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Il packaging dei set LEGO®

Ciao amici di Vintage Bricks e buon anno innanzitutto. Anche se, per alcuni di voi, il 2019 è cominciato nel 2018
Parlo di tutti quelli che hanno organizzato delle esposizioni, dei raduni, degli incontri. Penso al WinterBricks ferrarese, ma anche a tutti gli altri eventi che si sono tenuti, e si terranno in questi 12 mesi.
Io da collezionista/accumulatore ho messo le mani su alcuni set davvero interessanti (e non sono pirati…) e mi sto preparando (come voi) a quanto arriverà in questa stagione.
Quindi un occhio guardo avanti. Sicuramente. Penso ai progetti e i risultati del sottomondo Ideas. La 500, la casa sull’albero, e ad altre cose davvero meritevoli. Penso a quale macchina sforneranno nella alta Valtellina (che sia una Stratos?), penso a come guadagnare spazio per i nuovi arrivi.
No, non aspetto figli, cosa avete capito, ne ho già due, e il cinema, in casa nostra è garantito
Insomma guardo avanti. Ma guardo anche indietro. Perchè lo sapete, sono un inguaribile romantico.
Che ancora si emoziona guardando alcuni set anni ’80/’90
Più che altro guardo i loro box. E penso a quel piccolo passo indietro che ha fatto LEGO® a riguardo.
Mi spiego meglio.
Prendete la Rally Car 42077 e la sua scatola. Un semplice (seppur grande) parallelepipedo. Senza sorprese. Quasi banale
Poi fate un salto indietro, fino al 1986. E prendete in mano il set 8035 “Universal Set”. Capirete immediatamente a cosa io alluda.
Ho preso un set semplice. Non una pietra miliare. Uno dei tanti set del mondo Technic. Potevo citarne tanti altri (probabilmente più famosi) ma ho preso questo, perchè sottomano.
Ora, io non conosco molto bene tutti i set Technic e il loro packaging, (tolti alcuni articoli esclusivi), ma in linea di massima l’idea che mi sono fatto è che potrebbero fare un pò di più.
Non sono un esperto conoscitore, quanto possa esserlo di pirati, ma non serve una laurea per vedere le differenze
Aprire una scatola e ribaltare i sacchetti sul tavolo… Non è soddisfacente come sbirciarne il contenuto. Perchè nella plastica che utilizzavano, c’erano i pezzi più importanti del set. Le ruote, gli ammortizzatori, alcuni ingranaggi…
Insomma, sollevare il coperchio e guardare attraverso l’inlay dava gusto, un sacco. Ed è ancora così. Non solo per me, ma anche per tanti altri che condividono questa mia nostalgia.
E’ vero per esempio, che alcune scacchiere sono confezionate in maniera spettacolare, o che Bugatti e Porsche abbiano dei cofanetti unici. Ma io non voglio convincervi, bensì esprimere la gioia che provo, ogni volta che metto mano su un set vintage, così prodotto.
A memoria anche nella serie Pirates abbiamo avuto questa involuzione. Penso alla Imperial Flagship 6271 e alla sua discendente 10210. Due box completamente diversi.
E non può essere solo una questione di dimensioni.
Una volta, anche i set comuni, erano spettacolari nella loro semplicità. Ora devi cercare il prodotto d’elite, se vuoi ricevere lo stesso trattamento
E sapete io cosa faccio? Mi godo il mio, banalissimo, semplicissimo, comunissimo, set Technic vintage. Un fante. Non un generale. Un soldato semplice. Non un colonnello. Ma lo metto lo stesso in vetrina. Perchè la merita. L’armadio lo lascio per imperatori, principi, re e regine.
Voglio chiudere con una frase da film ,tra le mie preferite in assoluto:

“IL CLASSICO NON SI BATTE”

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