Micro World – Brickpatici https://www.brickpatici.it ASSOCIAZIONE CULTURALE DEDICATA AI PIU' FAMOSI MATTONCINI DEL MONDO Mon, 13 Jan 2020 19:14:11 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.6.19 https://www.brickpatici.it/brickpatici/wp-content/uploads/2019/09/cropped-brickpatici-32x32.png Micro World – Brickpatici https://www.brickpatici.it 32 32 Microscala e minimalismo https://www.brickpatici.it/microscala-e-minimalismo/ Tue, 02 Apr 2019 17:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=6002 Volendo trovare punti di contatto tra la tecnica del microscala ed una corrente artistica non possiamo non accostarci al minimalismo. Il micro-builder è a tutti gli effetti un costruttore minimalista. In proposito vi riporto tre […]

The post Microscala e minimalismo first appeared on Brickpatici.

]]>
Volendo trovare punti di contatto tra la tecnica del microscala ed una corrente artistica non possiamo non accostarci al minimalismo. Il micro-builder è a tutti gli effetti un costruttore minimalista.
In proposito vi riporto tre interessanti definizioni pescate nel web:

  • Minimalismo complessivo: l’idea di ridurre al massimo il numero di prodotti e materiali impiegati nella costruzione, ovvero nel componimento di un corpo architettonico;
  • Minimalismo locale: l’idea di ridurre al massimo lo spazio urbano o semplicemente fisico che occuperebbe un corpo architettonico;
  • Minimalismo detrattivo: l’idea di ridurre al massimo le caratteristiche estetiche aggiuntive che possederebbe un corpo architettonico.

Personalmente trovo che l’essenza del microscala stia perfettamente nella summa di queste definizioni:

  • ridurre il numero elementi, ovvero ricorrere al minor numero di “pezzi”;
  • ridurre lo spazio, ovvero riprodurre in piccolo ciò che nella realtà occupa un volume maggiore;
  • ridurre le caratteristiche estetiche, ovvero “limitarsi” a richiamare quelle essenzialmente distintive.

Di seguito alcune “opere” di Justin MacMillan, ed un piccolo estratto di un suo articolo pubblicato sul numero 36 di settembre 2015 del Brick Journal.

“My LEGO work is mostly small-scale architecture, and it is inspired by the places I’ve lived. Over the years I’ve called three coasts home. In my time moving from one side of the United States to the other, I have seen a lot of buildings and infrastructure. As a kid, my parents’ professions also exposed me to several building styles, while their approach to life allowed me to experience different cultures and a diverse set of experiences that would shape my vision and understanding of how different people live together on this little blue ball we collectively call home.”

Il mio costruire con i LEGO è perlopiù architettura su piccola scala, ispirato ai luoghi in cui ho vissuto. Nel corso degli anni ho chiamato casa tre coste. Passando da una parte all’altra degli Stati Uniti, ho visto molti edifici e infrastrutture. Da bambino, le professioni dei miei genitori mi hanno offerto la possibilità di osservare diversi stili di costruzione, mentre il loro approccio alla vita mi ha permesso di sperimentare diverse culture e una serie diversificata di esperienze che avrebbero modellato la mia visione e comprensione di come persone diverse vivono insieme su questa piccola palla blu che chiamiamo casa.

The post Microscala e minimalismo first appeared on Brickpatici.

]]>
Lego 10230 (Dove c’è tanto da imparare) https://www.brickpatici.it/lego-10230-dove-ce-tanto-da-imparare/ Mon, 18 Mar 2019 18:00:47 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5983 Questo mini-modulare, rilasciato nel 2012, è un autentico manuale in tre dimensioni della Microscale Tecnique (…). Come già detto costruire in microscala significa mantenersi al di sotto della scala 1:48 (Minifigurescale); rispettata tale condizione si […]

The post Lego 10230 (Dove c’è tanto da imparare) first appeared on Brickpatici.

]]>
Questo mini-modulare, rilasciato nel 2012, è un autentico manuale in tre dimensioni della Microscale Tecnique (…).
Come già detto costruire in microscala significa mantenersi al di sotto della scala 1:48 (Minifigurescale); rispettata tale condizione si apre un ventaglio di opzioni in termini di dimensioni.
A mio parere il set rappresenta, per tecnica e dimensioni, il Microscala per antonomasia.

L’idea
Il set racchiude cinque modulari molto noti: Grand Emporium, Fire Brigade, Green Grocer, Market Street e Coffee Shop. I cinque moduli vengono poi assemblati attraverso brick modificati e pin conservando la propria autonomia anche in fase di costruzione.

La riproposizione è di sicuro effetto richiamando, con essenziale esaustività, il set di riferimento.
Di seguito i due modelli a confronto.

Grand Emporium – 10211

Molto bella l’idea dell’ascensorino per il lavavetri, gradevolissimo il richiamo della pavimentazione esterna e dell’insegna.

Fire Brigade 10197

 

Interessante la soluzione adottata per la campana e la bandiera … Non era complicato aggiungere un alberello.

Green Grocer – 10185

Quasi inappuntabile … buona l’idea dell’utilizzo della finestrella per riprodurre la vetrina.

Market Street 10190

Molto ben fatto … difficile riprodurre la scaletta d’ingresso con l’effetto chiocciola.

Lego Cafe Corner 10182

The post Lego 10230 (Dove c’è tanto da imparare) first appeared on Brickpatici.

]]>
Microscala: Scelta ed opportunità https://www.brickpatici.it/microscala-scelta-ed-opportunita/ Mon, 25 Feb 2019 18:00:14 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5941 Costruire in scala micro è una scelta che ci consente di riprodurre modelli molto piccoli di ciò che nella realtà è naturalmente gigantesco. Come detto e’ una scelta ma anche una grossa opportunità. Pensando ad […]

The post Microscala: Scelta ed opportunità first appeared on Brickpatici.

]]>
Costruire in scala micro è una scelta che ci consente di riprodurre modelli molto piccoli di ciò che nella realtà è naturalmente gigantesco. Come detto e’ una scelta ma anche una grossa opportunità.
Pensando ad un modello in microscala, come più volte ricordato, la mente ci propone subito l’immagine di uno skyline, un architecture, una microcity, un micro-veicolo ecc. … trascurandone però le potenzialità e le possibili implicazioni legate alla organizzazione degli spazi “interni”.
Nonostante le ridottissime dimensioni, un edificio in microscala può infatti celare interni molto interessanti.
I classici set in scala minifigure sono naturalmente provvisti di elementi definitivi ovvero destinati a rappresentare ciò che sono nella realtà.
Nel microscala viceversa non esistono, salvo rarissime eccezioni, elementi definitivi … eccoci quindi a dover impiegare al massimo tutta la nostra creatività e la nostra immaginazione.
A condizione di tenere sempre a mente i due cardini della tecnica (scala e colpo d’occhio), qui viene il difficile o, se volte, inizia il divertimento.
In basso alcuni render di un loft che mi sono divertito a riprodurre con Stud.io.

L’esterno volutamente minimal presenta alcuni headlight utilizzati per le finestre ed un brick 1×1 poggiato su un jumper (così da creare una piccola rientranza) come portoncino d’ingresso.

Nel suo piccolo questo appartamento offre le sue comodità:

  • letto (plate, tile, slope)
  • divano (plate, tile)
  • tavolo con 3 sedute (plate, jumper, plate round)
  • tv led (tile)
  • lampade (brick round, tile round)
  • clima (tile grille)
  • quadri e piante (tile decorated)

The post Microscala: Scelta ed opportunità first appeared on Brickpatici.

]]>
Costruire un microscala https://www.brickpatici.it/costruire-un-microscala/ Mon, 11 Feb 2019 18:00:08 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5920 (Piccola nota autobiografica) In generale prima, durante, e dopo la “costruzione” mi assicuro di aver rispettato quelli che considero due cardini: Scala inferiore a quella minifigure; Colpo d’occhio. Volendo, l’essenza del microscala è tutta qui. […]

The post Costruire un microscala first appeared on Brickpatici.

]]>
(Piccola nota autobiografica)
In generale prima, durante, e dopo la “costruzione” mi assicuro di aver rispettato quelli che considero due cardini:

  • Scala inferiore a quella minifigure;
  • Colpo d’occhio.

Volendo, l’essenza del microscala è tutta qui.
Oggi, riguardando i miei primi esperimenti, mi accorgo di aver sempre avuto riguardo, seppur inconsapevolmente, più per la seconda che per la prima regola.
Costruire con i Lego è un qualcosa di dinamico. Confrontate i primi LEGO® con quelli attuali… Personalmente apprezzo tantissimo i primi perché vintage, ma è innegabile che quelli attuali siano meglio definiti o per così dire “più “evoluti”.
Come accade un pò per tutte le MOC anche per il microscala non esiste però un manuale. Di contro esistono molte tecniche, quelle sì ampiamente descritte, per rappresentare una finestra, una porta, un edificio, un albero, una vettura, ecc.

Nell’immagine in alto il posizionamento di alcuni slope “a scalare” e l’utilizzo di un Technic brick con foro assiale ci danno la facciata frontale di una chiesa.

The post Costruire un microscala first appeared on Brickpatici.

]]>
LEGO® Architecture https://www.brickpatici.it/lego-architecture/ Mon, 04 Feb 2019 18:00:40 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5893 Credo di aver realmente iniziato ad apprezzare il microscala solo dopo aver visto i primi set delle serie LEGO® Architecture. Probabilmente anche agli occhi di un architetto (LEGO® fan di primo pelo) passeranno inosservati i […]

The post LEGO® Architecture first appeared on Brickpatici.

]]>
Credo di aver realmente iniziato ad apprezzare il microscala solo dopo aver visto i primi set delle serie LEGO® Architecture.
Probabilmente anche agli occhi di un architetto (LEGO® fan di primo pelo) passeranno inosservati i tanti dettagli e le tecniche di costruzione che si nascondo dietro questi meravigliosi modelli per concentrarsi su altri aspetti.
Molti di noi conoscono il tema grazie agli skyline delle grandi città. Ebbene non tutti sanno che questa sub-categoria della famiglia Architecture è relativamente giovane (i primi skyline risalgono infatti al 2016).
Un po’ di storia e qualche curiosità…
“Nel 1961, LEGO® introdusse la gamma di prodotti “Modello in scala” per far fronte al crescente interesse delle persone nel progettare le proprie case in quel periodo. Quasi 50 anni dopo, Adam Reed Tucker, un artista con una laurea in architettura della Kansas State University, ha proposto di riportare questa combinazione di architettura e gioco, ma in un modo diverso. I primi modelli di Lego Architecture di Tucker erano per i grattacieli della sua città natale, Chicago, e così è iniziato tutto.
I primi sei set di costruzione della gamma sono stati rilasciati nel 2009, come parte di due serie: la serie Landmark e la serie Architecture. La serie Landmark comprendeva modelli di quattro grattacieli statunitensi: Sears Tower e John Hancock Center a Chicago, Space Needle a Seattle e Empire State Building a New York City, mentre la serie Architecture includeva modelli dei due capolavori di Frank Lloyd Wright : il museo Solomon R. Guggenheim e Fallingwater.
Nel 2011, LEGO® Architecture ha oltrepassato i confini degli Stati Uniti e ha raggiunto il livello mondiale con l’uscita del set Burj Khalifa e, successivamente, della serie della Porta di Brandeburgo di Berlino, come parte della serie Landmark. La serie Architect’s è diventata globale nel 2012 con l’uscita del modello Lego per la famosa Sydney Opera House.”
Una menzione particolare tocca al set LEGO® Architecture (2013) che con i suoi 1210 “brick” bianchi e trasparenti sembra destinato ad un pubblico adulto se non di professionisti.
Osservate questi modelli anche solo guardando le immagini sulla confezione. Concentratevi su un edificio, un monumento osservandoli da vicino. Tornate a casa e provate a riprodurli personalizzandoli.
In alternativa potete provare a scaricare qualche libretto di istruzioni… Io lo faccio spesso.

The post LEGO® Architecture first appeared on Brickpatici.

]]>
Microcity: Meribia di Marco De Bon https://www.brickpatici.it/microcity-meribia-di-marco-de-bon/ Mon, 28 Jan 2019 18:00:47 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5884 Immergiamoci subito nelle atmosfere di questo diorama per provare poi ad analizzarne alcuni aspetti tecnici e stilistici. Vi lascio alle parole dell’autore… “Ho cominciato la costruzione della mia Microcity (che ho chiamato Meribia) un anno […]

The post Microcity: Meribia di Marco De Bon first appeared on Brickpatici.

]]>
Immergiamoci subito nelle atmosfere di questo diorama per provare poi ad analizzarne alcuni aspetti tecnici e stilistici.
Vi lascio alle parole dell’autore…
“Ho cominciato la costruzione della mia Microcity (che ho chiamato Meribia) un anno fa, agli inizi del 2018; precedentemente, la mia esperienza si fermava alla costruzione di mech, ma quella della micro scala è un mondo che mi ha sempre incuriosito. Una volta studiati certi meccanismi, mi ci sono buttato e ho creato i primi 4-5 edifici, ma ben presto mi sono accorto che, accanto ai miei amati robottoni, ormai cominciavano ad accumularsi piccole strutture, palazzi di ogni tipo e così via; così ho realizzato un primo mini quartiere, già predisposto per una possibile espansione. Contemporaneamente, ho partecipato con i miei mech alle mie prime esposizioni nelle varie fiere dedicate al mattoncino e mi sono accorto di quanto sia importante curare l’esposizione e quanto colgano l’attenzione le moc più grandi. Quindi ho pensato di unire tutto ciò che mi riesce discretamente con il Lego ed è nato un vero e proprio progetto: Meribia doveva essere al contempo una intera microcity indipendente, ma anche un diorama funzionale allo scontro tra due mech. Naturalmente, quei mech non possono ospitare una minifig, vista la scala, pertanto le due realizzazioni si rifanno allo spirito e proporzioni dei colossi del film Pacific Rim. Per Meribia ho previsto un totale di sei quartieri/zone, e sono attualmente all’80% della realizzazione. I quartieri tendono a portare gradualmente la city ad un cuore centrale che presenta i palazzi più grandi, e questa è stata una precisa scelta espositiva, in modo che l’osservatore possa vedere quasi tutto già ad un primo colpo d’occhio. E per ”tutto” intendo anche i due ingombranti ospiti che calpesteranno la città, che hanno il loro posto preciso. Dopo la sesta zona il progetto sarà definitivamente chiuso, ma non ho intenzione di abbandonare l’idea dei diorami funzionali ai mech; molto probabilmente tenterò con scale diverse e con approcci alternativi.”

 

Il colpo d’occhio è meraviglioso, edifici tra il moderno ed il futuristico, colori e stili ben accostati.
Per l’imponenza spiccano, senza mai oscurare il resto, il cuore di grattacieli light gray/sand green con i suoi slope curvi, ed il distretto semi-industriale.
Qui, tra edifici (istituti) dedicati alla ricerca e impianti, la fanno da padroni tile e slope curvi, un dish inverted (radar), varie wheels e bricks round.

Le dimensioni e l’elevata densità di elementi ne fanno un’opera perfetta per esposizione in eventi fieristici.

Nota
Molte microcity sono più facilmente apprezzabili in foto, altre meno. Ferme restando le proporzioni (la scala), l’estensione può fare la differenza specie nel caso di “opere” da esporre in spazi molto ampi (es. capannoni).

Altri elementi di pregio:

  • la simmetria degli edifici;
  • la distribuzione degli elementi (molto belli quelli a schiera nella combinazione tan, trans clear e dark brown);
  • la rotazione – rispetto all’asse normalmente imposto dagli incastri – di alcuni edifici;
  • la pulizia delle linee;
  • il verde (personalmente lo ritengo un must);
  • last but not least la base, ben curata e studiata per l’incastro di moduli/quartieri aggiuntivi.

In attesa dell’ultimo e definitivo step me ne starò qui a contemplare Meribia, cercando spunti ed idee (ce ne sono diversi) da replicare in qualche sessione di “lavoro”.
Ancora grazie Marco

The post Microcity: Meribia di Marco De Bon first appeared on Brickpatici.

]]>
L’idea https://www.brickpatici.it/lidea/ Mon, 21 Jan 2019 18:00:20 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5860 Quando parliamo di microscala, con ogni probabilità, pensiamo subito ad una microcity o ad uno skyline. Non dimentichiamo però che è microscala tutto ciò che non è a dimensione di minifig. Ben vengano quindi microcity […]

The post L'idea first appeared on Brickpatici.

]]>
Quando parliamo di microscala, con ogni probabilità, pensiamo subito ad una microcity o ad uno skyline. Non dimentichiamo però che è microscala tutto ciò che non è a dimensione di minifig. Ben vengano quindi microcity (micro-polis), ma anche microtruck, un microfighter, ecc.
Come per una qualunque MOC(My-own-creation) l’approccio alla realizzazione di un microscala può esser molto o per niente complesso / articolato.
Molto dipende dall’idea… Sempre che un’idea ce l’abbiamo.

Piccola nota autobiografica
Mi sono spesso ritrovato a realizzare cose entusiasmanti un po’ per caso.
Molte delle mie sessioni iniziavano riversando tutto lo sfuso sul piano di lavoro, tenendo sempre a tiro il brick separator. Se la seconda mossa era quella di afferrare un plate di medie dimensioni (es. 6×6) allora finiva con un micro-diorama… Diversamente, era una vettura, una spaceship ecc.

Quando un’idea, invece, ce l’abbiamo è opportuno buttare giù uno schizzo individuando i tratti salienti e/o caratterizzanti, senza trascurarne fin dove è possibile alcuni dettagli.
Se, combinando tra loro due o più brick, i possibili incastri sono quasi un miliardo, anche le soluzioni offerte dall’accostamento dei colori sono molteplici. Ecco quindi che elementi distintivi e dettagli possono essere ben rappresentati da un colore o da una loro “combinazione” piuttosto che un’altra.
Nello skyline in basso l’attenzione è sbilanciata verso l’aspetto cromatico rispetto a quello strutturale (complice anche la ridottissima dimensione del microscala). I plate 1×2 trans clear black ad esempio simulano piani con ampie vetrate, il plate round trans clear blue una fontana (se l’avessimo scelto verde avrebbe rappresentato un albero).

I tile
Nei diorami (micro) metropolitani, e non solo, l’utilizzo dei tile è un must, quando invece ci si sposta verso ambienti naturali/rurali gli stud a vista possono essere invece “sfruttati” come elementi caratterizzanti.

The post L'idea first appeared on Brickpatici.

]]>
La scala https://www.brickpatici.it/la-scala/ Mon, 14 Jan 2019 18:00:37 +0000 https://www.brickpatici.it/?p=5831 Buona parte dei set LEGO® vengono spesso indicati, dai non addetti, come modelli in microscala… Un ristorante, una vettura piuttosto che una stazione di polizia. Qui però parliamo d’altro, siamo altro. Proviamo ora a delimitare […]

The post La scala first appeared on Brickpatici.

]]>
Buona parte dei set LEGO® vengono spesso indicati, dai non addetti, come modelli in microscala… Un ristorante, una vettura piuttosto che una stazione di polizia. Qui però parliamo d’altro, siamo altro.
Proviamo ora a delimitare l’area compiendo il primo e fondamentale passo per addentrarci in questo mondo, per arrivare successivamente a realizzare qualche microscala.
Brickipedia ci fornisce questa definizione:

“Microscale (anche chiamato Miniscale) è uno stile di costruzione LEGO® in cui i modelli sono costruiti più piccoli rispetto alla scala minifigure standard (che è circa 1:48). Ciò consente la costruzione di modelli relativamente piccoli e di conservazione dello spazio di enormi strutture che di solito sarebbero molto grandi se costruite in dimensioni compatibili con minifigure.
Molti dei primi set LEGO® rilasciati prima dell’introduzione delle minifigure possono essere considerati modelli su microscala ma il termine di solito si riferisce ai nuovi prodotti e ai MOC. I modelli di microscala LEGO® ufficiali possono essere trovati nella linea Star Wars Mini o nel tema Architettura.
Il termine microscala sembra implicare una piccola dimensione ma questo non deve essere il caso. I set 10030 Imperial Star Destroyer e 10143 Death Star II sono tecnicamente microscopici nonostante le loro grandi dimensioni, poiché sono ben al di sotto della scala minifigure. “

“Microscale (also called Miniscale) is a LEGO® building style in which models are constructed smaller than in standard minifigure scale (which is roughly 1:48). This allows the construction of relatively small and space-preserving models of huge structures that would usually be very large when built in a minifigure-compatible size.
Many early LEGO® sets that were released before the introduction of minifigures can be considered microscale models but the term usually refers to newer products as well as MOCs. Official LEGO® microscale models can be found in the Star Wars Mini line or the theme Architecture.
The term microscale seems to imply a small size but this doesn’t have to be the case. The sets 10030 Imperial Star Destroyer and 10143 Death Star II are technically microscale models despite their large size, since they are well below minifigure scale.”

La definizione di microscala che abbiamo fatto nostra ci concede, bricks alle mani, ampi spazi di manovra.
Una microbuild può avere proporzioni e dimensioni diverse a patto che non possa “varcarne la soglia” una minifigure; ecco quindi che una porta o una finestra può avere le dimensioni di un brick 1×1 ma anche di un plate 1×1, un albero può non avere i classici leaves ma elevarsi al massimo di un paio di plate o brick e ramificare attraverso un piccolo intreccio di plate 1×2 o round ecc.

In sintesi tutto ciò che è inferiore alla scala minifigure può considerarsi microscala, e non importa quanto sia grande il nostro diorama/modellino/set ecc. Prima quindi di iniziare a costruire è necessario decidere che tipo di scala adottare per trasformare la nostra idea in un “modellino in mattoncini”.

Costruire in microscala ci pone di fronte a numerose sfide ma ci offre altrettante opportunità.
A volte sarà necessario ignorare alcuni dettagli dell’idea che andremo a rappresentare, altre volte l’utilizzo di un brick particolare di un colore piuttosto che un altro può essere decisivo se non addirittura risolutivo.
Ciò che conta alla fine è il colpo d’occhio… Se guardando il nostro modellino da più angolazioni possibili s’intuisce cosa rappresenta, il gioco è fatto!

The post La scala first appeared on Brickpatici.

]]>