 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5884 Immergiamoci subito nelle atmosfere di questo diorama per provare poi ad analizzarne alcuni aspetti tecnici e stilistici. Vi lascio alle parole dell’autore… “Ho cominciato la costruzione della mia Microcity (che ho chiamato Meribia) un anno […]

The post Microcity: Meribia di Marco De Bon first appeared on Brickpatici.

]]>
Immergiamoci subito nelle atmosfere di questo diorama per provare poi ad analizzarne alcuni aspetti tecnici e stilistici.
Vi lascio alle parole dell’autore…
“Ho cominciato la costruzione della mia Microcity (che ho chiamato Meribia) un anno fa, agli inizi del 2018; precedentemente, la mia esperienza si fermava alla costruzione di mech, ma quella della micro scala è un mondo che mi ha sempre incuriosito. Una volta studiati certi meccanismi, mi ci sono buttato e ho creato i primi 4-5 edifici, ma ben presto mi sono accorto che, accanto ai miei amati robottoni, ormai cominciavano ad accumularsi piccole strutture, palazzi di ogni tipo e così via; così ho realizzato un primo mini quartiere, già predisposto per una possibile espansione. Contemporaneamente, ho partecipato con i miei mech alle mie prime esposizioni nelle varie fiere dedicate al mattoncino e mi sono accorto di quanto sia importante curare l’esposizione e quanto colgano l’attenzione le moc più grandi. Quindi ho pensato di unire tutto ciò che mi riesce discretamente con il Lego ed è nato un vero e proprio progetto: Meribia doveva essere al contempo una intera microcity indipendente, ma anche un diorama funzionale allo scontro tra due mech. Naturalmente, quei mech non possono ospitare una minifig, vista la scala, pertanto le due realizzazioni si rifanno allo spirito e proporzioni dei colossi del film Pacific Rim. Per Meribia ho previsto un totale di sei quartieri/zone, e sono attualmente all’80% della realizzazione. I quartieri tendono a portare gradualmente la city ad un cuore centrale che presenta i palazzi più grandi, e questa è stata una precisa scelta espositiva, in modo che l’osservatore possa vedere quasi tutto già ad un primo colpo d’occhio. E per ”tutto” intendo anche i due ingombranti ospiti che calpesteranno la città, che hanno il loro posto preciso. Dopo la sesta zona il progetto sarà definitivamente chiuso, ma non ho intenzione di abbandonare l’idea dei diorami funzionali ai mech; molto probabilmente tenterò con scale diverse e con approcci alternativi.”

 

Il colpo d’occhio è meraviglioso, edifici tra il moderno ed il futuristico, colori e stili ben accostati.
Per l’imponenza spiccano, senza mai oscurare il resto, il cuore di grattacieli light gray/sand green con i suoi slope curvi, ed il distretto semi-industriale.
Qui, tra edifici (istituti) dedicati alla ricerca e impianti, la fanno da padroni tile e slope curvi, un dish inverted (radar), varie wheels e bricks round.

Le dimensioni e l’elevata densità di elementi ne fanno un’opera perfetta per esposizione in eventi fieristici.

Nota
Molte microcity sono più facilmente apprezzabili in foto, altre meno. Ferme restando le proporzioni (la scala), l’estensione può fare la differenza specie nel caso di “opere” da esporre in spazi molto ampi (es. capannoni).

Altri elementi di pregio:

  • la simmetria degli edifici;
  • la distribuzione degli elementi (molto belli quelli a schiera nella combinazione tan, trans clear e dark brown);
  • la rotazione – rispetto all’asse normalmente imposto dagli incastri – di alcuni edifici;
  • la pulizia delle linee;
  • il verde (personalmente lo ritengo un must);
  • last but not least la base, ben curata e studiata per l’incastro di moduli/quartieri aggiuntivi.

In attesa dell’ultimo e definitivo step me ne starò qui a contemplare Meribia, cercando spunti ed idee (ce ne sono diversi) da replicare in qualche sessione di “lavoro”.
Ancora grazie Marco

The post Microcity: Meribia di Marco De Bon first appeared on Brickpatici.

]]>
Lego® on Juno https://www.brickpatici.it/lego-on-juno/ Thu, 24 Jan 2019 18:00:59 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5873 A pochissimi giorni dal 28 gennaio (brevetto LEGO®) vi voglio lasciare questa piccola curiosità che probabilmente in pochissimi ne saranno a conoscenza. Ma cosa è? In realtà una piccola pillola che però è un po’ […]

The post Lego® on Juno first appeared on Brickpatici.

]]>
A pochissimi giorni dal 28 gennaio (brevetto LEGO®) vi voglio lasciare questa piccola curiosità che probabilmente in pochissimi ne saranno a conoscenza.
Ma cosa è? In realtà una piccola pillola che però è un po’ affascinante. E infatti posso dire sinceramente che qualsiasi LEGO fan datato è pazzo per il LEGO Space, sia per il suo fascino sia per i ricordi d’infanzia che evoca, ma non sa che seriamente LEGO è nello spazio.
Se vi state chiedendo come, beh con tre Minifig!
In realtà non sono, anzi non sono state effettivamente Minifig ufficiali ma realizzate appositamente per questo evento. E purtroppo devo fermare lo spirito del collezionista che è in voi, queste Minifig non esistono più o meglio non sono presenti più nella loro interezza sulla terra.
Infatti dopo accordi commerciali tra LEGO e NASA furono creare tre Minifig in alluminio (fonte non certa) rappresentativi di Giove (o Zeus per la mitologia greca), Giunone (compagna di Giove) e Galileo Galilei (colui che osservò per primo Giove pianeta) e quindi simbolicamente collegate alla missione. Nell’Agosto del 2011 la sonda Juno e l’omonima missione parti alla volta di Giove per analizzare nuovamente la sua atmosfera e superficie con a bordo questi ospiti illustri.
Nell’estate del 2016, come da piani, la sonda approccio l’orbita di Giove e dopo tutte le analisi di rito la sonda venne fatta precipitare su pianeta lasciando li, per sempre, i suoi pezzi e i tre illustri passeggeri.
Ricordiamoci la prossima volta che guardiamo Giove con qualche binocolo astronomico o Telescopio che li nello spazio poco profondo tre piccoli omini per pochissimo tempo hanno “vissuto la loro breve vita” e sono i primi serius toy ad aver messo “piede” nello spazio.

Fonte:
Mirko Crucchiola Afol, socio Itlug, Romabrick, Brickpatici, AFDL.it e amante della storia LEGO.

Approfondimenti:
https://www.google.it/amp/destroythisnerd.com/2016/07/04/le-minifigure-lego-viaggio-verso-giove/amp/
https://www.supereva.it/svelato-il-prezioso-carico-dellastronave-juno-3-minifig-lego-13445

Fonte foto:
https://www.supereva.it/svelato-il-prezioso-carico-dellastronave-juno-3-minifig-lego-13445

The post Lego® on Juno first appeared on Brickpatici.

]]>
Coffee Moka https://www.brickpatici.it/coffee-moka/ Tue, 22 Jan 2019 18:00:27 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5864 Nome del progetto: Coffee Moka Builder: MagoSecchioPlacido (Andrea e Dario Frattolillo) Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/50b0d50f-fb3b-4a92-b044-c975148498ea Bene! Finalmente un ‘Ideas fatta da italiani e destinata prevalentemente agli italiani! E, soprattutto, fatta “in famiglia”! Ma andiamo per […]

The post Coffee Moka first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: Coffee Moka
Builder: MagoSecchioPlacido (Andrea e Dario Frattolillo)
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/50b0d50f-fb3b-4a92-b044-c975148498ea

Bene! Finalmente un ‘Ideas fatta da italiani e destinata prevalentemente agli italiani! E, soprattutto, fatta “in famiglia”!
Ma andiamo per ordine.
Dunque, anche solo per provare, spesso i builders si sono cimentati nella replica in mattoncini di oggetti di uso comune (E’ una delle mie specialità, o qualcosa del genere), perchè il riprodurre quel oggetto è anche un altro modo di fare costruzione. E vi assicuro che la sfida è appassionante!
Per cui, papà Dario Frattolillo e suo figlio Andrea di 15 anni (Applausi soprattutto al futuro AFOL), napoletani veraci, hanno preso il toro per le corna (O forse dovrei dire la Moka per il manico?) e si sono buttati a capofitto nella costruzione di un’icona non solo della cultura napoletana, ma dell’italianità, e aggiungo, nel mondo. Mecabricks alla mano ed ecco che la classica mokona da caffè è  bella e fatta!
In molti di voi, magari, vedendo questo Ideas, verrebbe da pensare “Ma perchè farla e proporla a LEGO?”
I motivi, secondo il mio personalissimo parere, sono molti, e proverò a spiegarvi quelli più ovvi per spingervi a supportarlo.
Il primo ve l’ho già spiegato, anzi, i primi due; costruire un oggetto di uso comune e costruire un simbolo dell’italianità per eccellenza. Cito pertanto, dalla descrizione del progetto quel che Andrea e Dario hanno da dire a riguardo:

“Un oggetto di culto tutto italiano che affonda le sue radici nella tradizione dell’antica Napoli, dove il caffè non è solo un piacere, ma un momento di socializzazione e di scambio culturale.”

Ecco fatto! Non c’è  da dire più nulla al riguardo. Che siate ospiti o padroni di casa, dopo i saluti di rito la frase/richiesta successiva è solo ed una sola:
“Gradite un caffè?”
Ora…
Non perchè le mie origini siano del sud, un pò più a est di Napoli, ma guai e dico guai se a casa mia manca il caffè! Mancasse l’acqua si farebbe altrimenti, ma guai se manca il caffè!
Perchè è parte della nostra cultura, un’eccellenza che nel corso degli anni è stata esportata in tutto il globo e che, immancabilmente, riconduce alla nostra penisola.
E poi, come mi ha detto Dario, stai a vedere che l’idea potrebbe anche piacere ai danesi, che tra un biscottino e l’altro potrebbero ben prendere in considerazione l’idea di creare una vera e propria linea di set che riproducono oggetti culto della vita comune.
E ancora: vogliamo parlare del progetto di per se? Basta guardare la cura e l’attenzione non solo ai particolari, ma soprattutto alla funzionalità!
Tazza con manico e coperchio apribile, filtro e bollitore che si separano per poi riassemblarsi alla perfezione!
Che altro vi serve per convincervi, che il caffè ve lo faccia davvero? Vediamo se la Premiata Ditta Frattolillo e Figlio ci riusciranno.
Per ora, meritano un

VOTO GLOBALE: 10/10 (Ovvero “What Else?”)

The post Coffee Moka first appeared on Brickpatici.

]]>
L’idea https://www.brickpatici.it/lidea/ Mon, 21 Jan 2019 18:00:20 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5860 Quando parliamo di microscala, con ogni probabilità, pensiamo subito ad una microcity o ad uno skyline. Non dimentichiamo però che è microscala tutto ciò che non è a dimensione di minifig. Ben vengano quindi microcity […]

The post L'idea first appeared on Brickpatici.

]]>
Quando parliamo di microscala, con ogni probabilità, pensiamo subito ad una microcity o ad uno skyline. Non dimentichiamo però che è microscala tutto ciò che non è a dimensione di minifig. Ben vengano quindi microcity (micro-polis), ma anche microtruck, un microfighter, ecc.
Come per una qualunque MOC(My-own-creation) l’approccio alla realizzazione di un microscala può esser molto o per niente complesso / articolato.
Molto dipende dall’idea… Sempre che un’idea ce l’abbiamo.

Piccola nota autobiografica
Mi sono spesso ritrovato a realizzare cose entusiasmanti un po’ per caso.
Molte delle mie sessioni iniziavano riversando tutto lo sfuso sul piano di lavoro, tenendo sempre a tiro il brick separator. Se la seconda mossa era quella di afferrare un plate di medie dimensioni (es. 6×6) allora finiva con un micro-diorama… Diversamente, era una vettura, una spaceship ecc.

Quando un’idea, invece, ce l’abbiamo è opportuno buttare giù uno schizzo individuando i tratti salienti e/o caratterizzanti, senza trascurarne fin dove è possibile alcuni dettagli.
Se, combinando tra loro due o più brick, i possibili incastri sono quasi un miliardo, anche le soluzioni offerte dall’accostamento dei colori sono molteplici. Ecco quindi che elementi distintivi e dettagli possono essere ben rappresentati da un colore o da una loro “combinazione” piuttosto che un’altra.
Nello skyline in basso l’attenzione è sbilanciata verso l’aspetto cromatico rispetto a quello strutturale (complice anche la ridottissima dimensione del microscala). I plate 1×2 trans clear black ad esempio simulano piani con ampie vetrate, il plate round trans clear blue una fontana (se l’avessimo scelto verde avrebbe rappresentato un albero).

I tile
Nei diorami (micro) metropolitani, e non solo, l’utilizzo dei tile è un must, quando invece ci si sposta verso ambienti naturali/rurali gli stud a vista possono essere invece “sfruttati” come elementi caratterizzanti.

The post L'idea first appeared on Brickpatici.

]]>
Il packaging dei set LEGO® https://www.brickpatici.it/il-packaging-dei-set-lego/ Fri, 18 Jan 2019 18:00:16 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5854 Ciao amici di Vintage Bricks e buon anno innanzitutto. Anche se, per alcuni di voi, il 2019 è cominciato nel 2018 Parlo di tutti quelli che hanno organizzato delle esposizioni, dei raduni, degli incontri. Penso […]

The post Il packaging dei set LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
Ciao amici di Vintage Bricks e buon anno innanzitutto. Anche se, per alcuni di voi, il 2019 è cominciato nel 2018
Parlo di tutti quelli che hanno organizzato delle esposizioni, dei raduni, degli incontri. Penso al WinterBricks ferrarese, ma anche a tutti gli altri eventi che si sono tenuti, e si terranno in questi 12 mesi.
Io da collezionista/accumulatore ho messo le mani su alcuni set davvero interessanti (e non sono pirati…) e mi sto preparando (come voi) a quanto arriverà in questa stagione.
Quindi un occhio guardo avanti. Sicuramente. Penso ai progetti e i risultati del sottomondo Ideas. La 500, la casa sull’albero, e ad altre cose davvero meritevoli. Penso a quale macchina sforneranno nella alta Valtellina (che sia una Stratos?), penso a come guadagnare spazio per i nuovi arrivi.
No, non aspetto figli, cosa avete capito, ne ho già due, e il cinema, in casa nostra è garantito
Insomma guardo avanti. Ma guardo anche indietro. Perchè lo sapete, sono un inguaribile romantico.
Che ancora si emoziona guardando alcuni set anni ’80/’90
Più che altro guardo i loro box. E penso a quel piccolo passo indietro che ha fatto LEGO® a riguardo.
Mi spiego meglio.
Prendete la Rally Car 42077 e la sua scatola. Un semplice (seppur grande) parallelepipedo. Senza sorprese. Quasi banale
Poi fate un salto indietro, fino al 1986. E prendete in mano il set 8035 “Universal Set”. Capirete immediatamente a cosa io alluda.
Ho preso un set semplice. Non una pietra miliare. Uno dei tanti set del mondo Technic. Potevo citarne tanti altri (probabilmente più famosi) ma ho preso questo, perchè sottomano.
Ora, io non conosco molto bene tutti i set Technic e il loro packaging, (tolti alcuni articoli esclusivi), ma in linea di massima l’idea che mi sono fatto è che potrebbero fare un pò di più.
Non sono un esperto conoscitore, quanto possa esserlo di pirati, ma non serve una laurea per vedere le differenze
Aprire una scatola e ribaltare i sacchetti sul tavolo… Non è soddisfacente come sbirciarne il contenuto. Perchè nella plastica che utilizzavano, c’erano i pezzi più importanti del set. Le ruote, gli ammortizzatori, alcuni ingranaggi…
Insomma, sollevare il coperchio e guardare attraverso l’inlay dava gusto, un sacco. Ed è ancora così. Non solo per me, ma anche per tanti altri che condividono questa mia nostalgia.
E’ vero per esempio, che alcune scacchiere sono confezionate in maniera spettacolare, o che Bugatti e Porsche abbiano dei cofanetti unici. Ma io non voglio convincervi, bensì esprimere la gioia che provo, ogni volta che metto mano su un set vintage, così prodotto.
A memoria anche nella serie Pirates abbiamo avuto questa involuzione. Penso alla Imperial Flagship 6271 e alla sua discendente 10210. Due box completamente diversi.
E non può essere solo una questione di dimensioni.
Una volta, anche i set comuni, erano spettacolari nella loro semplicità. Ora devi cercare il prodotto d’elite, se vuoi ricevere lo stesso trattamento
E sapete io cosa faccio? Mi godo il mio, banalissimo, semplicissimo, comunissimo, set Technic vintage. Un fante. Non un generale. Un soldato semplice. Non un colonnello. Ma lo metto lo stesso in vetrina. Perchè la merita. L’armadio lo lascio per imperatori, principi, re e regine.
Voglio chiudere con una frase da film ,tra le mie preferite in assoluto:

“IL CLASSICO NON SI BATTE”

The post Il packaging dei set LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
NYC Taxi https://www.brickpatici.it/nyc-taxi/ Tue, 15 Jan 2019 18:00:09 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5841 Nome del progetto: NYC Taxi Builder: pix027 (Pix Dem) Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/23b74633-d8a0-4b15-ac51-39b1d5017735 Insomma, Pix Dem ha deciso di entrare a tutti i costi nella mia personale Hit Parade dei builders che amo. Se non […]

The post NYC Taxi first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: NYC Taxi
Builder: pix027 (Pix Dem)
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/23b74633-d8a0-4b15-ac51-39b1d5017735

Insomma, Pix Dem ha deciso di entrare a tutti i costi nella mia personale Hit Parade dei builders che amo. Se non ricordate chi sia, andate a guardare la sua Pink Cadillac.
Rieccolo, quindi, con un’altra auto iconica, simbolo della Città che non dorme mai (Altrimenti nota come “La Grande Mela”): il Taxi newyorkese.
Per riprodurre questo mito, ha utilizzato come base una Checker Marathon, ovvero, il taxi che tante volte abbiamo visto in centinaia di film anni ’80 (E non solo); il che ne fa un prodotto AFOL oriented al 100%. Difficilmente un ragazzino o un giovane AFOL potrebbe avere memoria di questa icone che è stata dismessa dal servizio fine 1982… A meno che non abbia, per esempio, una passione per De Niro.
La classica linea bombata, la resistenza e la grande capienza dell’abitacolo hanno fatto di questo taxi, appunto, un’icona in tutto il mondo (Andate a vedere i club che sono nati attorno a questa auto), ma era principalmente IL taxi di New York.
Per cui, giustamente, il nostro Pix ha deciso di omaggiarlo con un set da ben 1100 pezzi circa. Non male, non male davvero! Soprattutto immaginando le dimensioni (Attualmente non dichiarate).
Non è stato lasciato niente al caso, com’è nello stile del builder: ruote girevoli, porte, cofano e bagagliaio posteriore apribili… E l’immancabile scritta “TAXI” in stile americano posta sul tettuccio.
Pix non ha rilasciato foto degli interni, ma se ha usato la stessa cura dei particolari che ha utilizzato per la Pink Cadillac, allora possiamo dormire tranquilli anche su questo aspetto. Facci notare anche la presenza di un bel motore sotto il cofano anteriore.
Notevole lo sforzo profuso per ricreare la parte anteriore, caratteristica delle Checker; non approvo la scelta dei dish per riprodurre la fanaleria, ma capisco che è dura trovare altre soluzioni…
Piacerà sicuramente anche ai “puristi”, quelli del Movimento “No stickers”, dato che le classiche bande laterali bianche e nere sono fatte di plate e dall’uso limitato dei suddetti.
Insomma, un gran bel set, che merita un

VOTO GLOBALE: 8/10 (Ovvero “Travis Bickle”)

E che si guadagna a pieno merito un posto tra il VW T1 e qualche altro Expert messo li, sulla mensola di casa nostra.

The post NYC Taxi first appeared on Brickpatici.

]]>
La scala https://www.brickpatici.it/la-scala/ Mon, 14 Jan 2019 18:00:37 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5831 Buona parte dei set LEGO® vengono spesso indicati, dai non addetti, come modelli in microscala… Un ristorante, una vettura piuttosto che una stazione di polizia. Qui però parliamo d’altro, siamo altro. Proviamo ora a delimitare […]

The post La scala first appeared on Brickpatici.

]]>
Buona parte dei set LEGO® vengono spesso indicati, dai non addetti, come modelli in microscala… Un ristorante, una vettura piuttosto che una stazione di polizia. Qui però parliamo d’altro, siamo altro.
Proviamo ora a delimitare l’area compiendo il primo e fondamentale passo per addentrarci in questo mondo, per arrivare successivamente a realizzare qualche microscala.
Brickipedia ci fornisce questa definizione:

“Microscale (anche chiamato Miniscale) è uno stile di costruzione LEGO® in cui i modelli sono costruiti più piccoli rispetto alla scala minifigure standard (che è circa 1:48). Ciò consente la costruzione di modelli relativamente piccoli e di conservazione dello spazio di enormi strutture che di solito sarebbero molto grandi se costruite in dimensioni compatibili con minifigure.
Molti dei primi set LEGO® rilasciati prima dell’introduzione delle minifigure possono essere considerati modelli su microscala ma il termine di solito si riferisce ai nuovi prodotti e ai MOC. I modelli di microscala LEGO® ufficiali possono essere trovati nella linea Star Wars Mini o nel tema Architettura.
Il termine microscala sembra implicare una piccola dimensione ma questo non deve essere il caso. I set 10030 Imperial Star Destroyer e 10143 Death Star II sono tecnicamente microscopici nonostante le loro grandi dimensioni, poiché sono ben al di sotto della scala minifigure. “

“Microscale (also called Miniscale) is a LEGO® building style in which models are constructed smaller than in standard minifigure scale (which is roughly 1:48). This allows the construction of relatively small and space-preserving models of huge structures that would usually be very large when built in a minifigure-compatible size.
Many early LEGO® sets that were released before the introduction of minifigures can be considered microscale models but the term usually refers to newer products as well as MOCs. Official LEGO® microscale models can be found in the Star Wars Mini line or the theme Architecture.
The term microscale seems to imply a small size but this doesn’t have to be the case. The sets 10030 Imperial Star Destroyer and 10143 Death Star II are technically microscale models despite their large size, since they are well below minifigure scale.”

La definizione di microscala che abbiamo fatto nostra ci concede, bricks alle mani, ampi spazi di manovra.
Una microbuild può avere proporzioni e dimensioni diverse a patto che non possa “varcarne la soglia” una minifigure; ecco quindi che una porta o una finestra può avere le dimensioni di un brick 1×1 ma anche di un plate 1×1, un albero può non avere i classici leaves ma elevarsi al massimo di un paio di plate o brick e ramificare attraverso un piccolo intreccio di plate 1×2 o round ecc.

In sintesi tutto ciò che è inferiore alla scala minifigure può considerarsi microscala, e non importa quanto sia grande il nostro diorama/modellino/set ecc. Prima quindi di iniziare a costruire è necessario decidere che tipo di scala adottare per trasformare la nostra idea in un “modellino in mattoncini”.

Costruire in microscala ci pone di fronte a numerose sfide ma ci offre altrettante opportunità.
A volte sarà necessario ignorare alcuni dettagli dell’idea che andremo a rappresentare, altre volte l’utilizzo di un brick particolare di un colore piuttosto che un altro può essere decisivo se non addirittura risolutivo.
Ciò che conta alla fine è il colpo d’occhio… Se guardando il nostro modellino da più angolazioni possibili s’intuisce cosa rappresenta, il gioco è fatto!

The post La scala first appeared on Brickpatici.

]]>
I set LEGO® mai prodotti – II Parte https://www.brickpatici.it/i-set-lego-mai-prodotti-ii-parte/ Thu, 13 Dec 2018 18:00:56 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5807 Eccoci alla seconda parte dei set LEGO che non sono mai stati prodotti, cominciamo: LEGO Conquest (Mark Stafford) ebbe una seconda ondata di set che non furono mai prodotti. Le Action Figures della linea Marvel […]

The post I set LEGO® mai prodotti - II Parte first appeared on Brickpatici.

]]>
Eccoci alla seconda parte dei set LEGO che non sono mai stati prodotti, cominciamo:

  • LEGO Conquest (Mark Stafford) ebbe una seconda ondata di set che non furono mai prodotti.
  • Le Action Figures della linea Marvel Super Heroes (come quelli della linea Star Wars)
  • A proposito di Star Wars, questa è una linea molto prolifera e che produce una lunghissima serie di set e idee. Molte idee nel corso del tempo non vennero e non sono tutt’ora prodotte. LEGO Star Wars Yavin IV ne è un esempio.
  • I Set per Top Gear furono messi in cantiere ma non vennero mai messi in produzione (a parte alcuni gadget e video promozionali per la serie Speed Champions)
  • Il set 380 (Europa) / set 571 (USA) LEGO Town Hospital del 1979 avrebbe dovuto essere il primo ospedale nel mondo LEGO. Di fatto l’ospedale è una presenza alquanto rara nei vari set tolti alcuni elementi e dettagli (come le sedie a rotelle)
  • Furono annunciati nel 2014 tre set LEGO Legends of Chima Speedorz ma non vennero mai prodotti. Il set 70152 LEGO Legends of Chima Lava Breakout, il set 70153 LEGO Legends of Chima Fang Trap, e il set 70154 LEGO Legends of Chima Frozen Fortress.
  • C’è un set LEGO World Racers apparentemente pianificato, ma mai pubblicato. I set in questo tema sono stati numerati con il classico codice LEGO ma vennero sotto nominati Race 1,2,3 etc fino al 9, mancando il set Race 7. Questa è l’unica prova che questo set potrebbe essere esistito in qualche momento del processo di pianificazione, ma in seguito è stato cancellato.
  • Il set 21015 LEGO Architecture Earnes House era stato pianificato la sua uscita nel 2012 ma poi lo stesso codice fu riassegnato per il set 21015 LEGO Architecture Leaning Tower of Pisa.
  • Dalla serie Bionicle fu creata la linea Sand Tarakava, di cui abiamo solo alcuni prototipi finiti in mano ad alcuni collezionisti.
  • Il set 2019 della Linea PRIMO non venne messa mai in commercio.
  • Il set 21038 Las Vegas programmato per essere messo in vendita nell’aprile del 2018 non vide mai la luce a discapito del set 21047 Las Vegas. Questo perché quando nel 2017 nell’hotel Mandalay Bay avvenne una strage di 58 persone e più di 800 feriti, venne presa la decisione di sostituire la riproduzione di quell’hotel di Las Vegas con il Bellagio Hotel.
  • Negli anni ’90 venne creato un prototipo di bisonte che non venne mai messo in produzione.

Concludo ricordando (come ho fatto nello scorso articolo) che anche se tutti questi temi e set non sono mai stati prodotti possiamo però ritrovare alcuni elementi e dettagli nei set e temi successivi. 
Ovviamente non possiamo sapere quali altri set e temi sono rimasti in fase progettuale e non sono mai prodotti. Sicuramente molti altri ce ne sono e sicuramente altri con il tempo usciranno, per adesso questo è quanto.

Fonte ricerca:
Mattia Careddu (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://lego.fandom.com/wiki/Category:Unreleased?fbclid=IwAR1cK_9EYEUKSiVTsOeKbRvvQjlEK_cv11URXFqHQPg31KnKmIP2MKiGY5c
https://lego.fandom.com/wiki/21038_Las_Vegas
https://lego.fandom.com/wiki/21047_Las_Vegas
https://lego.fandom.com/wiki/Bison
https://lego.fandom.com/wiki/2019_Building_Fun
http://thebrickblogger.com/2016/05/list-of-canceled-lego-sets-themes/
https://www.eurobricks.com/forum/index.php?/forums/topic/33984-yavin-iv-sketch/
https://brickset.com/sets/70152-1/Lava-Breakout
https://brickset.com/sets/70153-1/Fang-Trap

The post I set LEGO® mai prodotti - II Parte first appeared on Brickpatici.

]]>
IL MODELLO LEGO DELLO STADIO “MAZZA” https://www.brickpatici.it/il-modello-lego-dello-stadio-mazza/ Thu, 13 Dec 2018 17:05:21 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=6772 Durante l’inaugurazione del nuovo SPAL Point al Centro Commerciale “Le Mura” ha riservato una speciale sorpresa. In collaborazione, con l’Associazione Brickpatici è stato realizzato il modello in Lego dello Stadio “Paolo Mazza”. Questo, che rimarrà […]

The post IL MODELLO LEGO DELLO STADIO “MAZZA” first appeared on Brickpatici.

]]>
Durante l’inaugurazione del nuovo SPAL Point al Centro Commerciale “Le Mura” ha riservato una speciale sorpresa.

In collaborazione, con l’Associazione Brickpatici è stato realizzato il modello in Lego dello Stadio “Paolo Mazza”.

Questo, che rimarrà per qualche giorno in esposizione all’interno di SPAL Point, è il modello di stadio più grande d’Italia.

Il progetto del modello Lego è di Andrea Bianchi, che ha realizzato l’opera insieme ai mastri costruttori Simone Passarini, Roberto Ricci, Franco Dell’Aquila e Martina Passarini.

La riproduzione dello Stadio è composta da 30 mila pezzi posizionati insieme uno sopra l’altro in 600 ore di lavoro.

La progettazione ha preso vita in maggio per concludersi con la fase di costruzione pochi giorni fa: 230 x 150 cm con scala 1:100.

Il modello sarà itinerante per gli Store ufficiali biancazzurri fino a completare il suo tour allo Stadio “Mazza”, dove troverà la sua casa naturale.

The post IL MODELLO LEGO DELLO STADIO “MAZZA” first appeared on Brickpatici.

]]>
NEWS!!! Disponibile solo in preorder la tshirt del Winter Brick https://www.brickpatici.it/news-disponibile-solo-in-preorder-la-tshirt-del-winter-brick/ Wed, 12 Dec 2018 09:56:36 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5818 ### PREORDER NOW ### La tshirt del Winter Brick!!!! Disponibile solo in preorder Non perderti questa occasione!!!! SOLO 12 euro per soci ed espositori, 15 euro per tutti gli altri Per prenotarla mandate una mail […]

The post NEWS!!! Disponibile solo in preorder la tshirt del Winter Brick first appeared on Brickpatici.

]]>
### PREORDER NOW ###
La tshirt del Winter Brick!!!!
Disponibile solo in preorder
Non perderti questa occasione!!!!
SOLO 12 euro per soci ed espositori, 15 euro per tutti gli altri
Per prenotarla mandate una mail a info@winterbrick.it con oggetto della mail “tshirt Winter Brick”
Per tutte le info sull’ evento: www.winterbrick.it

The post NEWS!!! Disponibile solo in preorder la tshirt del Winter Brick first appeared on Brickpatici.

]]>
Auto Union Type “C” Race Car https://www.brickpatici.it/auto-union-type-c-race-car/ Tue, 11 Dec 2018 18:00:17 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5793 Nome del progetto: Auto Union Type C Race carAutore: redera00 (Alexandre Rossier)Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/6d59a613-60d0-4d48-b99e-1a6d4d6dbe85 Bene, anzi benissimo!Torniamo a parlare di auto, di auto d’epoca, di quelle che sono le antenate delle attuali auto di […]

The post Auto Union Type "C" Race Car first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: Auto Union Type C Race car
Autore: redera00 (Alexandre Rossier)
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/6d59a613-60d0-4d48-b99e-1a6d4d6dbe85

Bene, anzi benissimo!
Torniamo a parlare di auto, di auto d’epoca, di quelle che sono le antenate delle attuali auto di Formula 1. E di Alexandre Rossier (Giusto per chi non sapesse chi è, cito il Prinoth Leitwolf, la Azuma Lazareth… E visto che siamo sotto le feste, la Santa Claus Arctic Crawler).
Alexander si presenta sulla piattaforma con il suo ottavo progetto (E aggiungo, di classe), con un’altra perla che andrebbe supportata, specie per gli amanti delle quattro ruote. Ho giust’appunto un paio di conoscenze tra i miei amici di Facebook che appena vedranno quest’auto avranno un bel tuffo al cuore!
La Auto Union Type “C” Race Car è stata riprodotta in maniera squisitamente fedele all’originale, con una scelta di pezzi e di colori da non sottovalutare. Le dimensioni sono generose: parliamo di una riproduzione in scala 1.8 (Crica 50 cm di lunghezza), il che vuol dire che potrebbe entrare di diritto come modello da esporre nella nostra collezione di auto d’epoca e non.
Dicevamo della scelta dei pezzi, e di come li ha utilizzati: vorrei portare alla vostra attenzione come ha utilizzato gli archi per riprodurre le classiche linee arrotondate che costituiscono i bordi dell’abitacolo.
E a proposito dell’abitacolo, guardate cos’ha fatto al suo interno!
Vogliamo parlare, poi, del motore a 16 cilindri? Uno spettacolo per gli occhi! Ogni particolare è stato ricercato, riprodotto, curato. Anche i puristi non avranno molto da dire in merito, visto che gli adesivi si possono davvero contare sulla punta di una mano.
Non c’è niente, ma proprio niente da dire contro questo progetto che merita un

VOTO GLOBALE:10/10 (Ovvero Müller)

The post Auto Union Type "C" Race Car first appeared on Brickpatici.

]]>
Speciale Vintage Bricks – I cannoni LEGO® https://www.brickpatici.it/speciale-vintage-bricks-i-cannoni-lego/ Mon, 10 Dec 2018 18:00:52 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5786 Buona sera amici di Vintage Bricks. Vi ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato di cannoni? Lo sapevate che Lego, ne ha fatti di diversi tipi? Non parlo dei colori delle canne, bensì di modelli. […]

The post Speciale Vintage Bricks - I cannoni LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
Buona sera amici di Vintage Bricks.
Vi ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato di cannoni? Lo sapevate che Lego, ne ha fatti di diversi tipi?
Non parlo dei colori delle canne, bensì di modelli. Io l’ho scoperto non molto tempo fa, ma magari i più lo sapevano dal giurassico
Ne esistono di tre tipi
Il modello a noi conosciuto, è ribattezzato col codice x110c01, e fa parte della seguente sottocategoria:

Minifigure Weapon: x110c01 (oppure col seguente codice: 2533c01)

E’ un modello così detto  sparante. cioè, con un meccanismo a molla, permette al cannone di sparare un brick round 1×1, open stud
Il proiettile lanciato può tranquillamente volare per qualche metro. Sarebbe bello poterne misurare la velocità.
Non credo che qualche bambino sia mai morto per una cosa simile, in tutti i casi Lego sottolinea quanto sia proibito sparare in faccia alle persone.
Ha fatto la comparsa nel mondo Lego, nel 1989. Da allora oltre alla ovvia serie pirati, ha contribuito a dare risalto a set del mondo Western, Ninja, Ninjago, Pirati dei Caraibi. Compare nel set Creator Pirates Roller Coaster, e persino in un set di Spongebob, per un totale di 66 set
I primi erano colorati nel classico Dark gray, mentre io più recenti in Pearl dark gray

Dicevamo che ne esistono tre tipi.

Quello sopracitato è a noi il più conosciuto. Poi ne esiste uno veramente bello, che però non spara (modello non-sparante) con codice 518
Oltre che per la ovvia differenza, questo si caratterizza nel famoso logo Imperiale, con le due canne di cannone incrociate, stampate in rilievo
Questo modello è stato venduto oltre oceano, in quanto probabilmente lo consideravano troppo pericoloso. e allora zac! via la molla e il cannone non spara più.
Che poi, un ragazzo di 18 anni possa tranquillamente andare a scuola con un obice comprato 10 minuti prima in una armeria, è poco rilevante…

Figlio: “Mamma??? Vado a scuola!!
Mamma: “Certo tesoro. li hai i soldi per la merendina???”
Figlio: “Si mamma! Mi puoi dare però 2000 dollari che vado a comprarmi un Flak 88mm? Sai, lo hanno tutti i miei amichetti. Non vorrai mica che io sia da meno!”
Ecco, sarà andata più o meno così…

Ma torniamo a noi, dicevamo dei cannoni non sparanti.
Non crediate siano un pezzo raro. Anzi. Oltre oceano si trovano a pochi soldi. Là abbondano, e acquistarli è problema da poco, in quanto vengono spediti come corrispondenza e non come pachi.
Per lo meno così è stato, per chi ne ha fatto incetta.
Questi esistono solo in color dark gray.
Si parla però di un ufficioso cannone in rosso. Probabilmente di un set che non ha mai visto la luce. Resta il fatto che questa Eleonore costa tantissimo, ed è venduto da un bricklinker svedese.
Ma come detto, è un pezzo “ufficioso” mai comparso in un set..

Infine, ne esiste una versione chiamata: Cannon Transitional with Black Handle (con codice BB39)


Modello sparante, canna color Dark Gray, senza stemmi alcuni, con maniglia colorata in nero.
Come dice il nome, questo (ritengo, ma non ho certezza) dovrebbe essere un modello transizionale, in quanto è comparso solo in 6 set, dal 1989 al 1991
Anche questo si trova a qualche euro, soprattutto in USA e Canada.
Probabilmente è apparso in quei set per il mercato americano, che poi ha chiesto a Lego, la versione non sparante.
Che qualcuno abbia perso un occhio?
Prometto che mi informerò meglio, e appena avrò notizie a riguardo, farò chiarezza

The post Speciale Vintage Bricks - I cannoni LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
Nel blu dipinto di brick https://www.brickpatici.it/nel-blu-dipinto-di-brick/ Fri, 07 Dec 2018 18:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5761 I nostri amici gialli non si muovono nelle nostre città solo per strada ma anche in altri modi e nel 1990 con il set 6673 Solo Trainer Lego ci ha dato un piccolo ma potente […]

The post Nel blu dipinto di brick first appeared on Brickpatici.

]]>
I nostri amici gialli non si muovono nelle nostre città solo per strada ma anche in altri modi e nel 1990 con il set 6673 Solo Trainer Lego ci ha dato un piccolo ma potente mezzo.
Poco più di 60 pezzi per un comune omino dalla maglia blu e bianca con cappello e pantaloni rossi ma un set in grado di regalare grande fantasia.
Un piccolo aero bimotore dove le proporzioni sono state studiate perfettamente, ben congegnato in ogni sua parte. Una bianca fusoliera elegante supportata da 3 ruote in grado di tenere orizzontale il veicolo a terra o di posizionarlo in fase di decollo con l’equilibrio del peso dei brick, il resto del veicolo blu con un linea rossa si addice veramente bene a volare tra i cieli più blu.
L’accesso all’abitacolo si ha alzando il tetto con le ali e permette al nostro piccolo aviatore di accedere ai comandi e ha un’ampia visuale a tutto tondo con parabrezza stretto e finestrini sui lati. Incluso vi ha anche un serbatoio carburante per alimentare i due motori posti sulle ali, il propellente brick si può dedurre fosse Shell anche se non ci sono scritte di sponsor ma il colore dei pezzi fa pensare proprio a quella marca.
Questo piccolo aereo è una buona aggiunta al tema aeroportuale e permette all’intrepido pilota di fare acrobazie o di andare da un punto all’altro qualsiasi. Un set che si costruisce in pochi minuti e forse a furia di giocarci lo si poteva imparare a memoria, ma dato i tipi di pezzi si poteva sbizzarrissi a costruire un qualsiasi altro modello di veicolo sia da aria che da strada, un ottimo set con molta giocabilità, tanto che qualcuno ne ha realizzato un in scala 1:1 da poterlo far volare veramente.

The post Nel blu dipinto di brick first appeared on Brickpatici.

]]>
I set LEGO® mai prodotti – I Parte https://www.brickpatici.it/i-set-lego-mai-prodotti-i-parte/ Thu, 06 Dec 2018 18:00:19 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5767 I set LEGO® mai prodotti Nel corso degli anni (non vorrei dire secoli però ahaha!!!) ne ho visti di set e le loro evoluzioni, specialmente al livello tecnico e delle istruzioni. Ma mai potevo pensare […]

The post I set LEGO® mai prodotti - I Parte first appeared on Brickpatici.

]]>
I set LEGO® mai prodotti

Nel corso degli anni (non vorrei dire secoli però ahaha!!!) ne ho visti di set e le loro evoluzioni, specialmente al livello tecnico e delle istruzioni. Ma mai potevo pensare che delle linee che magari potevano funzionare non fossero mai prodotte.

Ebbene è così e vi sverlerò poco a poco di cosa sto parlando…

Ovviamente possiamo immaginare che il lavoro del designer LEGO non sia dei più semplici e soprattutto trovare nuove idee non è sempre facile. Spesso quelle idee cadono nell’oblio perché magari veri obbrobri o proprio set non funzionanti.
Molti di questi set non vennero mai prodotti e non superarono mai la fase di progettazione e molti vennero ritirati appena usciti sul mercato.
Ovviamente le motivazioni possono essere molteplici ma la lista dei set è veramente lunga, eccoli elencati:

  • Il set 3868 Phineas and Ferb Games, basato sull’omonimo cartone della Disney Channel venne messo in produzione per un breve periodo nel 2012 prima del suo ritiro.
    Online ancora si possono trovare le istruzioni di montaggio cercando con il codice set (ma non le istruzioni di gioco)
  • La Ninjago Serpentine Train presente nella serie TV Ninjago Masters of Spinjitzu non passo mai la fase di prototipo.
  • La città nel periodo del proibizionismo fu un tema degli anni ’80 che fu del tutto abbandonato. Il concept di base era il periodo del proibizionismo e dei gangster e veramente il tema era valido. Ma probabilmente per i temi trattati non venne mai prodotto.
  • Il set 1375 LEGO Spider Man Wrestling Scene doveva essere probabilmente un set dell’universo LEGO Studios del 2002. Riprodurrebbe la scena del combattimento nell’arena del film di Spiderman degli inizi 2000. La presenza del cameramen in alcune foto apparse lo fanno collocare nell’universo Studios. Un piccolo set che avrebbe funzionato ma che non venne mai prodotto anche se la stessa minifig apparirà poi nel set 4850 Spider-Man’s first chase.
  • Un altro tema mai prodotto fu il LEGO Seatron. Tema del mondo Space avrebbe trattato un mondo alieno con esseri viventi evoluti presenti in una civiltà sommersa. Da notare l’ottima monorotaia (vedi le foto)
  • Questa è più una curiosità: per il 2012 era in programma l’uscita e la vendita del set 3867 Games Maya Mystica ma non venne mai messo in produzione. Di contro il set 3920 LEGO Games The Hobbit: An Unexpected Journey è un set molto simile al concept del 3867.
  • Addirittura alcuni set della linea Castle furono abbandonati, tra cui una miniera, il mostro di Lochness e il castello, un villaggio, un castello.
    Il LEGO Cybots fu un tema molto particolare perché avrebbe (e lo vediamo) introdotto per la prima volta i personaggi snodabili (o ball-joints) e non fu ovviamente mai prodotto. La storia si basa su robots che vivono in miniere e che estraggono il loro potere dai minerali. Alcuni di essi però si ribellano, per malfunzionanti, ai loro creatori umani reclamando il pianeta come il proprio. La particolarità e la presenza di molteplici dettagli presenti poi in LEGO Rock Raiders e LEGO Power Miners. Ecco le parole dirette del desginer: http://faberfiles.blogspot.com/2012/04/beginning-birth-of-ball-joint.html
  • Il set 6500 LEGO Holiday Village programmato per uscire nel 1996 sarebbe potuto essere un ottimo punto di partenza per la creazione di una città LEGO per via del molteplice spazio per aggiungere qualsiasi edificio.
  • Un altro tema LEGO mai prodotto fu Europa. Europa doveva essere una linea che avrebbe trattato il periodo del 18° secolo europeo e quindi città, porti, ponti, colonie etc. Generalmente è definito anche come Tema Napoleonico.

Concludo qui la prima parte aggiungendo una piccola curiosità: anche se tutti questi temi e set non sono mai stati prodotti possiamo però ritrovare alcuni elementi e dettagli nei set e temi successivi.
Alla prossima settimana per la seconda parte.

Fonte ricerca:
Mattia Careddu (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:

https://lego.fandom.com/wiki/Category:Unreleased?fbclid=IwAR1cK_9EYEUKSiVTsOeKbRvvQjlEK_cv11URXFqHQPg31KnKmIP2MKiGY5c
http://thebrickblogger.com/2016/05/list-of-canceled-lego-sets-themes/
(LEGO Cybots) http://faberfiles.blogspot.com/2012/04/beginning-birth-of-ball-joint.html
http://www.classic-castle.com/forum/viewtopic.php?t=20877
http://www.classic-castle.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=20321&hilit=prototype
http://www.brickshelf.com/cgi-bin/gallery.cgi?i=4869558
http://www.brickshelf.com/cgi-bin/gallery.cgi?i=4869583
(Set Spider Man) http://comicbricks.blogspot.com/2011/09/1375-set-that-wasnt.html
https://brickset.com/sets/4850-1/Spider-Man-s-first-chase
(Istruzioni set 3868) http://lego.brickinstructions.com/lego_instructions/set/3868/Phineas_and_Ferb
https://brickset.com/sets/3867-1/Maya-Mystica
https://brickset.com/sets/3920-1/The-Hobbit-An-Unexpected-Journey
https://brickset.com/sets/6500-1/Holiday-Village

Fonte foto:

https://brickset.com/sets/6500-1/Holiday-Village
https://brickset.com/sets/3867-1/Maya-Mystica
https://brickset.com/sets/3920-1/The-Hobbit-An-Unexpected-Journey
https://brickset.com/sets/4850-1/Spider-Man-s-first-chase
http://www.brickshelf.com/cgi-bin/gallery.cgi?i=4869583
http://www.classic-castle.com/forum/viewtopic.php?t=20877
http://faberfiles.blogspot.com/2012/04/beginning-birth-of-ball-joint.html
http://thebrickblogger.com/2016/05/list-of-canceled-lego-sets-themes/

The post I set LEGO® mai prodotti - I Parte first appeared on Brickpatici.

]]>
Ursus 55 (1939) https://www.brickpatici.it/ursus-55-1939/ Wed, 28 Nov 2018 18:00:49 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5748 Nome del progetto: Ursus 55 (1939) Builder: Ing-Manuel Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/2ca1b05e-c8bb-4ef2-924d-78769007cafa Ideas ci ha abituato a progetti dalle più disparate forme, temi e dimensioni. Eppure, il settore “agricolo” resta sempre un qualcosa di nicchia… […]

The post Ursus 55 (1939) first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: Ursus 55 (1939)
Builder: Ing-Manuel
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/2ca1b05e-c8bb-4ef2-924d-78769007cafa

Ideas ci ha abituato a progetti dalle più disparate forme, temi e dimensioni. Eppure, il settore “agricolo” resta sempre un qualcosa di nicchia…
Eppure, in qualche expo e in giro in rete, ho trovato bellissime cose dedicate alla campagna, alle coltivazione e anche ai mezzi… Strano che ci si arrovelli il cervello per creare scenari cittadini, urbani, e poco si pensi alla campagna.
Per cui, mi sono andato a cercare un progetto che possa soddisfare le esigenze di chi vorrebbe ,a non sa da dove partire.
Non tutti sanno o ricordano che i primi trattori avevano bisogno di essere scaldati; magari qualcuno ha avuto modo di vedere nella rimessa del nonno qualche Landini SL-50 “Testa Calda”, ovvero, quella serie di trattori a iniezione diretta che per l’avviamento e la tenuta al minimo avevano bisogno di una bombola di gas che, riscaldando la calotta, garantivano la necessaria compressione della miscela nella camera di scoppio. Si, il principio del motore Diesel ai tempi dei nostri nonni.
Se in Italia c’erano Landini e OM, in Polonia ci facevano concorrenza gli Ursus, che in quanto a prestazioni non erano da meno (Come d’altronde tutta la roba costruita nei bei tempi che furono…). Il modello 55 era un vero e proprio gioiello per quei tempi, un “mulo” da lavoro dei Paesi dell’Est…
Ing-Manuel ha quindi reso omaggio a questa gloria agricola a due tempi (Rigorosamente) con un progetto che potrebbe tranquillamente finire come set Creator, dati i pochi pezzi che lo compongono (Stimo intorno ai 200-250 cingoli inclusi).
L’impegno per riprodurre fedelmente l’originale è notevole, e il risultato ripaga. Un buon inizio, quindi, per chi volesse iniziare a spostare i propri diorami in zona campestre.

VOTO GLOBALE: 8/10 (Ovvero “Testa Calda”)

The post Ursus 55 (1939) first appeared on Brickpatici.

]]>
Primary Palette https://www.brickpatici.it/primary-palette/ Thu, 22 Nov 2018 18:00:50 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5736 Vi siete mai accorti che nel logo delle box dei set degli anni ’60 c’è un secondo logo composto da strisce colorate? Nel corso del tempo, infatti, sappiamo che il logo LEGO® è cambiato più […]

The post Primary Palette first appeared on Brickpatici.

]]>
Vi siete mai accorti che nel logo delle box dei set degli anni ’60 c’è un secondo logo composto da strisce colorate? Nel corso del tempo, infatti, sappiamo che il logo LEGO® è cambiato più volte e che nel 1963 inizia ad assumere la forma che conosciamo oggi. Sappiamo inoltre che tutte le box anni ’60 dei set oltre ad avere il logo quadrato LEGO hanno pure un arcobaleno cromatico composto da strisce colorate Giallo, Rosso, Blu, Bianco, Nero. Questo “secondo” logo accompagnerà il logo primario fino intorno al 1973 quando venne poi dissociato dal logo ufficiale anche se comunque continuò ad essere singolarmente utilizzato.
Molto si è detto di questi colori ma principalmente vengono associati ai primi colori utilizzati nei set LEGO, sbagliando. Non vi nascondo che anche io cadevo nello stesso errore e nel scrivervi questo articolo sto scoprendo con voi un’altra storia. Sappiamo che fin dal 1949 e dagli “Automatic Building Bricks” la palette cromatica era ben più ampia di questo ventaglio cromatico. Vero fu che con il tempo questa ampia cromaticità diminuì ma non possiamo ricondurre a questa circostanza questo “secondo” logo.
Non erano nemmeno gli unici colori in produzione nel 1958 (anno del brevetto) perché non solo in quell’anno i colori erano ben più di questi 5 colori ma anche perché sostanzialmente il nero non era in produzione. A questo punto si può ipotizzare (ma va preso con le pinze come fa lo stesso Francesco Spreafico di Oldbricks.it) che quei 5 colori sono i colori dei mattoncini in produzione proprio nel 1963, anno in cui fu introdotto questo “gemello” del logo LEGO. E questo perché, nonostante la difficoltà nell’inserimento temporale, il nero appare per la prima volta tra il 1960 e il 1963. Esattamente, come indica lo stesso Gary Istok, dovrebbe essere il 1961 l’anno dell’introduzione del nero nei set e questo perché appare per la prima volta, o meglio si vede chiaramente in un set presente in un catalogo del 1962.
Quindi basandosi su questi paletti possiamo concludere, in linea teorica, che la motivazione della scelta nell’utilizzare questi colori è riconducibile a quanto detto. Aggiungo di mio pensiero che il giallo (cadmio), il blu (ciano) e il rosso (magenta) insieme al nero e il bianco (che sono non-colori) sono la base di partenza, o meglio, costituiscono il set cromatico di base per la creazione di qualsiasi colore.
Per concludere:
Come dicevo questo “secondo” logo venne utilizzato fino al 1973 per poi essere messo da parte per un logo molto più simile a quello attuale. Però nonostante la scomparsa dell’accoppiamento con il logo LEGO non scomparse, nel tempo, il suo utilizzo perché difatti per diversi anni si poté trovare su diverso materiale pubblicitario e cataloghi. Addirittura in alcuni elementi, come una bandiera apparsa in alcuni set tra il 1985 e il 1991 o in diversi pezzi degli aeroporti tra il 1985 e il 1990. Oggi ancora sporadicamente appare questa banda di strisce (come il gadget omaggio per i dipendenti LEGO® del 2016) ma oramai è considerato un dettaglio vintage.
Nonostante abbia riproposto altro pensiero voglio unirmi con Francesco nel ricordarvi che quanto sopra descritto sia solamente una ipotesi più o meno verosimile che trova riscontro in alcuni dettagli precisi.

Fonte:
Francesco Spreafico, Itlug ambassador, Storico LEGO® e autore di Oldbricks.it

Ulteriori approfondimenti:
https://www.oldbricks.it/2017/01/cinque-colori-classici-lego/

Fonte foto:
https://www.oldbricks.it/2017/01/cinque-colori-classici-lego/
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=6396stk01#T=C&C=0
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=3596pb08#T=C&C=1
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=973p16#T=C&C=1
https://www.bricklink.com/catalogItemIn.asp?P=3596p01&in=S

The post Primary Palette first appeared on Brickpatici.

]]>
Space Emperor God Sigma https://www.brickpatici.it/space-emperor-god-sigma/ Tue, 20 Nov 2018 18:00:07 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5529 Nome del progetto: Space Emperor God Sigma Builder: anthonyleemwi Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/b81ee875-b0cf-474b-ba73-f4cb34c7d254 Dopo una pausa dovuta ai vari eventi, riprendiamo in mano le redini della rubrica dedicata a cosa supportare sulla piattaforma Ideas. In […]

The post Space Emperor God Sigma first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome del progetto: Space Emperor God Sigma
Builder: anthonyleemwi
Link al progetto: https://ideas.lego.com/projects/b81ee875-b0cf-474b-ba73-f4cb34c7d254

Dopo una pausa dovuta ai vari eventi, riprendiamo in mano le redini della rubrica dedicata a cosa supportare sulla piattaforma Ideas.
In effetti, gli eventi c’entrano poco e niente; chi vi scrive, ha notato un calo qualitativo nei progetti esposti sulla suddetta piattaforma… Molti, a mio modesto giudizio (E non me ne vogliano i builders) andrebbero postati altrove. Tipo da nessuna parte!
Non si può proporre su una piattaforma macchinine (Tanto per dirne una) che davvero! Nemmeno i nostri figli alle prime armi farebbero! Capisco la voglia di mostrare la propria opera, ma già è dura per i builders seri, figuriamoci per quelli alle prime armi. Con tutto il rispetto, s’intende.
E poi, dallo spazio tempo, con la musichetta della sigla e della trasformazione nelle orecchie… Ecco che appare lui, God Sigma!
Una vera perla, magari spronata ad uscire allo scoperto dalla vittoria del Voltron, diciamo anche per pochi, visto che insomma, diciamocelo: il robottone in oggetto non è che fosse proprio in cima alla nostra Hit Parade, visto che se la doveva contendere con un vero e proprio esercito di robot dalle forme e dai poteri più strani.
Quindi c’era lui, che “veniva fuori” da una semplice accoppiata tra tre robot (Cosa un pò stranetta… 3 robot… Non era mica il Gordian, con il suo inserimento), che aveva bisogno di Ionium per giungere alla trasformazione/accoppiamento. Tuono, Nettuno e Terremoto…
Insomma, era un pò così ma ci piaceva, moderatamente.
Evidentemente a anthonyleemwi deve essere piaciuto più di noi, per cui, ecco la sua versione in mattoncini, con i tre robot che si accoppiano per formare il God Sigma. Un’operazione non da poco, visto che (Se fate memoria ricorderete la trasformazione) Tuono tende ad aprirsi, mentre Nettuno e Terremoto devono ripiegare gli arti per assumere la forma delle gambe… Il builder il metodo l’ha trovato, ma è un pò grossolano; le “gambe” in posizione robot lasciano degli spazi vuoti piuttosto sgradevoli alla vista.. E inevitabilmente, per poter far aprire Tuono, il sistema è posto all’altezza del torace, lasciando in bella mostra le balls necessarie all’apertura.
Non ci siamo, per quanto mi riguarda, per il Big Wings, quella specie di astronave che si vede sul retro, e che diventa il petto del God Sigma; molto grossolano nella costruzione.
Come avrete notato dalle foto, il Tallone d’Achille del progetto è il posteriore. Purtroppo per Nettuno, Terremoto  il Big Wing non c’è storia: il retro è a dir poco osceno!
Forse per difficoltà tecniche, parte del retro del God Sigma è davvero brutto. Si vedono i tubes di molte, troppe parti, ed è molto, ma molto imbarazzante! Si legge che ha effettuato qualche miglioria, ma il percorso è ancora lungo, a mio modesto giudizio. Non si può lasciare a vista parti interne che sviliscono in questa maniera l’estetica!
Ma il progetto è coraggioso e funzionante, nonostante tutto, e merita come

VOTO GLOBALE: 7/10 (Ovvero, Toshiya Dan)

The post Space Emperor God Sigma first appeared on Brickpatici.

]]>
Tortona Bricks 2018: oltre 5000 visitatori!!! https://www.brickpatici.it/tortona-bricks-2018-oltre-5000-visitatori/ Tue, 20 Nov 2018 12:14:35 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5540 Il weekend appena trascorso, 17 e 18 Ottobre 2018, si è tenuto a Tortona (AL) un altro meraviglioso evento targato Brickpatici. La palestra Uccio Camagna è stata inondata da un fiume di persone per due […]

The post Tortona Bricks 2018: oltre 5000 visitatori!!! first appeared on Brickpatici.

]]>
Il weekend appena trascorso, 17 e 18 Ottobre 2018, si è tenuto a Tortona (AL) un altro meraviglioso evento targato Brickpatici.

La palestra Uccio Camagna è stata inondata da un fiume di persone per due giorni interi, sfiorando le 6000 presenze!!!

Oltre 40 espositori provenienti da Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Marche!!!

Il concorso per piccoli costruttori ha avuto un grande successo con oltre 50 opere esposte tra quelle dei bamibini delle scuole elementari, medie e le sestiglie Scout di Tortona.

Volevamo ringraziare prima di tutti il nostro socio Andrea Cortesi che s’è caricato sulle spalle praticamente tutta l’organizzazione di questo riuscitissimo evento. Grande Andrea! Brickpatici e soprattutto i tortonesi non smetteranno mai di ringraziarti!!!

Ringraziamo il Comune di Tortona che ha creduto fin dall’inizio nell’evento e lo ha supportato. Un grazie particolare a Maura Damilano che ci ha seguito in tutte le fasi organizzative.

Infine ma non per questo meno importanti, ringraziamo i 45 espositori che hanno preso parte alla manifestazione con le loro creazioni.

Ringraziamo gli amici di Fotografia Costruttiva, Valtbricks, Amici del Mattoncino, Piemonte Bricks Lug, AFDL.

Prima di salutarvi, vi lasciamo alla fotogallery di tutte le opere esposte.

 

La battaglia della arance di Roberto Pomatto

Le Opere Esposte

 

 

The post Tortona Bricks 2018: oltre 5000 visitatori!!! first appeared on Brickpatici.

]]>
Speciale “Navi pirati” https://www.brickpatici.it/speciale-navi-pirati/ Mon, 19 Nov 2018 18:00:12 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5513 Buona sera amici di Vintage Bricks. Questa sera affrontiamo un tema vecchio come l’uomo. Se non di più… Parliamo della lotta tra bene e male, tra buoni e cattivi, tra guardie e ladri. Tra guardie […]

The post Speciale "Navi pirati" first appeared on Brickpatici.

]]>
Buona sera amici di Vintage Bricks. Questa sera affrontiamo un tema vecchio come l’uomo. Se non di più… Parliamo della lotta tra bene e male, tra buoni e cattivi, tra guardie e ladri.
Tra guardie e pirati…
Tutti conoscono i set della linea pirata. L’Imperial Trading Post, la El Dorado, Il Barracuda, lo Schooner, etc etc…
Ma vi siete mai chiesti chi sia il più forte?
Se pensiamo alle navi, il dominio pirata è andato avanti per almeno 30 anni. 30 anni di scorribande incontrastate. le poche navi “buone” nulla potevano contro ai cannoni delle navi pirata.

Allora, vediamo innanzitutto gli schieramenti.
Se prendiamo in considerazione le solo navi della linea pirata (tralasciando quindi le tre della serie Pirati dei Caraibi), da schierare sono 11:

  • 1989 Black Seas Barracuda 6285
  • 1989 Caribbean Clipper 6274
  • 1992 Imperial Flagship 6271
  • 1993 Renegade Runner 6268
  • 1993 Skull’s Eye Schooner 6286
  • 1996 Red Beard Runner 6289
  • 1996 Armada Flagship 6280
  • 1997 Cross Bone Clipper 6250
  • 2009 Brickbeard’s Bounty 6243
  • 2010 Imperial Flagship 10210
  • 2015 The Brick Bounty 70413

Eccole tutte qua. Innanzitutto salta subito all’occhio la disparità delle forze. Abbiamo 7 navi pirati e solo 4 navi delle guardie. Già questo la dice lunga.
Entriamo però nel dettaglio. Possiamo dividere le buttate in tre periodi storici:

1989-1993
In questo quadriennio escono a mio modesto parere le più belle navi della linea. Il Barracuda è forse la nave più iconica della serie pirata.
E forse la più apprezzata. probabilmente la più amata. BARRACUDA. Solo il nome riempie la bocca. Quel giallo e nero è qualcosa di inconfondibile.
E’ vero che gli accostamenti legno/giallo/nero hanno sempre fatto gola ai progettisti LEGO® ( Sono infatti tre le navi che richiamano quei contrasti)
Un po’ come il rosso del resto.
Ma il Barracuda la fa da padrone. c’è poco da fare.
In questi anni la sfida non ha storia. Le guardie non hanno navi capaci di contrastare la loro potenza di fuoco.
Qualunque capitano, seppur valoroso, si sarebbe messo a piangere, se nel suo cannocchiale, comparivano navi come il Barracuda o lo Schooner.
Si perchè quest’ultimo rappresenta il top della gamma, quando parliamo di cannoni. Ne ha ben 4, posizionati su postazioni rotanti, che permettono in pochissimi secondi, di orientare
le bocche su un lato oppure sull’altro, della nave.
Ecco perchè dico che in questa prima fase, i pirati avevavo vita facile in mare.
Ci aggiungiamo poi il Runner. Piccolo ma veloce. Insomma, un valido aiuto, in un momento di difficoltà.

TOTALE CANNONI:

PIRATI GUARDIE
Barracuda 2+2 Clipper 2
Schooner 4 Flagship 2
Runner 1

1996-1997
Anche in questo biennio, i progettisti LEGO® sono stati, per così dire, di parte. Vengono messe sul mercato tre navi. 2 sventolano tibie e teschio. Il panino con la mortadella nero e verde stringe l’occhiolino al ben più grande Red Beard Runner.
Della prima avevamo già parlato in un vecchio articolo, mentre della seconda mai. Su questa nave se ne dicono di tutte. Alcuni la considerano un capolavoro a metà. altri un obbrobrio.
Per me resta una bella nave. Col suo caratteristico scafo rosso, e l’albero di poppa che può simulare il crollo, Ha dato man forte (se mai servisse) ai cattivi.
La sola Armada Flagship, della marina Spagnola (suppongo) non può nulla a riguardo. Bella è bella, ma piuttosto inutile ai fini della cronaca

TOTALE CANNONI:

PIRATI GUARDIE
Red Beard 3 (ufficiali) Armada 1
Cross Bone 1

2009-2015
Qui da parlare, ce n’é a iosa. e non troppo bene
I 2 Bounty hanno ricevuto critiche su critiche. In parte strameritate. Il 6243 mi piace parecchio. Ha una bella cabina per il capitano, chiusa da due portoni, ed Un cannone su supporto girevole sul ponte.
Questa caratteristica la rende (assieme al suo successore) unica. Infatti non esistono altre navi che montano un cannone in quella posizione.
Il 70413 Invece è osceno. Valida sicuramente per una espansione, ma a livello di set, ha ben poco di positivo. Forse lo scrigno nascosto sotto al pavimento della cabina.
Per il resto, nulla più.
In questi anni, i progettisti, hanno abbandonato i classici alberi (fatti interamente di plate e plate modificati con towball) per lasciare il posto a banali connettori e Hose rigid da 3mm
Se LEGO® voleva rilanciare il trend, poteva impegnarsi di più. E’ vero che messo sul mercato la gigantesca Flagship II (4 sezioni centrali che la fanno diventare la più grande di tutte)
ma, in termini di bellezza e fascino, si è sprecata.
Carina la cabina e la cucina. Ma ci si aspettava ben di più.
In termini di fuoco, qui le sorti si sono un attimo ristabilite. Con i suoi 4 cannoni offre un validissimo supporto sul campo. Ma è comunque poco, nel suo complesso

TOTALI CANNONI:

PIRATI GUARDIE
Brickbeard 3 Flagship II 4
Brick Bounty 3

Insomma amici, sugli oceani del continente, la sfida è vinta dai pirati. Senza neanche troppa fatica

Ecco alcuni articoli interessanti che parlano di vita sulle navi:

https://www.velaemotore.it/la-royal-navy-tra-rhum-e-frustate-1-introduzione-vela-4751
https://it.wikipedia.org/wiki/Grog
http://barfly.corriere.it/2016/07/28/black-tot-day-il-giorno-in-cui-la-royal-navy-resto-allasciutto/?refresh_ce-cp

The post Speciale "Navi pirati" first appeared on Brickpatici.

]]>
Dolce riposo? https://www.brickpatici.it/dolce-riposo/ Fri, 16 Nov 2018 18:00:12 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5500 Dopo aver lavorato, viaggiato, e fatto diverse attività nelle nostre città piene di stud, perché non dare  un pò di riposo ai personaggi dal sorriso perenne che popolavano le nostre città? Ed ecco arrivare nel […]

The post Dolce riposo? first appeared on Brickpatici.

]]>
Dopo aver lavorato, viaggiato, e fatto diverse attività nelle nostre città piene di stud, perché non dare  un pò di riposo ai personaggi dal sorriso perenne che popolavano le nostre città?
Ed ecco arrivare nel 1987 un simpatico set da poco più di 100 pezzi che fa al caso nostro: il set 6360 “Weekend cottage”.
Un piccolo cottage con giardino per passare il weekend, dove le 2 minifig presenti nel set potevano rilassarsi in tutta tranquillità.
Il cottage sorge su una baseplate verde da 8×24 stud, una lottizzazione abbastanza semplice ma perfetta per qualsiasi città, ha due finestre, una nella parte anteriore e una finestra in stile velux sul tetto, i  muri della casa sono composti da brick gialli, un camino nel tetto e la caratteristica migliore per rendere armonioso il piccolo edificio oltre al tile blu 1×1 con il numero civico (che personalmente ho perso pochi giorni dopo aver ricevuto il set e ritrovata solo all’uscita della Dark Age) una graziosa lanterna appesa sopra la facciata del cottage. L’interno è un po’ spoglio con un tavolino molto semplice e una lampada da tavolo mentre al piano di sopra anche se lo spazio è più piccolo troviamo un letto e un piccolo mobile dove riporre effetti personali.
All’esterno troviamo un camino che insieme ad una padella fanno presupporre che possa essere il posto ideale per un barbecue con i controstud.
Un tavolino e due sedie possono dare ristoro e relax per stare in compagnia all’aria aperta..Lungo il confine della proprietà un piccolo muretto di recinzione con qualche fiore abbellisce il tutto. Un tranquillo weekend di coppia in questo classico edificio anche se qualche cosa renderà difficile la convivenza come la presenza di un solo letto e di una sola tazza per bere.

The post Dolce riposo? first appeared on Brickpatici.

]]>
Che testa gialla che hai!!! https://www.brickpatici.it/che-testa-gialla-che-hai/ Thu, 15 Nov 2018 18:00:25 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5505 Vi chiederete se sono impazzito e invece vi dico assolutamente no!!! Sto parlando delle teste (non fate battute mi raccomando ahahah) delle minifig che tutti conosciamo e che sono nate nel 1978. In realtà la […]

The post Che testa gialla che hai!!! first appeared on Brickpatici.

]]>
Vi chiederete se sono impazzito e invece vi dico assolutamente no!!!
Sto parlando delle teste (non fate battute mi raccomando ahahah) delle minifig che tutti conosciamo e che sono nate nel 1978. In realtà la testa (o tecnicamente Mini Head) nasce nel 1974 con la comparsa nell’universo LEGOLAND® delle primissime Minifigures che erano estremamente abbozzate. Ma torniamo a noi, il colore giallo non fu scelto per caso ma ci fu un filo logico che portò alla scelta di questo colore.
Ma partiamo dall’inizio:
I primissimi set degli anni ’50 (del Town Plan) erano figurini nel classico esempio di quel periodo al pari dei soldatini: colorati erano la reale rappresentazione di un essere umano. Il colore non era giallo ma bensì in una tonalità più realistica. Ben presto in LEGO® si passò dall’utilizzare questa sorta di soldatini a raffigurazioni di persone con l’utilizzo delle sole parti LEGO®. Vediamo così in queste rappresentazioni l’apparire del colore giallo come colore che identificherà successivamente le minifig. Queste scelta coincide con la voglia di non identificare una figure LEGO® (o inizialmente una Mini Doll) con nessuna etnia, così come avvenne per la non identificazione di LEGO® con la guerra. Questo ideale fu mantenuto con le minifig che chiaramente a partire dal 1974 per poi passare alla forma attuale (1978) sono significativamente neutre al tal punto da rappresentare un uomo generico e una donna generica. E il colore giallo era di quanto più neutro che non identificava nessuna etnia. Agli inizi del 2000 e con l’arrivo nel 2003 del set dedicato ai giocatori dell’NBA, fu introdotta la prima minifig che significativamente iniziò un taglio netto nell’utilizzo dei colori diversi dal giallo e nell’identificazione etnica delle minifig: era la minifig di Kobe Bryant, giocatore di NBA. In realtà con l’introduzione agli inizi del 2000 dei temi licenziati vi fu la necessità di identificare ogni minifig con il suo corrispettivo (non propriamente all’inizio, come ben ricordate le prime minifig di Star Wars avevano le teste gialle) reale e il set dell’NBA spinse in questa direzione.
Una piccola curiosità: Nel set 905 Doll Set LEGO® System by Samsonite appare la rappresentazione di una donna afro-americana. Lo si può notare dal fatto che il colore utilizzato non era il giallo ma il nero cosi come nel set 215 “Red Indians” evidentemente dal nome del set il colore scelto non era il giallo ma il rosso.
Quindi nonostante il giallo fu scelto dal 1978 come colore universale e neutrale per ogni minifig fino a quel momento si potevano trovare tranquillamente delle “eccezioni”.

Fonte:
Luigi Bombardiere

Ulteriori approfondimenti:
https://www.quora.com/Why-do-LEGO-minifigures-have-yellow-heads?fbclid=IwAR3BKLAy5hErdrjSOS8LHR_XV8XcEG2YU9PQJ_eRtmxkqMp60FMfoBAf7QQ
https://www.staynerd.com/20-cose-che-forse-non-sapevate-sui-lego/
https://lego.fandom.com/wiki/Minifigure

Fonte foto:
https://www.quora.com/Why-do-LEGO-minifigures-have-yellow-heads?fbclid=IwAR3BKLAy5hErdrjSOS8LHR_XV8XcEG2YU9PQJ_eRtmxkqMp60FMfoBAf7QQ
https://lego.fandom.com/wiki/Minifigure

The post Che testa gialla che hai!!! first appeared on Brickpatici.

]]>
La prima esposizione della Fiat 500, candidata ad essere il prossimo set Lego Ideas https://www.brickpatici.it/la-prima-esposizione-della-fiat-500-candidata-ad-essere-il-prossimo-set-lego-ideas/ Sat, 10 Nov 2018 17:05:39 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5493 Al Bologna Brick abbiamo avuto una importantissima anteprima: la prima uscita ufficiale della Fiat 500 di Felix Stiessen e Gabriele Zannotti, naturalmente interamente realizzata con i mitici mattoncini LEGO!!! La storica auto italiana è candidata […]

The post La prima esposizione della Fiat 500, candidata ad essere il prossimo set Lego Ideas first appeared on Brickpatici.

]]>
Al Bologna Brick abbiamo avuto una importantissima anteprima: la prima uscita ufficiale della Fiat 500 di Felix Stiessen e Gabriele Zannotti, naturalmente interamente realizzata con i mitici mattoncini LEGO!!!

La storica auto italiana è candidata a diventare un set ufficiale LEGO.

Votata da 10.000 fans, ora è in fase di revisione da parte dell’azienda danese per decidere se il set vedrà la luce.

Facciamo un grosso in bocca al lupo ai suoi creatori e incrociamo le dita.

Durante la manifestazione, la “mitica” si è anche aggiudicata il mattoncino di Bricknauts, riconoscimento ambito da tutti i costruttori in quanto viene consegnato dalla redazione della pagina FB solo alle creazioni più belle.

Ringraziamo Simone Bissi (Bricknauts, Leganerd) per le foto in oggetto, per il reportage fatto sul loro sito e sopratutto per esserci passato a trovare.

http://leganerd.com/2018/11/06/fotoreportage-esposizione-moc-lego-bologna-brick/?fbclid=IwAR1iMtRd5hgiJuhFmzyh_CxP0mvITdCW677UeTFOGD_A6mRaM8lECHxVE0A

 

The post La prima esposizione della Fiat 500, candidata ad essere il prossimo set Lego Ideas first appeared on Brickpatici.

]]>
EVENTO: Brickpatici al Model Game di Bologna https://www.brickpatici.it/evento-brickpatici-al-model-game-di-bologna/ Fri, 09 Nov 2018 21:38:21 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5490 In collaborazione con Sleghiamo la Fantasia che curerà l’enorme area ludica con tantissimi laboratori creativi per grandi e piccini, siam stati chiamati ad organizzare l’area espositiva. Troverete tantissime opere realizzate in mattoncini LEGO all’interno dell’ormai […]

The post EVENTO: Brickpatici al Model Game di Bologna first appeared on Brickpatici.

]]>
In collaborazione con Sleghiamo la Fantasia che curerà l’enorme area ludica con tantissimi laboratori creativi per grandi e piccini, siam stati chiamati ad organizzare l’area espositiva.

Troverete tantissime opere realizzate in mattoncini LEGO all’interno dell’ormai storica fiera bolognese sul modo del modellismo: il Model Game (https://www.modelgame.it/)

Quest’anno l evento torna in pompa magna e sarà nuovamente affiancato all’ormai riuscitissima fiera Il Mondo Creativo (https://www.ilmondocreativo.it/home/8101.html)

Model Game presso Fiera Bologna

24-25 Novembre 2018

Orario manifestazione:
Sabato e Domenica dalle ore 9.30 alle ore 19.00

Vi aspettiamo numerosi!!!!

 

 

The post EVENTO: Brickpatici al Model Game di Bologna first appeared on Brickpatici.

]]>
EVENTO: Tortona Bricks – Mattoncini sotto la torre https://www.brickpatici.it/evento-tortona-bricks-mattoncini-sotto-la-torre/ Fri, 09 Nov 2018 21:30:37 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5487 Brickpatici organizza il suo primo evento in Piemonte!!! Con la massiccia collaborazione di Piemonte Bricks Lug e di tanti altri espositori siamo lieti di invitarvi a Tortona Bricks – Mattoncini sotto la torre. Eccovi un […]

The post EVENTO: Tortona Bricks - Mattoncini sotto la torre first appeared on Brickpatici.

]]>
Brickpatici organizza il suo primo evento in Piemonte!!!

Con la massiccia collaborazione di Piemonte Bricks Lug e di tanti altri espositori siamo lieti di invitarvi a Tortona Bricks – Mattoncini sotto la torre.

Eccovi un estratto dal nostro evento FB con tutte le info necessarie per venirci a trovare (https://www.facebook.com/events/398093590723454/)

I mitici mattoncini danesi arrivano per la prima volta a Tortona con una imperdibile mostra!!!
…e tantissimi pezzettini per giocare liberamente e sbizzarrirsi con la fantasia!!!

INGRESSO LIBERO
Esposizione di opere realizzate in mattoncini LEGO all’interno del Palazzetto Uccio Camagna.

Opere in esposizione, area gioco libero per grandi e soprattutto piccini e area mercatino.

Orario esposizione mattoncini:
– sab 17 novembre: dalle 15.00 alle 19.30
– dom 18 novembre: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

Vi aspettiamo!!!

 

The post EVENTO: Tortona Bricks - Mattoncini sotto la torre first appeared on Brickpatici.

]]>
Bologna Brick 2018: un successo a 360 gradi!!! https://www.brickpatici.it/bologna-brick-2018-un-successo-a-360-gradi/ Wed, 31 Oct 2018 13:04:39 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5474 Con la mente lucida, tantissima gioia per la riuscita dell’evento e un briciolo di tristezza perchè purtroppo è gia finita la magia, il direttivo dell’Associazione Culturale Brickpatici ringrazia tutti per aver creato qualcosa di incredibile. […]

The post Bologna Brick 2018: un successo a 360 gradi!!! first appeared on Brickpatici.

]]>
Con la mente lucida, tantissima gioia per la riuscita dell’evento e un briciolo di tristezza perchè purtroppo è gia finita la magia, il direttivo dell’Associazione Culturale Brickpatici ringrazia tutti per aver creato qualcosa di incredibile.

Ringraziamo Publieventi Srl e Said per…TUTTO.

Ringraziamo Alberto Deleonardis per aver creduto da subito nella riuscita dell’evento, per aver seguito tutta la comunicazione e sopratutto per il non facile lavoro di far da collante tra tutte le parti in causa

Ringraziamo i 20.000 visitatori che hanno fatto si che queste due giornate siano state memorabili.

Ringraziamo l’instancabile Antonella Carabelli, Sleghiamo la Fantasia – Associazione di Promozione Sociale e tutti i volontari che hanno tenuto in piedi in maniera perfetta tutti i laboratori creativi.

Ringraziamo le 12 associazioni/lug/gruppi presenti

Ringraziamo gli oltre 100 espositori provenienti da Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli, Toscana, Marche, Lazio, Campania e naturalmente Emilia Romagna.

Ringraziamo i negozi che hanno creduto nella nostra prima edizione ed hanno partecipato.

E ringraziamo piu di tutti il comitato organizzatore che a diverso titolo, compito e impegno ha reso possibile tutto quello che avete visto.
Oltre a noi sei i loro nomi sono: Mauro Terr Antonio Nasella Paolo Nicolini Francesco Festuccia Alessandra Francesca Weitzmann Mattia Careddu Giuliano Julius Malatesta Barbara Breveglieri Lorenzo Battaglieri Badiali Luca Andrea Aurora

Grazie di cuore a tutti.
ci vediamo nel 2019!!!

 

The post Bologna Brick 2018: un successo a 360 gradi!!! first appeared on Brickpatici.

]]>
Speciale “Vintage Technic – 8853-1 Excavator” https://www.brickpatici.it/speciale-vintage-technic-8853-1-excavator/ Tue, 23 Oct 2018 17:00:19 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5454 Nome: Front-end Loader Soprannome: Excavator Codice LEGO®: 8853-1 Anno Uscita: 1988 Numero pezzi: 326 Lista pezzi: https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=8853-1 Altre informazioni: Majani Bologna: https://www.majani.it/products/cremino-fiat/ Buonasera amici di Vintage Bricks. Quest’oggi vi voglio parlare di un set (ancora […]

The post Speciale "Vintage Technic - 8853-1 Excavator" first appeared on Brickpatici.

]]>
Nome: Front-end Loader
Soprannome: Excavator
Codice LEGO®: 8853-1
Anno Uscita: 1988
Numero pezzi: 326
Lista pezzi: https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=8853-1

Altre informazioni:
Majani Bologna: https://www.majani.it/products/cremino-fiat/

Buonasera amici di Vintage Bricks.
Quest’oggi vi voglio parlare di un set (ancora Technic) a cui sono profondamente legato. E’ un set che mi comprarono i miei genitori quando avevo circa 10 anni. Il set infatti è datato 1988, e io 1980.
Il set in questione è l’Excavator 8853-1, e fa parte della linea Technic, model, construction.
E’ uno di quei set Old-School. Come i veicoli di allora del resto.
La vecchia Golf di mio papà, la Peugeot-Talbot del nonno, la prima Fiat Uno. Sembravano usciti dal videogioco “Minecraft”. Spigolose, essenziali, schiette e sincere come solo in quel periodo. E questa ruspa, non è da meno.
Ricordo che lo vidi in un qualche supermercato del mio paese, e mi piacque subito. Ma non costava poco. E allora divenne occasione da mettere sotto l’albero di Natale (credo).
Insomma, alcuni dettagli sono cancellati da 30 anni di vita, ma lei la ricordo. Ricordo qualche errore nella fase di montaggio. Ricordo che feci un pò fatica a montarla, e qualche volta dovetti ritornare sui miei passi.
Ricordo come fosse ieri, quando mio padre rientrò da una giornata di lavoro e mi portò un sacchetto di cioccolatini dalla Majani (per chi non lo sapesse, la Majani è una prestigiosissima casa bolognese che produce cioccolatini da più di tre secoli. Se non lo avete ancora fatto, provate il Fiat. Altro che Gianduiotto..!), in cui stava lavorando come artigiano carpentiere.
Ricordo che fui talmente felice di quei cioccolatini, che li usai come detriti da muovere con la benna della ruspa. Dentro e fuori dal vaso di vetro. Del resto a 8 anni cosa dovevo farci? Mica una Sacher no?
Insomma quella ruspa era veramente bella. Con le sue 4 ruote nere e gialle, il lampeggiante che serviva per lo sterzo, e tutti gli ingranaggi per alzare e inclinare la benna.
Ma io non sono mai stato ordinato, ne lungimirante. Ad oggi infatti di quella ruspa resta ben poco. Finita con lo sfuso assieme agli altri set di tutta una vita, ne ho perso persino dei pezzi.
Qualche giorno fa mio figlio piccolo (17 mesi) stava girando per casa con in bocca una sua ruota. Fate voi…
E pensare che allora… E pensare che allora non è solo l’incipit della mossa Kansas City. E pensare che allora, quella gru di razza, era sul tavolo della cucina con cioccolata di razza.
Invece ora?
30 anni dopo è ancora li che mi tormenta. Perchè ne ho ordinata una in Europa, più di un mese fa. E non è ancora arrivata.
Quindi a voi, io ho (come sempre del resto) ben poco da raccontare. Da dire. Che non sapete già o che non potete scoprire da soli.
Ho riletto il mio primo articolo per Vintage Bricks, quello sulla “Cross Bones Clipper 6280-1”. Carino, Interessante. Ma freddo. Una mera analisi di un insieme di pezzi LEGO®. Un’analisi che chiunque può fare, semplicemente consultando BrickLink, o il manuale online delle istruzioni.
Quell’articolo che leggi e poi dimentichi come si fa con una ricetta di cucina. Al limite la puoi trascrivere.
“Chi sa fare fa, chi non sa fare, insegna”, dicevano. Io non posso fare manco quello.
Però chiunque può parlare di LEGO®. LEGO® ha un  posto per tutti. LEGO® ha creato un indotto. E tutti hanno torto e ragione. Come nel poker all’italiana. Non si ha mai la certezza della vittoria.
E io vi voglio parlare di questa nuova-vecchia voglia di avere quel set tra le mie mani. Perchè ci faro’ giocare i miei figli, perchè voglio vedere se è ancora così grande come la ricordo, perchè con quel suo giallo era davvero figa.
Ora quel giallo lo faccio anche in fabbrica.
Un mese è lungo. E io n on sono famoso per la pazienza. A voi è mai capitato? Un mese per fare 1000 km? Si è per caso incastrata nei Tauri?
Ma mi hanno detto che a volte impiegano così tanto. E a me non va di fare il reclamo. Per passare come il solito italiano rompipalle. Perchè magari anche il venditore è sulla stessa barca…
Vedremo. Io intanto ho già messo in allarme il vicinato. Persone fidate. Il corriere può tranquillamente consegnare anche al forno se vuole. Pur di risparmiarsi un secondo giro. E di risparmiare a me una sfilza di moccoli, che non sono tanto eleganti da sentire.
Quindi quando arriverà, vi avvertirò. Se non lo hanno già fatto i miei vicini… E poi, sarà come se fossero passati non 30 anni, ma 30 secondi.
Solo che i cioccolatini non ci sono più.

The post Speciale "Vintage Technic - 8853-1 Excavator" first appeared on Brickpatici.

]]>
Il mio primo tagliando https://www.brickpatici.it/il-mio-primo-tagliando/ Mon, 22 Oct 2018 17:00:50 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5443 Con la costruzione delle prime città e l’arrivo di vari veicoli, le nostre minifg necessitavano nelle avventure anche di qualche riparazione e così grazie al set 6369 “Officina” uscito nel 1985 questa cosa poteva ben […]

The post Il mio primo tagliando first appeared on Brickpatici.

]]>
Con la costruzione delle prime città e l’arrivo di vari veicoli, le nostre minifg necessitavano nelle avventure anche di qualche riparazione e così grazie al set 6369 “Officina” uscito nel 1985 questa cosa poteva ben realizzarsi. Un set tutto sommato semplice, sempre aperto sul retro come tutti gli edifici di quel periodo, ma di gran effetto per le nostre avventure, collocabile in qualunque situazione si voleva.
130 pezzi per costruire una piccola officina rossa dove l’unica minifig presente nel set poteva riparare ogni tipo di veicolo.L’edificio costruito su una baseplate da 16×16 stud light gray era formato dal garage con la bellissima serranda trasparente e gialla e da un piccolo ingresso posto sul fianco dove gli avventori gialli potevano prendere accordi su i lavori da fare al proprio veicolo.
Per distinguersi tra i vari edifici aveva un bellissimo brick bianco1x4 stampato con un fondo nero e un martello e una chiave inglese, accessori indispensabili per un lavoratore di questo tipo. Nel piccolo ufficio presenti anche una scrivania e uno sole nero 1×2 con grafica del telefono per poter chiamare eventuali fornitori di stud di ricambio.
Nel set era presente anche una piccolissima auto bianca e rossa per poter dare fin da subito lavoro al nostro amico dalla salopette blu, ma solo inizialmente perché ogni scusa era buona per portare qualche veicolo a far riparare pur di alzare ed abbassare la serranda.
Come tutti i set di quel periodo sul retro della scatola si potevano trovare varie alternative al set di base e in particolare si poteva riproporre una piccola officina all’aperto e un paio di veicoli ma non molto accattivanti, il set originale era l’officina perfetta per ogni riparazione.

The post Il mio primo tagliando first appeared on Brickpatici.

]]>
Speciale “Vintage Technic” https://www.brickpatici.it/speciale-vintage-technic/ Tue, 16 Oct 2018 17:00:14 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5429 Buona sera amici di Vintage Bricks. Questa sera parleremo di un set LEGO®. Ma non vi dirò quale… Non subito. Ma facciamo un passo indietro, a quando tutto ebbe inizio. Era una notte buia e […]

The post Speciale "Vintage Technic" first appeared on Brickpatici.

]]>
Buona sera amici di Vintage Bricks.
Questa sera parleremo di un set LEGO®. Ma non vi dirò quale… Non subito.

Ma facciamo un passo indietro, a quando tutto ebbe inizio.

Era una notte buia e tempestosa. Le nuvole nel cielo erano scure e cariche di pioggia.  Il vento sferzava i rami del vecchio albero, e gli animali si erano nascosti. Dalla stufa usciva il caldo, che scongelava le mie ossa, dopo una giornata in cantiere.
In televisione passavano un vecchio film di Leone. Uno di quelli, di cui conosci le battute a memoria.
Quello di: “Ragazzo, sei diventato ricco”
“Siamo diventati ricchi”
“No! Tu solo, e te lo sei meritato”.
La scena in cui capisci che il colonnello non lo aveva mai fatto per i soldi. Quei film che ti fanno emozionare, ancora dopo 30 anni.
E mentre il cuore si gonfia, e la gola brucia sotto i colpi del rum preferito pensi:
“Chissà, se domani mi arriva il pacco dalla Francia. È già due settimane che me lo hanno inviato… ‘sti francesi malcagati!”
E allora cadono i maroni.
Perchè noi siamo tutti un pò così. Un pò sempre sul pezzo.
Tra ordini in Burkina Faso e negli USA, fatti passare per la Colombia, sotto forma di panetti di cocaina (perchè sappiamo che è più facile importare una tonnellata di cocaina da Bogotà, che un set dall’America), le nostre giornate scorrono così.
Tra aste su WhatsApp, lotti in vendita su Subito.it e i continui aggiornamenti degli stati degli ordini su BrickLnk.
Noi siamo un pò così. Forse non tutti. Ma c’è un pò di  legopatia in ognuno di noi. Quella sana (si spera).
Ecco, le cose non sono andate così. Nulla di così romantico.
Stavo semplicemente cercando qualche cosa di carino per il mio quattrenne. E trovo un annuncio interessante. Una nave della polizia, un aereo della ambulanza, e “lui”.
Sbrigo la burocrazia solita, e dopo qualche giorno arriva tutto a casa. Ovviamente si cominciano con i vecchi City.
Metti di qua, togli di la, aggiungi un arpione, due fari allo xeno, un lanciarazzi, un motore W12, un razzo disintegratore, uno stegosauro, e qualche cattivo, che ci sta sempre bene.
Del resto i bambini cosa fanno? Sfogano la loro immaginazione.
Io spero che il mio si limiti al gioco, perchè ho paura che possa incendiare il paese con le braci del barbeque…
Si gioca per fare passare il tempo, per fare passare l’inverno e le brutte giornate. Si gioca per far passare la febbre e le influenze. Ogni pretesto è buono. LEGO® o non LEGO®. E tante volte ci gioco pure io, con lui.
Ma poi arriva il momento di mettere tutti a letto, e di dedicarsi a quell’ammasso di pezzi rossi, bianchi e grigi. Vi do un primo indizio. È un Technic vecchia scuola.
La mia vista è relativamente buona, ma si torna a scuola, perchè le vecchie istruzioni non sono come le nuove. Ed io non sono molto abituato a quei Technic. Anzi, per nulla.
E comincio a lavorarci su. Trovo i pezzi che mancano, e sostituisco quello rotti.
E si smadonna. Cazzo se si smadonna! Si offendono tutti i santi del paradiso, dell’inferno, del purgatorio, e pure i vicini di casa. Loro per primi…
Si tribola perchè i pezzi non vanno al loro posto. E allora tac, Brickpatici! Chiedi informazioni a riguardo, per capire se sono stupido io, oppure il Technic in questione ha dei difetti?
Per fortuna ottengo conferma. Almeno per questa volta è colpa sua.
Constatato ciò, tiri fuori il meccanico che non sei mai stato (neanche a 14 anni, quando montare una marmitta Giannelli Reverse era l’abc) e ci provi con la logica. Controlli gli alberi, la trasmissione, gli ingranaggi, e infine capisci che il problema sta li, nella catena (secondo indizio).
Allunghi, accorci… Il risultato non cambia. Non fa quello per cui è stato progettato. Forte della conferma circa i difetti, ti accontenti di averlo solo montato. Farci giocare il bimbo sarà impossibile. Da quel giorno è rimasto li. Ancora da capire se come un trofeo, o una carcassa.
L’ho odiato talmente tanto, ma tanto, che ho provato persino a venderlo. Maledetto lui. Invece nisba. Rimaneva li. Passava da farsela con una Imperial Flagship 6271, a flirtare con la Flagship II.
E’ stato messo in vetrina,  nascosto. Ma era comunque sempre li. Come le emorroidi.
Tanto sul mobile, quanto nella mia testa. Un chiodo fisso…
Stava li, e mi guardava. Chissà che cosa cavolo pensava. Quel vigliacco di un Technic…
Volete sapere come è andata a finire tra me e lui (è maschile, terzo indizio)? Lo volete proprio sapere?
Qualche giorno fa, un bravo ragazzo mi ha combinato a prezzi validissimi quello che mi mancava. La sua casa. Il suo box.
Ed ora, sta li. Nel posto che spetta. In vetrina. Tutto bello in ordine, insachettato ad hoc. Con i pezzi divisi per tipologia, e le ruote da parte.
Ora sta li, e posso garantire, che in salute (ovviamente) non cambierà più casa.
Adesso è in buona compagnia. E posso dire che sono felice (la felicità relativa, che accompagna i LEGO®, certamente).
Sono felice di non averlo venduto. E di averlo messo in tiro. Col vestito della domenica.

Buon vecchio bastardo 8835…

The post Speciale "Vintage Technic" first appeared on Brickpatici.

]]>
Merce che va merce che viene https://www.brickpatici.it/merce-che-va-merce-che-viene/ Fri, 12 Oct 2018 17:00:43 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5421 Nelle nostre avventure cittadine spesso i veicoli trasportavano qualcosa, ma oltre arrivare via aerea alcune merci nel 1991 finalmente arrivarono via mare, grazie al set 6541 “Intercoastal Seaport”. Finalmente era nato un set portuale (in […]

The post Merce che va merce che viene first appeared on Brickpatici.

]]>
Nelle nostre avventure cittadine spesso i veicoli trasportavano qualcosa, ma oltre arrivare via aerea alcune merci nel 1991 finalmente arrivarono via mare, grazie al set 6541 “Intercoastal Seaport”.
Finalmente era nato un set portuale (in quell’anno ne verranno rilasciati altri)!
Composto da 524 pezzi era un set medio grosso caratterizzato da una base 16×16 rialzata che faceva da banchina portuale. Si comincia a realizzare il porto proprio da quelle, una con la rampa di accesso e le altre rialzate, si prosegue con una piccola banchina con tanto di faro e pescatore intento a passare il pomeriggio tra una barca che arriva e un camion che parte.
Il set è comunemente chiamato “quello con la gru gialla”, che spicca in diverse città ancora oggi, una gru a 4 piloni che permette all’operatore  nella cabina di comando di caricare e scaricare, attraverso un ingegnoso sistema, direttamente dalla nave su i vari camion pronti a partire.
In questo set il camion era uno solo, blu e bianco, ma era molto facile costruire con altri pezzi mezzi adibiti al carico container. I container che arrivavano via nave ero solo due, uno conteneva un piccolo trattore e uno una moto rossa, ma si potevano realizzare svariati container anche solo con dei mattoncini assemblati tra di loro.
La nave container era di media stazza, di colore blu confondo rosso, dotata di un piccolo braccio gru e un discreto piano di carico, ma non esagerato (ho sempre sognato di allungarla un pochino per poter caricare di più…).
Ad aiutare lo scarico dei container, un mozzo dotato di salvagente, e, a ordinare il tutto dalla postazione di comando della nave, una minifig ammiraglio caratterizzata dall’ancora dorata sul torso, spesso confusa nelle ravanate con qualche poliziotto…
Come in altri set, anche qui si trovava il foglietto degli adesivi per decorare al meglio tutta la struttura, come il nome della barca “Diana”, il nome della gru “Viking”, il numero della banchina e altri piccoli particolari che permettevano alle nostre avventure di dare un tocco in più, anche un occhio alla sicurezza, grazie agli adesivi di segnalazione rossi e bianchi dei piloni della gru.
Era un set molto desiderato, perché nei cataloghi faceva una bellissima figura nelle foto di contorno, tutti sognavano di avere un porto enorme; ma sfortunatamente, per poterlo ingrandire, bisognava per forza comprare i set completi, perché non si trovavano le basi di banchina da prendere separate, e quindi ci si arrangiava come si poteva.
Questo, forse, è l’unico neo che aveva questo tipo di set, per il resto era solo un set con punti positivi, che dava finalmente alle nostre città la possibilità di allacciare rapporti via mare.

The post Merce che va merce che viene first appeared on Brickpatici.

]]>
L’alfabeto LEGO® Matoran https://www.brickpatici.it/lalfabeto-lego-matoran/ Thu, 11 Oct 2018 17:00:42 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5416 Che simpatica LEGO®!!! Si perché si è divertita a creare anche un alfabeto personalizzato… L’alfabeto Matoran è un sistema di scrittura e linguaggio utilizzato dagli abitanti Matoran e altri diversi abitanti dell’universo Bionicle. Per alcuni […]

The post L'alfabeto LEGO® Matoran first appeared on Brickpatici.

]]>
Che simpatica LEGO®!!! Si perché si è divertita a creare anche un alfabeto personalizzato…
L’alfabeto Matoran è un sistema di scrittura e linguaggio utilizzato dagli abitanti Matoran e altri diversi abitanti dell’universo Bionicle. Per alcuni aspetti è simile al nostro sistema di linguaggio con punti, linee, cerchi per cercare di dare una parvenza di scrittura latina.
Sui pianeti Voya Nui e il laboratorio segreto Bara Magna (molto probabilmente perché erano collegati una volta) venivano usati esagoni al posto dei cerchi e la lettera K era leggermente modificata e somigliava più alla lettera latina che all’altra versione mentre il sistema basico è utilizzato su Mata Nui e Metro Nui. Tuttavia, non si sa se si tratta semplicemente di un cambiamento estetico o pratico.
Ovviamente il sistema Matoran ha anche il suo sistema numerico. Come nel nostro universo esistono anche le unità di misura (al pari di metri, chilometri ecc):

  • Bio è la più piccola unità di misura (poco più grande di un metro)
  • Kio è l’unità media di misura e corrisponde a 1000 Bio (poco più di un chilometro)
  • Mio è l’unità di misura più grande e corrisponde a 1000 Kio (poco più di 1000 chilometri)

Per altre unità di misura di solito per comodità di trascrizione sono utilizzati i nostri sistemi e quindi ore, minuti, secondi ecc. Di solito per la stessa comodità anche il Bio, Kio e il Mio sono direttamente tradotte.

Curiosità:

  • Nel film del 2009 “Bionicle: La leggenda rinasce” si possono leggere nel laboratorio “Mata Nui”, “Bara Magna”, “LEGO”, and “Universal”.
  • In “Bionicle Heroes” per DS, le lettere dell’alfabeto Matoran possono essere utilizzate per sbloccare trucchi all’interno del gioco. Queste sono chiamate rune e sono sparse nei vari livelli.
  • La serie Bionicle comprende set, fumetti, libri, film e videogiochi.
  • La fonte primaria per la nascita del linguaggio Matoran è stato il maori: ma lo stesso popolo ha gridato allo scandalo per questo e il fatto ha generato alcune controversie.
  • Dal 2006 dietro le confezioni dei set Bionicle è presente un codice composto da tre numeri e tre lettere per ottenere dei punti club da spendere sul sito ufficiale lego Bionicle per acquistare immagini Bionicle. 

Fonte ricerca:
Ric Bionicle (Brickpatici)
Antonio Nasella (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://bionicle.wikia.com/wiki/Matoran_Alphabet
http://bionicle.wikia.com/wiki/Matoran_Language
https://en.wikipedia.org/wiki/Bionicle:_The_Legend_Reborn
https://it.wikipedia.org/wiki/Bionicle

Fonte foto:
http://bionicle.wikia.com/wiki/Matoran_Alphabet

The post L'alfabeto LEGO® Matoran first appeared on Brickpatici.

]]>
Il pieno, grazie https://www.brickpatici.it/il-pieno-grazie/ Fri, 05 Oct 2018 17:00:52 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5401 Tutti i mezzi Legosi delle nostre minifig con cosa si alimentano? L’unita di misura non si sa, ma pagano tutto con tile verdi da 100… E il benzinaio in questione non sempre ha avuto contante […]

The post Il pieno, grazie first appeared on Brickpatici.

]]>
Tutti i mezzi Legosi delle nostre minifig con cosa si alimentano?
L’unita di misura non si sa, ma pagano tutto con tile verdi da 100… E il benzinaio in questione non sempre ha avuto contante che gli girava tra le mani , neanche quello quando hanno lanciato il primo distributore nel 1985.
La prima pompa di benzina vista nelle città di mattoncini  completa di minifg e veicoli è stata grazie al set 377 Shell Service station nel 1978.
Uno di quei set che dava la possibilità a tutti i viaggiatori gialli di Poter fare un pieno per la loro auto e partire allegramente…90 pezzi per costruire ben 4 punti di rifornimento un piccola pensilina e un edificio.Il rapporto tra Lego e Shell risale a molto tempo fa ormai e sembra che i legami tra l’industria petrolifera e quella dei nostri amati mattoncini fossero interessi commerciali condivisi.
Poi interrotti per dare spazio a nuovi marchi.
Le uniformi dei 2 addetti , un maschio e una femmina, sono molto semplici ma iconiche riportano il solare logo Shell della conchiglia, adesivo fornito nel set, non stampato..che a lungo andare si anneriva e spesso si consumava nei bordi a furia di fare rifornimenti.
Nel set  si poteva realizzare anche un simpatica auto per famiglia rossa con tetto nero che però non aveva l’abitacolo a misura di minifg, motivo forse perché non erano forniti altri personaggi.
Il resto della stazione di servizio invece era tutto studiato bene, si edificava su ambo i lati di una classica roadplate rettilineo dell’epoca e con i colori giallo e rosso del logo Shell la si poteva riconoscere a stud di distanza.
4 colonnine per rifornimenti, qualche pneumatico di scorta e l’edificio/cassa.Il colore di base dell’edificio bianco con i serramenti neri dava un tocco di contrasto in più a tutto l’insieme senza dover avere tonalità cromatiche varie come nei set di oggi. L’unica cosa in comune con alcuni set del giorno d’oggi sono tutti i loghi che non erano stampati ma adesivi, e nessuno poteva tanto lamentarsi perché era così e basta…altrimenti la bella insegna o gli slope con il logo sarebbero stati solamente dei pezzi bianchi.
Non era il massimo come servizi o gadget da viaggio all’interno dello shop ma era  comunque un posto dove si poteva sentire nell’aria un ipotetico inebriante odore di petrolio.
Un posto dove poter avere rifornimento per viaggi di lavoro o di svago.

The post Il pieno, grazie first appeared on Brickpatici.

]]>
LEGO® Octan https://www.brickpatici.it/lego-octan/ Thu, 04 Oct 2018 17:00:33 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5392 Tutti a correre da oggi a fare benzina da una particolare compagnia petrolifera, la Octan!!! Si vi sto prendendo in giro però questa compagnia (oggi invia di trasformazione in società di energie rinnovabili) esiste realmente […]

The post LEGO® Octan first appeared on Brickpatici.

]]>
Tutti a correre da oggi a fare benzina da una particolare compagnia petrolifera, la Octan!!!

Si vi sto prendendo in giro però questa compagnia (oggi invia di trasformazione in società di energie rinnovabili) esiste realmente o meglio esiste realmente nel mondo dei LEGO®, almeno così sembra!!!
Molti di voi se la ricorderanno fin da piccoli e molti in questi anni invece l’avranno incontrata nei vari set ma pochi sicuramente sapranno la sua storia. Inizialmente LEGO® ebbe una partnership con Esso, Shell e Exxon per sponsorizzare tutto quello che riguardava il mondo degli idrocarburi nei vari set. Di certo, pagare le royalties ogni volta non era un granché, per cui LEGO® decise di creare e “fondare” la propria compagnia petrolifera, la Octan.
La prima apparizione della Octan avvenne nel 1992 nei set 6397 Gas N’ Wash Express e nel set 6594 Gas Transit, dopodiché nel 1993 apparse in un tema LEGO® ben definito e altri set. Nel 1994 avvenne il primo salto e quindi la Octan uscì dal LEGO® System per fare la sua prima apparizione sui DUPLO® (2621 Motocross Racer) e LEGO® Technic (8880 Super Car).
Ovviamente Octan era sponsor di benzinai e veicoli da corsa. Ma LEGO® ovviamente continuò la collaborazione con Shell come sponsor di set promozionali. Almeno fino al 2014  anno in cui, su spinte di Greenpeace, dovette smettere questa collaborazione.
E questa “spinta verde” la si può vedere in alcune scelte di LEGO® (non solo nella creazione di bricks con plastica bio). Infatti nel 2009 nel set  7747 Wind Turbine Transport vediamo per la prima volta il logo Octan Energy, a testimonianza del fatto che la compagnia petrolifera Octan stava volgendo verso energie rinnovabili.
E difatti nel 2012 con l’uscita di una nuova autobotte Octan apparse il loco Octan Energy dove il logo Energy sovrastava quello della Octan, dimostrazione sempre più convita del fatto che LEGO® voleva far avvicinare la propria Octan alle energie rinnovabili.

Alcune curiosità:

  • La Octan è lo sponsor primario della Moose Jaw Octan Oilers, squadra di Hockey della LEGO® Major Junior Hockey League.
  • La Octan ha una Racing Team in Formula Uno, nelle gare GT e nelle gare rally.
  • Lord Business in The LEGO® Movie è anche il presidente della Octan Corporation.
  • La parola Octan (o Oktan) è una parola danese che significa (ovviamente ci arriverete per assonanza) Ottano cioè il composto primario che rende stabile la benzina ovvero è l’elemento che da la resistenza alla detonazione alla benzina.
  • La Octan è sponsor di moltissimi eventi e veicolo (tra cui il giocatore di calcio delle Minifigures serie 4).
  • In Russia in realtà esiste veramente una stazione di benzina Octan, con marchio e grafica identico al suo originale LEGO®.

 

Fonte ricerca:
Mirko “Gozer” Crucchiola (Itlug, Brickpatici, Afld e Romabrick member)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://lego.wikia.com/wiki/Octan
https://en.wikipedia.org/wiki/Octan#cite_note-3
https://www.theguardian.com/environment/2014/oct/09/lego-ends-shell-partnership-following-greenpeace-campaign
http://lego.wikia.com/wiki/60016_Tanker_Truck

Fonte foto:
http://lego.wikia.com/wiki/Octan
http://lego.wikia.com/wiki/60016_Tanker_Truck
http://lego.wikia.com/wiki/Soccer_Player
http://lego.wikia.com/wiki/7747_Wind_Turbine_Transport
http://lego.wikia.com/wiki/1890_Octan_Racer
https://www.brothers-brick.com/2018/02/25/life-imitates-lego-octan-gas-company-feature/octan-banner2/

 

The post LEGO® Octan first appeared on Brickpatici.

]]>
Speciale “Islanders” https://www.brickpatici.it/speciale-islanders/ Tue, 02 Oct 2018 17:00:37 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5379 Buona sera amici di Vintage Bricks, questa sera scendiamo dalla nave e parliamo di Islanders. “Islanders???? E MO, CHI SONO QUESTI? Una squadra di calcio americana? Sono la nazionale islandese di curling???” No amici miei. […]

The post Speciale "Islanders" first appeared on Brickpatici.

]]>
Buona sera amici di Vintage Bricks, questa sera scendiamo dalla nave e parliamo di Islanders.
“Islanders???? E MO, CHI SONO QUESTI? Una squadra di calcio americana? Sono la nazionale islandese di curling???”
No amici miei. Niente di tutto ciò. Gli Islanders sono una tribù selvaggia, con cui i nostri conquistadores e alcuni pirati hanno avuto a che fare. Ricordiamoci che stiamo sempre parlando di LEGO®.
Ma facciamo un passo indietro.
Gli Islanders, come richiama il nome, sono una tribù che viveva (probabilmente, visto gli sviluppi del mondo System) in quella zona caraibica (Foto 1) che oggi corrisponde al Centro America. Per capirci, le isole dalla Jamaica fino a Trinidad & Tobago, passando per St.Lucia, le Barbados, la Martinica, Guadalupe, Portorico, e via dicendo.
Una mondo fatto di coste, isolette, vulcani. Di paludi e di foreste pluviali. Di venti e tempeste tropicali. Un mondo selvaggio ma rigoglioso, con una flora ben sviluppata (liane, felci, cactus, bambù,mangrovie, etc) e con altrettante specie ittiche e di uccelli. Come appunto pappagalli. Un mondo rigoglioso, che ha permesso lo sviluppo economico e sociale del posto. Prima e dopo la colonizzazione.
Popoli che erano soliti pitturarsi il corpo e tatuarsi il volto. Per difendersi dagli insetti, ma più che altro con connotazioni sociali. Tutti questi elementi comuni, possono aiutarci a posizionarli in un contesto storico ben preciso e in una posizione geografica altrettanto identificabile.
Gli Islanders Lego sono una tribù di abili pescatori, cacciatori, marinai. Capaci di costruire con le risorse del posto, veloci e agili canoe o catamarani a vela. Una tribù pagana, votata al dio King Kahuka (Foto 3), e, probabilmente pure cannibale. Ma di questo, non abbiamo certezza. Sappiamo che i colonizzatori hanno avuto a che fare con loro, e non sempre hanno avuto la meglio (Foto 2).
Nel mondo System, vengono considerati una costola della dimensione pirata, e fanno parte di un unica buttata. Il mondo pirati sappiamo avere inizio nel 1989, con il Black Seas Barracuda (6285) e la Caribbean Clipper (6274).
Chissà dove era diretta quest’ultima nave…
Poi arriva il 1992, con alcuni set storici come la Imperial Flagship (6271) e l’Imperial Trading Post (6277). il 1993 con altre due imbarcazioni famose e infine il 1994, con la novità Islanders.
Scopriremo una realtà nuova, fatta solo marginalmente di pirati. Ma che tuttavia ha lasciato un segno indelebile nella cultura System del genere.

1994: Islanders: sono sei set usciti a tema. 5 di loro li considero piccoli (in termini di pezzi) ed uno medio. Ma per gli amanti del genere, sono chicche a cui non si dovrebbe rinunciare.
Non possiamo parlare di tutti e sei, ovviamente, e quindi li analizzeremo in maniera generica.

6236-1 (Inv) King Kahuka
41 Parts, 1 Minifig, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6246-1 (Inv) Crocodile Cage
49 Parts, 2 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6256-1 (Inv) Islander Catamaran
53 Parts, 2 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6262-1 (Inv) King Kahuka’s Throne
124 Parts, 5 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6264-1 (Inv) Forbidden Cove
196 Parts, 4 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6278-1 (Inv) Enchanted Island
395 Parts, 7 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders

(Nel 2001, uscirà una riedizione di quest’ultimo set.)
Gli elementi che più caratterizzano questi set, sono giustamente le tre minifigures.
Il King Kahuka (pi068) la femmina (pi066) e il maschio (pi070). Queste sono diciamo le tre versioni principali. Possiamo per esempio trovare la donna con e senza faretra, l’uomo con e senza faretra e il King con e senza il distintivo copricapo rosso.
Queste minifigure rappresentano uomini nudi, col volto dipinto, con foglie a coprire le parti intime, decorazioni floreali al collo. Tipiche pettinature addornate con piume oppure con corna d’osso. Insomma, proprio come ce le hanno sempre presentate nei documentari…
E’ appunto qua che Lego presenta questi nuovi dettagli, che verranno poi riutilizzati anche in altri set, più recenti.
Viene utilizzata per la prima volta la canoa (6021) con i suoi quattro adesivi. Tantissimo verde viene utilizzato in questi set: piante, foglie, liane, palme e coccodrilli fanno da padrone.
Essendo set mai più condivisi, gli elementi caratteristici che li compongono, non si troveranno da altre parti.. Gli scudi decorati, la vela del catamarano, e persino le basi dell’Enchanted Island (2359px3 e 6024px2 ) nascono e muoiono li.
Anzi ad essere pignoli, la base con canyon verrà utilizzata solo un altra volta, in un set sempre della linea System pirati. Le armi invece sono le stesse viste, per esempio, nei castelli. Archi, frecce, faretre. Del resto una tribù come quella mica poteva utilizzare un cannone antiaereo Flak da 88mm. per andare a caccia di uccelli o piccoli animali… Eh!!!
Palafitte, ponti sospesi e costruzioni in pietra caratterizzano gli elementi architettonici dei set. Oltre ovviamente alle statue del Dio, utilizzate probabilmente come luogo di culto..

Mercato:
Non c’è molto da dire. Non ci sono pezzi esageratamente rari, o impossibili da reperire. Gli stessi set, pur essendo apparsi in commercio 24 anni fa, non sono di difficile reperibilità.
Bisogna però sottolineare come la riedizione del set 6278 (nel 2001 dicevamo è stato ripresentato come 6292) abbia demolito il valore di quegli elementi unici sopracitati. L’isola incantata è infatti il set più rappresentativo della linea, e contiene al suo interno tutto quello che si era visto negli altri cinque set.
Questo cosa significa?
Una accurata ricerca sul solito Bricklink, mostra come tutte le componenti si possano reperire abbastanza facilmente. Le minifigure si trovano anche a 2 euro. Con 30 euro si prendono le due basi e con qualche euro (addirittura) si prendono le tre vele diverse. Sarebbe stato diverso se sul mercato, non avessero messo il rebrick. Teniamo in considerazione come, anche nel mondo Lego, più tempo si va indietro, più una cosa sia difficile da reperire. Inoltre, solo pochi hanno avuto la lungimiranza di investire nei mattoni (ah aha ah ah) quaranta anni fa. Mentre al giorno d’oggi è molto più facile trovare persone che acquistano più copie dello stesso set, per aspettare che escano di produzione, e acquistino valore. Internet e Facebook hanno rappresentato la svolta per quanto riguarda questo tipo di investimento. Inoltre una volta, difficilmente sapevi cosa Lego avrebbe prodotto l’anno o gli anni successivi; adesso l’informazione viaggia avanti anni luce.
Sarebbe invece impossibile, avere la certezza che, ogni singola parte del nostro set non provenga infatti da quello uscito più recentemente. Salvo concentrarsi sui set sigillati. Anche in questo caso (ammesso che si trovino) le cifre da sborsare sono in tripla cifra. Ma se si chude un occhio sulla datazione di ogni brick, aggiungere questi set alla propria collezione, non è cosa impossibile. Basta avere pazienza, e… Qualche euro da spenderci.

Opinione personale.

Li trovo carini. Tutti quanti. Certo, non sconvolgono la mia vita, come altri set del mondo system pirati, ma non sono neanche osceni come il panino alla mortadella neroverde. Particolari, quello si. Il particolare è appunto……particolare, ma sapete cosa si dice del classico vero?

Arrivederci al prossimo articolo sul mondo pirata.

Fonte informazioni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caribe

The post Speciale "Islanders" first appeared on Brickpatici.

]]>
Pronti al decollo! https://www.brickpatici.it/pronti-al-decollo/ Fri, 28 Sep 2018 17:00:27 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5368 Nel 1985 finalmente le minifig che popolavano le nostre prime città, dopo aver passato giornate e giornate tra lavori e faccende varie, potevano lasciare il loro paese e volare lontano grazie al primo aeroporto, il […]

The post Pronti al decollo! first appeared on Brickpatici.

]]>
Nel 1985 finalmente le minifig che popolavano le nostre prime città, dopo aver passato giornate e giornate tra lavori e faccende varie, potevano lasciare il loro paese e volare lontano grazie al primo aeroporto, il bel set 6392.
Un set che veniva regalato per le grandi occasioni, perché era di quelli grossi, con tanti pezzi, ben 497 e 8  piccole minifg per popolare tutta la zona di volo.
Si comincia la costruzione con le basi, quelle che ora non fanno più e le nostre minifg con mansioni aeroportuali se le sognano!
4 basi da 32×32 stud, con disegnata la pista di atterraggio con relativa zona di manovra a cerchio e il T di transizione verso la pista di decollo.
A seguire, dopo aver posizionato la pista, si comincia a costruire il vero aeroporto edificando un bell’edificio giallo e nero, che ancora oggi in qualche città più recente si può ancora trovare, perché invece di demolirlo è passato in secondo piano come aeroporto “turistico”, quello piccolo con i voli charter da 4 stud.
Ora molti sono abituati a fusoliere grandi quanto un intero aereo degli anni ’80, ma la semplicità di questo set lo ha reso una icona negli anni, come il logo dell’aeroporto vero e proprio; quella sagoma nera con le righe colorate sottostanti è diventato per molti costruttori e minifg un vero e proprio simbolo.
Il terminal è composto da muri gialli e serramenti neri che al suo interno contengono, se pur in maniera molto semplice, tutto quello che ci si può aspettare in un posto del genere: una sala di attesa, un tavolo per il check-in l’ingresso al gate e il tanto temuto scanner per passare i propri bagagli, con tanto di poliziotto per controllare che non ci siano oggetti o brick non permessi all’interno delle valigie dei viaggiatori. La dogana NOn perdona LE PerquIsizioNi!
Al piano superiore, un piccolo spazio dove poter consumare qualche bevanda in attesa della partenza con tanto di vista sulla pista. Sul tetto invece la sala controllo con radar e antenne per gestire il traffico in arrivo e in partenza.Traffico aereo che in questo set era misto, perché le minfig in viaggio potevano scegliere come partire; se a bordo di un bel aereo di linea rosso e bianco battente compagnia Lego (un pò angusto ma comunque sempre aereo era), oppure su un rapido elicottero, anch’esso con stessi colori caratterizzato dal brick in coda con la scritta LL-BEL.
Seppur piccolo, l’aeroporto era dotato anche del servizio trasporto con carellino, un piccolissimo trattorino rosso con rimorchio porta bagagli. I viaggiatori del set e non erano veramente ben serviti e potevano rilassarsi e partire spensierati per molti viaggi Legosi.

The post Pronti al decollo! first appeared on Brickpatici.

]]>
Il Guinness World Record di LEGO® https://www.brickpatici.it/il-guinness-world-record-di-lego/ Thu, 27 Sep 2018 17:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5376 Nel 2012 LEGO® ha ottenuto il Guinness World Record per essere il maggiore produttore di pneumatici per quantità prodotte al mondo per anno superando tutte le reali compagnie che li vendono ad uso automobilistico!!! La […]

The post Il Guinness World Record di LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>
Nel 2012 LEGO® ha ottenuto il Guinness World Record per essere il maggiore produttore di pneumatici per quantità prodotte al mondo per anno superando tutte le reali compagnie che li vendono ad uso automobilistico!!!
La prima ruota è apparsa nel 1962 set 400 ed è stato il set più venduto con 820,400 unità. La ruota più piccola è alta appena 14,4 mm,  la più grande è alta 10,7 cm (Power puller, 2000).

Fonte ricerca:
Mirko “Gozer” Crucchiola (Itlug, Brickpatici, Afdl, Romabrick member)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://www.mondoallarovescia.com/il-piu-grande-produttore-di-pneumatici-e-la-lego/

Fonte foto:

http://www.mondoallarovescia.com/il-piu-grande-produttore-di-pneumatici-e-la-lego/

The post Il Guinness World Record di LEGO® first appeared on Brickpatici.

]]>