Vintage Bricks – Brickpatici https://www.brickpatici.it ASSOCIAZIONE CULTURALE DEDICATA AI PIU' FAMOSI MATTONCINI DEL MONDO Mon, 13 Jan 2020 19:14:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.6.19 https://www.brickpatici.it/brickpatici/wp-content/uploads/2019/09/cropped-brickpatici-32x32.png Vintage Bricks – Brickpatici https://www.brickpatici.it 32 32 RED BARON https://www.brickpatici.it/6052-2/ Tue, 17 Sep 2019 15:08:49 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=6052 Buonasera amici di Vintage Bricks. Questa sera vi parlerò di un bellissimo set, che ( secondo me)non ha ricevuto la giusta gloria. E’ un set vecchio di 16 anni, e fa parte di quella serie […]

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Buonasera amici di Vintage Bricks.

Questa sera vi parlerò di un bellissimo set, che ( secondo me)non ha ricevuto la giusta gloria. E’ un set vecchio di 16 anni, e fa parte di quella serie di set commemorativi che rappresentano veicoli realmente esistiti: Sua Maestà il FOKKER DR.i, meglio conosciuto nel mondo Lego come RED BARON (10024-1)

Ora, premetto che, a mio avviso, Lego abbia fatto una colossale gaffe, nel chiamare il set di un aereo, col nome del pilota.
E’ pure vero che il Barone Rosso, è considerato l’Asso degli Assi.
E’ pure vero che è considerato così, da entrambi gli schieramenti
E’ pure vero che, dopo la sua uccisione per mano della artiglieria australiana, è stato seppellito con gli onori dai nemici
Sono vere tutte queste cose, ma resta il fatto che non capisco la decisione. Se pensate, il Sopwith Camel (per intenderci, questo era uno dei caccia della RAF , durante il primo grande conflitto) era il nome dell’aereo.
Perchè non fare la stessa cosa???

Poco male. Andiamo oltre.
Ho avuto la fortuna di montare questo bellissimo set. All’inizio può lasciare perplessi, ma dopo pochissimo ci si rende conto della sua notevole dimensione
Da montare è stato uno spasso, e la parte più bella, è il motore con le due mitragliatrici, e l’elica a doppia pala

Il set è composto da 670 parti, prevalentemente di color rosso (chissà perchè..)
e con le “Tatzenkreuz” adesive, poste sulle ali, sulla coda e sul timone dell’aereo.
Col nome “Tatzenkreuz” intendiamo la famosa croce mantovana, tipica della Luftstreitkräfte (che è appunto, la componente aerea dell’esercito dell’impero tedesco, durante la prima guerra mondiale)

Sostengo che non abbia avuto la giusta gloria, ma forse è solo una mia impressione. O meglio, è un set spettacolare, che avrebbe meritato più considerazione
Questo lo ha reso raro. E poco economico.
Sfogliando la lista dei componenti, non troviamo nulla di esageratamente fuori dal comune. Fatta eccezione per i 6 red tile 6×16 ( Red Tile, Modified 6 x 16 with Studs on Edges cod. 6205),
e per i particolari brick round neri (Black Brick, Round 1 x 1 x 2/3 with Flower Edge (4 knobs on base) cod. 33286)
il resto è più o meno burocrazia.
é pur vero però che per quei 6 pezzi rossi bisogna cacciare una 60ina di eurini, mentre con una decina di euro, si prendono quei due particolari brick neri.
Che non è poco. Quindi forse sono stato riduttivo, nel definirlo comune.
Anche perchè, e qui tocchiamo note dolenti, il set di adesivi originale si fatica a trovarlo. Nuovo, un pò di tempo fa stava sui 70 euro. Ora conviene informarsi bene dal venditore, sullo stato dell’usato.
Perchè altrimenti si corre il rischio di avere un bellissimo set, ma incompleto
Poi come sempre è questione di percentuali. Tanti si accontentano magari del set, anche con adesivi stampati da terzi…
De gustibus

Resta comunque da affrontare una spesa di divese centinaia di euro.
Ma sono ben spesi. Io, personalmente lo consiglio. E non solo per quello che rappresenta, ma per il piacere che offre durante il montaggio. Da spettacolo anche come soprammobile. Più di un galeone pirata. E se lo dico io che sono di parte……

SET NUMERO: 10024-1
ANNO: 2002
CATEGORIA: SCULPTURES
PEZZI: 670

LISTA PEZZI: https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=10024-1
FONTE BRICKLINK

Se volete più informazioni sull’aereo: https://it.wikipedia.org/wiki/Fokker_Dr.I
Se volete più informazioni sul pilota: https://it.wikipedia.org/wiki/Manfred_von_Richthofen

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L’auto più veloce https://www.brickpatici.it/lauto-piu-veloce/ Fri, 01 Mar 2019 18:00:11 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5969 Ciao amici di Vintage Bricks Lo sapete qual’è l’auto che sta andando più fortw in assoluto nel mondo LEGO©? Se non lo sapete, ve lo dico io: è la Porsche 911 GT3 RS 4.0. Si […]

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Ciao amici di Vintage Bricks

Lo sapete qual’è l’auto che sta andando più fortw in assoluto nel mondo LEGO©?
Se non lo sapete, ve lo dico io: è la Porsche 911 GT3 RS 4.0. Si amici miei, non la Bugatti (come tutti credevate), ma la nostra amata pel di carota.
Infatti, il tachimetro segna 325 KM A 8500 giri.


Per intenderci, la casa di Stoccarda ha dichiarato:

“Il motore della GT3 RS 4.0 è un propulsore in grado di erogare 500 CV a 8100 giri che riesce a spingerla a oltre 310 km/h, con un’accelerazione 0-100 in 3.9 secondi. Il cambio è un manuale a sei rapporti.”

Domanda: La GT3 RS 4.0 fa parte della serie 911, ma è la versione più sportiva della 997 GT3. Sembrerebbe quindi, che in LEGO©, abbiano commesso un errore, chiamandola 911.
Da poco. Ma pur sempre un errore…
Altro errore, il cambio. Se osservate lo sticker, la Porsche monterebbe un cambio automatico. Questo però può essere dovuto al fatto che un cambio manuale, avrebbe rappresentato un problema non da poco, in fase di costruzione.
Boh… Però potevano essere più precisi su velocità e giri…
Della Corvette ZR1 e della Porsche 911 RSR non abbiamo nulla da segnalare, mentre (sempre stando a quanto dice quel bugiardo del contachilometri ) la Bugatti ha il motore spento. Che cafoni, vero??
Comunque, una altra macchina molto veloce è la 8880. Ed è proprio qui, che volevo parare. Sapete quanto mi piacciano i Technic Old School, e questa non poteva mancare nella mia collezione.
Insomma, non saranno i sei cilindri contrapposti da 4.0 litri della GT3, ma parliamo pur sempre di un v8 vecchio stampo. Mica poco!
Qui, il tachimetro dichiara 147 KH a 3200 giri. Con ampio margine di salita…

Della Corvette ZR1 e della Porsche 911 RSr non abbiamo nulla da segnalare
Ora io non intendo entrare in merito a cosa sia più bello o no, i gusti sono gusti, e io non li discuto. Ma qui parliamo di un pezzo da 90. i giudizi, sono sempre stati più che positivi..
Anche perchè, è nutile negarlo, Fa. Fa un sacco.
Le quattro ruote sterzanti, i fanali a scomparsa e quel telaio in nero, sono il suo marchio di fabbrica. La tendenza recente vuole carrozzerie il più complete possibile. anche a costo di sfornare pezzi su misura.
Troppi adesivi, troppe curve, troppo di troppo… Volete mettere avere tutto in vista??? Sospensioni, trasmissione, sterzo…
Sarò di parte, ma con l’8880 Daytona VX4 SS, i progettisti LEGO©, hanno fatto centro. ALLA GRANDE!

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Riflessioni “Vintage” https://www.brickpatici.it/riflessioni-vintage/ Fri, 15 Feb 2019 18:00:13 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5927 Ciao amici di “Vintage Bricks”, qualche giorno fa, leggevo su una delle solite pagine Facebook, un post di una ragazza. Raccontava di quanto si fosse prodigata per riuscire a comprare un set che le stava […]

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Ciao amici di “Vintage Bricks”,
qualche giorno fa, leggevo su una delle solite pagine Facebook, un post di una ragazza.
Raccontava di quanto si fosse prodigata per riuscire a comprare un set che le stava particolarmente a cuore (O forse doveva ancora comprarlo, ma il succo non è questo), e mi ha fatto venire un idea, su cosa scrivere su questa settimana.
Ognuno di noi ha il suo obbiettivo da raggiungere, da ottenere, da comprare e montare. Parlo ovviamente di set LEGO®, non di filosofia di vita.
Ognuno, dietro a quel set, ci può costruire un percorso, più o meno lungo, più o meno irto.
Cosa lo renda tale, ovviamente , sono i soliti dettagli. Prezzo, disponibilità, provenienza, etc..
Ora, non mi interessa trattare la parte inerente alla vendita; quella è la parte meno nobile del concetto che voglio esprimere. Voglio parlare di quel filo invisibile che ci lega ad un set, piuttosto che ad un altro.
Il colpo di fulmine esiste nel mondo LEGO®? Io penso proprio di si.
Quante volte vi siete detti: “QUEL SET LO VOGLIO. QUEL SET SARA’ MIO!”, ma poi avete fatto i conti col dio denaro.
E allora avete edificato un progetto.
Ci avete passato ore su ore, avete contattato, sentito, chiamato, chiesto, telefonato, fatto telefonare… Tutto per avere notizie.
In quel momento eravate già sposati, mancava solo la proposta di matrimonio e l’anello. Avete aggiornato le pagine di Bricklink, con la frequenza di un adolescente che aspetta i messaggi dalla morosa.
Avete rotto i maroni persino al gatto dei vicini, pur di ottenere una trattativa privata e esclusiva! Avete mosso mari e monti, risparmiato, pianificato, venduto, acquistato e poi rivenduto, per avvicinarvi a quel mucchio di mattoncini.
E questo amici, non sarà fantastico?
Ok, le cose fantastiche saranno altre… I figli, i loro progressi, la famiglia. ma anche i LEGO® possono dare soddisfazioni che non siano solo economiche.
Ognuno si sceglie il traguardo. Va a gusti.
Io personalmente sbavavo per questo Technic Old School

Tra l’altro neanche impossibile. Eppure ci ho pensato a lungo, prima di far partire l’ordine. Posso dire che sia stato il più bello tra tutti i percorsi???
Non lo so, ma sicuramente uno dei più ricercati.
L’ho trovato in Germania (O Olanda, non ricordo) ad una cifra modesta, tutto sommato. E ora è li, dietro di me, in attesa che gli dedichi più attenzioni.
Un altro percorso che ricordo, mi ha portato a questo:

Un buon ragazzo, mi ha permesso di fare con calma. Stabilire un buon rapporto col venditore è fondamentale. Ecco perchè ritengo che a volte sia meglio spendere qualcosa in più, pur di combinare con quel venditore… Come si dice: fidelizzazione.
Sembra una parolaccia (E a volte è proprio una bestemmia) ma non è sempre così.
Insomma, ognuno si fa i suoi percorsi.
Penso anche a chi costruisce. quanta fatica, per potersi permettere tutti quei pezzi necessari… Quanti ordini su BL. quante ore a cercare il più vantaggioso tra quello in Germania, in Texas, o nel Laos!
Tutto per permettersi quella cosa.
Tutta questa manfrina però per arrivare da qualche parte. Cosa credevate, che stessi qui a pettinare le bambole e basta??? Eh no, devo pure arrivare da qualche parte…
Voglio arrivare qui, ad una domanda; e non voglio una risposta. Non mi serve, io ho le mie.
Eispondete a voi:

E UNA VOLTA CHE RAGGIUNGO QUEL TRAGUARDO???

Beh, LEGO® mica chiude i battenti domani!
Certo, con i BrickHeadz fa cadere i maroni, ma non importa, potrebbe fare di peggio.
Potrebbe fare un brickheadz di un omino Playmobil!

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1, 2, 3… PIZZA! https://www.brickpatici.it/1-2-3-pizza/ Fri, 08 Feb 2019 18:00:19 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5896 I nostri amici gialli nel 1994 ebbero finalmente la possibilità di animare uno dei classici set città di quell’epoca e ancora molto adattabile alle città moderne…il set  6350 Pizza To Go. Un set con un […]

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I nostri amici gialli nel 1994 ebbero finalmente la possibilità di animare uno dei classici set città di quell’epoca e ancora molto adattabile alle città moderne…il set  6350 Pizza To Go. Un set con un design originale ben progettato nei suoi dettagli e uno dei pochi negozi di cibo di quel periodo caratterizzato principalmente da edifici come stazione di servizio, polizia pompieri ecc. Il set composto da poco meno di 150 pezzi  è ben progettato e sfrutta al massimo la baseplate da 16×8 grigia dove viene edificato.
L’edificio come tutti quelli del periodo è aperto sul retro, composto principalmente da pezzi bianchi e tetto e particolari rossi. La parte di somministrazione al pubblico/laboratorio è progettata stando attenti ad ogni singolo dettaglio come il rubinetto, la pala per infornare fatta utilizzando un remo per barche, l’altezza del tetto  che è abbastanza alta da permettere al pizzaiolo di starci con il suo cappello alto da chef.
La piccola torre comprende la parte principale della pizzeria, il forno. Contiene una porta nera con un forno a due ripiani e uno sfiato di raffreddamento.
L’edificio sopra il tetto inclinato ha una bellissima insegna che lo contraddistingue con scritto “PIZZERIA” con un elegante adesivo che però limitava l’uso dei brick per evitare di rovinarlo.
I colori del logo e dell’edificio danno un tocco molto nazionalista a questo set conosciuto in tutto il mondo.
Nel complesso, è un edificio compatto ma ben studiato pronto ad essere edificato in qualsiasi situazione cittadina. Questa pizzeria è stato il primo set dove degustare un buon spicchio del primo “cibo al gusto di abs” per le nostre minifigure con l’introduzione del tile 2×2 giallo con la grafica della pizza, e quest’ultima si poteva far degustare in loco su un piccolo tavolino con un bellissimo ombrellone fatto su dish inverted bianco con la grafica a strisce rosse e verdi che ricordano l’edificio, oppure c’era la possibilità di consegne a domicilio.
Il pony express della situazione è dotato di un piccolo furgone delle consegne, un veicolo senza portiere per permettere la salita e la discesa rapida ad ogni consegna caratterizzato dalle grafiche dell’edificio per essere riconosciuto da tutti gli amici gialli al suo passaggio, dove sul retro utilizzando una classica finestra come sportello ci si poteva infilare un paio di pizze da consegnare.
Le minifigure presenti in questo iconico set erano tre, uno chef/pizzaiolo, l’autista del furgone, un classico omino con salopette blu e cappellino bianco e una bella minifig, con il top rosso senza spalline dal viso seducente.
Un vero successo a tutto brick per questo set classico che tra edificio, pezzi decorativi, il bidone dell’immondizia, il veicolo e pezzi particolari come il rubinetto non ha niente da modificare.
Si adatta anche facilmente ad altre reinterpatazioni in altri colori per dare un pò  di concorrenza nel settore, giusto un po’ di competitività anche se il cibo proposto saprebbe sempre da ABS.

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Il packaging dei set LEGO® https://www.brickpatici.it/il-packaging-dei-set-lego/ Fri, 18 Jan 2019 18:00:16 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5854 Ciao amici di Vintage Bricks e buon anno innanzitutto. Anche se, per alcuni di voi, il 2019 è cominciato nel 2018 Parlo di tutti quelli che hanno organizzato delle esposizioni, dei raduni, degli incontri. Penso […]

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Ciao amici di Vintage Bricks e buon anno innanzitutto. Anche se, per alcuni di voi, il 2019 è cominciato nel 2018
Parlo di tutti quelli che hanno organizzato delle esposizioni, dei raduni, degli incontri. Penso al WinterBricks ferrarese, ma anche a tutti gli altri eventi che si sono tenuti, e si terranno in questi 12 mesi.
Io da collezionista/accumulatore ho messo le mani su alcuni set davvero interessanti (e non sono pirati…) e mi sto preparando (come voi) a quanto arriverà in questa stagione.
Quindi un occhio guardo avanti. Sicuramente. Penso ai progetti e i risultati del sottomondo Ideas. La 500, la casa sull’albero, e ad altre cose davvero meritevoli. Penso a quale macchina sforneranno nella alta Valtellina (che sia una Stratos?), penso a come guadagnare spazio per i nuovi arrivi.
No, non aspetto figli, cosa avete capito, ne ho già due, e il cinema, in casa nostra è garantito
Insomma guardo avanti. Ma guardo anche indietro. Perchè lo sapete, sono un inguaribile romantico.
Che ancora si emoziona guardando alcuni set anni ’80/’90
Più che altro guardo i loro box. E penso a quel piccolo passo indietro che ha fatto LEGO® a riguardo.
Mi spiego meglio.
Prendete la Rally Car 42077 e la sua scatola. Un semplice (seppur grande) parallelepipedo. Senza sorprese. Quasi banale
Poi fate un salto indietro, fino al 1986. E prendete in mano il set 8035 “Universal Set”. Capirete immediatamente a cosa io alluda.
Ho preso un set semplice. Non una pietra miliare. Uno dei tanti set del mondo Technic. Potevo citarne tanti altri (probabilmente più famosi) ma ho preso questo, perchè sottomano.
Ora, io non conosco molto bene tutti i set Technic e il loro packaging, (tolti alcuni articoli esclusivi), ma in linea di massima l’idea che mi sono fatto è che potrebbero fare un pò di più.
Non sono un esperto conoscitore, quanto possa esserlo di pirati, ma non serve una laurea per vedere le differenze
Aprire una scatola e ribaltare i sacchetti sul tavolo… Non è soddisfacente come sbirciarne il contenuto. Perchè nella plastica che utilizzavano, c’erano i pezzi più importanti del set. Le ruote, gli ammortizzatori, alcuni ingranaggi…
Insomma, sollevare il coperchio e guardare attraverso l’inlay dava gusto, un sacco. Ed è ancora così. Non solo per me, ma anche per tanti altri che condividono questa mia nostalgia.
E’ vero per esempio, che alcune scacchiere sono confezionate in maniera spettacolare, o che Bugatti e Porsche abbiano dei cofanetti unici. Ma io non voglio convincervi, bensì esprimere la gioia che provo, ogni volta che metto mano su un set vintage, così prodotto.
A memoria anche nella serie Pirates abbiamo avuto questa involuzione. Penso alla Imperial Flagship 6271 e alla sua discendente 10210. Due box completamente diversi.
E non può essere solo una questione di dimensioni.
Una volta, anche i set comuni, erano spettacolari nella loro semplicità. Ora devi cercare il prodotto d’elite, se vuoi ricevere lo stesso trattamento
E sapete io cosa faccio? Mi godo il mio, banalissimo, semplicissimo, comunissimo, set Technic vintage. Un fante. Non un generale. Un soldato semplice. Non un colonnello. Ma lo metto lo stesso in vetrina. Perchè la merita. L’armadio lo lascio per imperatori, principi, re e regine.
Voglio chiudere con una frase da film ,tra le mie preferite in assoluto:

“IL CLASSICO NON SI BATTE”

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Speciale Vintage Bricks – I cannoni LEGO® https://www.brickpatici.it/speciale-vintage-bricks-i-cannoni-lego/ Mon, 10 Dec 2018 18:00:52 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5786 Buona sera amici di Vintage Bricks. Vi ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato di cannoni? Lo sapevate che Lego, ne ha fatti di diversi tipi? Non parlo dei colori delle canne, bensì di modelli. […]

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Buona sera amici di Vintage Bricks.
Vi ricordate che qualche settimana fa abbiamo parlato di cannoni? Lo sapevate che Lego, ne ha fatti di diversi tipi?
Non parlo dei colori delle canne, bensì di modelli. Io l’ho scoperto non molto tempo fa, ma magari i più lo sapevano dal giurassico
Ne esistono di tre tipi
Il modello a noi conosciuto, è ribattezzato col codice x110c01, e fa parte della seguente sottocategoria:

Minifigure Weapon: x110c01 (oppure col seguente codice: 2533c01)

E’ un modello così detto  sparante. cioè, con un meccanismo a molla, permette al cannone di sparare un brick round 1×1, open stud
Il proiettile lanciato può tranquillamente volare per qualche metro. Sarebbe bello poterne misurare la velocità.
Non credo che qualche bambino sia mai morto per una cosa simile, in tutti i casi Lego sottolinea quanto sia proibito sparare in faccia alle persone.
Ha fatto la comparsa nel mondo Lego, nel 1989. Da allora oltre alla ovvia serie pirati, ha contribuito a dare risalto a set del mondo Western, Ninja, Ninjago, Pirati dei Caraibi. Compare nel set Creator Pirates Roller Coaster, e persino in un set di Spongebob, per un totale di 66 set
I primi erano colorati nel classico Dark gray, mentre io più recenti in Pearl dark gray

Dicevamo che ne esistono tre tipi.

Quello sopracitato è a noi il più conosciuto. Poi ne esiste uno veramente bello, che però non spara (modello non-sparante) con codice 518
Oltre che per la ovvia differenza, questo si caratterizza nel famoso logo Imperiale, con le due canne di cannone incrociate, stampate in rilievo
Questo modello è stato venduto oltre oceano, in quanto probabilmente lo consideravano troppo pericoloso. e allora zac! via la molla e il cannone non spara più.
Che poi, un ragazzo di 18 anni possa tranquillamente andare a scuola con un obice comprato 10 minuti prima in una armeria, è poco rilevante…

Figlio: “Mamma??? Vado a scuola!!
Mamma: “Certo tesoro. li hai i soldi per la merendina???”
Figlio: “Si mamma! Mi puoi dare però 2000 dollari che vado a comprarmi un Flak 88mm? Sai, lo hanno tutti i miei amichetti. Non vorrai mica che io sia da meno!”
Ecco, sarà andata più o meno così…

Ma torniamo a noi, dicevamo dei cannoni non sparanti.
Non crediate siano un pezzo raro. Anzi. Oltre oceano si trovano a pochi soldi. Là abbondano, e acquistarli è problema da poco, in quanto vengono spediti come corrispondenza e non come pachi.
Per lo meno così è stato, per chi ne ha fatto incetta.
Questi esistono solo in color dark gray.
Si parla però di un ufficioso cannone in rosso. Probabilmente di un set che non ha mai visto la luce. Resta il fatto che questa Eleonore costa tantissimo, ed è venduto da un bricklinker svedese.
Ma come detto, è un pezzo “ufficioso” mai comparso in un set..

Infine, ne esiste una versione chiamata: Cannon Transitional with Black Handle (con codice BB39)


Modello sparante, canna color Dark Gray, senza stemmi alcuni, con maniglia colorata in nero.
Come dice il nome, questo (ritengo, ma non ho certezza) dovrebbe essere un modello transizionale, in quanto è comparso solo in 6 set, dal 1989 al 1991
Anche questo si trova a qualche euro, soprattutto in USA e Canada.
Probabilmente è apparso in quei set per il mercato americano, che poi ha chiesto a Lego, la versione non sparante.
Che qualcuno abbia perso un occhio?
Prometto che mi informerò meglio, e appena avrò notizie a riguardo, farò chiarezza

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Nel blu dipinto di brick https://www.brickpatici.it/nel-blu-dipinto-di-brick/ Fri, 07 Dec 2018 18:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5761 I nostri amici gialli non si muovono nelle nostre città solo per strada ma anche in altri modi e nel 1990 con il set 6673 Solo Trainer Lego ci ha dato un piccolo ma potente […]

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I nostri amici gialli non si muovono nelle nostre città solo per strada ma anche in altri modi e nel 1990 con il set 6673 Solo Trainer Lego ci ha dato un piccolo ma potente mezzo.
Poco più di 60 pezzi per un comune omino dalla maglia blu e bianca con cappello e pantaloni rossi ma un set in grado di regalare grande fantasia.
Un piccolo aero bimotore dove le proporzioni sono state studiate perfettamente, ben congegnato in ogni sua parte. Una bianca fusoliera elegante supportata da 3 ruote in grado di tenere orizzontale il veicolo a terra o di posizionarlo in fase di decollo con l’equilibrio del peso dei brick, il resto del veicolo blu con un linea rossa si addice veramente bene a volare tra i cieli più blu.
L’accesso all’abitacolo si ha alzando il tetto con le ali e permette al nostro piccolo aviatore di accedere ai comandi e ha un’ampia visuale a tutto tondo con parabrezza stretto e finestrini sui lati. Incluso vi ha anche un serbatoio carburante per alimentare i due motori posti sulle ali, il propellente brick si può dedurre fosse Shell anche se non ci sono scritte di sponsor ma il colore dei pezzi fa pensare proprio a quella marca.
Questo piccolo aereo è una buona aggiunta al tema aeroportuale e permette all’intrepido pilota di fare acrobazie o di andare da un punto all’altro qualsiasi. Un set che si costruisce in pochi minuti e forse a furia di giocarci lo si poteva imparare a memoria, ma dato i tipi di pezzi si poteva sbizzarrissi a costruire un qualsiasi altro modello di veicolo sia da aria che da strada, un ottimo set con molta giocabilità, tanto che qualcuno ne ha realizzato un in scala 1:1 da poterlo far volare veramente.

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Speciale “Navi pirati” https://www.brickpatici.it/speciale-navi-pirati/ Mon, 19 Nov 2018 18:00:12 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5513 Buona sera amici di Vintage Bricks. Questa sera affrontiamo un tema vecchio come l’uomo. Se non di più… Parliamo della lotta tra bene e male, tra buoni e cattivi, tra guardie e ladri. Tra guardie […]

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Buona sera amici di Vintage Bricks. Questa sera affrontiamo un tema vecchio come l’uomo. Se non di più… Parliamo della lotta tra bene e male, tra buoni e cattivi, tra guardie e ladri.
Tra guardie e pirati…
Tutti conoscono i set della linea pirata. L’Imperial Trading Post, la El Dorado, Il Barracuda, lo Schooner, etc etc…
Ma vi siete mai chiesti chi sia il più forte?
Se pensiamo alle navi, il dominio pirata è andato avanti per almeno 30 anni. 30 anni di scorribande incontrastate. le poche navi “buone” nulla potevano contro ai cannoni delle navi pirata.

Allora, vediamo innanzitutto gli schieramenti.
Se prendiamo in considerazione le solo navi della linea pirata (tralasciando quindi le tre della serie Pirati dei Caraibi), da schierare sono 11:

  • 1989 Black Seas Barracuda 6285
  • 1989 Caribbean Clipper 6274
  • 1992 Imperial Flagship 6271
  • 1993 Renegade Runner 6268
  • 1993 Skull’s Eye Schooner 6286
  • 1996 Red Beard Runner 6289
  • 1996 Armada Flagship 6280
  • 1997 Cross Bone Clipper 6250
  • 2009 Brickbeard’s Bounty 6243
  • 2010 Imperial Flagship 10210
  • 2015 The Brick Bounty 70413

Eccole tutte qua. Innanzitutto salta subito all’occhio la disparità delle forze. Abbiamo 7 navi pirati e solo 4 navi delle guardie. Già questo la dice lunga.
Entriamo però nel dettaglio. Possiamo dividere le buttate in tre periodi storici:

1989-1993
In questo quadriennio escono a mio modesto parere le più belle navi della linea. Il Barracuda è forse la nave più iconica della serie pirata.
E forse la più apprezzata. probabilmente la più amata. BARRACUDA. Solo il nome riempie la bocca. Quel giallo e nero è qualcosa di inconfondibile.
E’ vero che gli accostamenti legno/giallo/nero hanno sempre fatto gola ai progettisti LEGO® ( Sono infatti tre le navi che richiamano quei contrasti)
Un po’ come il rosso del resto.
Ma il Barracuda la fa da padrone. c’è poco da fare.
In questi anni la sfida non ha storia. Le guardie non hanno navi capaci di contrastare la loro potenza di fuoco.
Qualunque capitano, seppur valoroso, si sarebbe messo a piangere, se nel suo cannocchiale, comparivano navi come il Barracuda o lo Schooner.
Si perchè quest’ultimo rappresenta il top della gamma, quando parliamo di cannoni. Ne ha ben 4, posizionati su postazioni rotanti, che permettono in pochissimi secondi, di orientare
le bocche su un lato oppure sull’altro, della nave.
Ecco perchè dico che in questa prima fase, i pirati avevavo vita facile in mare.
Ci aggiungiamo poi il Runner. Piccolo ma veloce. Insomma, un valido aiuto, in un momento di difficoltà.

TOTALE CANNONI:

PIRATI GUARDIE
Barracuda 2+2 Clipper 2
Schooner 4 Flagship 2
Runner 1

1996-1997
Anche in questo biennio, i progettisti LEGO® sono stati, per così dire, di parte. Vengono messe sul mercato tre navi. 2 sventolano tibie e teschio. Il panino con la mortadella nero e verde stringe l’occhiolino al ben più grande Red Beard Runner.
Della prima avevamo già parlato in un vecchio articolo, mentre della seconda mai. Su questa nave se ne dicono di tutte. Alcuni la considerano un capolavoro a metà. altri un obbrobrio.
Per me resta una bella nave. Col suo caratteristico scafo rosso, e l’albero di poppa che può simulare il crollo, Ha dato man forte (se mai servisse) ai cattivi.
La sola Armada Flagship, della marina Spagnola (suppongo) non può nulla a riguardo. Bella è bella, ma piuttosto inutile ai fini della cronaca

TOTALE CANNONI:

PIRATI GUARDIE
Red Beard 3 (ufficiali) Armada 1
Cross Bone 1

2009-2015
Qui da parlare, ce n’é a iosa. e non troppo bene
I 2 Bounty hanno ricevuto critiche su critiche. In parte strameritate. Il 6243 mi piace parecchio. Ha una bella cabina per il capitano, chiusa da due portoni, ed Un cannone su supporto girevole sul ponte.
Questa caratteristica la rende (assieme al suo successore) unica. Infatti non esistono altre navi che montano un cannone in quella posizione.
Il 70413 Invece è osceno. Valida sicuramente per una espansione, ma a livello di set, ha ben poco di positivo. Forse lo scrigno nascosto sotto al pavimento della cabina.
Per il resto, nulla più.
In questi anni, i progettisti, hanno abbandonato i classici alberi (fatti interamente di plate e plate modificati con towball) per lasciare il posto a banali connettori e Hose rigid da 3mm
Se LEGO® voleva rilanciare il trend, poteva impegnarsi di più. E’ vero che messo sul mercato la gigantesca Flagship II (4 sezioni centrali che la fanno diventare la più grande di tutte)
ma, in termini di bellezza e fascino, si è sprecata.
Carina la cabina e la cucina. Ma ci si aspettava ben di più.
In termini di fuoco, qui le sorti si sono un attimo ristabilite. Con i suoi 4 cannoni offre un validissimo supporto sul campo. Ma è comunque poco, nel suo complesso

TOTALI CANNONI:

PIRATI GUARDIE
Brickbeard 3 Flagship II 4
Brick Bounty 3

Insomma amici, sugli oceani del continente, la sfida è vinta dai pirati. Senza neanche troppa fatica

Ecco alcuni articoli interessanti che parlano di vita sulle navi:

https://www.velaemotore.it/la-royal-navy-tra-rhum-e-frustate-1-introduzione-vela-4751
https://it.wikipedia.org/wiki/Grog
http://barfly.corriere.it/2016/07/28/black-tot-day-il-giorno-in-cui-la-royal-navy-resto-allasciutto/?refresh_ce-cp

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Dolce riposo? https://www.brickpatici.it/dolce-riposo/ Fri, 16 Nov 2018 18:00:12 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5500 Dopo aver lavorato, viaggiato, e fatto diverse attività nelle nostre città piene di stud, perché non dare  un pò di riposo ai personaggi dal sorriso perenne che popolavano le nostre città? Ed ecco arrivare nel […]

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Dopo aver lavorato, viaggiato, e fatto diverse attività nelle nostre città piene di stud, perché non dare  un pò di riposo ai personaggi dal sorriso perenne che popolavano le nostre città?
Ed ecco arrivare nel 1987 un simpatico set da poco più di 100 pezzi che fa al caso nostro: il set 6360 “Weekend cottage”.
Un piccolo cottage con giardino per passare il weekend, dove le 2 minifig presenti nel set potevano rilassarsi in tutta tranquillità.
Il cottage sorge su una baseplate verde da 8×24 stud, una lottizzazione abbastanza semplice ma perfetta per qualsiasi città, ha due finestre, una nella parte anteriore e una finestra in stile velux sul tetto, i  muri della casa sono composti da brick gialli, un camino nel tetto e la caratteristica migliore per rendere armonioso il piccolo edificio oltre al tile blu 1×1 con il numero civico (che personalmente ho perso pochi giorni dopo aver ricevuto il set e ritrovata solo all’uscita della Dark Age) una graziosa lanterna appesa sopra la facciata del cottage. L’interno è un po’ spoglio con un tavolino molto semplice e una lampada da tavolo mentre al piano di sopra anche se lo spazio è più piccolo troviamo un letto e un piccolo mobile dove riporre effetti personali.
All’esterno troviamo un camino che insieme ad una padella fanno presupporre che possa essere il posto ideale per un barbecue con i controstud.
Un tavolino e due sedie possono dare ristoro e relax per stare in compagnia all’aria aperta..Lungo il confine della proprietà un piccolo muretto di recinzione con qualche fiore abbellisce il tutto. Un tranquillo weekend di coppia in questo classico edificio anche se qualche cosa renderà difficile la convivenza come la presenza di un solo letto e di una sola tazza per bere.

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Speciale “Vintage Technic – 8853-1 Excavator” https://www.brickpatici.it/speciale-vintage-technic-8853-1-excavator/ Tue, 23 Oct 2018 17:00:19 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5454 Nome: Front-end Loader Soprannome: Excavator Codice LEGO®: 8853-1 Anno Uscita: 1988 Numero pezzi: 326 Lista pezzi: https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=8853-1 Altre informazioni: Majani Bologna: https://www.majani.it/products/cremino-fiat/ Buonasera amici di Vintage Bricks. Quest’oggi vi voglio parlare di un set (ancora […]

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Nome: Front-end Loader
Soprannome: Excavator
Codice LEGO®: 8853-1
Anno Uscita: 1988
Numero pezzi: 326
Lista pezzi: https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=8853-1

Altre informazioni:
Majani Bologna: https://www.majani.it/products/cremino-fiat/

Buonasera amici di Vintage Bricks.
Quest’oggi vi voglio parlare di un set (ancora Technic) a cui sono profondamente legato. E’ un set che mi comprarono i miei genitori quando avevo circa 10 anni. Il set infatti è datato 1988, e io 1980.
Il set in questione è l’Excavator 8853-1, e fa parte della linea Technic, model, construction.
E’ uno di quei set Old-School. Come i veicoli di allora del resto.
La vecchia Golf di mio papà, la Peugeot-Talbot del nonno, la prima Fiat Uno. Sembravano usciti dal videogioco “Minecraft”. Spigolose, essenziali, schiette e sincere come solo in quel periodo. E questa ruspa, non è da meno.
Ricordo che lo vidi in un qualche supermercato del mio paese, e mi piacque subito. Ma non costava poco. E allora divenne occasione da mettere sotto l’albero di Natale (credo).
Insomma, alcuni dettagli sono cancellati da 30 anni di vita, ma lei la ricordo. Ricordo qualche errore nella fase di montaggio. Ricordo che feci un pò fatica a montarla, e qualche volta dovetti ritornare sui miei passi.
Ricordo come fosse ieri, quando mio padre rientrò da una giornata di lavoro e mi portò un sacchetto di cioccolatini dalla Majani (per chi non lo sapesse, la Majani è una prestigiosissima casa bolognese che produce cioccolatini da più di tre secoli. Se non lo avete ancora fatto, provate il Fiat. Altro che Gianduiotto..!), in cui stava lavorando come artigiano carpentiere.
Ricordo che fui talmente felice di quei cioccolatini, che li usai come detriti da muovere con la benna della ruspa. Dentro e fuori dal vaso di vetro. Del resto a 8 anni cosa dovevo farci? Mica una Sacher no?
Insomma quella ruspa era veramente bella. Con le sue 4 ruote nere e gialle, il lampeggiante che serviva per lo sterzo, e tutti gli ingranaggi per alzare e inclinare la benna.
Ma io non sono mai stato ordinato, ne lungimirante. Ad oggi infatti di quella ruspa resta ben poco. Finita con lo sfuso assieme agli altri set di tutta una vita, ne ho perso persino dei pezzi.
Qualche giorno fa mio figlio piccolo (17 mesi) stava girando per casa con in bocca una sua ruota. Fate voi…
E pensare che allora… E pensare che allora non è solo l’incipit della mossa Kansas City. E pensare che allora, quella gru di razza, era sul tavolo della cucina con cioccolata di razza.
Invece ora?
30 anni dopo è ancora li che mi tormenta. Perchè ne ho ordinata una in Europa, più di un mese fa. E non è ancora arrivata.
Quindi a voi, io ho (come sempre del resto) ben poco da raccontare. Da dire. Che non sapete già o che non potete scoprire da soli.
Ho riletto il mio primo articolo per Vintage Bricks, quello sulla “Cross Bones Clipper 6280-1”. Carino, Interessante. Ma freddo. Una mera analisi di un insieme di pezzi LEGO®. Un’analisi che chiunque può fare, semplicemente consultando BrickLink, o il manuale online delle istruzioni.
Quell’articolo che leggi e poi dimentichi come si fa con una ricetta di cucina. Al limite la puoi trascrivere.
“Chi sa fare fa, chi non sa fare, insegna”, dicevano. Io non posso fare manco quello.
Però chiunque può parlare di LEGO®. LEGO® ha un  posto per tutti. LEGO® ha creato un indotto. E tutti hanno torto e ragione. Come nel poker all’italiana. Non si ha mai la certezza della vittoria.
E io vi voglio parlare di questa nuova-vecchia voglia di avere quel set tra le mie mani. Perchè ci faro’ giocare i miei figli, perchè voglio vedere se è ancora così grande come la ricordo, perchè con quel suo giallo era davvero figa.
Ora quel giallo lo faccio anche in fabbrica.
Un mese è lungo. E io n on sono famoso per la pazienza. A voi è mai capitato? Un mese per fare 1000 km? Si è per caso incastrata nei Tauri?
Ma mi hanno detto che a volte impiegano così tanto. E a me non va di fare il reclamo. Per passare come il solito italiano rompipalle. Perchè magari anche il venditore è sulla stessa barca…
Vedremo. Io intanto ho già messo in allarme il vicinato. Persone fidate. Il corriere può tranquillamente consegnare anche al forno se vuole. Pur di risparmiarsi un secondo giro. E di risparmiare a me una sfilza di moccoli, che non sono tanto eleganti da sentire.
Quindi quando arriverà, vi avvertirò. Se non lo hanno già fatto i miei vicini… E poi, sarà come se fossero passati non 30 anni, ma 30 secondi.
Solo che i cioccolatini non ci sono più.

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Il mio primo tagliando https://www.brickpatici.it/il-mio-primo-tagliando/ Mon, 22 Oct 2018 17:00:50 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5443 Con la costruzione delle prime città e l’arrivo di vari veicoli, le nostre minifg necessitavano nelle avventure anche di qualche riparazione e così grazie al set 6369 “Officina” uscito nel 1985 questa cosa poteva ben […]

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Con la costruzione delle prime città e l’arrivo di vari veicoli, le nostre minifg necessitavano nelle avventure anche di qualche riparazione e così grazie al set 6369 “Officina” uscito nel 1985 questa cosa poteva ben realizzarsi. Un set tutto sommato semplice, sempre aperto sul retro come tutti gli edifici di quel periodo, ma di gran effetto per le nostre avventure, collocabile in qualunque situazione si voleva.
130 pezzi per costruire una piccola officina rossa dove l’unica minifig presente nel set poteva riparare ogni tipo di veicolo.L’edificio costruito su una baseplate da 16×16 stud light gray era formato dal garage con la bellissima serranda trasparente e gialla e da un piccolo ingresso posto sul fianco dove gli avventori gialli potevano prendere accordi su i lavori da fare al proprio veicolo.
Per distinguersi tra i vari edifici aveva un bellissimo brick bianco1x4 stampato con un fondo nero e un martello e una chiave inglese, accessori indispensabili per un lavoratore di questo tipo. Nel piccolo ufficio presenti anche una scrivania e uno sole nero 1×2 con grafica del telefono per poter chiamare eventuali fornitori di stud di ricambio.
Nel set era presente anche una piccolissima auto bianca e rossa per poter dare fin da subito lavoro al nostro amico dalla salopette blu, ma solo inizialmente perché ogni scusa era buona per portare qualche veicolo a far riparare pur di alzare ed abbassare la serranda.
Come tutti i set di quel periodo sul retro della scatola si potevano trovare varie alternative al set di base e in particolare si poteva riproporre una piccola officina all’aperto e un paio di veicoli ma non molto accattivanti, il set originale era l’officina perfetta per ogni riparazione.

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Speciale “Vintage Technic” https://www.brickpatici.it/speciale-vintage-technic/ Tue, 16 Oct 2018 17:00:14 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5429 Buona sera amici di Vintage Bricks. Questa sera parleremo di un set LEGO®. Ma non vi dirò quale… Non subito. Ma facciamo un passo indietro, a quando tutto ebbe inizio. Era una notte buia e […]

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Buona sera amici di Vintage Bricks.
Questa sera parleremo di un set LEGO®. Ma non vi dirò quale… Non subito.

Ma facciamo un passo indietro, a quando tutto ebbe inizio.

Era una notte buia e tempestosa. Le nuvole nel cielo erano scure e cariche di pioggia.  Il vento sferzava i rami del vecchio albero, e gli animali si erano nascosti. Dalla stufa usciva il caldo, che scongelava le mie ossa, dopo una giornata in cantiere.
In televisione passavano un vecchio film di Leone. Uno di quelli, di cui conosci le battute a memoria.
Quello di: “Ragazzo, sei diventato ricco”
“Siamo diventati ricchi”
“No! Tu solo, e te lo sei meritato”.
La scena in cui capisci che il colonnello non lo aveva mai fatto per i soldi. Quei film che ti fanno emozionare, ancora dopo 30 anni.
E mentre il cuore si gonfia, e la gola brucia sotto i colpi del rum preferito pensi:
“Chissà, se domani mi arriva il pacco dalla Francia. È già due settimane che me lo hanno inviato… ‘sti francesi malcagati!”
E allora cadono i maroni.
Perchè noi siamo tutti un pò così. Un pò sempre sul pezzo.
Tra ordini in Burkina Faso e negli USA, fatti passare per la Colombia, sotto forma di panetti di cocaina (perchè sappiamo che è più facile importare una tonnellata di cocaina da Bogotà, che un set dall’America), le nostre giornate scorrono così.
Tra aste su WhatsApp, lotti in vendita su Subito.it e i continui aggiornamenti degli stati degli ordini su BrickLnk.
Noi siamo un pò così. Forse non tutti. Ma c’è un pò di  legopatia in ognuno di noi. Quella sana (si spera).
Ecco, le cose non sono andate così. Nulla di così romantico.
Stavo semplicemente cercando qualche cosa di carino per il mio quattrenne. E trovo un annuncio interessante. Una nave della polizia, un aereo della ambulanza, e “lui”.
Sbrigo la burocrazia solita, e dopo qualche giorno arriva tutto a casa. Ovviamente si cominciano con i vecchi City.
Metti di qua, togli di la, aggiungi un arpione, due fari allo xeno, un lanciarazzi, un motore W12, un razzo disintegratore, uno stegosauro, e qualche cattivo, che ci sta sempre bene.
Del resto i bambini cosa fanno? Sfogano la loro immaginazione.
Io spero che il mio si limiti al gioco, perchè ho paura che possa incendiare il paese con le braci del barbeque…
Si gioca per fare passare il tempo, per fare passare l’inverno e le brutte giornate. Si gioca per far passare la febbre e le influenze. Ogni pretesto è buono. LEGO® o non LEGO®. E tante volte ci gioco pure io, con lui.
Ma poi arriva il momento di mettere tutti a letto, e di dedicarsi a quell’ammasso di pezzi rossi, bianchi e grigi. Vi do un primo indizio. È un Technic vecchia scuola.
La mia vista è relativamente buona, ma si torna a scuola, perchè le vecchie istruzioni non sono come le nuove. Ed io non sono molto abituato a quei Technic. Anzi, per nulla.
E comincio a lavorarci su. Trovo i pezzi che mancano, e sostituisco quello rotti.
E si smadonna. Cazzo se si smadonna! Si offendono tutti i santi del paradiso, dell’inferno, del purgatorio, e pure i vicini di casa. Loro per primi…
Si tribola perchè i pezzi non vanno al loro posto. E allora tac, Brickpatici! Chiedi informazioni a riguardo, per capire se sono stupido io, oppure il Technic in questione ha dei difetti?
Per fortuna ottengo conferma. Almeno per questa volta è colpa sua.
Constatato ciò, tiri fuori il meccanico che non sei mai stato (neanche a 14 anni, quando montare una marmitta Giannelli Reverse era l’abc) e ci provi con la logica. Controlli gli alberi, la trasmissione, gli ingranaggi, e infine capisci che il problema sta li, nella catena (secondo indizio).
Allunghi, accorci… Il risultato non cambia. Non fa quello per cui è stato progettato. Forte della conferma circa i difetti, ti accontenti di averlo solo montato. Farci giocare il bimbo sarà impossibile. Da quel giorno è rimasto li. Ancora da capire se come un trofeo, o una carcassa.
L’ho odiato talmente tanto, ma tanto, che ho provato persino a venderlo. Maledetto lui. Invece nisba. Rimaneva li. Passava da farsela con una Imperial Flagship 6271, a flirtare con la Flagship II.
E’ stato messo in vetrina,  nascosto. Ma era comunque sempre li. Come le emorroidi.
Tanto sul mobile, quanto nella mia testa. Un chiodo fisso…
Stava li, e mi guardava. Chissà che cosa cavolo pensava. Quel vigliacco di un Technic…
Volete sapere come è andata a finire tra me e lui (è maschile, terzo indizio)? Lo volete proprio sapere?
Qualche giorno fa, un bravo ragazzo mi ha combinato a prezzi validissimi quello che mi mancava. La sua casa. Il suo box.
Ed ora, sta li. Nel posto che spetta. In vetrina. Tutto bello in ordine, insachettato ad hoc. Con i pezzi divisi per tipologia, e le ruote da parte.
Ora sta li, e posso garantire, che in salute (ovviamente) non cambierà più casa.
Adesso è in buona compagnia. E posso dire che sono felice (la felicità relativa, che accompagna i LEGO®, certamente).
Sono felice di non averlo venduto. E di averlo messo in tiro. Col vestito della domenica.

Buon vecchio bastardo 8835…

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Merce che va merce che viene https://www.brickpatici.it/merce-che-va-merce-che-viene/ Fri, 12 Oct 2018 17:00:43 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5421 Nelle nostre avventure cittadine spesso i veicoli trasportavano qualcosa, ma oltre arrivare via aerea alcune merci nel 1991 finalmente arrivarono via mare, grazie al set 6541 “Intercoastal Seaport”. Finalmente era nato un set portuale (in […]

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Nelle nostre avventure cittadine spesso i veicoli trasportavano qualcosa, ma oltre arrivare via aerea alcune merci nel 1991 finalmente arrivarono via mare, grazie al set 6541 “Intercoastal Seaport”.
Finalmente era nato un set portuale (in quell’anno ne verranno rilasciati altri)!
Composto da 524 pezzi era un set medio grosso caratterizzato da una base 16×16 rialzata che faceva da banchina portuale. Si comincia a realizzare il porto proprio da quelle, una con la rampa di accesso e le altre rialzate, si prosegue con una piccola banchina con tanto di faro e pescatore intento a passare il pomeriggio tra una barca che arriva e un camion che parte.
Il set è comunemente chiamato “quello con la gru gialla”, che spicca in diverse città ancora oggi, una gru a 4 piloni che permette all’operatore  nella cabina di comando di caricare e scaricare, attraverso un ingegnoso sistema, direttamente dalla nave su i vari camion pronti a partire.
In questo set il camion era uno solo, blu e bianco, ma era molto facile costruire con altri pezzi mezzi adibiti al carico container. I container che arrivavano via nave ero solo due, uno conteneva un piccolo trattore e uno una moto rossa, ma si potevano realizzare svariati container anche solo con dei mattoncini assemblati tra di loro.
La nave container era di media stazza, di colore blu confondo rosso, dotata di un piccolo braccio gru e un discreto piano di carico, ma non esagerato (ho sempre sognato di allungarla un pochino per poter caricare di più…).
Ad aiutare lo scarico dei container, un mozzo dotato di salvagente, e, a ordinare il tutto dalla postazione di comando della nave, una minifig ammiraglio caratterizzata dall’ancora dorata sul torso, spesso confusa nelle ravanate con qualche poliziotto…
Come in altri set, anche qui si trovava il foglietto degli adesivi per decorare al meglio tutta la struttura, come il nome della barca “Diana”, il nome della gru “Viking”, il numero della banchina e altri piccoli particolari che permettevano alle nostre avventure di dare un tocco in più, anche un occhio alla sicurezza, grazie agli adesivi di segnalazione rossi e bianchi dei piloni della gru.
Era un set molto desiderato, perché nei cataloghi faceva una bellissima figura nelle foto di contorno, tutti sognavano di avere un porto enorme; ma sfortunatamente, per poterlo ingrandire, bisognava per forza comprare i set completi, perché non si trovavano le basi di banchina da prendere separate, e quindi ci si arrangiava come si poteva.
Questo, forse, è l’unico neo che aveva questo tipo di set, per il resto era solo un set con punti positivi, che dava finalmente alle nostre città la possibilità di allacciare rapporti via mare.

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Il pieno, grazie https://www.brickpatici.it/il-pieno-grazie/ Fri, 05 Oct 2018 17:00:52 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5401 Tutti i mezzi Legosi delle nostre minifig con cosa si alimentano? L’unita di misura non si sa, ma pagano tutto con tile verdi da 100… E il benzinaio in questione non sempre ha avuto contante […]

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Tutti i mezzi Legosi delle nostre minifig con cosa si alimentano?
L’unita di misura non si sa, ma pagano tutto con tile verdi da 100… E il benzinaio in questione non sempre ha avuto contante che gli girava tra le mani , neanche quello quando hanno lanciato il primo distributore nel 1985.
La prima pompa di benzina vista nelle città di mattoncini  completa di minifg e veicoli è stata grazie al set 377 Shell Service station nel 1978.
Uno di quei set che dava la possibilità a tutti i viaggiatori gialli di Poter fare un pieno per la loro auto e partire allegramente…90 pezzi per costruire ben 4 punti di rifornimento un piccola pensilina e un edificio.Il rapporto tra Lego e Shell risale a molto tempo fa ormai e sembra che i legami tra l’industria petrolifera e quella dei nostri amati mattoncini fossero interessi commerciali condivisi.
Poi interrotti per dare spazio a nuovi marchi.
Le uniformi dei 2 addetti , un maschio e una femmina, sono molto semplici ma iconiche riportano il solare logo Shell della conchiglia, adesivo fornito nel set, non stampato..che a lungo andare si anneriva e spesso si consumava nei bordi a furia di fare rifornimenti.
Nel set  si poteva realizzare anche un simpatica auto per famiglia rossa con tetto nero che però non aveva l’abitacolo a misura di minifg, motivo forse perché non erano forniti altri personaggi.
Il resto della stazione di servizio invece era tutto studiato bene, si edificava su ambo i lati di una classica roadplate rettilineo dell’epoca e con i colori giallo e rosso del logo Shell la si poteva riconoscere a stud di distanza.
4 colonnine per rifornimenti, qualche pneumatico di scorta e l’edificio/cassa.Il colore di base dell’edificio bianco con i serramenti neri dava un tocco di contrasto in più a tutto l’insieme senza dover avere tonalità cromatiche varie come nei set di oggi. L’unica cosa in comune con alcuni set del giorno d’oggi sono tutti i loghi che non erano stampati ma adesivi, e nessuno poteva tanto lamentarsi perché era così e basta…altrimenti la bella insegna o gli slope con il logo sarebbero stati solamente dei pezzi bianchi.
Non era il massimo come servizi o gadget da viaggio all’interno dello shop ma era  comunque un posto dove si poteva sentire nell’aria un ipotetico inebriante odore di petrolio.
Un posto dove poter avere rifornimento per viaggi di lavoro o di svago.

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Speciale “Islanders” https://www.brickpatici.it/speciale-islanders/ Tue, 02 Oct 2018 17:00:37 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5379 Buona sera amici di Vintage Bricks, questa sera scendiamo dalla nave e parliamo di Islanders. “Islanders???? E MO, CHI SONO QUESTI? Una squadra di calcio americana? Sono la nazionale islandese di curling???” No amici miei. […]

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Buona sera amici di Vintage Bricks, questa sera scendiamo dalla nave e parliamo di Islanders.
“Islanders???? E MO, CHI SONO QUESTI? Una squadra di calcio americana? Sono la nazionale islandese di curling???”
No amici miei. Niente di tutto ciò. Gli Islanders sono una tribù selvaggia, con cui i nostri conquistadores e alcuni pirati hanno avuto a che fare. Ricordiamoci che stiamo sempre parlando di LEGO®.
Ma facciamo un passo indietro.
Gli Islanders, come richiama il nome, sono una tribù che viveva (probabilmente, visto gli sviluppi del mondo System) in quella zona caraibica (Foto 1) che oggi corrisponde al Centro America. Per capirci, le isole dalla Jamaica fino a Trinidad & Tobago, passando per St.Lucia, le Barbados, la Martinica, Guadalupe, Portorico, e via dicendo.
Una mondo fatto di coste, isolette, vulcani. Di paludi e di foreste pluviali. Di venti e tempeste tropicali. Un mondo selvaggio ma rigoglioso, con una flora ben sviluppata (liane, felci, cactus, bambù,mangrovie, etc) e con altrettante specie ittiche e di uccelli. Come appunto pappagalli. Un mondo rigoglioso, che ha permesso lo sviluppo economico e sociale del posto. Prima e dopo la colonizzazione.
Popoli che erano soliti pitturarsi il corpo e tatuarsi il volto. Per difendersi dagli insetti, ma più che altro con connotazioni sociali. Tutti questi elementi comuni, possono aiutarci a posizionarli in un contesto storico ben preciso e in una posizione geografica altrettanto identificabile.
Gli Islanders Lego sono una tribù di abili pescatori, cacciatori, marinai. Capaci di costruire con le risorse del posto, veloci e agili canoe o catamarani a vela. Una tribù pagana, votata al dio King Kahuka (Foto 3), e, probabilmente pure cannibale. Ma di questo, non abbiamo certezza. Sappiamo che i colonizzatori hanno avuto a che fare con loro, e non sempre hanno avuto la meglio (Foto 2).
Nel mondo System, vengono considerati una costola della dimensione pirata, e fanno parte di un unica buttata. Il mondo pirati sappiamo avere inizio nel 1989, con il Black Seas Barracuda (6285) e la Caribbean Clipper (6274).
Chissà dove era diretta quest’ultima nave…
Poi arriva il 1992, con alcuni set storici come la Imperial Flagship (6271) e l’Imperial Trading Post (6277). il 1993 con altre due imbarcazioni famose e infine il 1994, con la novità Islanders.
Scopriremo una realtà nuova, fatta solo marginalmente di pirati. Ma che tuttavia ha lasciato un segno indelebile nella cultura System del genere.

1994: Islanders: sono sei set usciti a tema. 5 di loro li considero piccoli (in termini di pezzi) ed uno medio. Ma per gli amanti del genere, sono chicche a cui non si dovrebbe rinunciare.
Non possiamo parlare di tutti e sei, ovviamente, e quindi li analizzeremo in maniera generica.

6236-1 (Inv) King Kahuka
41 Parts, 1 Minifig, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6246-1 (Inv) Crocodile Cage
49 Parts, 2 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6256-1 (Inv) Islander Catamaran
53 Parts, 2 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6262-1 (Inv) King Kahuka’s Throne
124 Parts, 5 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6264-1 (Inv) Forbidden Cove
196 Parts, 4 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders
6278-1 (Inv) Enchanted Island
395 Parts, 7 Minifigs, 1994
Catalog: Sets: Pirates: Pirates I: Islanders

(Nel 2001, uscirà una riedizione di quest’ultimo set.)
Gli elementi che più caratterizzano questi set, sono giustamente le tre minifigures.
Il King Kahuka (pi068) la femmina (pi066) e il maschio (pi070). Queste sono diciamo le tre versioni principali. Possiamo per esempio trovare la donna con e senza faretra, l’uomo con e senza faretra e il King con e senza il distintivo copricapo rosso.
Queste minifigure rappresentano uomini nudi, col volto dipinto, con foglie a coprire le parti intime, decorazioni floreali al collo. Tipiche pettinature addornate con piume oppure con corna d’osso. Insomma, proprio come ce le hanno sempre presentate nei documentari…
E’ appunto qua che Lego presenta questi nuovi dettagli, che verranno poi riutilizzati anche in altri set, più recenti.
Viene utilizzata per la prima volta la canoa (6021) con i suoi quattro adesivi. Tantissimo verde viene utilizzato in questi set: piante, foglie, liane, palme e coccodrilli fanno da padrone.
Essendo set mai più condivisi, gli elementi caratteristici che li compongono, non si troveranno da altre parti.. Gli scudi decorati, la vela del catamarano, e persino le basi dell’Enchanted Island (2359px3 e 6024px2 ) nascono e muoiono li.
Anzi ad essere pignoli, la base con canyon verrà utilizzata solo un altra volta, in un set sempre della linea System pirati. Le armi invece sono le stesse viste, per esempio, nei castelli. Archi, frecce, faretre. Del resto una tribù come quella mica poteva utilizzare un cannone antiaereo Flak da 88mm. per andare a caccia di uccelli o piccoli animali… Eh!!!
Palafitte, ponti sospesi e costruzioni in pietra caratterizzano gli elementi architettonici dei set. Oltre ovviamente alle statue del Dio, utilizzate probabilmente come luogo di culto..

Mercato:
Non c’è molto da dire. Non ci sono pezzi esageratamente rari, o impossibili da reperire. Gli stessi set, pur essendo apparsi in commercio 24 anni fa, non sono di difficile reperibilità.
Bisogna però sottolineare come la riedizione del set 6278 (nel 2001 dicevamo è stato ripresentato come 6292) abbia demolito il valore di quegli elementi unici sopracitati. L’isola incantata è infatti il set più rappresentativo della linea, e contiene al suo interno tutto quello che si era visto negli altri cinque set.
Questo cosa significa?
Una accurata ricerca sul solito Bricklink, mostra come tutte le componenti si possano reperire abbastanza facilmente. Le minifigure si trovano anche a 2 euro. Con 30 euro si prendono le due basi e con qualche euro (addirittura) si prendono le tre vele diverse. Sarebbe stato diverso se sul mercato, non avessero messo il rebrick. Teniamo in considerazione come, anche nel mondo Lego, più tempo si va indietro, più una cosa sia difficile da reperire. Inoltre, solo pochi hanno avuto la lungimiranza di investire nei mattoni (ah aha ah ah) quaranta anni fa. Mentre al giorno d’oggi è molto più facile trovare persone che acquistano più copie dello stesso set, per aspettare che escano di produzione, e acquistino valore. Internet e Facebook hanno rappresentato la svolta per quanto riguarda questo tipo di investimento. Inoltre una volta, difficilmente sapevi cosa Lego avrebbe prodotto l’anno o gli anni successivi; adesso l’informazione viaggia avanti anni luce.
Sarebbe invece impossibile, avere la certezza che, ogni singola parte del nostro set non provenga infatti da quello uscito più recentemente. Salvo concentrarsi sui set sigillati. Anche in questo caso (ammesso che si trovino) le cifre da sborsare sono in tripla cifra. Ma se si chude un occhio sulla datazione di ogni brick, aggiungere questi set alla propria collezione, non è cosa impossibile. Basta avere pazienza, e… Qualche euro da spenderci.

Opinione personale.

Li trovo carini. Tutti quanti. Certo, non sconvolgono la mia vita, come altri set del mondo system pirati, ma non sono neanche osceni come il panino alla mortadella neroverde. Particolari, quello si. Il particolare è appunto……particolare, ma sapete cosa si dice del classico vero?

Arrivederci al prossimo articolo sul mondo pirata.

Fonte informazioni:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caribe

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Pronti al decollo! https://www.brickpatici.it/pronti-al-decollo/ Fri, 28 Sep 2018 17:00:27 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5368 Nel 1985 finalmente le minifig che popolavano le nostre prime città, dopo aver passato giornate e giornate tra lavori e faccende varie, potevano lasciare il loro paese e volare lontano grazie al primo aeroporto, il […]

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Nel 1985 finalmente le minifig che popolavano le nostre prime città, dopo aver passato giornate e giornate tra lavori e faccende varie, potevano lasciare il loro paese e volare lontano grazie al primo aeroporto, il bel set 6392.
Un set che veniva regalato per le grandi occasioni, perché era di quelli grossi, con tanti pezzi, ben 497 e 8  piccole minifg per popolare tutta la zona di volo.
Si comincia la costruzione con le basi, quelle che ora non fanno più e le nostre minifg con mansioni aeroportuali se le sognano!
4 basi da 32×32 stud, con disegnata la pista di atterraggio con relativa zona di manovra a cerchio e il T di transizione verso la pista di decollo.
A seguire, dopo aver posizionato la pista, si comincia a costruire il vero aeroporto edificando un bell’edificio giallo e nero, che ancora oggi in qualche città più recente si può ancora trovare, perché invece di demolirlo è passato in secondo piano come aeroporto “turistico”, quello piccolo con i voli charter da 4 stud.
Ora molti sono abituati a fusoliere grandi quanto un intero aereo degli anni ’80, ma la semplicità di questo set lo ha reso una icona negli anni, come il logo dell’aeroporto vero e proprio; quella sagoma nera con le righe colorate sottostanti è diventato per molti costruttori e minifg un vero e proprio simbolo.
Il terminal è composto da muri gialli e serramenti neri che al suo interno contengono, se pur in maniera molto semplice, tutto quello che ci si può aspettare in un posto del genere: una sala di attesa, un tavolo per il check-in l’ingresso al gate e il tanto temuto scanner per passare i propri bagagli, con tanto di poliziotto per controllare che non ci siano oggetti o brick non permessi all’interno delle valigie dei viaggiatori. La dogana NOn perdona LE PerquIsizioNi!
Al piano superiore, un piccolo spazio dove poter consumare qualche bevanda in attesa della partenza con tanto di vista sulla pista. Sul tetto invece la sala controllo con radar e antenne per gestire il traffico in arrivo e in partenza.Traffico aereo che in questo set era misto, perché le minfig in viaggio potevano scegliere come partire; se a bordo di un bel aereo di linea rosso e bianco battente compagnia Lego (un pò angusto ma comunque sempre aereo era), oppure su un rapido elicottero, anch’esso con stessi colori caratterizzato dal brick in coda con la scritta LL-BEL.
Seppur piccolo, l’aeroporto era dotato anche del servizio trasporto con carellino, un piccolissimo trattorino rosso con rimorchio porta bagagli. I viaggiatori del set e non erano veramente ben serviti e potevano rilassarsi e partire spensierati per molti viaggi Legosi.

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Raccogli, Ordina, Consegna, Raccogli, Ordina, Consegna… https://www.brickpatici.it/raccogli-ordina-consegna-raccogli-ordina-consegna/ Fri, 21 Sep 2018 17:00:46 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5337 Nell’era digitale c’è sempre chi preferisce scrivere una classica lettera, e per noi e le nostre minifg che popolano le nostre città vuol dire aver a che fare con il file bianco 1×2 con stampata […]

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Nell’era digitale c’è sempre chi preferisce scrivere una classica lettera, e per noi e le nostre minifg che popolano le nostre città vuol dire aver a che fare con il file bianco 1×2 con stampata su la classica lettera, introdotta nel lontano 1982 nel set 6362 Post Office.
Un vecchio set iconico per molti di noi e qualcosa di essenziale per la comunicazione tra minifg in quegli anni. Edificio molto semplice ma colorato di rosso con un bellissimo tetto blu dove spicca su 3 brick 1×4 gialli il famoso logo con la busta, e che, a distanza di tanti anni, molti di noi forse si chiederanno come abbia fatto a restare ancora intatto e non si sia smembrato in 3 dopo tutti i ravanamenti nelle nostre scatole da scarpe o fustini vari…
128 pezzi e 1 minifig, il postino con pantaloni neri, giacca rossa e berretto nero. L’azione cittadina da a questo povero lavoratore del servizio postale molto da fare, smistamento, consegna e distribuzione senza fine poiché forse per tagli al personale l’unico dipendente aveva tutta la responsabilità di ciò che accadeva in quel classico edificio a schienale aperto. L’edificio è composto da una cassetta per le lettere esterna ,una bella vetrata per illuminare bene l’ufficio e uno scaffale per i pacchi all’esterno.Una delle manovre più ripetute era inserire più e più volte le lettere nella buca per poi farla ritirare al postino e riconsegnarla nuovamente…
Nonostante il lavoro in ufficio e la consegna a domicilio con il camioncino che si costruiva in questo set il nostro impiegato minifig era sempre sorridente come tutte le minifig di quel periodo, mai scocciato se la fila era lunga o il campanello non funzionava per consegnare un brick da 2×2.
Aveva comunque un po’ di meritato riposo perché nei vari adesivi che componevano il set oltre al logo grande e quelli piccoli per il van delle consegne si trovava anche un adesivo da mettere sulla porta d’entrata con l’orario di apertura dell’ufficio postale che permetteva un pausa anche per le nostre avventure poiché si lavorava dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17.
L’ufficio nella sua scatola era rappresentato su una base stradale ma in realtà nel set si costruiva su una base grigia 8×24, qualcosa di abbastanza presente in quel periodo per vari edifici (verde 13 set o grigia 2 set) ma inesistente oggigiorno.
La cosa più triste in questo tema no era l’assenza di un collega per alleggerire il carico di lavoro per smistare tutti quei utile serigrafati a lettera ma il fatto che dopo questo periodo Lego non ha praticamente più proposto uffici postali per le varie minifig che popolano le nostre città fino al 2011 quando ha proposto un ufficio postale in stile invernale ma ben lontano dal nostro amato set perfetto per ogni città.

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Speciale 6250-1 “Cross Bone Clipper” https://www.brickpatici.it/speciale-6250-1-cross-bone-clipper/ Tue, 18 Sep 2018 17:00:33 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5314 Ciao amici di “Vintage Bricks, oggi parleremo di una imbarcazione pirata, della linea System. Ne parleremo affrontando ogni tematica possibile, anche quelle meno nobili. Ma veniamo a noi, anzi a lei: Sua Oscenità Cross Bone […]

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Ciao amici di “Vintage Bricks, oggi parleremo di una imbarcazione pirata, della linea System. Ne parleremo affrontando ogni tematica possibile, anche quelle meno nobili.
Ma veniamo a noi, anzi a lei: Sua Oscenità Cross Bone Clipper, alias 6250.

Dati tecnici

La sua storia

Il set esce nel 1997, ed è l’ultima imbarcazione prodotta. Bisognerà aspettare altri dodici anni per avere una nuova nave, che non sia una riedizione. Ma qui entriamo in una linea nuova, la Pirates.
Dodici anni non sono pochi per avere un prodotto originale. Un pò come aspettare fino al 2027 per vedere scafi, alberi, bandiere, cannoni e lanterne tutti assieme.
Dicevamo che esce nel ’97 assieme ad altri due set: il Pirates Ambush (6249) e il Pirates Perilous Pitfall (6281) e a una raccolta di 4 minifigure. Con i due set ha in comune una bandiera apparsa solo in altri due set. La Red Beard Runner 6289 e il suo remake.
A bordo ritroviamo una piratessa, che mancava su una nave dal 1993.
E’ una nave piccola, la più piccola di tutte, con appena 141 pezzi. E’ anche l’unica nave ad avere una sola vela. Insomma è proprio minuscola. Sicuramente non maestosa, ne terrificante, ma qualche pregio lo ha.
Lo scafo, composto da soli due pezzi, è di color nero-verde. Assieme all”Armada Flagship (bianco e blu) e alla Red Beard runner (rosso) rappresenta il distacco dal solito scafo in marrone (indipendentemente dalle tonalità).
E’ proprio questo il dettaglio che maggiormente la contraddistingue, che la rende unica nel suo genere. Ma che, ancora una volta la limita.
La mancanza di una sezione centrale, di quei colori, impedisce l’allungamento. Rimarrà per sempre una barca composta da due scafi. La sezione Boat Hull Small Middle 8 x 12 infatti è disponibile solo in white e brown.
Manca la bussola decorata, presente in tante navi dell’epoca.
Ha anche qualcosa in comune con le più note Imperial Flagship 6271 e Schooner 6286. il timoniere può orientare il timone dalla sua postazione. Caratteristica che manca a tutte le altre navi della serie.
La vela, di forma rettangolare, si presenta a righe verticali di color bianco e rosso, con impresso il teschio, adornato con 2 spade.

Mercato

Chi fosse interessato a questa imbarcazione, dovrà fare i conti con una non facile reperibilità. Se ne trovano poche in commercio, e non di certo ad una cifra modesta. Sotto ai €200 si trova solo oltre oceano, con le problematiche relative, dovute alla dogana. Il primo venditore europeo è comunque italiano, ma siamo già oltre i €200.
Valutare di assemblarla è una pessima idea. Veramente pessima.  Mentre scafo e equipaggio si possono trovare a cifre contenute, la bandiera posta sulla cima dell’albero costa di suo qualche euro. Si può trovare abbastanza facilmente comunque.

Ma il vero problema si ha quando si devono fare i conti con il plate modificato 2×2 with bar frame octagonal (codice 30033), uscito in rosso, solo in quel set. Di difficilissima reperibilità al momento è disponibile in un solo store, alla modica cifra di €40… Mica pochi, eh?!?
Senza poi considerare che bisogna trovare la vela. Anche in questo caso,  uscita in esclusiva solo in questo set. La cifra che occorre per acquistarla, si aggira sui 40 euro, oltre oceano. E siamo già a 80.
Trovato questo (detto niente…), tutto il resto è burocrazia.
Per fortuna che è piccola, perchè se avesse anche solo il doppio dei pezzi, con queste unicità, costerebbe una follia.

Considerazioni personali

Personalmente la ritengo la più brutta di tutte le imbarcazioni della linea. Non posso neppure valutarla con sentimento, in quanto uscita in pienissima Dark Age. E’ piccola, misera, quasi scialba.
La trovo priva di personalità.
Non ne faccio solo una questione di dimensioni; il Renegade Runner 6268, ha solo 21 pezzi in più, ma almeno 2 vele e un equipaggio formato da 4 minifigure. Smontata ha grossomodo le dimensioni di un panino con la mortadella. Nella mia personale classifica scavalca, all’ultimo posto il recentissimo Brick Bounty 70413.

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64 pezzi di pura bontà https://www.brickpatici.it/64-pezzi-di-pura-bonta/ Fri, 14 Sep 2018 17:00:10 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5299 “Un hamburger con patatine e un gelato per favore”… Quante volte una minifg può aver pronunciato questo nelle nostre avventure approcciandosi al set 675 Snack Bar? Forse più del numero di pezzi di cui è […]

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“Un hamburger con patatine e un gelato per favore”…
Quante volte una minifg può aver pronunciato questo nelle nostre avventure approcciandosi al set 675 Snack Bar? Forse più del numero di pezzi di cui è composto. Un classico set da città vintage e un must in ogni città Lego che si rispetti.
Un chiosco di quelli un pò nascosti dietro la stazione, isolati lungo una strada o semi nascosti all’ombra di qualche albero (uno infatti veniva fornito nel set) che per trovarlo o ci passi davanti o devi aver visto il cartello stradale con l’indicazione (pure quello nella lista pezzi).
Un design molto semplice senza tante pretese con una combinazione di colori gradevole e fresca come i loghi del mattoncino 1×2 con il ghiacciolo disegnato. Il resto del chiosco sono tutti mattoncini 1x bianchi e dei plate blu come tetto dove spicca il brick serigrafato Snack Bar.
L’interno è costituito da diversi mattoncini e presenta alcuni dettagli ridotti tipici di un bar ma ben posizionati. Nel set troviamo 2 minifg , un cliente e lo chef, indaffarato a sfamare ogni minifg passante per la zona.
Il set si presta ad ogni situazione ed è molto facile adattarlo a qualsiasi situazione aggiungendo qualche tavolo all’esterno per sfamare i pendolari stanchi dei soliti stud.
Sicuramente oggi un set con così pochi pezzi ci farebbe un pò tristezza, ma questo sarà per molti il miglior locale dove passare fantastiche ore tra uno stud e l’altro.

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Costruire con i LEGO® https://www.brickpatici.it/costruire-con-i-lego/ Fri, 13 Jul 2018 17:00:03 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5248 Giocare con i LEGO® vuol dire costruire, e negli anni 70/80 è nato uno dei temi ricorrenti e incentrati nella vita di ogni città: le costruzioni, o più comunemente i lavori stradali. Le nostre avventure […]

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Giocare con i LEGO® vuol dire costruire, e negli anni 70/80 è nato uno dei temi ricorrenti e incentrati nella vita di ogni città: le costruzioni, o più comunemente i lavori stradali.
Le nostre avventure nelle case, villini, negozi e caserme varie sono state erette da validi minifig manovali che si sono date da fare in centinaia di appalti legosi . I primi set del 1978 e ’79 i cui gli operai si potevano destreggiare erano sostanzialmente 8 ovvero il 622 camion ribaltabile, 625 ruspa, 641 scavatore, 670 gru mobile, 674 camion con muletto, 542 squadra stradale, 558 gru stradale e 607 mini caricatore.
Le scatole di questa serie erano piuttosto piccole con al suo interno il foglietto illustrativo coni pochi passaggi per costruire il veicolo da lavoro. Il set molto semplice era composto dai 15 ai 50 pezzi circa a seconda della complessità della realizzazione ma praticamente composto da ruote alcuni plate e qualche pezzo speciale a seconda del tipo di mezzo. Tutti i veicoli non permettevano ancora l’inserimento dell’operatore all’interno dell’abitacolo di guida, si doveva lavorare di fantasia.
Solo con l’uscita dei successivi set furono adottate regole in fatto di sicurezza sul mattoncini dando possibilità di guidare dall’interno ai nostri lavoratori dal sorriso eterno. La divisa di ordinanza per il lavoratore del mattoncino è composta da cassetto da cantiere rosso, testa sorridente, il busto blu/rosso, le gambe nere/blu e il giubbotto da lavoro con adesivi con strisce nere e gialle fornite sia per la parte anteriore che per quella posteriore (poi tristemente eliminato dalla serie ma sostituito da una vera propria tuta da operaio specializzato). In alcuni set erano dotati anche di cartellonista stradale, cosa che oggigiorno manca molto agli appassionati soprattutto come set accessorio di soli cartelli come il 989 del 1969 o il 6306 e 6315 degli anni ’80.
Concludendo possiamo dire che nonostante la sua semplicità sono set classici che restano belli anche adesso, nonostante le mani siano consumate, le divise sporco e sgualcite e il giallo tipico di questi mezzi no sia più brillante come un tempo, ma è solo grazie a questi lavoratori che le nostre avventure si sono arricchite di bellissime COSTRUZIONI.

 

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Set 675 – Snack Bar https://www.brickpatici.it/set-675-snack-bar/ Fri, 06 Jul 2018 17:00:47 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5209 64 pezzi di pura bontà! Un hamburger con patatine e un gelato per favore… Quante volte una minifg può aver pronunciato questo nelle nostre avventure approcciandosi al set 675 Snack Bar? Forse più del numero […]

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64 pezzi di pura bontà!
Un hamburger con patatine e un gelato per favore… Quante volte una minifg può aver pronunciato questo nelle nostre avventure approcciandosi al set 675 Snack Bar?
Forse più del numero di pezzi di cui è composto… Un classico set da città vintage e un must in ogni città Lego che si rispetti. Un chiosco di quelli un po’ nascosti dietro la stazione, isolati lungo una strada o semi nascosti all’ombra di qualche albero (uno infatti veniva fornito nel set) che per trovarlo o ci passi davanti o devi aver visto il cartello stradale con l’indicazione… (pure quello nella lista pezzi).
Un design molto semplice senza tante pretese con una combinazione di colori gradevole e fresca come i loghi del mattoncino 1×2 con il ghiacciolo disegnato. Il resto del chiosco sono tutti mattoncini 1x bianchi e dei plate blu come tetto dove spicca il brick serigrafato Snack Bar.
L’interno è costituito da diversi mattoncini e presenta alcuni dettagli ridotti tipici di un bar ma ben posizionati. Nel set troviamo 2 minifg , un cliente e lo chef, indaffarato a sfamare ogni minifg passante per la zona.
Il set si presta ad ogni situazione ed è molto facile adattarlo a qualsiasi situazione aggiungendo qualche tavolo all’esterno per sfamare i pendolari stanchi dei soliti stud… Sicuramente oggi un set con così pochi pezzi ci farebbe un pò tristezza, ma questo sarà per molti il miglior locale dove passare fantastiche ore tra uno stud e l’altro.

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Set 347 – Caserma dei Pompieri con mini veicoli https://www.brickpatici.it/set-347-caserma-dei-pompieri-con-mini-veicoli/ Fri, 29 Jun 2018 17:00:27 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5187 Il sogno di molte minifig forse è quello di entrare a far parte del servizio Vigili de Fuoco e LEGO® nel 1978 ha creato una delle prime caserme ben attrezzate il set 374. Oltre 300 […]

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Il sogno di molte minifig forse è quello di entrare a far parte del servizio Vigili de Fuoco e LEGO® nel 1978 ha creato una delle prime caserme ben attrezzate il set 374.
Oltre 300 pezzi per far sognare tutti noi nelle nostre avventure per prevenire ogni tipo di emergenza creata in città. Il set è composto da una caserma con 2 vani/garage per i veicoli, un piccolo ufficio con apertura a libro , un’auto scala e un veicolo di supporto con carrellino porta attrezzature. Al contrario di come potessimo comunemente pensare noi europei, per un edificio di questo genere il colore scelto era il giallo con serramenti rossi, mentre per la versione Americana (set 590) fu usato un più adatto rosso con serramenti bianchi.
Un set molto bello per i bambini dell’epoca, una testimonianza di come LEGO® sviluppò in quel periodo la comprensione delle istruzioni nei 27 passaggi e nell’immaginario di gioco.
Si comincia a costruire come sempre dai veicoli, semplici ma belli per essere un set di oltre trent’anni, due veicoli personalizzati entrambi con degli adesivi dal tipico logo delle fiamme LEGO®.
Poi si comincia con il posizionamento dei primi brick nei segni gialli fatti su alcuni stud delle baseplate… Tecnica facilitativa che poi dopo qualche anno è stata subito abbandonata.
Si prosegue nella realizzazione dei vani garage e al completamento dell’ufficio per finire nella realizzazione della torre con orologio e l’insegna della caserma sul tetto. Un albero e una bandiera con il logo LEGO® danno un tocco di personalizzazione in più all’ambiente.
Oggigiorno ci si lamenta spesso che nei modelli super dettagliati, dove a volte non viene dato neanche più spazio all’immaginazione ci siano molti adesivi, ma anche nel ‘78 avevamo un misto tra pezzi serigrafati e pezzi con adesivi; nel foglio con tutti i pretagliati troviamo infatti il logo per la bandiera, i numeri per contrassegnare i due garage, l’orologio per la torre, 5 loghi con la fiamma, 4 busti per i nostri pompieri e l’adesivo la scritta caserma dei pompieri in 7 lingue diverse.
I pezzi nel set sono tutti abbastanza comuni, niente di così particolare ad eccezione della scala per le minifg che sarà sostituita con un modello più adatto successivamente, e l’antenna per il tetto, pezzi molto simbolici in quel periodo ma molto fragili… Spesso nelle nostre scatole di misto faceva una brutta fine causando qualche difficoltà nel comunicare ai nostri pompieri LEGO® l’emergenza scattata in città.
Nel complesso un set divertente, anche se magari un pò semplice e migliorabile sotto alcuni punti, ma con l’arrivo delle minifg in quel periodo, a distanza di molti anni, un set classico che sembra star bene ancora in molti layout cittadini.

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Set 6380 – Emergency Treatment Center https://www.brickpatici.it/set-6380-emergency-treatment-center/ Fri, 22 Jun 2018 17:00:39 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5138 In ogni città che si rispetti il servizio sanitario ha un ruolo importante. In quasi tutte le nostre città di mattoncini fa sempre la sua comparsa il set 6380 del 1987 Emergency Treatment Center o […]

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In ogni città che si rispetti il servizio sanitario ha un ruolo importante. In quasi tutte le nostre città di mattoncini fa sempre la sua comparsa il set 6380 del 1987 Emergency Treatment Center o più banalmente chiamato l’ospedale.
Molti di noi hanno avuto questo set che finalmente dava sostegno tecnico a tutti i veicoli di emergenza come elicotteri e ambulanze fatti fin dal 1978. In realtà 7 anni prima è stato rilasciato un edificio Paramedic Unit (6364), ma non è mai stato definito “L’ospedale” da molti…
Nel set 6380 troviamo 278 pezzi e 5 minifg: un autista dell’ambulanza pronto a partire per soccorrere incidenti legosi, una infermiera, un medico e due pazienti. Le istruzioni sono composte da 16 passaggi per l’edificio e 11 per l’ambulanza.
Si comincia a edificare con una bella baseplate da 32×32 con grafica stradale… Quella con il vialetto grigio… Vecchie basi che ora non si vendono più nei nuovi set.
L’edificio è composto da una parte centrale sviluppata su due piani dove troviamo un banco accettazione e al piano superiore una sorta di stanza per degenza dove però i posti letto sono limitati ad uno solo per questioni di spazio, e non sono posti letto reali ma occupati dalle barelle. Nella parte adiacente alla reception troviamo una sala operatoria con vista sul giardino dotata di apparecchiatura tecnologica, bombola di ossigeno e lampada sopra al lettino (Almeno io l’ho sempre catalogata come una lampada da sala operatoria, magari per altri potrebbe essere un macchinario più specifico tipo scanner).
Sulla parte del vialetto invece troviamo una piccola tettoia per tenere riparate le minifg in arrivo all’ospedale con l’ambulanza in dotazione al set. Nella parte esterna troviamo come abbellimento un piccolo pino, qualche fiore, un paio di lampioncini l’insegna con la croce rossa e due sedie per le minifg in attesa di trattamento o di risposta da parte dei medici riguardo a qualche loro familiare.
Nel complesso il set avrebbe potuto essere un pò più grande: il posto auto è troppo corto rispetto l’ambulanza e l’angolo posteriore sinistro della piastra di base rimane inutilizzato ma la forma generale dell’edificio è semplicemente bellissima e rende questo set iconico il più bel posto dove soccorrere tutte le minifg delle nostre sfortunate avventure.

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Il Poliziotto Serie 18 https://www.brickpatici.it/il-poliziotto-serie-18/ Fri, 15 Jun 2018 17:00:48 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=5086 Per il mio primo articolo nella rubrica “Vintage Bricks” ho pensato di analizzare alcuni set molto vicini alla minifigure tanto paparazzata del momento: il Poliziotto Serie 18. Questa nuova edizione delle minifg che prende spunto […]

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Per il mio primo articolo nella rubrica “Vintage Bricks” ho pensato di analizzare alcuni set molto vicini alla minifigure tanto paparazzata del momento: il Poliziotto Serie 18. Questa nuova edizione delle minifg che prende spunto dalla prima edizione 40 anni fa dove il disegno del busto all’epoca era solo un adesivo, oggi si trova solo nelle nelle bustine della serie collezionabile, ma quarant’anni fa il suo predecessore lo si poteva trovare dotato di mezzo di trasporto in 6 set. Dobbiamo tornare indietro al 1978 per trovare il nostro originale poliziotto nel suo primo set il numero 600 Police Patrol, un piccolissima unità mobile di pattuglia dove però il nostro amico in divisa non poteva entrare, la proporzione del veicolo composto solo da 16 pezzi non lo permetteva, si doveva solo immaginarlo alla guida del suo mezzo all’inseguimento di qualche mascalzone. Poco dopo i progettisti modificarono il veicolo dando la possibilità ai costruttori di inserire la minifig all’interno del veicolo nel set 621 ampliando il numero pezzi a 27, ottenendo così più realismo nelle dimensioni del veicolo e nel realismo della minifg alla guida. Successivamente con il set 644 nonostante i pezzi fossero aumentati a 33 il nostro amico in divisa fu messo ancora solo ad accompagnare il suo bolide, il suo Police Mobile Patrol non era più grande del suo primo veicolo ma anche questo non aveva l’abitacolo per ospitarlo. Il parco macchine con il tempo diede alla minifg in divisa due altri veicoli. Nel set 673 Rally Repair Car accompagnava con la sua prima motocicletta costruita con vari pezzi una spigolosa auto da corsa rally e nel set 709 Police Boat poteva solcare i mari per controllare i primi loschi traffici marittimi. Nel 1979 fu rilasciato un ultimo set con la minifig del poliziotto nel set 540 Police Unit dove si poteva costruire sia una moto che una vettura per dare alla nostra minifg il massimo controllo per le strade delle città che cominciavano a costruirsi all’epoca. Tutti questi set sono composti da pezzi molto semplici e comuni con la maggior parte colorazione bianco e nero. Le livree dei veicoli come la divisa della minifg è sempre stata fatta con adesivi, tranne in un solo set (644 versione europea e 544 versione USA) che troviamo in ciascun set 2 brick 3×2 con serigrafia Police. Nel ricostruire questi set ho trovato bello solo il set 621 poiché è l’unico a 4 stud che rende dignità alla minifg come proporzioni e giocabilità con Il tutore dell’ordine. Il fatto che gli altri set fossero così semplici è che eravamo agli albori dei primi mezzi per le minifg e si avevano ancora pochi pezzi a disposizione per dare realismo, in ogni caso con questi veicoli a disposizione e con pochissimi pezzi ma tanta fantasia si riusciva a far mantenere l’ordine nelle nostre prime avventure legose.

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Set 853-1 e 8860-1 https://www.brickpatici.it/set-853-1-e-8860-1/ Mon, 01 Jan 2018 21:08:26 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1479 Anno: 1977 Set: 853-1 Pezzi: 601-602 Anno: 1980 Set: 8860-1 Pezzi: 668 Iniziamo l’anno con l’introduzione di un altro pezzo importante del mondo LEGO®, il tema Technic. Nei primi anni ’70 il designer LEGO® Jan […]

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Anno: 1977
Set: 853-1
Pezzi: 601-602

Anno: 1980
Set: 8860-1
Pezzi: 668

Iniziamo l’anno con l’introduzione di un altro pezzo importante del mondo LEGO®, il tema Technic.
Nei primi anni ’70 il designer LEGO® Jan Ryaa è stato uno dei primi a cimentarsi nel costruire modelli di auto con diversi pezzi e ruote dentate, questi modelli erano in principio usati solo per showroom e non furono mai destinati alla produzione e alla vendita.
Successivamente si unì a lui Erick Bach, un altro designer LEGO®, appassionato anche lui a queste tematiche, da questo sodalizio nel 1977 uscì il primo set del tema Expert builder che verrà rinominato Technic nel 1984.
Per tale tema furono introdotti naturalmente moltissimi componenti atti a creare giunture, snodi, meccanismi ecc… come le svariate ruote dentate, gli axes di varia lunghezza, i pin, i brick forati, la cremagliera e via dicendo.
Fino al 1986 i Technic non dovettero sottostare a limitazioni di sorta per adattarsi a scale di figure varie, micro o maxi che fossero, di conseguenza i modelli che uscivano erano liberi di essere delle più svariate dimensioni a seconda del dettaglio tecnologico richiesto.
Tra i primi e più famosi modelli del periodo troviamo l’853-1: Car Chassis, uno chassis d’auto per l’appunto di colore red con sedili yellow motore light gray e copertura del motore di colore blue.
Siamo ancora in un periodo estremamente ‘primitivo’ se vogliamo definirlo così, i vari pezzi sono alla loro prima apparizione e molti sono ancora acerbi e subiranno diverse evoluzioni negli anni a venire, ma nonostante questo il livello di dettaglio meccanico è già ai massimi livelli realizzando così il puro spirito Technic che da sempre anima il tema.
Le funzioni meccaniche sono eccezionali per il periodo, seguendo le istruzioni, molto complesse per i tempi, possiamo realizzare: un motore con pistoni che si muovono con l’andatura della vettura, uno sterzo funzionante, un albero di trasmissione con tanto di cambio funzionante a due marce posto fra i due sedili anteriori che si regolano in avanti e indietro. Il sedile posteriore è una seduta unica con bracciolo centrale che si abbassa e si alza, il motore anteriore è un 4 cilindri in linea con pistoni che come già detto si muovono con il movimento della vettura, da notare che la testa dei pistoni è composta dal LegoTechnic Engine Piston Square 2 x 2 – Old1, che verrà prodotto sino al 1994 .
Nel 1980 uscì poi l’8860-1 Car chassis, si tratta di un altro chassis di auto che può esser visto come diretta evoluzione dell’853.
In questo modello possiamo già notare un’evoluzione, il dettaglio meccanico superò l’853 raggiungendo livelli eccezionali e aggiungendo nuove funzioni e ingranaggi, nel dettaglio abbiamo le seguenti funzioni: uno sterzo funzionante, un albero di trasmissione con cambio funzionante a due marce, due sedili regolabili in avanti/indietro e nell’inclinazione, il differenziale all’asse posteriore, un motore a 4 cilindri orizzontali con pistoni funzionanti posizionato posteriormente, una ventola funzionante per il motore e sospensioni indipendenti sull’asse posteriore.
In quest’anno vennero infatti introdotti, tra gli altri, due pezzi importantissimi; si tratta del Technic Shock Absorber 6.5L, Complete Assembly – Undetermined Spring Type2 usato per le sospensioni sull’asse posteriore (2 per ogni ruota) e che sarà prodotto in questa veste sino al 2009, e del LegoTechnic Gear Differential (Old Style, 28 Teeth)3 elemento usato per il differenziale sull’asse posteriore e che sarà prodotto in questa forma fino al 1994.
In entrambi i modelli abbiamo la possibilità di aggiungere un motorino elettrico LEGO®, nell’853 del 1977 il motore era l’870-1: Technical Motor 4.5V 4 (anch’esso del 1977) ed è posizionato anteriormente e collegato tramite svariate ruote dentate al motore a pistoni.
Nell’8860 gli elementi elettrici aggiungibili sono 2; l’870-1, e l’872-1: Two Gear Blocks (un riduttore da accoppiare al primo) del 1978 quello che fa, muovere la vettura è posizionato posteriormente (sostituendo il meccanismo dei pistoni) e si tratta di entrambi montati in ‘tandem’ (l’872 essendo un riduttore serviva a stabilizzare il primo), invece il motore anteriore è solo l’870 e serve a motorizzare lo sterzo.

Opinione personale: da amante dei Technic non posso che apprezzare questi due set che anche se ‘vittime’ della loro epoca hanno saputo realizzare al meglio lo spirito Technic, anzi, forse proprio per questo si percepisce maggiormente lo ‘spirito’ technic il cui principale scopo è realizzare ingranaggi e meccanismi senza perdersi in fronzoli non necessari senza badare molto alla forma ma guardando aldilà di questa, entrando nel dettaglio tecnico e realizzando il puro movimento meccanico.

Li vorrei? Sì, sicuramente sono più attratto dall’8860 del 1980, arrivare a pensare e realizzare persino il meccanismo di regolazione dell’inclinazione dei sedili è qualcosa di meraviglioso che fa capire che la voglia di meccanica non è mai abbastanza.
Il poter realizzare così tante funzioni all’apparenza semplici, ma che semplice non lo sono affatto, con così pochi pezzi meccanici disponibili all’epoca (proporzionati ai giorni nostri) rende ancor oggi il significato di cosa voglia dire Technic.

1.  https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…
2. https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…
3. https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…
4. https://brickset.com/sets/870-1/Technical-Motor-4-5-V

Lista pezzi e istruzioni per l’853-1:
https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=853-1
http://bricks.argz.com/ins/853-1

Lista pezzi e istruzioni per l’8860-1:
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…
http://bricks.argz.com/ins/8860-1

Fonti e ulteriori approfondimenti.
https://www.lego.com/it-it/technic/history-page
www.brlicklink.com
www.lego.wikia.com
www.brickset.com
www.worldbricks.com
http://en.brickimedia.org/wiki/TECHNIC
www.wikipedia.com

Foto di Tomas Ciaghi

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Set 6080-1 https://www.brickpatici.it/set-6080-1/ Mon, 27 Nov 2017 21:58:37 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1596 Oggi torniamo a parlare del tema Castle, per la precisione del meraviglioso 6080-1, un castello del subtheme “Lion Knights” dei “Crusaders”, una fazione nata nel 1984 e che durerà fino al 1992. Possiamo ancora considerarci […]

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Oggi torniamo a parlare del tema Castle, per la precisione del meraviglioso 6080-1, un castello del subtheme “Lion Knights” dei “Crusaders”, una fazione nata nel 1984 e che durerà fino al 1992.
Possiamo ancora considerarci in una fase ‘iniziale’ dei castelli, quel periodo in cui vengono rilasciati a ‘valanga’ una serie di utensili ed altri elementi direttamente o indirettamente collegati alle minifigure.
Iniziando a parlare delle minifigure, il set è composto da 4 cavalieri e 8 guardie, per quanto riguarda i cavalieri nel 1984 faranno la loro comparsa gli iconici elmi con griglia verticale (bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) ma anche le piume da sormontare ad essi (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) e il mantello (ancora rigido per ora: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…).
Tra le guardie faranno la loro apparizione le lance (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) prodotte fino al 2014, gli archi (ancora prodotti: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) e le relative faretre (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…), da notare infine che le minifigure non hanno più gli adesivi per il torso ma gli stessi sono direttamente stampati con gli stemmi della relativa casata, anche gli scudi presentano tale caratteristica.
Finalmente (possiamo dire) con questo castello è stato introdotto il cavallo (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) il primo animale LEGO® introdotto per le minifigure, WOW!!! I cavalli saranno prodotti in questa versione sino al 2006, le minifigure non staranno più sedute (come avveniva nei destrieri fatti di brick) ma rimarranno in piedi grazie a una cavità sulla schiena del cavallo e che nell’assenza della minifigure la cavità sul dorso del destriero si può ‘riempire’ con un brick ed un plate.
Veniamo ora al castello, gli elementi principali dell’edificio sono costituiti dal caratteristico Panel 2x5x6 wall (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) che, finalmente, proprio in quest’anno farà la sua comparsa e che rimarrà d’ora in poi e nelle versioni a venire un elemento imprescindibile di ogni castello LEGO®.
Il castello dall’aspetto massiccio e turrito è uno di quei castelli ‘apribili’, costruito infatti su una baseplate 16×32 (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) a cui sono incernierate due baseplate 16×22 (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…).
L’edificio è infine dotato di tre torri abitabili la cui principale è la torre d’ingresso che ospita un fornice largo 6 stud e alto circa 10 brick, quindi molto alto e ‘stretto’ in simbiosi con la torre, anch’essa alta e stretta, il tutto conferisce alla torre stessa una presenza molto dominante, caratteristica molto forte del castello donandogli un aspetto imponente.
La torre ha un ponte levatoio e una saracinesca fatta di plate che scorre in guide ricavate in un intercapedine di uno stud subito dietro all’arco d’ingresso.
Altra cosa degna di nota è che la torre è scudata (aperta verso l’interno), questa scelta costruttiva nonostante sia per un più agevole accesso all’interno, rappresenta storicamente un elemento attendibile in quanto molti castelli avevano torri scudate lungo il perimetro esterno (per evitare che potessero esser usate contro gli stessi occupanti del castello qualora venissero prese durante un assedio).
Passiamo ora alle due torri posteriori, esse sono intese come torrette pensili (si sviluppano esclusivamente al piano superiore e sono ‘a sbalzo’) hanno al loro interno uno spazio abitabile e accessibile dal cammino di ronda, la copertura delle torri è costituita in entrambi i casi da una terrazza con spazio 6×6 e con un parapetto merlato.
Infine nella corte possiamo trovare una scala centrale che dà accesso al cammino di ronda posteriore, la scala è tra 2 panel 2x5x6 wall e proprio al centro della scala c’è l’apertura del castello che infatti divide la scala in 2.
Nella corte è presente anche la prigione del castello, la cui porta è costituita da una Door 1x4x6 (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) che abbiamo già avuto modo di conoscere nel castello giallo.
Infine i parapetti merlati sono tutti a sporgere.
Le bandiere che adornano il castello e che vengono anche portate dai cavalieri sono le flag 4×1 (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) che fan anch’esse la loro comparsa nel 1984 e vengono ancora prodotte.

Opinione personale: Finalmente un castello che mi piace, quasi certamente complice il colore secondo me più opportuno, questo castello mi soddisfa soprattutto per la presenza molto forte della torre d’ingresso, alta e stretta apparendo più imponente di quanto sia in realtà, non mi piacciono molto invece le due torri quadrate pensili perché danno l’idea di esser quasi dei semplici cubi che si sarebbero potuti realizzare meglio anziché usare solo dei panel, i tre angoli esterni di ogni torre con colonne di brick round 1×1 open stud certamente aiutano ad ingentilirne, almeno in lieve, l’aspetto razionale, sicuramente anche l’assenza di ulteriori elementi (che verranno introdotti solo successivamente) si fa sentire.
In sé è un castello che mi piace e vorrei avere.

Lista pezzi:
https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=6080-1

Istruzioni:
http://bricks.argz.com/ins/6080-1

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://lego.wikia.com/
https://brickset.com/
https://www.bricklink.com/

Foto di David Lambertucci

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Set 375-2 https://www.brickpatici.it/set-375-2/ Mon, 06 Nov 2017 22:08:11 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1609 Castle!!! IL castle!!!! Anno: 1978 Set: 375-2 Pezzi: 701-779 (a seconda del metodo di conteggio e del sito di riferimento se si includono o meno le minifigures) Minifigures: 14 Vorrei fare una specificazione che riguarderà […]

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Castle!!! IL castle!!!!

Anno: 1978
Set: 375-2
Pezzi: 701-779 (a seconda del metodo di conteggio e del sito di riferimento se si includono o meno le minifigures)
Minifigures: 14

Vorrei fare una specificazione che riguarderà questa ed altre rubriche: di seguito si tratterà di set con relativi codici riferiti alla versione europea, a volte verrà specificato il codice corrispondente uscito nella versione USA, altre volte invece potrebbe non venire specificato se il set in questione avrà o meno una versione oltreoceano con codice diverso.

Terza puntata per il #Vintage Bricks, stasera tratteremo finalmente del 375-2 noto anche come il castello giallo.
Castle è il uno dei temi più longevi di LEGO, nell’anno del suo inizio, il 1978, il tema comprendeva un solo set, il 375-2
Il 1978 è stato un anno di rivoluzione per LEGO che introducendo le minifigures ha infatti aperto un mondo di possibilità di gioco fino ad allora impensabile.
In USA questo castello apparirà solo nel 1981 col codice 6075 (in seguito usato per un altro set castle).
Il castello giallo essendo dotato di minifigures è dotato di tutta una serie di ‘utensili’ da loro utilizzati e introdotti proprio a tale scopo, vien da se che il 375-2 ha nel suo inventario una moltitudine di elementi che proprio in quell’anno faranno la loro comparsa (spade, scudi, elmi..).
Il castello si erge principalmente su di una baseplate 16×32 di colore verde (baseplate 16×32, bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…), anch’essa apparsa per la prima volta nel 1978, ma ne ha altre 4 più piccole, nello specifico di misura 8×16 (anch’esse verdi) tutt’attorno, queste ultime si aprono concedendo maggiore accessibilità e giocabilità a tutto il complesso.
Il castello è quasi totalmente giallo (a parte pochi elementi) ed è costituito da 3 torri più una piccola torre d’ingresso che ospita un ponte levatoio di colore rosso, altri elementi rossi sono i portoni sull’uscita posteriore Door 1x4x6 (codice bricklink 3644: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… prodotte dal 1976 al 2007) sotto la torre grande e la finestra presente su quest’ultima (che fa le veci del mastio) ed è riconoscibile per l’appunto dalla finestra composta di 6 window 1x1x1 di colore red (bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… oggi non più prodotte) assieme a queste ultime per la finestra sono utilizzati anche di 6 brick round 1×1 solid stud di colore yellow (bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… anch’essi non più prodotti) che ingentiliscono la torre e in minima parte tutto il castello.
Tutte le torri presentano un coronamento a sporgere evidenziato da elementi neri (black slope inverted 45 2×1, bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) che fungono da beccatelli (tranne la torre d’ingresso che non ha questi elementi). Le cortine murarie che si sviluppano lungo tutto il perimetro sono di semplici brick (non abbiamo ancora le pareti panel 2x5x6 wall, bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… che caratterizzeranno i castelli in futuro).
Nelle cortine murarie fanno anche la loro apparizione le cerniere che permettono al castello di aprirsi (bricklink: hinge brick 1×4 swivel base: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… abbinato al hinge brick 1×4 swivel top: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…).
Nel castello sono infine incluse ben 14 minifigures, il più alto numero di minifigures presenti in un set castle, esse sono suddivise in 10 guardie e 4 cavalieri ognuno con stemmi differenti, 3 dei cavalieri hanno stemmi propri (1 ha lo stesso stemma delle guardie), 4 delle guardie possono essere adibite a scudieri dei cavalieri in quanto 3 di esse hanno stemmi sullo scudo e sulle armature uguali a quelli dei cavalieri.
Gli elmi delle minifigures saranno costituiti dalla prima versione del casco (LegoMinifig, Headgear Helmet Old with Thin Chin Strap – with Visor Dimples bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…), prodotto fino al 1986, abbinato alla prima visiera mobile per cavalieri (LegoMinifig, Visor Old with Grille and Feather, bricklink: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…) la quale verrà prodotta solo per la prima generazione Castle, ovvero fino al 1984.
Le armature che possiedono tutte le minifigures (altro elemento differente da tutti gli altri castle) sono costituite dal minifig vest (codice bricklink 3840: https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…), nota interessante è che questo elemento verrà prodotto fino al 2011 ma nel tema Castle è usato solo dal 375-2.
Gli stemmi del castello e dei soldati sono tutti costituiti da adesivi i quali spetterà all’utente finale attaccare in opportuna sede.
In ultima è bene parlare dei cavalli, il 375-2 è l’unico castello e l’unico set Castle assieme al 383-2 Knight’s Joust (o Knight’s Tournament) del 1979 che non ne ha ma cerca di farne uso, infatti i cavalli sono costituiti da bricks e plates vari.

Opinione personale: ho sempre amato il tema castle essendo un appassionato di castelli, ma questo, complice probabilmente il colore giallo, non riesco obiettivamente a farmelo piacere anche se amando il vintage possiede un suo indiscutibile fascino.
Lo vorrei? Sì, ma più che altro per la sua importanza e per la curiosità dei pezzi storici ormai non più prodotti da LEGO.

Lista pezzi:
https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=375-2

Istruzioni:
http://peeron.com/scans/375-2/

Fonti e ulteriori approfondimenti:
www.bricklink.com
www.classic-castle.com
www.brickset.com
www.lego.wikia.com
www.brickowl.com

Le foto sono state gentilmente offerte da Alessandro Net Fabiani di AbruzzoBrick.

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Set 462 “Mobile Rocket Launcher” https://www.brickpatici.it/set-462-mobile-rocket-launcher/ Tue, 31 Oct 2017 22:13:38 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1618 Continua il viaggio nel Lego VIntage con la prima fermata nel tema Space!!! Set: 462 Mobile Rocket Launcher Tema: Space Anno: 1978 Pezzi: 76 Il tema Space è, assieme a City e a Castle uno […]

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Continua il viaggio nel Lego VIntage con la prima fermata nel tema Space!!!

Set: 462 Mobile Rocket Launcher
Tema: Space
Anno: 1978
Pezzi: 76

Il tema Space è, assieme a City e a Castle uno dei più antichi di LEGO e uno dei più vasti superando ad oggi (ottobre 2017) di molto i 300 set, e da allora, a parte qualche anno, è continuato quasi ininterrotamente.
Iniziò nel 1978 assieme alle minifigures e vide l’introduzione di 3 set tra cui il 462.
Siamo nella prima fase del tema Space, quella che durerà fino al 1987 quella che vide la dominanza dei colori; light grey, blue, trans-green e trans-yellow.
Il grigio che, divenne ben presto il colore dominante, prima del tema Castle.
I set spazio furono per l’epoca una novità, erano incentrati sull’esplorazione spaziale permettendo così agli ideatori dei set di scatenare la fantasia, infatti questo nuovo tema introdusse non solo parti tecniche nuove, ma anche e soprattutto metolodogie di costruzione mai viste prima in un tema lego, fu una rivoluzione.
Per fare un semplice esempio, i famosi pezzi 3730 abbinati con i 3731, ovvero i Plate modified 2 x 2 with Towball Socket, Short, 4 Slots e i plate modified 2 x 2 with Towball (codici Bricklink, rispettivamente https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… e https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… ) assieme a molti altri che seguiranno negli anni, sono delle novità che contribuiranno a introdurre e a rivoluzionare le possibilità di assemblaggio dei pezzi LEGO (sempre rimanendo negli standard di misura e modularità del sistema LEGO).
Anche pezzi con il ‘consueto’ assemblaggio attraverso gli stud, come i famosi computer (codice Bricklink 3039p23: Slope 45 2 x 2 with Computer Screen Pattern https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page… ), furono introdotti con questa serie divenendo nel tempo, delle ‘icone’ famose del tema Space e non solo.
Le minifigures avevano in dotazione la prima versione del casco, completamente aperta, senza visiera.
Il set è composta da 60-76 pezzi (sulla confezione viene riportato il numero 60 benchè su bricklink sia catalogato con un totale di pezzi 66 e altrove di 76) e 2 minifigures e rappresenta una postazione mobile di lancio, composta da una piccola ‘auto’ con 6 ruote con postazione di guida per un astronauta e un’altra postazione girevole con radar e un computer, oltre a questo, v’è un ‘carrello’ con 4 ruote su cui è montato un sistema di lancio con inclinazione variabile di un razzo fisso.
Le minifigures Space di questo periodo hanno assunto nell’universo LEGO un’importanza iconica, tanto da essere omaggiata nel film The Lego Movie del 2014, nel personaggio di Benny, l’astronauta per l’appunto anni ‘80.
Questo set è un autentico gioiello, ne dimostra anche il valore di mercato, che se nuovo e sigillato nella sua confezione originaria (ormai una vera rarità), supera come quotazione i 300 euro, mentre per un usato il prezzo cala drasticamente a circa 20 euro (valutazione di ottobre 2017).

Secondo me: Devo dire che il tema space non m’ha mai affascinato molto, se non nelle grandi astronavi, questi primi set per me sono belli solo in funzione del loro status.
Come sempre, questi set vanno contestualizzati nel periodo in cui sono usciti, ma la mia attrazione per questo set sarebbe solo per amore del vintage.

Lista pezzi:
https://www.bricklink.com/catalogItemInv.asp?S=462-1

Istruzioni:
http://peeron.com/scans/462-1

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.bricklink.com
http://lego.wikia.com/
https://brickset.com/
http://en.wikipedia.org/

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