Pillole di Lego – Brickpatici https://www.brickpatici.it ASSOCIAZIONE CULTURALE DEDICATA AI PIU' FAMOSI MATTONCINI DEL MONDO Mon, 13 Jan 2020 19:14:15 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.6.19 https://www.brickpatici.it/brickpatici/wp-content/uploads/2019/09/cropped-brickpatici-32x32.png Pillole di Lego – Brickpatici https://www.brickpatici.it 32 32 Monypoli e il primo Boardgame LEGO® https://www.brickpatici.it/monypoli-e-il-primo-boardgame-lego/ Wed, 20 Feb 2019 18:00:25 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5936 Eccomi ritrovato dopo veramente tanto tempo, tempo trascorso in ricerche per scovare sempre più curiosità per voi lettori. Sinceramente temevo di non trovare nuove curiosità vere e proprie ma poi per una ricerca personale mi […]

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Eccomi ritrovato dopo veramente tanto tempo, tempo trascorso in ricerche per scovare sempre più curiosità per voi lettori.
Sinceramente temevo di non trovare nuove curiosità vere e proprie ma poi per una ricerca personale mi sono imbattuto in quello che mi ha aperto a nuovi articoli che sono qui tutte per voi.
Rientrando nel mio lavoro (altrimenti il boss mi licenzia!! Ahaha) vorrei porvi una semplice domanda: siete sicuri che i boardgame LEGO degli ultimi anni siano i primi mai prodotti da LEGO?
Non vi fate prendere dal panico né tantomeno fare voli pindarici, non potrete mai immaginare cosa ho scoperto.
Premetto che mi sono imbattuto più volte nell’immagine di ciò che andrò a descrivervi ma non mi ci ero soffermato troppo sopra.
Ebbene dopo mesi mi sono tolto questo ennesimo dubbio!!
Dal titolo potete immaginare insomma di cosa stia parlando; no, non del Monopoli ma del Monypoli LEGO cioè il primo gioco da tavola (vah, parlo italiano che è meglio!!!) che le LEGO abbia mai prodotto.
Nel 1947 sappiamo che LEGO è una importante azienda manifatturiera di giocattoli in legno.
Ma il grande amore per Godtfred Kirk e suo padre Ole verso il traffico stradale li portarono in quell’anno verso la produzione di un gioco da tavola basato sulle regole stradali, con macchine in metallo, pedine di legno, carte da gioco e tutti gli elementi caratterizzanti quali cartelli stradali e perfino un poliziotto. Non che sia stata all’epoca una novità introdurre un poliziotto (perché molte altre imprese danesi, come la Tekno, producevano oggetti similari) ma questo gioco da tavola fu da ispiratore a ciò che poi si ritroverà e determinerà il “System i Leg” (il sistema di gioco).
Tant’è che le future macchinine in scala H0 dei LEGO Mursen e del “System i Leg” sono direttamente ispirate a questo gioco.

Fonte ricerca:
Mirko Crucchiola, socio Itlug, Romabrick, AFDL.it, Brickpatici. Collezionista, appassionato di storia della LEGO e builder.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://brickfetish.com/timeline/1940.html
http://www.miniland.nl/Historie/Houtpaginas/monypoli_van_lego%20eng.htm

Fonte foto:
http://www.miniland.nl/Historie/Houtpaginas/monypoli_van_lego%20eng.htm

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Lego® on Juno https://www.brickpatici.it/lego-on-juno/ Thu, 24 Jan 2019 18:00:59 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5873 A pochissimi giorni dal 28 gennaio (brevetto LEGO®) vi voglio lasciare questa piccola curiosità che probabilmente in pochissimi ne saranno a conoscenza. Ma cosa è? In realtà una piccola pillola che però è un po’ […]

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A pochissimi giorni dal 28 gennaio (brevetto LEGO®) vi voglio lasciare questa piccola curiosità che probabilmente in pochissimi ne saranno a conoscenza.
Ma cosa è? In realtà una piccola pillola che però è un po’ affascinante. E infatti posso dire sinceramente che qualsiasi LEGO fan datato è pazzo per il LEGO Space, sia per il suo fascino sia per i ricordi d’infanzia che evoca, ma non sa che seriamente LEGO è nello spazio.
Se vi state chiedendo come, beh con tre Minifig!
In realtà non sono, anzi non sono state effettivamente Minifig ufficiali ma realizzate appositamente per questo evento. E purtroppo devo fermare lo spirito del collezionista che è in voi, queste Minifig non esistono più o meglio non sono presenti più nella loro interezza sulla terra.
Infatti dopo accordi commerciali tra LEGO e NASA furono creare tre Minifig in alluminio (fonte non certa) rappresentativi di Giove (o Zeus per la mitologia greca), Giunone (compagna di Giove) e Galileo Galilei (colui che osservò per primo Giove pianeta) e quindi simbolicamente collegate alla missione. Nell’Agosto del 2011 la sonda Juno e l’omonima missione parti alla volta di Giove per analizzare nuovamente la sua atmosfera e superficie con a bordo questi ospiti illustri.
Nell’estate del 2016, come da piani, la sonda approccio l’orbita di Giove e dopo tutte le analisi di rito la sonda venne fatta precipitare su pianeta lasciando li, per sempre, i suoi pezzi e i tre illustri passeggeri.
Ricordiamoci la prossima volta che guardiamo Giove con qualche binocolo astronomico o Telescopio che li nello spazio poco profondo tre piccoli omini per pochissimo tempo hanno “vissuto la loro breve vita” e sono i primi serius toy ad aver messo “piede” nello spazio.

Fonte:
Mirko Crucchiola Afol, socio Itlug, Romabrick, Brickpatici, AFDL.it e amante della storia LEGO.

Approfondimenti:
https://www.google.it/amp/destroythisnerd.com/2016/07/04/le-minifigure-lego-viaggio-verso-giove/amp/
https://www.supereva.it/svelato-il-prezioso-carico-dellastronave-juno-3-minifig-lego-13445

Fonte foto:
https://www.supereva.it/svelato-il-prezioso-carico-dellastronave-juno-3-minifig-lego-13445

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I set LEGO® mai prodotti – II Parte https://www.brickpatici.it/i-set-lego-mai-prodotti-ii-parte/ Thu, 13 Dec 2018 18:00:56 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5807 Eccoci alla seconda parte dei set LEGO che non sono mai stati prodotti, cominciamo: LEGO Conquest (Mark Stafford) ebbe una seconda ondata di set che non furono mai prodotti. Le Action Figures della linea Marvel […]

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Eccoci alla seconda parte dei set LEGO che non sono mai stati prodotti, cominciamo:

  • LEGO Conquest (Mark Stafford) ebbe una seconda ondata di set che non furono mai prodotti.
  • Le Action Figures della linea Marvel Super Heroes (come quelli della linea Star Wars)
  • A proposito di Star Wars, questa è una linea molto prolifera e che produce una lunghissima serie di set e idee. Molte idee nel corso del tempo non vennero e non sono tutt’ora prodotte. LEGO Star Wars Yavin IV ne è un esempio.
  • I Set per Top Gear furono messi in cantiere ma non vennero mai messi in produzione (a parte alcuni gadget e video promozionali per la serie Speed Champions)
  • Il set 380 (Europa) / set 571 (USA) LEGO Town Hospital del 1979 avrebbe dovuto essere il primo ospedale nel mondo LEGO. Di fatto l’ospedale è una presenza alquanto rara nei vari set tolti alcuni elementi e dettagli (come le sedie a rotelle)
  • Furono annunciati nel 2014 tre set LEGO Legends of Chima Speedorz ma non vennero mai prodotti. Il set 70152 LEGO Legends of Chima Lava Breakout, il set 70153 LEGO Legends of Chima Fang Trap, e il set 70154 LEGO Legends of Chima Frozen Fortress.
  • C’è un set LEGO World Racers apparentemente pianificato, ma mai pubblicato. I set in questo tema sono stati numerati con il classico codice LEGO ma vennero sotto nominati Race 1,2,3 etc fino al 9, mancando il set Race 7. Questa è l’unica prova che questo set potrebbe essere esistito in qualche momento del processo di pianificazione, ma in seguito è stato cancellato.
  • Il set 21015 LEGO Architecture Earnes House era stato pianificato la sua uscita nel 2012 ma poi lo stesso codice fu riassegnato per il set 21015 LEGO Architecture Leaning Tower of Pisa.
  • Dalla serie Bionicle fu creata la linea Sand Tarakava, di cui abiamo solo alcuni prototipi finiti in mano ad alcuni collezionisti.
  • Il set 2019 della Linea PRIMO non venne messa mai in commercio.
  • Il set 21038 Las Vegas programmato per essere messo in vendita nell’aprile del 2018 non vide mai la luce a discapito del set 21047 Las Vegas. Questo perché quando nel 2017 nell’hotel Mandalay Bay avvenne una strage di 58 persone e più di 800 feriti, venne presa la decisione di sostituire la riproduzione di quell’hotel di Las Vegas con il Bellagio Hotel.
  • Negli anni ’90 venne creato un prototipo di bisonte che non venne mai messo in produzione.

Concludo ricordando (come ho fatto nello scorso articolo) che anche se tutti questi temi e set non sono mai stati prodotti possiamo però ritrovare alcuni elementi e dettagli nei set e temi successivi. 
Ovviamente non possiamo sapere quali altri set e temi sono rimasti in fase progettuale e non sono mai prodotti. Sicuramente molti altri ce ne sono e sicuramente altri con il tempo usciranno, per adesso questo è quanto.

Fonte ricerca:
Mattia Careddu (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://lego.fandom.com/wiki/Category:Unreleased?fbclid=IwAR1cK_9EYEUKSiVTsOeKbRvvQjlEK_cv11URXFqHQPg31KnKmIP2MKiGY5c
https://lego.fandom.com/wiki/21038_Las_Vegas
https://lego.fandom.com/wiki/21047_Las_Vegas
https://lego.fandom.com/wiki/Bison
https://lego.fandom.com/wiki/2019_Building_Fun
http://thebrickblogger.com/2016/05/list-of-canceled-lego-sets-themes/
https://www.eurobricks.com/forum/index.php?/forums/topic/33984-yavin-iv-sketch/
https://brickset.com/sets/70152-1/Lava-Breakout
https://brickset.com/sets/70153-1/Fang-Trap

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I set LEGO® mai prodotti – I Parte https://www.brickpatici.it/i-set-lego-mai-prodotti-i-parte/ Thu, 06 Dec 2018 18:00:19 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5767 I set LEGO® mai prodotti Nel corso degli anni (non vorrei dire secoli però ahaha!!!) ne ho visti di set e le loro evoluzioni, specialmente al livello tecnico e delle istruzioni. Ma mai potevo pensare […]

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I set LEGO® mai prodotti

Nel corso degli anni (non vorrei dire secoli però ahaha!!!) ne ho visti di set e le loro evoluzioni, specialmente al livello tecnico e delle istruzioni. Ma mai potevo pensare che delle linee che magari potevano funzionare non fossero mai prodotte.

Ebbene è così e vi sverlerò poco a poco di cosa sto parlando…

Ovviamente possiamo immaginare che il lavoro del designer LEGO non sia dei più semplici e soprattutto trovare nuove idee non è sempre facile. Spesso quelle idee cadono nell’oblio perché magari veri obbrobri o proprio set non funzionanti.
Molti di questi set non vennero mai prodotti e non superarono mai la fase di progettazione e molti vennero ritirati appena usciti sul mercato.
Ovviamente le motivazioni possono essere molteplici ma la lista dei set è veramente lunga, eccoli elencati:

  • Il set 3868 Phineas and Ferb Games, basato sull’omonimo cartone della Disney Channel venne messo in produzione per un breve periodo nel 2012 prima del suo ritiro.
    Online ancora si possono trovare le istruzioni di montaggio cercando con il codice set (ma non le istruzioni di gioco)
  • La Ninjago Serpentine Train presente nella serie TV Ninjago Masters of Spinjitzu non passo mai la fase di prototipo.
  • La città nel periodo del proibizionismo fu un tema degli anni ’80 che fu del tutto abbandonato. Il concept di base era il periodo del proibizionismo e dei gangster e veramente il tema era valido. Ma probabilmente per i temi trattati non venne mai prodotto.
  • Il set 1375 LEGO Spider Man Wrestling Scene doveva essere probabilmente un set dell’universo LEGO Studios del 2002. Riprodurrebbe la scena del combattimento nell’arena del film di Spiderman degli inizi 2000. La presenza del cameramen in alcune foto apparse lo fanno collocare nell’universo Studios. Un piccolo set che avrebbe funzionato ma che non venne mai prodotto anche se la stessa minifig apparirà poi nel set 4850 Spider-Man’s first chase.
  • Un altro tema mai prodotto fu il LEGO Seatron. Tema del mondo Space avrebbe trattato un mondo alieno con esseri viventi evoluti presenti in una civiltà sommersa. Da notare l’ottima monorotaia (vedi le foto)
  • Questa è più una curiosità: per il 2012 era in programma l’uscita e la vendita del set 3867 Games Maya Mystica ma non venne mai messo in produzione. Di contro il set 3920 LEGO Games The Hobbit: An Unexpected Journey è un set molto simile al concept del 3867.
  • Addirittura alcuni set della linea Castle furono abbandonati, tra cui una miniera, il mostro di Lochness e il castello, un villaggio, un castello.
    Il LEGO Cybots fu un tema molto particolare perché avrebbe (e lo vediamo) introdotto per la prima volta i personaggi snodabili (o ball-joints) e non fu ovviamente mai prodotto. La storia si basa su robots che vivono in miniere e che estraggono il loro potere dai minerali. Alcuni di essi però si ribellano, per malfunzionanti, ai loro creatori umani reclamando il pianeta come il proprio. La particolarità e la presenza di molteplici dettagli presenti poi in LEGO Rock Raiders e LEGO Power Miners. Ecco le parole dirette del desginer: http://faberfiles.blogspot.com/2012/04/beginning-birth-of-ball-joint.html
  • Il set 6500 LEGO Holiday Village programmato per uscire nel 1996 sarebbe potuto essere un ottimo punto di partenza per la creazione di una città LEGO per via del molteplice spazio per aggiungere qualsiasi edificio.
  • Un altro tema LEGO mai prodotto fu Europa. Europa doveva essere una linea che avrebbe trattato il periodo del 18° secolo europeo e quindi città, porti, ponti, colonie etc. Generalmente è definito anche come Tema Napoleonico.

Concludo qui la prima parte aggiungendo una piccola curiosità: anche se tutti questi temi e set non sono mai stati prodotti possiamo però ritrovare alcuni elementi e dettagli nei set e temi successivi.
Alla prossima settimana per la seconda parte.

Fonte ricerca:
Mattia Careddu (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:

https://lego.fandom.com/wiki/Category:Unreleased?fbclid=IwAR1cK_9EYEUKSiVTsOeKbRvvQjlEK_cv11URXFqHQPg31KnKmIP2MKiGY5c
http://thebrickblogger.com/2016/05/list-of-canceled-lego-sets-themes/
(LEGO Cybots) http://faberfiles.blogspot.com/2012/04/beginning-birth-of-ball-joint.html
http://www.classic-castle.com/forum/viewtopic.php?t=20877
http://www.classic-castle.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=20321&hilit=prototype
http://www.brickshelf.com/cgi-bin/gallery.cgi?i=4869558
http://www.brickshelf.com/cgi-bin/gallery.cgi?i=4869583
(Set Spider Man) http://comicbricks.blogspot.com/2011/09/1375-set-that-wasnt.html
https://brickset.com/sets/4850-1/Spider-Man-s-first-chase
(Istruzioni set 3868) http://lego.brickinstructions.com/lego_instructions/set/3868/Phineas_and_Ferb
https://brickset.com/sets/3867-1/Maya-Mystica
https://brickset.com/sets/3920-1/The-Hobbit-An-Unexpected-Journey
https://brickset.com/sets/6500-1/Holiday-Village

Fonte foto:

https://brickset.com/sets/6500-1/Holiday-Village
https://brickset.com/sets/3867-1/Maya-Mystica
https://brickset.com/sets/3920-1/The-Hobbit-An-Unexpected-Journey
https://brickset.com/sets/4850-1/Spider-Man-s-first-chase
http://www.brickshelf.com/cgi-bin/gallery.cgi?i=4869583
http://www.classic-castle.com/forum/viewtopic.php?t=20877
http://faberfiles.blogspot.com/2012/04/beginning-birth-of-ball-joint.html
http://thebrickblogger.com/2016/05/list-of-canceled-lego-sets-themes/

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Primary Palette https://www.brickpatici.it/primary-palette/ Thu, 22 Nov 2018 18:00:50 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5736 Vi siete mai accorti che nel logo delle box dei set degli anni ’60 c’è un secondo logo composto da strisce colorate? Nel corso del tempo, infatti, sappiamo che il logo LEGO® è cambiato più […]

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Vi siete mai accorti che nel logo delle box dei set degli anni ’60 c’è un secondo logo composto da strisce colorate? Nel corso del tempo, infatti, sappiamo che il logo LEGO® è cambiato più volte e che nel 1963 inizia ad assumere la forma che conosciamo oggi. Sappiamo inoltre che tutte le box anni ’60 dei set oltre ad avere il logo quadrato LEGO hanno pure un arcobaleno cromatico composto da strisce colorate Giallo, Rosso, Blu, Bianco, Nero. Questo “secondo” logo accompagnerà il logo primario fino intorno al 1973 quando venne poi dissociato dal logo ufficiale anche se comunque continuò ad essere singolarmente utilizzato.
Molto si è detto di questi colori ma principalmente vengono associati ai primi colori utilizzati nei set LEGO, sbagliando. Non vi nascondo che anche io cadevo nello stesso errore e nel scrivervi questo articolo sto scoprendo con voi un’altra storia. Sappiamo che fin dal 1949 e dagli “Automatic Building Bricks” la palette cromatica era ben più ampia di questo ventaglio cromatico. Vero fu che con il tempo questa ampia cromaticità diminuì ma non possiamo ricondurre a questa circostanza questo “secondo” logo.
Non erano nemmeno gli unici colori in produzione nel 1958 (anno del brevetto) perché non solo in quell’anno i colori erano ben più di questi 5 colori ma anche perché sostanzialmente il nero non era in produzione. A questo punto si può ipotizzare (ma va preso con le pinze come fa lo stesso Francesco Spreafico di Oldbricks.it) che quei 5 colori sono i colori dei mattoncini in produzione proprio nel 1963, anno in cui fu introdotto questo “gemello” del logo LEGO. E questo perché, nonostante la difficoltà nell’inserimento temporale, il nero appare per la prima volta tra il 1960 e il 1963. Esattamente, come indica lo stesso Gary Istok, dovrebbe essere il 1961 l’anno dell’introduzione del nero nei set e questo perché appare per la prima volta, o meglio si vede chiaramente in un set presente in un catalogo del 1962.
Quindi basandosi su questi paletti possiamo concludere, in linea teorica, che la motivazione della scelta nell’utilizzare questi colori è riconducibile a quanto detto. Aggiungo di mio pensiero che il giallo (cadmio), il blu (ciano) e il rosso (magenta) insieme al nero e il bianco (che sono non-colori) sono la base di partenza, o meglio, costituiscono il set cromatico di base per la creazione di qualsiasi colore.
Per concludere:
Come dicevo questo “secondo” logo venne utilizzato fino al 1973 per poi essere messo da parte per un logo molto più simile a quello attuale. Però nonostante la scomparsa dell’accoppiamento con il logo LEGO non scomparse, nel tempo, il suo utilizzo perché difatti per diversi anni si poté trovare su diverso materiale pubblicitario e cataloghi. Addirittura in alcuni elementi, come una bandiera apparsa in alcuni set tra il 1985 e il 1991 o in diversi pezzi degli aeroporti tra il 1985 e il 1990. Oggi ancora sporadicamente appare questa banda di strisce (come il gadget omaggio per i dipendenti LEGO® del 2016) ma oramai è considerato un dettaglio vintage.
Nonostante abbia riproposto altro pensiero voglio unirmi con Francesco nel ricordarvi che quanto sopra descritto sia solamente una ipotesi più o meno verosimile che trova riscontro in alcuni dettagli precisi.

Fonte:
Francesco Spreafico, Itlug ambassador, Storico LEGO® e autore di Oldbricks.it

Ulteriori approfondimenti:
https://www.oldbricks.it/2017/01/cinque-colori-classici-lego/

Fonte foto:
https://www.oldbricks.it/2017/01/cinque-colori-classici-lego/
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=6396stk01#T=C&C=0
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=3596pb08#T=C&C=1
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=973p16#T=C&C=1
https://www.bricklink.com/catalogItemIn.asp?P=3596p01&in=S

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Che testa gialla che hai!!! https://www.brickpatici.it/che-testa-gialla-che-hai/ Thu, 15 Nov 2018 18:00:25 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5505 Vi chiederete se sono impazzito e invece vi dico assolutamente no!!! Sto parlando delle teste (non fate battute mi raccomando ahahah) delle minifig che tutti conosciamo e che sono nate nel 1978. In realtà la […]

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Vi chiederete se sono impazzito e invece vi dico assolutamente no!!!
Sto parlando delle teste (non fate battute mi raccomando ahahah) delle minifig che tutti conosciamo e che sono nate nel 1978. In realtà la testa (o tecnicamente Mini Head) nasce nel 1974 con la comparsa nell’universo LEGOLAND® delle primissime Minifigures che erano estremamente abbozzate. Ma torniamo a noi, il colore giallo non fu scelto per caso ma ci fu un filo logico che portò alla scelta di questo colore.
Ma partiamo dall’inizio:
I primissimi set degli anni ’50 (del Town Plan) erano figurini nel classico esempio di quel periodo al pari dei soldatini: colorati erano la reale rappresentazione di un essere umano. Il colore non era giallo ma bensì in una tonalità più realistica. Ben presto in LEGO® si passò dall’utilizzare questa sorta di soldatini a raffigurazioni di persone con l’utilizzo delle sole parti LEGO®. Vediamo così in queste rappresentazioni l’apparire del colore giallo come colore che identificherà successivamente le minifig. Queste scelta coincide con la voglia di non identificare una figure LEGO® (o inizialmente una Mini Doll) con nessuna etnia, così come avvenne per la non identificazione di LEGO® con la guerra. Questo ideale fu mantenuto con le minifig che chiaramente a partire dal 1974 per poi passare alla forma attuale (1978) sono significativamente neutre al tal punto da rappresentare un uomo generico e una donna generica. E il colore giallo era di quanto più neutro che non identificava nessuna etnia. Agli inizi del 2000 e con l’arrivo nel 2003 del set dedicato ai giocatori dell’NBA, fu introdotta la prima minifig che significativamente iniziò un taglio netto nell’utilizzo dei colori diversi dal giallo e nell’identificazione etnica delle minifig: era la minifig di Kobe Bryant, giocatore di NBA. In realtà con l’introduzione agli inizi del 2000 dei temi licenziati vi fu la necessità di identificare ogni minifig con il suo corrispettivo (non propriamente all’inizio, come ben ricordate le prime minifig di Star Wars avevano le teste gialle) reale e il set dell’NBA spinse in questa direzione.
Una piccola curiosità: Nel set 905 Doll Set LEGO® System by Samsonite appare la rappresentazione di una donna afro-americana. Lo si può notare dal fatto che il colore utilizzato non era il giallo ma il nero cosi come nel set 215 “Red Indians” evidentemente dal nome del set il colore scelto non era il giallo ma il rosso.
Quindi nonostante il giallo fu scelto dal 1978 come colore universale e neutrale per ogni minifig fino a quel momento si potevano trovare tranquillamente delle “eccezioni”.

Fonte:
Luigi Bombardiere

Ulteriori approfondimenti:
https://www.quora.com/Why-do-LEGO-minifigures-have-yellow-heads?fbclid=IwAR3BKLAy5hErdrjSOS8LHR_XV8XcEG2YU9PQJ_eRtmxkqMp60FMfoBAf7QQ
https://www.staynerd.com/20-cose-che-forse-non-sapevate-sui-lego/
https://lego.fandom.com/wiki/Minifigure

Fonte foto:
https://www.quora.com/Why-do-LEGO-minifigures-have-yellow-heads?fbclid=IwAR3BKLAy5hErdrjSOS8LHR_XV8XcEG2YU9PQJ_eRtmxkqMp60FMfoBAf7QQ
https://lego.fandom.com/wiki/Minifigure

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L’alfabeto LEGO® Matoran https://www.brickpatici.it/lalfabeto-lego-matoran/ Thu, 11 Oct 2018 17:00:42 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5416 Che simpatica LEGO®!!! Si perché si è divertita a creare anche un alfabeto personalizzato… L’alfabeto Matoran è un sistema di scrittura e linguaggio utilizzato dagli abitanti Matoran e altri diversi abitanti dell’universo Bionicle. Per alcuni […]

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Che simpatica LEGO®!!! Si perché si è divertita a creare anche un alfabeto personalizzato…
L’alfabeto Matoran è un sistema di scrittura e linguaggio utilizzato dagli abitanti Matoran e altri diversi abitanti dell’universo Bionicle. Per alcuni aspetti è simile al nostro sistema di linguaggio con punti, linee, cerchi per cercare di dare una parvenza di scrittura latina.
Sui pianeti Voya Nui e il laboratorio segreto Bara Magna (molto probabilmente perché erano collegati una volta) venivano usati esagoni al posto dei cerchi e la lettera K era leggermente modificata e somigliava più alla lettera latina che all’altra versione mentre il sistema basico è utilizzato su Mata Nui e Metro Nui. Tuttavia, non si sa se si tratta semplicemente di un cambiamento estetico o pratico.
Ovviamente il sistema Matoran ha anche il suo sistema numerico. Come nel nostro universo esistono anche le unità di misura (al pari di metri, chilometri ecc):

  • Bio è la più piccola unità di misura (poco più grande di un metro)
  • Kio è l’unità media di misura e corrisponde a 1000 Bio (poco più di un chilometro)
  • Mio è l’unità di misura più grande e corrisponde a 1000 Kio (poco più di 1000 chilometri)

Per altre unità di misura di solito per comodità di trascrizione sono utilizzati i nostri sistemi e quindi ore, minuti, secondi ecc. Di solito per la stessa comodità anche il Bio, Kio e il Mio sono direttamente tradotte.

Curiosità:

  • Nel film del 2009 “Bionicle: La leggenda rinasce” si possono leggere nel laboratorio “Mata Nui”, “Bara Magna”, “LEGO”, and “Universal”.
  • In “Bionicle Heroes” per DS, le lettere dell’alfabeto Matoran possono essere utilizzate per sbloccare trucchi all’interno del gioco. Queste sono chiamate rune e sono sparse nei vari livelli.
  • La serie Bionicle comprende set, fumetti, libri, film e videogiochi.
  • La fonte primaria per la nascita del linguaggio Matoran è stato il maori: ma lo stesso popolo ha gridato allo scandalo per questo e il fatto ha generato alcune controversie.
  • Dal 2006 dietro le confezioni dei set Bionicle è presente un codice composto da tre numeri e tre lettere per ottenere dei punti club da spendere sul sito ufficiale lego Bionicle per acquistare immagini Bionicle. 

Fonte ricerca:
Ric Bionicle (Brickpatici)
Antonio Nasella (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://bionicle.wikia.com/wiki/Matoran_Alphabet
http://bionicle.wikia.com/wiki/Matoran_Language
https://en.wikipedia.org/wiki/Bionicle:_The_Legend_Reborn
https://it.wikipedia.org/wiki/Bionicle

Fonte foto:
http://bionicle.wikia.com/wiki/Matoran_Alphabet

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LEGO® Octan https://www.brickpatici.it/lego-octan/ Thu, 04 Oct 2018 17:00:33 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5392 Tutti a correre da oggi a fare benzina da una particolare compagnia petrolifera, la Octan!!! Si vi sto prendendo in giro però questa compagnia (oggi invia di trasformazione in società di energie rinnovabili) esiste realmente […]

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Tutti a correre da oggi a fare benzina da una particolare compagnia petrolifera, la Octan!!!

Si vi sto prendendo in giro però questa compagnia (oggi invia di trasformazione in società di energie rinnovabili) esiste realmente o meglio esiste realmente nel mondo dei LEGO®, almeno così sembra!!!
Molti di voi se la ricorderanno fin da piccoli e molti in questi anni invece l’avranno incontrata nei vari set ma pochi sicuramente sapranno la sua storia. Inizialmente LEGO® ebbe una partnership con Esso, Shell e Exxon per sponsorizzare tutto quello che riguardava il mondo degli idrocarburi nei vari set. Di certo, pagare le royalties ogni volta non era un granché, per cui LEGO® decise di creare e “fondare” la propria compagnia petrolifera, la Octan.
La prima apparizione della Octan avvenne nel 1992 nei set 6397 Gas N’ Wash Express e nel set 6594 Gas Transit, dopodiché nel 1993 apparse in un tema LEGO® ben definito e altri set. Nel 1994 avvenne il primo salto e quindi la Octan uscì dal LEGO® System per fare la sua prima apparizione sui DUPLO® (2621 Motocross Racer) e LEGO® Technic (8880 Super Car).
Ovviamente Octan era sponsor di benzinai e veicoli da corsa. Ma LEGO® ovviamente continuò la collaborazione con Shell come sponsor di set promozionali. Almeno fino al 2014  anno in cui, su spinte di Greenpeace, dovette smettere questa collaborazione.
E questa “spinta verde” la si può vedere in alcune scelte di LEGO® (non solo nella creazione di bricks con plastica bio). Infatti nel 2009 nel set  7747 Wind Turbine Transport vediamo per la prima volta il logo Octan Energy, a testimonianza del fatto che la compagnia petrolifera Octan stava volgendo verso energie rinnovabili.
E difatti nel 2012 con l’uscita di una nuova autobotte Octan apparse il loco Octan Energy dove il logo Energy sovrastava quello della Octan, dimostrazione sempre più convita del fatto che LEGO® voleva far avvicinare la propria Octan alle energie rinnovabili.

Alcune curiosità:

  • La Octan è lo sponsor primario della Moose Jaw Octan Oilers, squadra di Hockey della LEGO® Major Junior Hockey League.
  • La Octan ha una Racing Team in Formula Uno, nelle gare GT e nelle gare rally.
  • Lord Business in The LEGO® Movie è anche il presidente della Octan Corporation.
  • La parola Octan (o Oktan) è una parola danese che significa (ovviamente ci arriverete per assonanza) Ottano cioè il composto primario che rende stabile la benzina ovvero è l’elemento che da la resistenza alla detonazione alla benzina.
  • La Octan è sponsor di moltissimi eventi e veicolo (tra cui il giocatore di calcio delle Minifigures serie 4).
  • In Russia in realtà esiste veramente una stazione di benzina Octan, con marchio e grafica identico al suo originale LEGO®.

 

Fonte ricerca:
Mirko “Gozer” Crucchiola (Itlug, Brickpatici, Afld e Romabrick member)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://lego.wikia.com/wiki/Octan
https://en.wikipedia.org/wiki/Octan#cite_note-3
https://www.theguardian.com/environment/2014/oct/09/lego-ends-shell-partnership-following-greenpeace-campaign
http://lego.wikia.com/wiki/60016_Tanker_Truck

Fonte foto:
http://lego.wikia.com/wiki/Octan
http://lego.wikia.com/wiki/60016_Tanker_Truck
http://lego.wikia.com/wiki/Soccer_Player
http://lego.wikia.com/wiki/7747_Wind_Turbine_Transport
http://lego.wikia.com/wiki/1890_Octan_Racer
https://www.brothers-brick.com/2018/02/25/life-imitates-lego-octan-gas-company-feature/octan-banner2/

 

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Il Guinness World Record di LEGO® https://www.brickpatici.it/il-guinness-world-record-di-lego/ Thu, 27 Sep 2018 17:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5376 Nel 2012 LEGO® ha ottenuto il Guinness World Record per essere il maggiore produttore di pneumatici per quantità prodotte al mondo per anno superando tutte le reali compagnie che li vendono ad uso automobilistico!!! La […]

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Nel 2012 LEGO® ha ottenuto il Guinness World Record per essere il maggiore produttore di pneumatici per quantità prodotte al mondo per anno superando tutte le reali compagnie che li vendono ad uso automobilistico!!!
La prima ruota è apparsa nel 1962 set 400 ed è stato il set più venduto con 820,400 unità. La ruota più piccola è alta appena 14,4 mm,  la più grande è alta 10,7 cm (Power puller, 2000).

Fonte ricerca:
Mirko “Gozer” Crucchiola (Itlug, Brickpatici, Afdl, Romabrick member)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://www.mondoallarovescia.com/il-piu-grande-produttore-di-pneumatici-e-la-lego/

Fonte foto:

http://www.mondoallarovescia.com/il-piu-grande-produttore-di-pneumatici-e-la-lego/

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LEGO® Fabuland Minifig https://www.brickpatici.it/lego-fabuland-minifig/ Thu, 20 Sep 2018 17:00:38 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5326 La linea LEGO® Fabuland è la linea che rappresenta al meglio gli anni ‘80!!! In produzione tra il 1979 e il 1989, i Fabuland erano a metà strada tra i DUPLO® e i mattoncini classici […]

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La linea LEGO® Fabuland è la linea che rappresenta al meglio gli anni ‘80!!!
In produzione tra il 1979 e il 1989, i Fabuland erano a metà strada tra i DUPLO® e i mattoncini classici anche se erano compatibili con questi ultimi.
Erano facili da assemblare, avevano pezzi unici e pre-assemblati, le basi erano le stesse del LEGO® System e presentavano personaggi unici. Insomma una sorta di LEGO® Juniors moderno.
La particolarità in questo tema sta oltre tutto nei propri personaggi. Evidentemente non erano delle classiche minifig (minifig nate nel 1978) ma rappresentavano animali, o meglio avevano sembianze animalesche. Ma ogni personaggio aveva la sua storia e il proprio nome!
Ora noi siamo abituati ad avere minifig con il nome favoriti anche dalla presenza di molti personaggi reali o di fantasia e anche dei vari film e cartoni animati marchiati LEGO®. Ma per quel periodo era rivoluzionario.
Abbiamo quindi il pappagallo Joe, la mucca Clara, la capra Olli e la capretta Gertrude oppure il cane Dottore David, il gatto arancione Charlie, il coniglio scuro Robby, personaggi della prima serie che via via vennero sempre più abbandonati e per questo diventati pezzi ricercati. Gli altri personaggi, ovvero Edoardo l’elefante, la coniglietta Bonnie, Walter il tricheco, la gatta Caterina e Lionel il sindaco (che tra gli altri ottenne nuovi occhi (più cartooneschi) e nuovi abiti con maggiori dettagli) continuarono la loro vita nella serie Fabuland ed alcuni “acquisirono” anche nuovi accessori.

Curiosità:

  • La linea Fabuland aveva pezzi veramente particolari come frigoriferi, tavoli, sedie, roulotte, motociclette ecc.
  • I Fabuland ispirarono, nel nord Europa, un puzzle per la Ravensburger.
  • Nel 1987 fu trasmesso in Inghilterra e Canada una trasmissione televisiva chiamata “Edward and friends” (con protagonista Edoardo l’elefantino) realizzato in stop motion con plastilina e dedicato ai Fabuland.
  • In Italia il successo dei Fabuland fu elevato al tal punto da ispirare un serie di fumetti dal titolo “Fabuland, il paese delle fantaviglie”.
  • Per diverso tempo, sempre in Italia, la Neslè® legò “Orzoro Neslè®” ai LEGO® Fabuland come si può vedere da queste due pubblicità del 1985 e 1987.
[embedyt]https://www.youtube.com/watch?v=K5YgUB_-vak[/embedyt] [embedyt]https://youtu.be/qxCSTlvrQ1w[/embedyt]

Ringraziamento speciale al blog https://mikimoz.blogspot.com

Fonte ricerca:

Francesco Spreafico Itlug ambassador/storico lego, autore del blog www.oldbricks.it

Quizzone Itlug 18° compleanno.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://mikimoz.blogspot.com/2017/01/costruzioni-lego-fabuland.html

Fonte foto:
https://mikimoz.blogspot.com/2017/01/costruzioni-lego-fabuland.html

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I LEGO® KLODSER https://www.brickpatici.it/i-lego-klodser/ Thu, 13 Sep 2018 17:00:45 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5284 Forse non tutti sanno che LEGO® prima di iniziare a produrre in pianta stabile il LEGO® System conosciuto oggi (1955) produceva mobilio e case in legno iniziando successivamente a produrre giocattoli. Ole Kirk Kristiansen era […]

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Forse non tutti sanno che LEGO® prima di iniziare a produrre in pianta stabile il LEGO® System conosciuto oggi (1955) produceva mobilio e case in legno iniziando successivamente a produrre giocattoli.

Ole Kirk Kristiansen era difatti un falegname-carpentiere e la sua attività principale era proprio la costruzione di case e mobili. Furono proprio i figli di Ole ovvero Godfred, Karl Georg, Gerhardt e Johannes Kirk, a ispirarlo al cambio di rotta e iniziando anche la produzione di giocattoli (perché i figli giocavano con i scarti di lavorazione di Ole Kirk creando appunto dei giocattoli rudimentali). Iniziò con un semplice yo-yo ma nonostante tutto gli affari non andarono mai. Comunque la tenacia e lo spirito duro di Ole Kirk fecero sì che nel 1932 (anno della morte della moglie di Ole) lo fecero dedicare più propriamente alla produzione di giocattoli in legno e nel 1934, creando una sorta di “concorso” tra i propri dipendenti (che allora contava appena meno di 10 dipendenti) coniando ufficialmente la parola LEGO® (contrazione di due parole danesi LEG e GODT ovvero gioca/impara bene). Per l’esattezza questo “concorso” aveva in palio una bottiglia di vino prodotto dallo stesso Ole Kirk che poi decise di utilizzare la propria idea, LEGO® appunto. Successivamente (e precisamente il primo maggio del 1954) la parola LEGO® venne registrata in Danimarca. Ebbene fino al 1947 con l’acquisto della prima macchina a stampaggio a iniezione della Danimarca e quindi la riconversione in produzione di giocattoli in plastica (ovvero Acetato di cellulosa o AC) LEGO® produceva ovviamente giocattoli in legno (giocattoli in legno che furono prodotti fino al 1960). La più famosa è la Papera ma un altro raro esempio sono i LEGO® Klodser ovvero kit con cubi in legno con scritte e numeri.
Ne furono prodotte due scatole, la 500 e la 501 tra il 1946 e il 1948. Nel 1998 per il 50° anniversario di queste scatole furono riprodotti questi kit in serie limitata.
Una curiosità:
Dapprima la bottega e poi la fabbrica LEGO® (o meglio i magazzini) furono colpiti più volte da incendi proprio per via dell’utilizzo di legno.
1924 il primo incendio colpì la bottega di Ole Kirk scatenato accidentalmente da un gioco maldestro dei suoi figli.
1942 un altro incendio rade al suolo la fabbrica LEGO®.
1960 ci fu l’ultimo distruttivo incendio che colpì i magazzini dei giocattoli LEGO® in legno. Quell’anno segnò il passaggio definitivo alla plastica.
Ovviamente Ole subì non solo gli incendi ma anche la crisi del 1929 e la seconda guerra mondiale. Ma ne gli incendi ne queste grandi crisi lo fecero mai demordere.

Fonte ricerca:
Antonio Nasella (Brickpatici)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ole_Kirk_Kristiansen
https://it.wikipedia.org/wiki/LEGO
https://itlug.org/storia-lego/
http://www.linkiesta.it/it/article/2012/10/14/ole-christiansen-il-falegname-testardo-che-invento-i-lego/9754/
http://lego.wikia.com/wiki/500_LEGO_Klodser

Fonte foto:
http://lego.wikia.com/wiki/500_LEGO_Klodser

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I LEGO® OLO giapponesi https://www.brickpatici.it/i-lego-olo-giapponesi/ Thu, 05 Jul 2018 17:00:07 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5201   Beh la scorsa volta abbiamo parlato dei LEGO® Minitalia. E se vi dicessi che non sono gli unici mattoncini rari e poco conosciuti? Vi confesso che fino a qualche settimana fa non ne conoscevo […]

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Beh la scorsa volta abbiamo parlato dei LEGO® Minitalia. E se vi dicessi che non sono gli unici mattoncini rari e poco conosciuti? Vi confesso che fino a qualche settimana fa non ne conoscevo neanche io l’esistenza!!!
La storia è molto simile a quella dei Minitalia, il paese è il Giappone e il sistema si chiama OLO. Difatti il primo set venduto in Giappone fu nel 1962 ma per via di una poca e mal distribuzione di prodotti esteri d’importazione la LEGO® stessa concesse la licenza di produzione alla società giapponese chiamata Fujisho Co. per creare set sul sistema LEGO® per il mercato nipponico dal 1970-78. Questo prodotto fu chiamato OLO.
La forma è quasi simile in tutto e per tutto ai Minitalia (come se in LEGO® avessero un brevetto da utilizzare in questi casi anche se sembra che solo in Italia e Giappone venne utilizzato e solo durante gli anni ‘70).
Sappiamo che OLO è il brand nipponico di LEGO® osservando alcuni libretti d’istruzione che riportano il sistema LEGO® e non OLO (allegato nelle immagini). Praticamente OLO fu una sorta di guida alla vendita dei set ufficiali LEGO® (che venivano venduti contemporaneamente) anche se non risolsero totalmente il problema della distribuzione ne tanto meno la impedirono. LEGO® nel 1986 decise un approccio diverso e così sfruttando il successo dei LEGO® Dacta nelle scuole giapponesi produsse su suolo nipponico il set 1400 che tecnicamente era un LEGO® Dacta.
Affascinate il metodo di approccio alla vendita: LEGO® inviò una brochure a casa di tutti gli studenti mostrando il set 1400 e dichiarando ai genitori, tramite la brochure, di aiutare tramite questo set l’apprendimento scolastico dei propri figli. L’unico modo di ordinare il set era attraverso le scuole ma ovviamente poi la curiosità fece si che la domanda di LEGO®, da parte di tutti quei genitori incuriositi da questo sistema e rivolto a tutti i negozi di giocattoli, aumentò (ovviamente la domanda e l’importazione). Non sappiamo quanto fu efficace ma sappiamo che fu un approccio del tutto simile a quello attuato negli anni ‘50 in Germania, restia all’importazione di giocattoli danesi, che per colpa (o merito) di alcuni giornali locali di Amburgo con la loro pubblicità crearono una forte richiesta di set LEGO® e la successiva saturazione del mercato, la più alta di tutti i paesi del mondo.
Curiosità: il set 1400 non sembra essere contemplato in nessun catalogo dei set LEGO® prodotti.
Inoltre ecco le licenze LEGO® in giappone:1962-68 Asahi Corp.

  • 1969-77 Fujisho Corp
  • 1978-91 Nihon LEGO K.K. (Filiale di vendita di LEGO A/S.)
  • 1991-oggi LEGO Japan Ltd. (Filiale di vendita di LEGO A/S.)

Fonte ricerca:
Francesco Spreafico Itlug ambassador/storico lego, autore del blog www.oldbricks.it
Gary Istok storico LEGO®

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.eurobricks.com/forum/index.php?/forums/topic/81168-japanese-lego/

Fonte foto:
https://www.eurobricks.com/forum/index.php?/forums/topic/81168-japanese-lego/

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I LEGO® Minitalia https://www.brickpatici.it/i-lego-minitalia/ Thu, 28 Jun 2018 17:00:30 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5178 Ben poche persone conoscono l’esistenza di questi mattoncini, eppure molte volte vi sono capitate in mano non sapendo di avere un pezzo di storia LEGO® sconosciuto, fino a qualche anno fa, fuori l’Italia. I LEGO® […]

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Ben poche persone conoscono l’esistenza di questi mattoncini, eppure molte volte vi sono capitate in mano non sapendo di avere un pezzo di storia LEGO® sconosciuto, fino a qualche anno fa, fuori l’Italia.
I LEGO® Minitalia sono una serie LEGO® prodotta esclusivamente in Italia durante gli anni ‘70. La storia di questa serie è costellata di miti e leggende. Difatti fino a qualche anno fa (cioè finchè Gary Istok , esperto sulla storia LEGO®, sulla sua pagina Facebook ha ricostruito tutta la vicenda) la storia ufficiale era che per una legge sull’importazione di giocattoli prodotti all’estero venne deciso di produrre su suolo italico un sistema simil LEGO® in accordo con essa.
Questo avvenne e la serie Minitalia iniziò ad essere prodotta sull’inizio degli anni ‘70 in Italia. Di plastica di bassa qualità (la colorazione era molto più chiara di quella ufficiale e non era perfettamente compatibile con il sistema ufficiale) aveva alcuni accorgimenti per risparmiare ulteriormente come ad esempio l’assenza del logo LEGO® sugli stud e lo stesso stud era vuoto oppure una x sul fondo al posto del classico pallino.
Tutto questo fece abbassare il costo di questa serie che ebbe mercato solo in Italia. Peccato che tramite i cataloghi LEGO® possiamo capire che in effetti la teoria della legge sulle importazioni non aveva nessuna prova che avvallava questa tesi proprio perché presenti in Italia durante tutti gli anni ‘70. Difatti possiamo notare leggendo l’elenco dei pezzi prodotti per questa serie che vennero introdotti nuove referenze (come da esempio le porte apribili oppure in alcuni modelli le persiane oppure gli archi) così come avvenne per la serie Legoland. Si può ipotizzare per cui (ed è una supposizione anche dello stesso Francesco Spreafico di Itlug da cui ho preso molte informazioni) che l’Italia fu più che altro un banco di prova per nuovi pezzi e idee per LEGO® stessa anche se, ribadisco, è sempre una supposizione.
Inoltre la limitata diffusione ha permesso di non avere notizie certe ma frammentate.
Infatti si pensava che il 1972 fu il primo anno di commercializzazione ma sempre grazie a Francesco e il suo articolo si scopre che già dal 1970 si pubblicizzava la serie Minitalia su il periodico Topolino.
Quindi il periodo di messa in commercio fu dal 1970 al 1976 con ben 21 set all’attivo  tra edifici, automezzi, navi e generici.

Di seguito l’elenco temporale preso dal sito di Itlug:

  • 1970 – 1° semestre 1973: scatole 1/4 (edifici);
  • 1971 – 1° semestre 1973; scatole 21/24 (automezzi);
  • 1972 – 1° semestre 1973: scatola 5 (edifici);
  • 1° semestre 1973 – 1976: scatole 30/32 (navi);
  • 2° semestre 1973 – 1976: scatole 11/17.

Per cui prossima volta che vi trovate difronte ad un mucchio di sfuso e trovate dei pezzi diversi da quelli LEGO® ufficiali occhio a quello che potreste avere trovato!!!

Fonte ricerca:
Francesco Spreafico Itlug ambassador/storico lego, autore del blog www.oldbricks.it

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://itlug.org/2015/01/lego-minitalia/
http://lego.wikia.com/wiki/Minitalia
http://www.brickwiki.info/wiki/Gary_Istok

Fonte foto:
https://itlug.org/2015/01/lego-minitalia/
https://hiveminer.com/Tags/lego%2Cminitalia

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I LEGO® Bayer https://www.brickpatici.it/i-lego-bayer/ Thu, 21 Jun 2018 17:00:23 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5131 Non vi sembra già di conoscere questo nome, Bayer? Bravi!! Esattamente è il colosso della chimica farmaceutica. Ma direte voi cosa centra con LEGO®!!! Partiamo dall’inizio… Quasi tutti sanno che LEGO è in cerca di […]

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Non vi sembra già di conoscere questo nome, Bayer? Bravi!! Esattamente è il colosso della chimica farmaceutica. Ma direte voi cosa centra con LEGO®!!!
Partiamo dall’inizio…
Quasi tutti sanno che LEGO è in cerca di un materiale plastico eco-sostenibile e che attualmente utilizza la formula ABS (Acrilonitrile butadiene stirene). Originariamente però la formulazione del materiale plastico utilizzato era il CA (Acetato di cellulosa) molto deformabile e morbido. Difatti i mattoncini in CA erano soggetti a deformazioni e perdita di colore e poca uniformità. Così nel 1960 LEGO® si rivolse all’azienda chimica tedesca Bayer per trovare una nuova formulazione plastica resistente e non deformabile, in grado di resistere intatto per anni. Fu così che in Bayer arrivarono all’ABS che era economico e molto adatto alle macchine a stampaggio ad iniezione. A quel punto andava testato il materiale plastico e LEGO® fornì alla Bayer uno stampo ufficiale LEGO®. Iniziò così la produzione di mattoncini di test 2×4 forse leggermente più grandi di quelli ufficiali (appunti i LEGO® Bayer!!) utilizzati per testare colorazione e resistenza. Così come per i Grangemouth anche i Bayer erano caratterizzati da una sigla ovvero A,B,C,D presenti sugli stud e che indicavano (in ordine crescente) il potere di resistenza o frizione. Alla fine dei test risultò che il mattoncino classificato con la lettera C era quello con le caratteristiche migliori e più performante (difatti è il sistema utilizzato oggi). Lo stesso fu scelto da Godtfred Kirk in persona, indicando appunto la soluzione C come quella da utilizzare in quanto la soluzione A era troppo debole per realizzare complesse strutture e la soluzione D era troppo resistente da dover esercitare una eccessiva forza da parte dei bambini per unirli e separarli. I test riguardavano anche le colorazioni dei mattoncini che inizialmente, ovvero fino al 1965, erano di soli 6 colori  (giallo, rosso, blu, nero, trasparente, bianco). Molti colori andarono ad ampliare la gamma cromatica dei set ed altri invece restarono solo colorazioni di test.
Come poi spesso accade questi mattoncini che dovevano restare segreto industriale riuscirono ad uscire dalla fabbrica come regalo dei dipendenti Bayer ai propri figli anche se molti di questi rimasero chiusi in scatoloni per anni.
Il rapporto LEGO®-Bayer rimase segreto per 7 anni fino a quando la stessa Bayer fece pubblicizzare su “Der Spiegel” (per orgoglio) la sua collaborazione con LEGO® anche se il tutto venne fatto in maniera “velata”.
Questo mattoncino è una preda ambita da parte dei collezionisti. Difatti è una faccenda complessa avere una classificazione e una lista completa di questi mattoncini perché ad oggi continuano ad uscire e si trovano nuove colorazioni e varie sfumature dello stesso colore. La sigla apposta sugli stud poi è diventata un affare da vera spia. Sono spuntati lettere F e G oppure scritte miste (LEGO® e C) la C solo su alcuni stud e via discorrendo. Fortuna della grossa comunità di collezionisti che con il loro interscambio di informazioni ci forniscono un quadro più completo possibile.

Grazie Bayer per allietarci nelle giornate di raffreddore e per farci divertire con i nostri amati mattoncini.

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco ItLug Ambassador
D-Lore utente Itlug

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://itlug.org/forum/topic/6239-test-brick-bayer/
http://www.jokerteam.it/wp-content/uploads/2017/08/Bayer-Bricks.pdf
https://althofer.de/bayer-bricks-lego.html
https://www.eurobricks.com/forum/index.php?/forums/topic/90590-lego-bayer-test-strikes/

Fonte foto:
http://www.jokerteam.it/wp-content/uploads/2017/08/Bayer-Bricks.pdf
https://www.eurobricks.com/forum/index.php?/forums/topic/90590-lego-bayer-test-strikes/
https://althofer.de/bayer-bricks-lego.html

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I LEGO® Grangemouth https://www.brickpatici.it/i-lego-grangemouth/ Thu, 14 Jun 2018 17:00:35 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=5104 Cosa sono i LEGO® Grangemouth? Questi mattoncini sono di quanto di più rari e “mitologici” (passatemi il termine) nel mondo LEGO®. Ma partiamo dall’inizio. Il nome di questo mattoncino viene da una città scozzese (Grangemouth […]

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Cosa sono i LEGO® Grangemouth? Questi mattoncini sono di quanto di più rari e “mitologici” (passatemi il termine) nel mondo LEGO®.

Ma partiamo dall’inizio. Il nome di questo mattoncino viene da una città scozzese (Grangemouth appunto!) che era sede di una azienda chimica cioè la Borg Warner Chemicals (Ora sempre presente nel Regno Unito ma non più a Grangemouth) da dove partivano le materie prime fornite alla fabbrica LEGO® di Wrexham, fabbrica che riforniva Regno Unito, Irlanda e Australia. Questa azienda chimica aveva uno stampo ufficiale LEGO® per testare negli anni 70’ i vari materiali. Non entrando nel tecnico (anche perché è molto complesso recuperare le informazioni) vi dico solo che questo stampo conteneva 4 mattoncini 2×4 e che venivano numerati da F1 a F4 con il PAT PEND classico di quel periodo.
Furono realizzati molti mattoncini di test (riconoscibili appunto dalle sigle F1-F2-F3-F4) nelle colorazioni disponibili in quel periodo. Verso la fine degli anni 70’ però alla Borg Warner decisero di divertirsi un po’ (o semplicemente per sperimentare alcune colorazioni) realizzando alcuni mattoncini LEGO® Marbled (ne abbiamo parlato già) che, una volta prodotti questi mattoncini, furono regalati ai bambini della zona in torno alla fabbrica.
Poi successivamente la produzione fu interrotta e la storia di questi mattoncini divenne quasi un racconto mitologico.
Fu cosi che il mattoncino che veniva definito Wrexham (fino al 2014 non si sapeva l’origine di questi mattoncini e venivano associati alla fabbrica inglese della LEGO®) divenne un mattoncino Grangemouth!!

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco ItLug Ambassador

Fonti,ulteriori approfondimenti e fonte foto:
https://www.oldbricks.it/2017/08/mattoncini-grangemouth/#more-437

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I LEGO® Marbled https://www.brickpatici.it/i-lego-marbled/ Thu, 07 Jun 2018 17:00:29 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=5073 Cosa sono i LEGO® Marbled? Beh, sono di quanto di più spettacolare e divertente da avere nella propria collezione per chi è un vero AFOL incallito amante della storia LEGO® e di quello che ne […]

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Cosa sono i LEGO® Marbled? Beh, sono di quanto di più spettacolare e divertente da avere nella propria collezione per chi è un vero AFOL incallito amante della storia LEGO® e di quello che ne ruota intorno. Letteralmente sono mattoncini marmorizzati  (Marbled appunto) e praticamente sono “errori” di fabbrica ovvero nel passaggio da una colorazione ad un altra la macchina a stampaggio ad iniezione crea questo effetto marmorizzato al pezzo per poi ottenere un colore uniforme. In casi eccezionali questi mattoncini vengono realizzati intenzionalmente (set 7775 del 2007 e set 7586 del 2008).
Da non confondere con i LEGO® Grangemounth ma ne parleremo nel prossimo articolo.

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco ItLug Ambassador

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.oldbricks.it/2017/08/mattoncini-grangemouth/#more-437
https://www.bricklink.com/catalogItemIn.asp?P=44359pb01&in=S
https://forum.brickset.com/discussion/16396/marbled-lego-bricks-and-other-parts

Fonte foto:
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=44359pb01&idColor=1#T=C&C=1
https://forum.brickset.com/discussion/16396/marbled-lego-bricks-and-other-parts

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I Modulex https://www.brickpatici.it/i-modulex/ Thu, 31 May 2018 17:00:04 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=5012 Mai sentito parlare dei Modulex? Ebbene un mattoncino dalla natura molto particolare. Negli anni 60 Godtfred Kirk si trovò nella situazione di dover realizzare un edificio utilizzando i componenti LEGO® a sua disposizione. Si trovò […]

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Mai sentito parlare dei Modulex? Ebbene un mattoncino dalla natura molto particolare. Negli anni 60 Godtfred Kirk si trovò nella situazione di dover realizzare un edificio utilizzando i componenti LEGO® a sua disposizione. Si trovò talmente bene che diete il via alla produzione di un nuovo sistema di assemblaggio non compatibile con il “LEGO System” ma che contemporaneamente fosse ottimizzato per l’ambiente architetturale. Nacque così nel 1963 il sistema Modulex (o semplicemente i modulex) e fu messo in vendita direttamente per gli architetti (prodotto nato appunto per questa categoria). Le dimensioni sono più piccole di quelle normali (difatti un mattoncino 1×1 ha un rapporto di 1:1 invece dell’ordinario 5:6 e quindi un’altezza uguale alla larghezza rispetto al mattoncino classico dove il mattoncino è più alto rispetto alla sua larghezza) mentre il materiale utilizzato è sempre ABS. Vennero realizzato mattoncini con misure standard (tipo 1×1 o 1×2, 1×3, 2×4 per esempio) e successivamente introdotti anche misure non esistenti (come ad esempio 1×5 o il 2×5). Inoltre vennero prodotti moltissimi pezzi particolari come Tile alti come mattoncini oppure una grandissima variante di finestre o slope senza stud, quindi una varietà di pezzi destinata appunto alla realizzazione di edifici. Non furono realizzati invece molti plate (1×16) così come le baseplate che erano enormi. Ma la vera particolarità è che i mattoncini Modulex si potevano tagliare e incollare. Difatti esistevano ufficialmente colle e taglierini marchiate Modulex destinate proprio a questo lavoro così come fogli colorati con i buchi degli stud da applicare sui mattoni per dargli colorazioni differenti. Ed esistevano anche i pettinini per stendere queste pellicole!!!
In fondo era un prodotto destinato ad un utente che doveva, tramite i Modulex, lavorare in maniera professionale ed efficiente e in effetti stiamo parlando sempre degli anni 60 dove la varietà dei mattoncini LEGO® non era certamente quella di oggi. Inizialmente i mattoncini avevano il logo LEGO® ma successivamente fu introdotto la M sugli stud a indicare Modulex anche se in effetti si potevano trovare in commercio ancora mattoncini con il logo LEGO®. I Modulex a tutti gli effetti erano parte di The LEGO® Group anche perché la società Modulex A/S fece parte di TLG fino al 2009 (esattamente il 15 gennaio).
Avevano colori più attenuati rispetto agli ufficiali LEGO® e si potevano trovare colori introdotti successivamente nel LEGO® System e alcuni mai arrivati. Dagli architetti era definito sistema M20 perché prevedeva una scala di realizzazione modelli pari a 1:20 e comunque non ebbe mai un grande successo anche se la produzione durò per molti anni.
Inoltre altra curiosità: Modulex sta per Modulo X perché un singlo mattoncino doveva rappresentare in scala 10cm. In numeri romani il 10 corrispondeva a X da li modulo X e quindi Modulex. Nel 2015 si stava per riprendere la produzione dopo che il nipote di Kjeld Kirk aveva comprato diritti e stampi dei Modulex fondando la Modulex Bricks A/S (non facente parte di TLG). Ma subito dopo la LEGO® ricomprò questa società e di fatto tutto si bloccò nuovamente. Per cui rimane sempre una speranza di rivederli nuovamente sul mercato. Ad oggi la Modulex non fa più parte (come già detto) di TLG anche se rimane la più grande produttrice di cartelli e insegne e la sede rimane tutt’ora a Billund praticamente di fianco alla sede LEGO®.

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco ItLug Ambassador

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.oldbricks.it/2017/09/cosa-sono-i-mattoncini-modulex/
https://minibricksmadness.com/

Fonte foto:
https://www.oldbricks.it/2017/09/cosa-sono-i-mattoncini-modulex/

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LEGO® Jumbo Bricks https://www.brickpatici.it/lego-jumbo-bricks/ Thu, 24 May 2018 17:00:03 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4837 LEGO® fin dalla sua prima produzione si è adoperata per lavorare su un prodotto prettamente destinato all’età prescolare. Nel corso degli anni interessanti sono stati i vari esperimenti che hanno portato alla nascita dei DUPLO®. […]

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LEGO® fin dalla sua prima produzione si è adoperata per lavorare su un prodotto prettamente destinato all’età prescolare. Nel corso degli anni interessanti sono stati i vari esperimenti che hanno portato alla nascita dei DUPLO®. Ma se tanti sono spariti dalla storia LEGO® uno in particole ha fatto e continua a far parlare di se.

Sono i Jumbo Bricks.

Questi particolari bricks sono stati prodotti per il mercato Americano da Samsonite nel 1964 con una gamma cromatica molto limitata (Giallo, Rosso, Blu, Bianco) e di soli mattoni 2×4 più uno speciale con le ruote. Difatti durante lo sviluppo di test per mattoncini destinati ad una fascia di età più bassa il partner americano fu molto attratto da questi particolari mattoncini da voler iniziare la produzione in suolo americano e difatti fu così. In generale il Jumbo Bricks aveva le dimensioni pari a circa tre volte un ordinario bricks. Però scavando bene nella sua storia si scopre che in realta il rapporto era di cinque volte rispetto ad un altro particolare prodotto LEGO®, cioè il mattoncino Modulex.
Difatti le proporzioni di un Jumbo Bricks sono le stesse di un Modulex (che si scopre essere l’unita di misura di un Modulex un quinto di pollice).
Successivamente parleremo dei Modulex ma continuando con i Jumbo Bricks quello che sappiamo è che furono prodotti pochi set in suolo americano: 5 set ( 41-42-44-105-300 tra il 1964 e il 1969) e un set per le scuole nel 1968.
I Jumbo Bricks furono prodotti fino al 1972 anche se ufficialmente furono prodotti fino al 1970 in Canada e 1971 in America.
E in Europa? Sappiamo che vennero distribuiti limitatamente tre set con mattoncini simil Jumbo Bricks che avevano dimensioni diverse dai corrispettivi americani. Difatti erano esattamente tre volte più grandi rispetto al mattoncino classico. Ufficialmente questi erano test che avrebbero condotto poi ai DUPLO® anche se qualche tempo fa sono spuntati fuori dal nulla prototipi diversi dai classici mattoncini 2×4 Jumbo Bricks europei, verosimilmente appartenuti a uno dei fratelli di Godtfred Kirk Christiansen.
Sembrerebbe che altri prototipi furono utilizzati per riempire le prime statue del parco LEGOLAND a Billund nel 1968.
Insomma una storia alquanto affascinate!!!

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco ItLug Ambassador

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.oldbricks.it/2016/11/jumbo-bricks/#more-114
https://www.bricklink.com/messageThread.asp?ID=197330
https://it.wikipedia.org/wiki/Legoland
https://www.lego.com/en-us/legohistory/old-preschool

Fonte foto:
https://www.oldbricks.it/2016/11/jumbo-bricks/#more-114
https://www.bricklink.com/messageThread.asp?ID=197330

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LEGO® System by Samsonite https://www.brickpatici.it/lego-system-by-samsonite/ Thu, 17 May 2018 17:00:00 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4799 Forse non tutti sanno che i mattoncini LEGO® nel momento della loro effettiva nascita (28 Gennaio 1958) erano prodotti esclusivamente europei. Nel 1961 avvenne il primo contratto internazionale. Difatti LEGO® stipulò un contratto con la […]

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Forse non tutti sanno che i mattoncini LEGO® nel momento della loro effettiva nascita (28 Gennaio 1958) erano prodotti esclusivamente europei. Nel 1961 avvenne il primo contratto internazionale. Difatti LEGO® stipulò un contratto con la compagnia Americana Samsonite iniziando la produzione di set LEGO® in America (1961) e Canada (1962) con la dicitura “LEGO System by Samsonite”. Fu così che il mattoncino più famoso di sempre approdò su suolo Americano. Samsonite si adoperò per produrre nelle proprie fabbriche con gli stampi LEGO® ogni componente necessario anche se dovette importare alcuni pezzi direttamente da Billund. Inizialmente si appoggiò nella sua fabbrica di Stratford (Ontario) per poi, nel 1965, costruire una fabbrica dedicata alla produzione LEGO® in Loveland (Colorado). Originariamente l’assortimento dei prodotti venduti non era propriamente uguale a quello Europeo ma comunque molto simile (ovviamente anche nel packaging). Ma dal 1965 la produzione divenne completamente diversa dal mercato Europeo.  Questo sodalizio durò fino al 1972, anno in cui il contratto scadde. Dal quel momento LEGO® stessa prese la produzione e il marketing nel Nord America anche se la Samsonite rimase fino al 1988 il distributore ufficiale LEGO® per l’America.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/LEGO
http://lego.wikia.com/wiki/Samsonite

Fonte foto:
http://lego.wikia.com/wiki/Samsonite

 

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Lego® Serious Play https://www.brickpatici.it/lego-serious-play/ Thu, 10 May 2018 17:00:33 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4778 Veniamo questa settimana a una visione più seria e “adulta” del mondo extra-gioco LEGO®: il Serious Play. La metodologia Serious Play è una metodologia di facilitazione che serve a migliorare e facilitare i rapporti tra […]

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Veniamo questa settimana a una visione più seria e “adulta” del mondo extra-gioco LEGO®: il Serious Play.

La metodologia Serious Play è una metodologia di facilitazione che serve a migliorare e facilitare i rapporti tra colleghi nel mondo lavorativo e per questo motivo destinato prettamente al mondo degli adulti. Difatti l’idea è pressappoco simile al sistema LEGO®️ Educational ma rivolto a tutte quelle aziende che vogliono migliorare il sistema lavorativo dei propri collaboratori.
Il sistema Serious Play è stato la prima metodologia riconosciuta da LEGO® e onore a noi Italiani per aver contribuito allo sviluppo di questo sistema di gioco veramente particolare.
Chiunque può diventare facilitatore Serious Play e quindi iniziare una collaborazione con aziende e luoghi di lavoro che vogliono migliorare il loro ambiente lavorativo cioè i rapporti tra colleghi e il loro metodo di lavoro.
E tutto ciò avviene tramite corsi riconosciuti dove viene rilasciato un attestato di riconoscimento Facilitatore Serious Play, il più importante in Italia Trivioquadrivio.
Fonte e approfondimenti:
http://seriousplayitalia.it/
https://www.lego.com/en-us/seriousplay

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Lego®️ Education: dove il gioco diventa lezione https://www.brickpatici.it/lego%ef%b8%8f-education-dove-il-gioco-diventa-lezione/ Thu, 03 May 2018 17:00:02 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4760 Quante volte abbiamo sentito oppure detto “L’unione fa la forza” oppure “fare gioco di squadra”? Eppure mettere in pratica questi semplici modi di dire è sempre più difficile, soprattutto in un mondo che insegna sempre […]

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Quante volte abbiamo sentito oppure detto “L’unione fa la forza” oppure “fare gioco di squadra”? Eppure mettere in pratica questi semplici modi di dire è sempre più difficile, soprattutto in un mondo che insegna sempre più la divisione che l’unione. Eppure LEGO®️, che basa il suono sistema di gioco proprio sull’unione, ha creato un sistema di gioco rivolto al mondo dell’istruzione per insegnare ai ragazzi di tutte le età il gioco di squadra. È LEGO®️ Education e praticamente incentra il gioco sulla condivisione della propria esperienza di gioco per accrescere le nostre conoscenze e, nel confronto con gli altri, migliorarci costruendo e ricostruendo modelli che saranno il mezzo attraverso cui i ragazzi imparano con il gioco che proprio con il confronto ci si migliora. E quindi migliorare il problem solving ovvero trovare sempre una soluzione a qualsiasi problema. Ci sono kit base da applicare e si possono creare spazi appositi (makerplace) ovunque presenti anche un semplice kit basico. Ovviamente ci sono vere e proprie “lezioni” create appositamente per questo sistema di apprendimento proprio per implementare e utilizzare al meglio questo sistema.
L’idea dietro a questo sistema di apprendimento e dietro i Makerplace è la seguente:

• Supportate lo sviluppo sociale ed emotivo nonché la creatività;
• Sviluppo di un pensiero critico, di un senso di collaborazione e conoscenza costruttiva;
• Sviluppare nei ragazzi una motivazione nel rischiare e nel provare nonché imparare dai propri errori;
• Far apprendere e scegliere i ragazzi in maniera assolutamente autonoma.

Che il gioco abbia inizio!!!

Fonte e approfondimenti:

https://education.lego.com/en-us/makerspace

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Lego® Certified Professional https://www.brickpatici.it/lego-certified-professional/ Thu, 26 Apr 2018 17:00:55 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4718 Quanti di noi hanno sognato da piccoli di lavorare in un mondo dove tutto fosse un gioco. E quanti di noi con la nostra passione hanno sognato da adulti di lavorare appunto in un mondo […]

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Quanti di noi hanno sognato da piccoli di lavorare in un mondo dove tutto fosse un gioco. E quanti di noi con la nostra passione hanno sognato da adulti di lavorare appunto in un mondo dove tutto è un gioco? Ebbene con LEGO®️ tutto ciò è possibile, ci sono molte figure professionali in questo ambito ma la più mitologica è quella del LEGO® Certified Professional.
Che cosa è di preciso ?
I Certified Professional sono persone, veri e propri artisti, che hanno fatto della loro passione una vera e propria professione a tempo pieno. Non sono dipendenti LEGO®️, ma a tutti gli effetti sono partner in collaborazione con LEGO®️ e riconosciuti ufficialmente da LEGO®️ stessa. Ovviamente la loro opera di collaborazione consiste proprio nella “divulgazione” del sistema di gioco LEGO®️. Il processo per diventare un Professional praticamente è uno dei più ardui e difficoltosi e praticamente consiste in:

  • Entusiasmo verso LEGO®️;
  • Un approccio professionale verso gli altri FAN LEGO®️ e verso il pubblico;
  • Ottima competenza nelle costruzioni.

Aggiungerei anche una grande dose di fortuna. Difatti, solo attraverso questi punti e se si viene notati in casa LEGO®️ potremmo avere la possibilità di essere riconosciuti ed entrare a far parte di questo piccolo circolo di 14 professionisti di tutto il mondo.

Per intenderci, Nathan Sawaya è un LEGO®️ Certified Professional. E fortunatamente noi italiani possiamo vantare un connazionale in questo piccolo circolo.

Riccardo Zangelmi è un ragazzo italiano che ha iniziato la sua passione relativamente tardi, a 28 anni. Con la sua rappresentazione in un opera tridimensionale di un quadro di Escher, presente ad una personale dove  erano esposte 130 opere di Escher, si è fatto notare e nel 2016 ha iniziato la collaborazione come Certified Professional con LEGO®️

Fonte e approfondimenti:
https://www.lego.com/en-us/aboutus/lego-group/programs-and-visits/lego-certified-professionals

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I numeri che fanno la differenza https://www.brickpatici.it/i-numeri-che-fanno-la-differenza/ Thu, 19 Apr 2018 17:00:37 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4692 Quante volte vi siete chiesti con che criteri vengono scelti i numeri identificativi dei veri set? Beh questa è una storia lunga 60 anni per cui sedetevi e buona visione (o per meglio dire buona […]

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Quante volte vi siete chiesti con che criteri vengono scelti i numeri identificativi dei veri set? Beh questa è una storia lunga 60 anni per cui sedetevi e buona visione (o per meglio dire buona lettura)!!!
Partendo dal fatto che in teoria qualsiasi numero viene assegnato a caso (comunque sia in LEGO® rispettano un ordine logico) i set numerati fanno la loro comparsa negli anni ‘50. Il loro codice era identificato con la serie 700, per gli accessori e i veicoli invece si utilizzava la serie 1200 (ricordo che i primi set non erano minimamente simili a quelli di oggi ma più simili ad una serie di kit da modellismo con accessori di ampliamento). Si presume che i giocattoli in legno non venissero numerati perché considerati oramai “obsoleti”. Quasi subito agli accessori venne assegnato la serie 200 ma negli anni ‘60 con l’arrivo dei primi temi LEGO® vennero distribuite così le serie: 000 per i set Basic, 100 per i treni, gli accessori con 200-400-800, i set originali in 300 e le miniature delle auto in 600. Con l’avvento dei treni a 12v nel 1969 i treni assunsero la serie 700 e gli emergenti DUPLO® la serie 500. Gli anni ‘70 segnarono una rivoluzione nella numerazione dei set per via dell’avvento di nuovi set, così i set Basic furono reinseriti nella serie 1-99 (senza lo 0 iniziale) e nella serie 200 dove venne inserita anche la serie degli “Homemarker” ovvero veri e propri set raffiguranti ambientazioni di stanze di casa, il tema classic e i Legoland nella serie 300, i set Legoland più piccoli nella serie 600, 800 per i primi technic e 900 per gli accessori. Verso la fine degli anni ‘70 la numerazione a tre cifre venne per l’ennesima volta riciclata con l’avvento di altri set. Così nuovamente fu utilizzato la serie 300 per i Fabuland, Scala e Legoland town, la serie 600 per i set Town più piccoli e 800/900 per i set Legoland Space (ovvero i Classic Space amati oggi). Ma ovviamente l’utilizzo delle numerazioni a tre cifre stava collassando e stava creando confusione nel Gruppo LEGO® che si ritrovava il ripetersi di alcuni codici. Così negli anni ‘80 venne inserito il sistema a quattro cifre. Ora avevano più spazio e cosi i set Legoland vennero assegnati alla serie 6000 (6000 per i castle, 6300 per i set Town grandi e 6600 per quelli piccoli, 6800 per i set Space piccoli e 6900 per i set Space grandi), i set educational (Dacta) e promozionali alla serie 1000, DUPLO® alla serie 2000, Fabuland alla serie 3000, i set Pirati alla serie 4000, gli accessorie e i Model Team allaserie 5000, i Treni alla serie 7000 e i Technic alla serie 8000. I sotto temi invece venivano assegnati ad un preciso blocco della serie per una più pulita catalogazione. In tutto questo per tutti i set ancora prodotti e che provenivano dal “passato” LEGO® venne per l’ennesima volta riciclato il sistema a tre cifre. Questo rimase invariato, salvo qualche aggiustamento, per 15 anni.
Durante gli anni ‘90 l’introduzione di nuovi temi facente parte della triade Town-Castle-Space, vennero assegnati specifici blocchi a determinati temi come ad esempio per i Pirati la serie 6200, per Aquazone la serie 6100, Time Cruise la serie 6400 oppure Wild West la serie 6700. Mentre tutti i nuovi temi fuori da quello che era LEGO® System vennero assegnati a serie mai utilizzate come per i primi PC Games alla serie 5700 o i Belville alla serie 5800. Verso la fine degli anni ‘90 la serie 6000 stava arrivando al capolinea così cominciarono ad utilizzare numerazioni fuori al classico schema. Così per i Ninja (Castle system) e Insectoid (Space System) venne usata la serie 3000, Adventurers assegnata alla serie 5900 e Rock Raiders alla serie 4900 e il primo tema coperto da diritti, ovvero Star Wars, alla serie 7100. Mentre i Dacta vennero riassegnati alla serie 9000. Ma nei primi anni 2000 tutto questo venne meno perché si resero conto che non era sostenibile seguire un ordine logico per i vari temi. Fu così che con l’arrivo di molti temi e temi dalla vita breve, a tutti i nuovi set furono assegnati codici a random a seconda di quale numerazione era libera e senza una logica. Era possibile, così, trovare nella stessa serie numerica set provenienti da veri temi.
Però contestualmente per alcuni temi e set speciali vennero assegnate determinate serie numeriche a cinque cifre. Difatti del 2001 per tutti i set LEGO® Shop exclusive venne assegnata la serie 10000 (assegnata anche ai set UCS) in approssimativamente ordine cronologico (set che includevano set esclusivi e accessori). Nel 2007 venne introdotta la serie numerica 20000 per i set in regalo con il giornale Brickmaster e 21000 dal 2008 per l serie Architecture. Dal 2009 le Polybag promozionali vennero assegnate alla serie 30000 (tutt’ora in uso) e i set stagionali alla serie 40000 (tutto’ora in uso) e alcuni particolari set denominati “Value Pack” alla serie 60000 (ora 66000). Dal 2008 inoltre venne inserita la serie numerica a sei cifre ma dedicata a tutti quei accessori o oggetti prodotti per conto LEGO® in Cina e non considerati facente parte del cuore di LEGO® (serie 850000). Inoltre alcuni articoli “speciali” verso la fine degli anni 2000 vennero identificati con un codice identificativo “materiale” composto da sette cifre. Era riservato, per esempio, alle scatole di cartone o ai libretti di istruzione e comunque sia su tutto quello che poteva essere LEGO®. E con questo codice si potevano trovare (e si trovano tutt’ora) alcuni set speciali con il codice 4000000.
Ad oggi praticamente la serie numerica a quattro cifre è stata accantonata. Ed effettivamente ad oggi tutti i temi hanno la loro serie numerica o il loro blocco di riferimento numerico a cinque cifre. Ad esempio la serie 10000 che prima identificava set esclusivi (ovvero gli UCS) oggi è dedicato a tutti i set LEGO® expert. Gli ideas invece con i 21100/21300, gli Architecture sempre con la serie 21000, ora Star Wars con la serie 75000 (e quindi anche tutti gli UCS), i Technic con la serie 42000, i Creator con la serie 31000, City con la serie 60000, Marvel la serie 70/76000 e DC la serie 76000 e via discorrendo. Alcuni temi (magari per la loro vita “breve” vengono assegnati alla stessa stessa serie numerica come per i Brickheadz ed Elves con la serie 41000.
Alcuni aneddoti:

  • Tra il 1974 e il 1979, tutti i set di Lego negli Stati Uniti avevano uno schema di numerazione distinto dallo standard “ufficiale” europeo. In breve, i set DUPLO® erano numerati nella serie 000, Basic e Fabuland nella gamma 100, Legoland Town and Space nei 400 e 500, set classici nel ‘700 e set Expert Builder nel’ 900.
  • Samsonite in Canada usò anche serie di numeri distinti per i loro set esclusivi durante gli anni ’60 e ’70, serie che a volte si scontrò con lo schema di numerazione “ufficiale”.
  • Molti insiemi esclusivi negli Stati Uniti dei primi anni ’80 sono stati ovviamente dimenticati da TLC poiché il loro numero è stato riutilizzato negli anni ’90. Ad esempio, 6375 Gas Station (1980) e 6901 Mobile Lab (1980) sono stati riciclati rispettivamente per 6375 Trans Air Carrier (1990) e 6901 Space Plane (1998).

Fonte foto:
https://brickset.com/sets/tag-Furniture/theme-Building-Set-with-People
https://brickshow.com/2017/12/a-closer-look-at-the-2017-lego-employee-gift-nutcracker-4002017/

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The LEGO® Group https://www.brickpatici.it/the-lego-group/ Thu, 05 Apr 2018 17:00:46 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4604 Tutti ma proprio tutti sanno chi è che controlla la compagnia LEGO®? Ebbene tutti sanno che la famiglia Kristiansen sono i proprietari di LEGO® ma pochi sanno che la compagnia e controllata per il 75% […]

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Tutti ma proprio tutti sanno chi è che controlla la compagnia LEGO®?
Ebbene tutti sanno che la famiglia Kristiansen sono i proprietari di LEGO® ma pochi sanno che la compagnia e controllata per il 75% da KIRBI A/S e dal 25% dalla fondazione LEGO®. KIRBI A/S è una holding e società d’investimento della famiglia Kirk Kristiansen con attività di strategia (all’interno di The LEGO® Group per la gestione del marchio, prodotti, gestione della Merlin Entertainments e delle energie rinnovabili per la società LEGO®) e investimento (in società al di fuori di LEGO®).
Mentre la fondazione LEGO® “è una fondazione corporate che condivide una missione con il LEGO Group: ispirare e formare i costruttori di domani. L’attività della fondazione è tesa a ridefinire il gioco e ri-immaginare l’apprendimento. “Ridefinire il gioco” significa cambiare il modo in cui viene percepita l’importanza del gioco, soprattutto per quanto riguarda il fondamentale ruolo che il gioco riveste nel fornire ai bambini le competenze essenziali per la vita nel 21° secolo. “Ri-immaginare l’apprendimento” significa aiutare i genitori e i sistemi educativi a sfruttare il potere trasformativo del gioco per migliorare l’apprendimento per milioni di bambini”.(Testo preso interamente dal sito LEGO®)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.lego.com/it-it/aboutus/lego-group/ownership

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Maersk 10152 https://www.brickpatici.it/maersk-10152/ Wed, 28 Mar 2018 17:00:31 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4472 Il set Maersk Sealand container ship è uno dei set più ambigui in assoluto. Uscito in tre edizioni in tre anni consegutivi ( 10152-1 nel 2004, 10152-2 nel 2005 e 10152-3 nel 2006) fu una […]

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Il set Maersk Sealand container ship è uno dei set più ambigui in assoluto.
Uscito in tre edizioni in tre anni consegutivi ( 10152-1 nel 2004, 10152-2 nel 2005 e 10152-3 nel 2006) fu una sorta di reboot del set 1650 Maersk Line Container Ship del 1974. Infatti LEGO® e Maersk vantano un rapporto di co-branding fin dagli anni ‘70.
Differenze tra i tre set:
Il 10152-1 sostanzialmente è un set per esperti ( lo si evince dal codice set) che ha la particolarità di riportare sulla box solo il logo LEGO® il numero dei pezzi e del set. La parte dove solitamente è riservata al nome del set non è presente. Invece lungo il fianco è presente la scritta “Maersk Sealand”. Presente sullo shop online LEGO®.
Il 10152-2 sostanzialmente è identico (sia la box che il modello) al suo predecessore del 2004 solo che la box differenzia dal fatto che su fronte è presente la scritta “2005 edition”. Sul sito dello shop online LEGO® era presente come “Maersk 2005 Sealand”.
Il 10152-3 invece fu realizzato per ragioni extra-LEGO®. Difatti la società Maersk subì modifiche alla compagnia per cui box, istruzioni e adesivi subirono questa modifica e si passò da “Maersk Sealand” a “Maersk Line”.
A differenza dell’edizione del 2004 e del 2005, quella del 2006 non fu presente sullo shop online LEGO®.
Nel 2010 fu nuovamente realizzata una stessa versione del set con il numero 10155 che rimane pressochè identica alla versione del 2006 (box,istruzioni,adesivi) con l’aggiunta di due soli pezzi (da 988 a 990 pezzi)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.bricklink.com/catalogList.asp?promoCatID=7
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10152-2#T=S&O={“iconly”:0}
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10152-3#T=S&O={“iconly”:0}
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10155-1#T=S&O={“iconly”:0}

Fonte foto:
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10152-1#T=S&O={“iconly”:0}
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10152-2#T=S&O={“iconly”:0}
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10152-3#T=S&O={“iconly”:0}
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?S=10155-1#T=S&O={“iconly”:0}

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Ai Weiwei e la discordia LEGO® https://www.brickpatici.it/ai-weiwei-e-la-discordia-lego/ Wed, 21 Mar 2018 18:00:48 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4412 Uscendo dall’universo lego entriamo nel campo degli artisti che utilizzano il mezzo LEGO® come strumento per realizzare opere d’arte. Tralasciando i LEGO Professional che sono tutto e per tutto “dipendenti” (per così dire) LEGO® ci […]

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Uscendo dall’universo lego entriamo nel campo degli artisti che utilizzano il mezzo LEGO® come strumento per realizzare opere d’arte. Tralasciando i LEGO Professional che sono tutto e per tutto “dipendenti” (per così dire) LEGO® ci sono artisti che comunque fanno grossi acquisti per le proprie opere. Il caso più famoso è stato quello di Ai Weiwei, artista e dissidente cinese che nel 2015-2016 fece parlare di se per il rifiuto da parte di LEGO® di un grosso acquisto per alcune opere.
Ai Weiwei è figlio d’arte ( il padre era un importante poeta cinese, Ai Quing) e la sua vita è stata costellata di grandi successi e importanti studi. Difatti nel 1980 con il suo gruppo “Stars” riusci a portare la prima mostra di arte contemporanea al China Art Gallery di Pechino. Ma fu nel 1981 che si ebbe il suo incremento artistico, dopo essersi trasferito a New York. Nel 1993 torna in Cina e si occupa, oltre che al padre ammalato, di un importante gruppo di avanguardia cinese e nel 1999 inizia ad occuparsi di architettura per poi aprire un importante studio. Nel 2003 fonda un altro studio e si occupa di importanti progetti. Ma nel 2006 apre un blog e inizia a occuparsi di diritti umani, questo lo porterà contro il regime cinese e finirà in carcere. Verrà liberato dopo 81 giorni di reclusione, 81 giorni in cui i principali musei del mondo si sono attivati per la sua liberazione.
La sua storia è importante ai fini di questo articolo: difatti sul finire del 2015 Weiwei richiese un importante quantità di mattoncini LEGO® per realizzare opere per una mostra in Australia ma il gruppo rifiutò il supporto all’artista rifiutando di fatto il suo ordine. La situazione fu resa di dominio pubblico grazie ai social e subito fu accusata LEGO® di togliere la libertà di espressione (d’altronde già precedentemente Ai Weiwei utilizzò i mattoncini LEGO® per una mostra di ritratti in America, a San Francisco). Infatti lo stesso Ai Weiwei defini questo “un atto di discriminazione” e difatti il suo passato di attivista e dissidente alimentò i sospetti che LEGO® per evitare problemi con il governo cinese (ricordo che LEGO® cerca di conquistare il mercato cinese e comunque ha sempre le sue fabbriche in Cina) rifiutò l’ordine di Ai Weiwei (e quindi non una politica LEGO® ma la politica nella LEGO®). A inizio 2016 LEGO® finalmente fece retromarcia e concesse l’ordine a Weiwei (che nel mentre si era attivato con veri e propri centri di raccolta in varie città) specificando che LEGO® per evitare malintesi avrebbe rifiutato ogni appoggio ad ogni tipo di opera che fosse esposta in pubblico. Ovviamente la spiegazione di LEGO® al suo rifiuto fu che la politica LEGO® è quello di non accostare i mattoncini a opere puramente politiche.
Fonte ricerca:
Massimiliano Ercolessi di Brickpatici

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://www.corriere.it/esteri/16_gennaio_13/ai-weiwei-piega-lego-cosi-finisce-discordia-mattoncini-censura-a8423ec0-ba1a-11e5-bd65-6f6ef3802e17.shtml

https://it.wikipedia.org/wiki/Ai_Weiwei

 

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Una produzione senza confini https://www.brickpatici.it/produzione-senza-confini/ Thu, 08 Mar 2018 20:30:58 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4281 Una produzione senza confini Quanti di noi fino ad oggi si sono chiesti la quantità di mattoncini prodotti da LEGO® fino ad oggi? La risposta vi lascerà senza fiato: sono stati prodotti ben 50 Bilioni […]

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Una produzione senza confini

Quanti di noi fino ad oggi si sono chiesti la quantità di mattoncini prodotti da LEGO® fino ad oggi? La risposta vi lascerà senza fiato: sono stati prodotti ben 50 Bilioni di mattoncini!!!!!. No non ho scritto male e avete capito bene 50 Bilioni, dato che risulta negli archivi LEGO®. La cosa che non risulta è l’inizio del conteggio, quindi si possono fare delle ipotesi:

  • Produzione in 60 anni di attività (28 gennaio 2017-28 gennaio 2018)
  • Produzione fin dal 1949 degli Automatic Binding Bricks (modelli che hanno portato alla nascita dell’attuale sistema)
  • Produzione fin dai primi modelli del 1947
  • Produzione dei primi giocattoli LEGO® a sistema di incastro (precedenti al 1947)

Fatto sta che la nostra cara LEGO® ha tirato fuori una quantità impressionante di mattoncini, una quantità fuori ogni immaginazione.

Fonti e ulteriori approfondimenti nascita sistema ad incastro LEGO®:

https://it.wikipedia.org/wiki/LEGO

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La filiale italiana https://www.brickpatici.it/la-filiale-italiana/ Thu, 01 Mar 2018 18:30:33 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4218 Il 1959 segna un anno molto importante per LEGO®. Difatti vengono aperte le prime 4 filiali straniere ovvero LEGO® France, British LEGO® Ltd, LEGO®Belgium e LEGO® Sweden. Ma per noi il 1961 è un anno […]

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Il 1959 segna un anno molto importante per LEGO®. Difatti vengono aperte le prime 4 filiali straniere ovvero LEGO® France, British LEGO® Ltd, LEGO®Belgium e LEGO® Sweden.
Ma per noi il 1961 è un anno molto importante: difatti per opera di Giancarlo Morganti in un seminterrato di Viale Certosa a Milano venne fondata LEGO® Italia.
Lo stesso Morganti fu il primo amministratore delegato e rimase in carica per ben 36 anni.
Qui le parole dello stesso Morganti nel 1991 riferite alla crisi effetto della guerra del golfo e al rapporto tra LEGO® e guerra.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/01/23/non-giocano-solo-bimbi-la-guerra-nel.html

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco (ItLug Ambassador)

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://www.e-duesse.it/News/Giocattoli/Scomparso-Giancarlo-Morganti-147756
http://www.legoitalialover.it/storia-dei-lego/

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Lo sviluppo di un impero https://www.brickpatici.it/lo-sviluppo-un-impero/ Thu, 22 Feb 2018 18:47:50 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4089 Se Ole Kirk nel suo lavoro fu instancabile e grazie ad alcune scelte e tanto ardore portarono la piccola falegnameria a diventare dapprima una piccola azienda di soli 10 operai e poi una vero e […]

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Se Ole Kirk nel suo lavoro fu instancabile e grazie ad alcune scelte e tanto ardore portarono la piccola falegnameria a diventare dapprima una piccola azienda di soli 10 operai e poi una vero e propria società e al brevetto del 28 gennaio 1958 del sistema LEGO®, fu suo figlio ovvero Godtfred Kirk a lavorare instancabilmente per far crescere la società e il sistema LEGO® che fino a quel momento viveva una lenta ascesa. Così dedicò molte ore alla stesura dei quello che viene definito una vera e propria costituzione LEGO® che garantì uno sviluppo sistematico del prodotto e una comunicazione più coerente tra acquirenti e rivenditori. Così nel 1963 vennero annunciate le 10 caratteristiche che avrebbero reso lo sviluppo di LEGO® e del sistema LEGO® più rapido e duraturo. Quelle 10 caratteristiche sono tuttora alla base della compagnia e rispecchiano una forza tale da permeare tutta l’azienda ed essere il fulcro ed il motore dello sviluppo, del pensiero e di come tutto si deve svolgere in casa LEGO®

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.lego.com/…/legohisto…/godtfred-kirk-christiansen

Fonte foto:
https://www.lego.com/…/legohisto…/godtfred-kirk-christiansen

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La nascita del nome LEGO® https://www.brickpatici.it/la-nascita-del-nome-lego/ Sun, 18 Feb 2018 01:46:30 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=4039 Fino al 1934 Ole Kirk Kristiansen era un semplice falegname che produceva mobili e case e anche giocattoli in legno. Ma dopo il matrimonio con Kirsten Sofie Jørgensen decise di fare il salto di qualità […]

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Fino al 1934 Ole Kirk Kristiansen era un semplice falegname che produceva mobili e case e anche giocattoli in legno. Ma dopo il matrimonio con Kirsten Sofie Jørgensen decise di fare il salto di qualità e produrre solo giocattoli. Ovviamente la sua piccola falegnameria a quel punto doveva avere un nome. Indusse allora una competizione fra i suoi pochi dipendenti per trovare un buon nome per l’azienda. Ovviamente per invogliare i suoi dipendenti mise in palio una bottiglia del vino che lui stesso produceva. Fu così che nacque nel 1934 LEGO® contrazione delle parole danesi LEG e GODT (cioè impara bene/gioca bene) nome che rispecchia a pieno l’essenza di casa LEGO®.

Per dovere di cronaca fu lo stesso Ole Kirk a vincere e inventare il nome.

In latino la parola LEGO (ovvero alcune declinazioni) significano “io studio” o meglio “metto insieme”, una grossa coincidenza vero?

Fonte ricerca:

Quizzone 18° compleanno ItLug

Francesco (ItLug Ambassador)

Fonti e ulteriori approfondimenti: https://itlug.org/storia-lego/

https://www.lego.com/…/lego…/the-beginning-of-the-lego-group

Fonte foto: https://www.lego.com/…/lego…/the-beginning-of-the-lego-group

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Oh mia cara statua! https://www.brickpatici.it/oh-mia-cara-statua/ Fri, 09 Feb 2018 19:06:51 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=3908 Tra le migliaia di minifig che LEGO® ha prodotto su licenza o di propria invenzione gli appassionati builders di tutto il mondo sono sempre in cerca di minifg che rappresentano delle statue, utili soprattutto per […]

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Tra le migliaia di minifig che LEGO® ha prodotto su licenza o di propria invenzione gli appassionati builders di tutto il mondo sono sempre in cerca di minifg che rappresentano delle statue, utili soprattutto per diorami storici o fantasy. Ebbene ecco una classificona delle minif statue prodotte da LEGO®.
Minifig “Statue” apparsa nel set 40221 Fountain del 2016 composta da 10 pezzi;

Minifig “City Knigths Statue” apparsa nel set 60026 Town Square del 2013 composta da 4 pezzi;

Minifig “Arkham Asylum Statue” apparsa nel set 70912 Arkham Asylum del 2017 composta da 4 parti;

Minifg “Statue at Dol Guldur” apparsa nel set 79014 Statue at Dol Guldur del 2013 composta da 3 parti.

Minifig “Marauder’s Map Statue” apparsa nel set 4751 Harry and the Marauder’s Map del 2004 composta da 3 parti;

Minifig “Gryffindor Knight Statue” apparsa nel set 4709 Hogwarts Castle del 2001 e composta da 6 parti;

Minifig “Gryffindor Knight Statue 2” apparsa nel set 4842 Hogwarts Castle del (quarta edizione) del 2010 composta da 5 parti;

Minifig “Sensei Yang Statue” apparsa nel set 70751 Temple of Airjitzu del 2015 e composta da 6 parti;

Minifig “White Stone Statue” apparsa nel set 70357 Knighton Castle del 2017 e composto da 4 parti;

Minifig “Disney Castle Knight Statue” apparsa nel set 71040 Disney Castle del 2016 e composta da 6 parti;

Minifig “Atlantis Temple Statue (Poseidon)” apparsa nel set 7985 City of Atlantis del 2011 composta da 5 parti;

Minifig “Stone Snake Temple Guardian Statue” apparsa nel set 70617 Temple of the Ultimate Ultimate Weapon del 2017 e composta da 5 parti;
Minifig “Space Police 3 Classic Space Statue” apparsa nel set 5974 Galactic Enforcer del 2009 composta da 5 parti;

Minifig “City Square Lego Store Statue – Futuron Green” apparsa nel set 60097 City Square del 2015 e composta da 6 parti;

Minifig “City Square Lego Store Statue – King’s Knight” apparsa nel set 60097 City Square del 2015 e composta da 4 parti;

Minifig “Legoland Old Type – All Black with Top Hat” apparsa in due set ovvero il set 1592-1 Town Square – Castle Scene del 1980 e il set 1592-2 Town Square – Castle Scene (Dutch Version) del 1983 composta da 4 parti;

Minifig “Weeping Angel” apparsa nel set 21304 Doctor Who del 2015 composta da 9 parti;

Minifig “Female Statue” apparsa nel set 4184 Black Pearl del 2011 composta da 9 pezzi;

Minifig “Lady Liberty” apparsa nel 2012 nella serie 6 delle minifig collezionabili e composta da 4 parti;

Minifig “Gargoyle” apparsa nel 2015 nella serie 14 delle minifig collezzionabili e composta da 5 parti.

Per non parlare (extra-tempore) delle mini statuette del ciclo avenger presente nel set 76042 del 2015 The SHIELD Helicarrier o le mini statuette 90398 apparse in varie colorazioni tra il 2010 e il 2018, o la statuette NASA Astronaut apparsa nel set 21309 NASA Saturn V nel 2017, statuette 16478 Palpatine Hologram apparsa nel set 75190 del 2017 e nel set 75055 del 2014 e infine la statuette Jack Sparrow vodoo doll apparsa nel set 4195 del 2011.

Ovviamente con tutti i pezzi disponibili ognuno può realizzare la propria minifig custom di una statua ma quelle appena elencate sono quelle ufficiali realizzate da LEGO®. Spero possa esservi utile se volete realizzare qualche castello fantasy o diorama “spettrale”.

Fonte di ricerca:
Massimiliano Marino di Brickpatici

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.bricklink.com/v2/search.page?q=statue%20#T=M

https://brickset.com/minifigs?query=statuette

Fonte foto:
https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

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https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://brickset.com/minifigs?query=statuette

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

http://lego.wikia.com/…/Female_Statue_(Pirates_of_the_Carib…

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Chi ha copiato chi? https://www.brickpatici.it/chi-ha-copiato-chi/ Thu, 01 Feb 2018 18:33:45 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=3857 28 gennaio 1958, 60 anni dal brevetto che rese famosi in tutto il mondo i mattoncini LEGO. Ma vi siete mai chiesti da dove venne l’idea originale di Ole Kirk del sistema di montaggio LEGO? […]

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28 gennaio 1958, 60 anni dal brevetto che rese famosi in tutto il mondo i mattoncini LEGO. Ma vi siete mai chiesti da dove venne l’idea originale di Ole Kirk del sistema di montaggio LEGO? Ebbene la storia non sarà facile da digerire per i più ma premetto che con tutto il mio cuore questo non vuole essere un attacco polemico contro i LEGO. Con l’avvento delle prime forme di plastica moderna (mi piace ricordare che uno dei pionieri della plastica fu un chimico italiano ovvero Giulio Natta inventore della plastica PP) LEGO cominciò a testare e produrre giocattoli in plastica contemporaneamente a quelli in legno.
Nel 1932, però, fu fondato a Purley in Inghilterra da Hilary “Harry” Fisher Page (pioniere nell’uso della plastica per la realizzazione di giocattoli) la società Kiddicraft e nel 1939 si dedicò al brevetto dei “Toy building blocks” ovvero giocattoli in plastica a sistema di montaggio ad incastro basato sul sistema di montaggio del classico gioco di quel periodo ovvero blocchi in legno. Il brevetto esclusivamente britannico arrivò nel 1947 per i bricks ssusseguito da quello per i side slide (una sorta di slope) nel 1949 e da quello per le baseplate nel 1952. Page introdusse nel suo sistema la tecnica degli studs. Ricordo che gli studs non erano una novità perché un’altra società inglese, ovvero la Premo Rubber Comnpany (costola della I.T.S. Rubber Company) fondata da Arnold Levy nel 1919 creò il sistema Minibrix su (presumibilmente) idea della americana Erector Company nei primi anni ’30 e del sistema “Build-o-Brick” della Rubber Interlocking Brick in Pennsylvania che utilizzavano già il sistema di studs. Page rivoluzionò e migliorò questo tipo di sistema di montaggio.
Il destino dei Kiddicraft fu legato indissolubilmente a LEGO. Difatti nel 1947 LEGO divenne la prima società danese a possedere una macchina per lo stampaggio ad iniezione della plastica. Erano anni bui per LEGO perché ne i propri giocattoli in legno ne quelli in plastica e i primi tipi di costruzioni avevano successo. Ma LEGO ebbe il colpo di fortuna. Il fornitore britannico che mostrò ad Ole Kirk il funzionamento della macchina a stampaggio ad iniezione lo mostrò proprio tramite lo stampo Kiddecraft correlato di disegni e campioni. Cosi avvenne la svolta e dal mattoncino Kiddecraft nacque il sistema di montaggio “Automatic Binding Bricks”. Nel 1949 fu commercializzato il primo set di questo mattoncino che fu il precursore di quello attuale (era vuoto per cui si fletteva facilmente e mancava di alcuni incastri). Nel contempo altre società europee (come la norvegese PRIMA o la svedese GEAS) crearono la loro versione del giocattolo da montare chiamato “Automatic Binding Bricks” una sorta di copia LEGO. Comunque sia Page non venne mai a conoscenza di questa cosa prima della sua morte avvenuta nel 1957 e sua figlia dichiarò di essere sollevata da questa fatto. Infatti fino al 1957 i mattoncini LEGO furono venduti solo in Danimarca. Alla fine degli anni ’50 LEGO prese contatto con Kiddicraft per chiedere se aveva nulla in contrario rispetto al loro gioco ma ricevette gli auguri da parte di Kiddicraft perché gli stessi non ebbero mai un grosso successo in inghilterra e ci furono continui contatti, il resto conosciamo come andò. Nel corso degli anni la Kiddicraft cambiò più volte proprietà fino ad arrivare alla Fischer Price e nel 1981 LEGO acquisì definitivamente i diritti su Kiddicraft. Più tardi iniziò la causa contro Tyco (ovvero società americana inglobata dal 1997 da Mattel, che nei primi anni ’90 copiò alcuni elementi del sistema LEGO) e la più nota Megabloks. Ricordo che il brevetto esclusivo sul sistema LEGO scadde poi nel 1983 (da li la valanga di società che hanno creato la loro versione di mattoncini). Quindi un idea apparentemente originale fu un mix di idee già alla lunga presente nel pre-guerra e nel dopo guerra. Fu una vera e propria manna dal cielo per LEGO e onore fu di aver migliorato (ovviamente di molto) il sistema Kiddicraft e fatto conoscere al mondo intero questo splendido giocattolo.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/LEGO

https://en.wikipedia.org/wiki/Kiddicraft

https://en.wikipedia.org/wiki/Tyco_Toys

https://en.wikipedia.org/wiki/Minibrix

https://itlug.org/2013/10/che-ti-succede-lego/

http://www.portaportese.it/b…/limportanza-di-chiamarsi-lego/

https://books.google.it/books…

https://www.eurobricks.com/forum/index.php…

http://www.cremonabricks.it/lego.php
http://lego.wikia.com/wiki/Automatic_Binding_Brick

Fonte foto:
http://www.minibrix.com/history.html

http://www.brickfetish.com/timeline/1947.html

http://henryaquino.com/building-a-playful-brand-brick-by-b…/

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Buon 60° compleanno LEGO® https://www.brickpatici.it/buon-60-compleanno-lego/ Sun, 28 Jan 2018 18:55:54 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=3754 Buon 60° compleanno LEGO® Dopo anni di prove e tentati nonché di studio finalmente Godtfred Kirk riuscì a inventare un sistema più stabile del predecessore “Automatic Binding Bricks” e dei LEGO® Mursten. Difatti i predecessori […]

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Buon 60° compleanno LEGO®
Dopo anni di prove e tentati nonché di studio finalmente Godtfred Kirk riuscì a inventare un sistema più stabile del predecessore “Automatic Binding Bricks” e dei LEGO® Mursten. Difatti i predecessori mancavano di stabilità e frizione ovvero di presa e per questo cominciavano ad arrivare lamentele, soprattutto dal mercato tedesco. Così dopo varie prove e tentativi arrivo il sistema di “tubi” all’interno dei mattoncini che rendevano il sistema d’interblocco più stabile. Allora decise di proteggere la sua innovazione. Fu così che venne presentata in Danimarca il 28 gennaio 1958 alle ore 13:58 con il numero 289, all’ufficio brevetti di Copenaghen, la domanda di brevetto per “Toy Building element” ovvero un sistema di gioco con elementi di costruzione. Quella data segna l’inizio di un lungo viaggio che oggi compie 60 anni esatti.
Il brevetto fu poi registrato esattamente un anno dopo ovvero il 21 gennaio 1959 ma universalmente con l’accettazione della domanda l’anno precedente viene considerata quella la data del compleanno del mattoncino LEGO®

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.lego.com/e…/legohistory/working-towards-a-patent

Fonte foto:
https://www.lego.com/e…/legohistory/working-towards-a-patent

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Aiuto un “Monsters”!!! https://www.brickpatici.it/aiuto-un-monsters/ Thu, 25 Jan 2018 18:32:23 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=3652 Aiuto un “Monsters”!!!. Forse non tutti sanno che ogni set (o almeno la maggioranza dei set e delle serie) hanno una loro storia. I designer si divertono ogni tanto a creare storie per attirare e […]

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Aiuto un “Monsters”!!!.
Forse non tutti sanno che ogni set (o almeno la maggioranza dei set e delle serie) hanno una loro storia. I designer si divertono ogni tanto a creare storie per attirare e divertire chi poi questi set li monterà. Questo è il caso della serie Monster Fighters.
Monster Fighters è un tema introdotto a maggio 2012. Ad oggi sono stati rilasciati dieci set e tre polybag, sette dei quali contengono almeno una Moonstone ovvero pietre trasparenti contenenti il potere del mostro a cui il set è dedicato. Nella storia di fondo, i mostri tentano di raccogliere queste Moonstone per scatenare la distruzione della Terra eclissando il Sole per sempre, permettendo ai mostri di regnare. Una banda di Monster Fighters, guidata dal Dr. Rodney Rathbone, cerca di trovare le pietre prima che il malvagio Lord Vampyre le usi per eclissare il sole per sempre. Questa già sarebbe la particolarità di questa serie, una storia di fondo che ci guida per la maggior parte dei set. Ma dove è la curiosità? Ovviamente a parte la storia creata dietro la serie Monster Fighters possiamo di certo dire che fu una serie che venne rilasciata in maniera discontinua nell’arco del 2012 e che introdusse delle polybag e la Haunted House che sono set slegati dalla storia delle Moonstone. Ma anche la storia ebbe il suo “mistero”. Ebbene i set legati alla storia servivano da una specie di Storytelling che sarebbero serviti ad arrivare al Vampyre Castle 9468 dove Lord Vampyre avrebbe riunito le Moonstone e successivamente utilizzate per conquistare il mondo (tra l’altro nel castello erano presenti tutte le Moonstone). I set erano ben sette ovvero:
9461 The Swamp Creature
9462 The Mummy
9463 The Werewolf
9464 The Vampyre Hearse
9465 The Zombies
9466 The Crazy Scientist and His Monster
9467 The Ghost Train
ed ognuno aveva al suo interno la propria Moonstone. Tutti i set vennero immessi sul mercato tra maggio e giugno del 2012. Mistero fu per il set 9465 The Zombies perché fu l’unico set della storia che venne immesso sul mercato nell’Agosto 2012 ed ebbe vita breve perché fu ritirato nel dicembre 2012. Ovviamente iniziò il mistero perché dato che faceva parte della storia sulla box e all’interno dei set (o per lo meno nei primi set venduti) era presente il Moonstone dello Zombie però già dal Vampyre Castle si poteva capire che venne deciso di slegare il set dalla storia: difatti nel set che avrebbe chiuso la storia, la Moonstone dello Zombie non è presente. E molto probabilmente questo portò alla decisione del ritiro dal mercato del set in appena cinque mesi. Ovviamente ad oggi la reale motivazione non si conosce se non il fatto che fu deciso proprio questa via.
Sia nella Haunted House che nelle tre polybag non troviamo all’interno le minifig dei Monter Fighters ne le Moonstone.
Ci fu un utilizzo in gran quantità di plastica che si illumina al buio (tipo fantasmi oppure alcuni elementi decorativi)
Nella maggior parte dei set sono presenti esclusive minifig ad eccetto della polybag oppure del 9464 The Vampyre Hearse o del 9467 The Ghost Train.
Come già detto nel Vampyre Castle sono presenti tutte le Moonstone.
Il concetto delle Moonstone è simile alle Keys della serie Atlantis.
La Moonstone arancione fu ridisegnata per la serie Jurassic World come ambra di Henry Wu.
Il set 9463 The Werewolf e 9466 The Crazy Scientist and His Monster sono rifacimenti rispettivamente dei set 1380 Werewolf Ambush e 1382 Scary Laboratory
della serie Studios.
Nel set 9465 The Zombies sono presenti i cosiddetti sposi zombie (Zombie Groom e Bride). Ebbene il valore della zombie bride (moglie zombie) è di quasi 4 volte rispetto allo zombie groom (marito zombie). Questo avvenne per via di vari fattori: la rarità del set visto che il periodo di presenza sugli scaffali fu molto breve (e fu molto ricercato), il fatto che fu la prima minifig zombie femminile (diciamo che ha inciso e di molto questo fattore perché si sa che i collezionisti cercano sempre la prima edizione/primo esemplare) e poi i capelli con la coda di cavallo in quella colorazione nonché il corpo ovvero il vestito che si può trovare solo con questo personaggio. Diciamo che la combo di questi fattori hanno portato il valore ad aumentare sensibilmente (ha superato il valore iniziale del set) e far diventare questa minifig un esempio di come una semplice minifig di un tema senza licenza (e quindi un idea originale di LEGO) possa acquistare rarità.

Fonte ricerca:
Massimiliano Ercolessi di Brickpatici

Fonti e ulteriori approfondimenti:
http://lego.wikia.com/wiki/Monster_Fighters

http://lego.wikia.com/wiki/The_Moon_Stones

http://lego.wikia.com/wiki/9465_The_Zombies

https://books.google.it/books…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

Fonte foto:
http://lego.wikia.com/wiki/The_Moon_Stones

http://lego.wikia.com/wiki/Henry_Wu

https://www.eurobricks.com/forum/index.php…

http://en.brickimedia.org/wiki/9465_The_Zombies

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Storia di un’anatra e di una grande qualità https://www.brickpatici.it/storia-di-unanatra-e-di-una-grande-qualita/ Thu, 18 Jan 2018 18:12:14 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=3445 Tutti conosciamo l’alta qualità dei mattoncini LEGO ma pochi conoscono le sue origini. Semplicemente in questa storia abbiamo tre attori Ole Kirk, suo figlio Godtfred Kirk e l’anatra di legno LEGO. E questo aneddoto viene […]

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Tutti conosciamo l’alta qualità dei mattoncini LEGO ma pochi conoscono le sue origini. Semplicemente in questa storia abbiamo tre attori Ole Kirk, suo figlio Godtfred Kirk e l’anatra di legno LEGO. E questo aneddoto viene proprio da un racconto di Godfred e da un grande insegnamento. Raccontò Godtfred che una volta durante la sua collaborazione nella società LEGO entrò nell’ufficio del padre Ole esclamando che finalmente era riuscito a far risparmiare alla società perché era riuscito a dare solo due mani di vernice trasparente alle anatre e non le classiche tre, risparmiando così tempo e costi. Ole lo guardò e poi lo esortò a tornare indietro, aprire le scatole con le anatre e a dare l’ultima mano di venice. E farlo tutto da solo senza aiuto. Godtfred ricordò quindi che con suo padre non si poteva discutere e che in quel frangente capì cosa voleva dire la qualità ed ebbe una grande lezione.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.lego.com/…/legohisto…/godtfred-kirk-christiansen

Fonte foto:
https://www.lego.com/…/legohisto…/godtfred-kirk-christiansen

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E fu il primo zombie https://www.brickpatici.it/e-fu-il-primo-zombie/ Thu, 11 Jan 2018 22:28:41 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1914 Molto spesso (quasi sempre) acquistiamo senza farci troppe domande. E nel caso dei set lego e delle minifig è ancora più valido come concetto. Beh parliamo oggi delle origini di un personaggio iconico ovvero lo […]

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Molto spesso (quasi sempre) acquistiamo senza farci troppe domande. E nel caso dei set lego e delle minifig è ancora più valido come concetto. Beh parliamo oggi delle origini di un personaggio iconico ovvero lo zombie serie 1 del 2010 (8683).

Quella minifig, che ad oggi è considerata rara, fu la prima minifig a rappresentare per la prima volta nel mondo LEGO uno zombie. Fu una vera illuminazione che portò successivamente un riversamento di molti altri tipi di zombie sulla scena del mondo LEGO e fu proprio questo zombie ad ispirare la serie tutta “horror” (passatemi il termine) Monster Figthers di cui tra l’altro è presente proprio un set dedicato.

La stessa minifig inoltre fu presente nel set seasonal Halloween accessory 850487 del 2012 con vesti marroni. Ma dove è la curiosità? Questo zombie ha una accessorio più unico che raro ovvero una Turkey leg più lunga del normale (ovvero della classica turkey leg 33057) che ha un suo codice ben definito cioè 88432. E la stranezza è che fece la sua prima comparsa con questo personaggio per poi riapparire nel set Classic Pirate 850839 del 2013 e poi più nulla. Non si tratta di una decalcomania ma di uno stampo vero e proprio utilizzato solo in queste due occasioni. Comunque sia non fu un errore ma una scelta vera e propria dettata da parte del designer di avere quell’accessorio ma ad oggi non si conosce l’effettivo motivo di questa scelta.

La stessa minifig è apparsa sempre nel 2010 sui Badge dedicati alle minifig della serie 1 che si potevano trovare nel legoland di Windsor (sei si potevano trovare acquistando un pasto per i propri bambini, altri sei erano riservati allo staff e in più era presente uno speciale Badge oro riservato allo staff e che ti permetteva la possibilità di un ingresso gratis)

Fonti e ulteriori approfondimenti: https://books.google.it/books…http://lego.wikia.com/wiki/Zombie_Badgehttp://lego.wikia.com/wiki/Zombie_(Minifigures)https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…http://lego.wikia.com/wiki/Minifigure_Badgeshttps://www.bricklink.com/catalogItemIn.asp?P=88432&in=S

Fonte foto: http://lego.wikia.com/wiki/Zombie_Badgehttp://lego.wikia.com/wiki/Zombie_(Minifigures)https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page…

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Kristiansen o Christiansen? https://www.brickpatici.it/kristiansen-o-christiansen/ Thu, 04 Jan 2018 22:57:15 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1636 Che dilemma, vero? In Danimarca era uso per il cognome Kristiansen utilizzare sia la K che il Ch per essere scritto. Il cognome del fondatore Ole Kirk era Kristiansen da certificato di nascita ma lui […]

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Che dilemma, vero? In Danimarca era uso per il cognome Kristiansen utilizzare sia la K che il Ch per essere scritto. Il cognome del fondatore Ole Kirk era Kristiansen da certificato di nascita ma lui era solito firmare utilizzando entrambe le formule. Lo stesso fu per il figlio Godtfred Kirk che per suo nipote ovvero Kjeld Kirk entrambi battezzati Kristiansen ma qui viene il dilemma: perché allora sia Ole che Kjeld sono Kristiansen mentre Godtfred è Christiansen? Semplicemente perché Godtfred decise (rispetto a suo padre) di firmare e utilizzare solo lo stile Ch per tutta la vita ma ovviamente questo non basta. Infatti Ole Kirk Kristiansen è a tutti gli effetti riconosciuto con la K (In LEGO ovviamente) perché riportato sul suo certificato di nascita benchè utilizzasse entrambe le formule, Godtfred invece proprio per la sua scelta di utilizzare la formula Ch, sfruttò la riforma danese del cambio nome del 1980 per cambiare sul certificato di nascita il cognome da Kristiansen a Christiansen. Kjeld invece è stato battezzato con il cognome originario ovvero Kristiansen ed è il cognome presente sul certificato di nascita. Per cui semplicemente la decisione di Godtfred ha fatto nascere questo dilemma e talvolta anche storie fantasiose (come un errore di trascrizione alla nascita) ma a quanto sembra la soluzione è più semplice del problema.

Fonti e ulteriori approfondimenti:
https://www.lego.com/en-us/legohistory/kristiansen-or-christiansen
https://itlug.org/forum/topic/4079-christiansen-o-kristiansen/

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375 vs. Nexo Knights Fortrex 70317 https://www.brickpatici.it/375-vs-nexo-knights-fortrex-70317/ Thu, 07 Dec 2017 19:30:33 +0000 http://www.brickpatici.it/?p=1590 Penso che non c’è set più iconico per i nostalgici dei vecchi set lego se non il set 375 ovvero il castello giallo classico. Diciamo che se allora fece innamorare molti, ad oggi quei molti […]

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Penso che non c’è set più iconico per i nostalgici dei vecchi set lego se non il set 375 ovvero il castello giallo classico. Diciamo che se allora fece innamorare molti, ad oggi quei molti ne sono affascinati ed attratti. Uscito nel 1978 (1981 in America con il codice 6075) fece la storia del tema Classic Castle. Tema che purtroppo fini con la fine della seri Classic Castle nel 1984 quando venero introdotte delle migliorie ai set, come appunto i cavalli (trattato in un altro post) in un unico pezzo, che resero questi set in un certo senso obsoleti. E qui veniamo alle curiosità tema della mia rubrica: sapevate che il 375 in origine non doveva essere giallo ma bensì in tan o grigio scuro? Ebbene è quanto emerso da un intervista al designer Daniel August Krentz papà del 375 che al BrickJournal americano n°8 lo ha rivelato. Poi fu fatto giallo perché quei colori erano destinati ai costruttori LEGOLAND. Comunque sia sappiate che il tema Classic Castle è sempre vissuto nella storia dei set lego tantè che i vari designer lo fecero rivivere creando varie serie come Fantasy Era oppure le serie Kingdoms o Kingdoms 2 , Castle e via dicendo fino ad arrivare al Nexo Knights di oggi. Diciamo che con questa seria hanno voluto chiudere il cerchio e tornare alle origini. Come? Il Fortrex 70317 è il Classic Castle in chiave moderna nonché omaggio a quell’iconico set che iniziò l’era Castle. Innanzitutto come potete vedere la forma del Fortrex ricorda molto il 375 e poi c’è un dettaglio che a pochi è sfuggito ma che è iconico e rende omaggio proprio a quella antica serie progenitrice delle successive serie Castle. Se osservate gli adesivi presenti sui stendardi color trans neon orange presenti sulle due torri frontali oppure presenti sulle fiancate noterete appunto la presenza del codice di quell’iconico set ovvero 375/6075.

Fonte ricerca:
Quizzone 18° compleanno ItLug
Francesco ItLug Ambassador

Fonti e ulteriori approfondimenti: https://www.oldbricks.it/…/12/castello-giallo-non-solo-gia…/ http://lego.forum.forumcommunity.net/?t=58884972

Fonte foto:
http://lego.forum.forumcommunity.net/?t=58884972

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